Politica
Schengen, accordo Italia-Spagna: stop ai controlli alle frontiere
Pubblicato
25 minuti fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “I Ministri dell’Interno di Italia e Spagna Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska, dopo un cordiale colloquio telefonico, programmato in seguito all’incontro avvenuto a margine del Consiglio europeo tra i Premier Giorgia Meloni e Pedro Sánchez, hanno concordato che le sospensioni di Schengen in vigore nei due Paesi non verranno prolungate ulteriormente”. Lo rende noto un comunicato del Viminale.
La decisione, “maturata dopo una attenta analisi della situazione, sarà accompagnata dal potenziamento dello scambio informativo per garantire la piena sicurezza dello spazio comune Schengen”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Potrebbero interessarti
-
Giuli “36 milioni per istituzioni e festival per sostenere ricerca, formazione e creatività”
-
La MotoGp a Philip Island, Martin avverte Marc Marquez: “Mi sento veloce”
-
Truffe e infiltrazioni su appalti post ricostruzione sisma Marche, 8 arresti
-
Vertice di Governo su autotrasporto e agricoltura: pronto un pacchetto di misure
-
Wta Ningbo, niente da fare per Paolini: Jovic passa in due set
-
Nba, Minnesota batte gli Heat di Fontecchio e Antetokounmpo. Buona la prima per i Lakers di Doncic
Politica
Vertice di Governo su autotrasporto e agricoltura: pronto un pacchetto di misure
Pubblicato
3 ore fa-
22 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Governo è impegnato da giorni per individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell’autotrasporto. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi, aggiungendo che il ministro Salvini ha infatti incontrato le rappresentanze dell’autotrasporto, affrontando le criticità sollevate dalla categoria e raggiungendo un’intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo. Ha inoltre incontrato altri soggetti coinvolti nelle mobilitazioni, che avrebbero manifestato disponibilità rispetto ai provvedimenti annunciati dal Governo.
Il Governo – fanno sapere le stesse fonti -, a partire dal presidente Meloni, è ora al lavoro per tradurre rapidamente gli impegni assunti in misure concrete e ha convocato per domani un Consiglio dei ministri per l’approvazione di un decreto legge, che riunisca gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo.
Il proseguimento di alcune proteste, nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria, evidenzia una situazione più complessa. È necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale.
Allo stesso modo – fanno notare le fonti -, occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità. Il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili. A pagare il prezzo dei blocchi sono infatti anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività. Una contraddizione che rende ancora più urgente ricondurre la mobilitazione nell’ambito di un confronto ordinato e rispettoso della legge, concludono le fonti.
VERTICE IN SERATA A PALAZZO CHIGI
Si è svolta in serata a Palazzo Chigi una riunione presieduta dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a cui hanno preso parte i Vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il Viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, i Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sulle misure da portare domani in Consiglio dei Ministri. In particolare per l’autotrasporto si è discusso degli esiti del confronto avvenuto ieri con i rappresentanti di categoria e sull’immediata operatività dei provvedimenti. L’esecutivo è al lavoro senza sosta anche per approvare un pacchetto di norme e iniziative concrete a sostegno del comparto agricolo a cui sta lavorando il ministro Lollobrigida. Il Ministro dell’Interno Piantedosi ha relazionato sui contatti intercorsi con i Prefetti dei territori interessati dai blocchi stradali. Il Viminale è attivo per decongestionare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, assicurando la distribuzione dei generi alimentari e, nella giornata odierna, anche la consegna dei farmaci. Le Forze dell’Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Un servizio che sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta per poter continuare a lavorare in sicurezza.
URSO “IL VIMINALE STA IDENTIFICANDO I CAMIONISTI PER RIMUOVERE I PRESIDI”
“Le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con un comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il Paese dopo la riapertura del dialogo, considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno e, ovviamente, dai consumatori”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del Question Time alla Camera, in merito alle proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante. “Il Viminale riferisce che si sta procedendo all’identificazione anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura infatti comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo, emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”, ha aggiunto Urso.
LE ASSOCIAZIONI DELL’AUTOTRAPORTO CHIEDONO UN INTERVENTO PER RIMUOVERE I PRESIDI
Le Associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini “chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del Ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese”. Lo riferiscono le associazioni, in una nota congiunta, aggiungendo che “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione. Le Associazioni dell’Albo, con grande senso di responsabilità verso il Paese e le aziende che rappresentano, continuano a ritenere il confronto l’unica strada possibile per affrontare con realismo l’attuale emergenza”. “Forme di protesta con blocchi stradali e minacce che impediscono la libera circolazione di merci e persone non solo non producono nessun risultato per la categoria, gravemente danneggiata anche nell’immagine, ma finiscono per compromettere ulteriormente la già delicata situazione economica”, conclude la nota.
SALVINI “SBLOCCATI FONDI PER 1 MILIARDO”
“Sono stati sbloccati fondi per più di 1 miliardo per l’aiuto contro il caro carburante per gli autotrasportatori, da marzo a tutto ottobre. Siamo riusciti a coprire uno sforzo enorme, e non penso che in Europa altri governi siano riusciti a fare altrettanto, il 70% dei maggiori costi; quindi, con un prezzo fisso del gasolio per chi lo usa per lavoro. L’obiettivo è arrivare a fine anno sperando che queste due maledette guerre finiscano. Ma da oggi, dopo un lavoro durato settimane, e sono arrivate 32 mila domande, cominciano i pagamenti per quasi mezzo miliardo. E’ qualcosa di importante. A questo si aggiungono 590 milioni per gli autotrasportatori che cambiano i mezzi”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a Radio Anch’io su Rai Radio1.
“Ancora oggi ci sono dei blocchi totali, io ho incontrato le sigle istituzionali e rappresentanti piccoli e piccolissimi perché è mio dovere ascoltare tutti. Siamo vicini a chi lavora perché capiamo la sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali e danneggiare milioni di altri lavoratori: produttori, agricoltori, agenti di commercio, pescatori e pendolari, coloro che fossero bloccati oggi sulla A1 a Salerno per dei blocchi illegali, qui parliamo di un’altra questione, parliamo di illegalità”, ha aggiunto.
PROTESTE AUTOTRASPORTO, SU A1 CHIUSO NODO A30 CASERTA-SALERNO
Non si ferma la protesta degli autotrasportatori in Campania. Alle ore 7:00 circa, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma, a causa di una manifestazione che sta interessando la sede autostradale.
ANCORA PRESIDI A PALERMO E CATANIA
In Sicilia la protesta degli autotrasportatori prosegue a macchia di leopardo, spinta da altre organizzazioni. Il Cts – Comitato trasportatori siciliano ha revocato il fermo dei servizi, dopo l’accordo siglato ieri a Milano con il ministro ai Trasporti, Matteo Salvini.
Ma al porto di Palermo è proseguita la protesta. Decine di autotrasportatori hanno passato la notte nel piazzale dello scalo. Una parte dei padroncini vuole mantenere il fermo almeno fino al 27 ottobre, quando ci sarà un nuovo incontro con il ministro Salvini. Proteste anche a Catania.
Il leader del Cts, Salvatore Bella, denuncia “blocchi illegali e minacce ai conducenti” nel capoluogo etneo, con i camionisti “impossibilitati a lavorare” e chiede l’intervento di prefetto e questore, per un “rischio rivolta sociale” e per “ripristinare subito la legalità in due snodi nevralgici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale”.
La quasi totalità degli associati Cts “manifesta la ferma volontà di proseguire regolarmente le proprie attività lavorative. Tuttavia, la libertà di circolazione e il diritto al lavoro sono attualmente impediti: decine di autotrasportatori sono di fatto bloccati e subiscono minacce dirette da parte di un gruppo di soggetti non autorizzati”.
PRESIDI AL CASELLO DI TREMESTIERI A MESSINA
Non si ferma la protesta degli autotrasportatori al casello autostradale di Tremestieri, a Messina, dove anche questa mattina i tir sono ancora presenti dopo l’incontro di ieri con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Alcuni autotrasportatori indipendenti si sono detti insoddisfatti dell’esito del confronto e hanno deciso di proseguire la mobilitazione a oltranza, in attesa di un accordo.
CODACONS “DENUNCEREMO I SINGOLI AUTOTRASPORTATORI”
“Se i blocchi stradali non saranno rimossi oggi stesso, il Codacons chiamerà i singoli autotrasportatori e le organizzazioni che stanno sostenendo le proteste a rispondere dei danni prodotti alla collettività e dei reati di blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata”. Così il Codacons in una nota. “Fin da subito abbiamo condiviso le ragioni della protesta, ma a fronte degli impegni assunti dal governo e degli stanziamenti annunciati in favore della categoria, i blocchi stradali che anche oggi stanno mettendo in ginocchio alcune regioni appaiono del tutto ingiustificati e rappresentano un evidente illecito a danno di della collettività – spiega il Codacons – La protesta degli autotrasportatori sta provocando infatti disagi immensi alla popolazione, non solo bloccando la circolazione stradale ma anche causando carenze di generi di prima necessità in negozi e supermercati”. “Per tale motivo se i blocchi stradali non saranno rimossi entro oggi, il Codacons presenterà nella giornata di domani una serie di denunce alle Procure della Repubblica territorialmente competenti, chiedendo di identificare i singoli autotrasportatori autori delle proteste e procedere nei loro confronti e verso le organizzazioni sindacali coinvolte per i reati di blocco stradale, violenza privata e interruzione di pubblico servizio”, conclude.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Nuovi blocchi al Sud, Meloni convoca Consiglio dei ministri per domani: “Decreto legge per aiutare autotrasportatori e agricoltori”
Pubblicato
14 ore fa-
21 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Governo è impegnato da giorni per individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell’autotrasporto. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi, aggiungendo che il ministro Salvini ha infatti incontrato le rappresentanze dell’autotrasporto, affrontando le criticità sollevate dalla categoria e raggiungendo un’intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo. Ha inoltre incontrato altri soggetti coinvolti nelle mobilitazioni, che avrebbero manifestato disponibilità rispetto ai provvedimenti annunciati dal Governo.
Il Governo – fanno sapere le stesse fonti -, a partire dal presidente Meloni, è ora al lavoro per tradurre rapidamente gli impegni assunti in misure concrete e ha convocato per domani un Consiglio dei ministri per l’approvazione di un decreto legge, che riunisca gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo.
Il proseguimento di alcune proteste, nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria, evidenzia una situazione più complessa. È necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale.
Allo stesso modo – fanno notare le fonti -, occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità. Il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili. A pagare il prezzo dei blocchi sono infatti anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività. Una contraddizione che rende ancora più urgente ricondurre la mobilitazione nell’ambito di un confronto ordinato e rispettoso della legge, concludono le fonti.
URSO “IL VIMINALE STA IDENTIFICANDO I CAMIONISTI PER RIMUOVERE I PRESIDI”
“Le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con un comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il Paese dopo la riapertura del dialogo, considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno e, ovviamente, dai consumatori”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del Question Time alla Camera, in merito alle proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante. “Il Viminale riferisce che si sta procedendo all’identificazione anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura infatti comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo, emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”, ha aggiunto Urso.
LE ASSOCIAZIONI DELL’AUTOTRAPORTO CHIEDONO UN INTERVENTO PER RIMUOVERE I PRESIDI
Le Associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini “chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del Ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese”. Lo riferiscono le associazioni, in una nota congiunta, aggiungendo che “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione. Le Associazioni dell’Albo, con grande senso di responsabilità verso il Paese e le aziende che rappresentano, continuano a ritenere il confronto l’unica strada possibile per affrontare con realismo l’attuale emergenza”. “Forme di protesta con blocchi stradali e minacce che impediscono la libera circolazione di merci e persone non solo non producono nessun risultato per la categoria, gravemente danneggiata anche nell’immagine, ma finiscono per compromettere ulteriormente la già delicata situazione economica”, conclude la nota.
SALVINI “SBLOCCATI FONDI PER 1 MILIARDO”
“Sono stati sbloccati fondi per più di 1 miliardo per l’aiuto contro il caro carburante per gli autotrasportatori, da marzo a tutto ottobre. Siamo riusciti a coprire uno sforzo enorme, e non penso che in Europa altri governi siano riusciti a fare altrettanto, il 70% dei maggiori costi; quindi, con un prezzo fisso del gasolio per chi lo usa per lavoro. L’obiettivo è arrivare a fine anno sperando che queste due maledette guerre finiscano. Ma da oggi, dopo un lavoro durato settimane, e sono arrivate 32 mila domande, cominciano i pagamenti per quasi mezzo miliardo. E’ qualcosa di importante. A questo si aggiungono 590 milioni per gli autotrasportatori che cambiano i mezzi”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a Radio Anch’io su Rai Radio1.
“Ancora oggi ci sono dei blocchi totali, io ho incontrato le sigle istituzionali e rappresentanti piccoli e piccolissimi perché è mio dovere ascoltare tutti. Siamo vicini a chi lavora perché capiamo la sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali e danneggiare milioni di altri lavoratori: produttori, agricoltori, agenti di commercio, pescatori e pendolari, coloro che fossero bloccati oggi sulla A1 a Salerno per dei blocchi illegali, qui parliamo di un’altra questione, parliamo di illegalità”, ha aggiunto.
PROTESTE AUTOTRASPORTO, SU A1 CHIUSO NODO A30 CASERTA-SALERNO
Non si ferma la protesta degli autotrasportatori in Campania. Alle ore 7:00 circa, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma, a causa di una manifestazione che sta interessando la sede autostradale.
ANCORA PRESIDI A PALERMO E CATANIA
In Sicilia la protesta degli autotrasportatori prosegue a macchia di leopardo, spinta da altre organizzazioni. Il Cts – Comitato trasportatori siciliano ha revocato il fermo dei servizi, dopo l’accordo siglato ieri a Milano con il ministro ai Trasporti, Matteo Salvini.
Ma al porto di Palermo è proseguita la protesta. Decine di autotrasportatori hanno passato la notte nel piazzale dello scalo. Una parte dei padroncini vuole mantenere il fermo almeno fino al 27 ottobre, quando ci sarà un nuovo incontro con il ministro Salvini. Proteste anche a Catania.
Il leader del Cts, Salvatore Bella, denuncia “blocchi illegali e minacce ai conducenti” nel capoluogo etneo, con i camionisti “impossibilitati a lavorare” e chiede l’intervento di prefetto e questore, per un “rischio rivolta sociale” e per “ripristinare subito la legalità in due snodi nevralgici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale”.
La quasi totalità degli associati Cts “manifesta la ferma volontà di proseguire regolarmente le proprie attività lavorative. Tuttavia, la libertà di circolazione e il diritto al lavoro sono attualmente impediti: decine di autotrasportatori sono di fatto bloccati e subiscono minacce dirette da parte di un gruppo di soggetti non autorizzati”.
PRESIDI AL CASELLO DI TREMESTIERI A MESSINA
Non si ferma la protesta degli autotrasportatori al casello autostradale di Tremestieri, a Messina, dove anche questa mattina i tir sono ancora presenti dopo l’incontro di ieri con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Alcuni autotrasportatori indipendenti si sono detti insoddisfatti dell’esito del confronto e hanno deciso di proseguire la mobilitazione a oltranza, in attesa di un accordo.
CODACONS “DENUNCEREMO I SINGOLI AUTOTRASPORTATORI”
“Se i blocchi stradali non saranno rimossi oggi stesso, il Codacons chiamerà i singoli autotrasportatori e le organizzazioni che stanno sostenendo le proteste a rispondere dei danni prodotti alla collettività e dei reati di blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata”. Così il Codacons in una nota. “Fin da subito abbiamo condiviso le ragioni della protesta, ma a fronte degli impegni assunti dal governo e degli stanziamenti annunciati in favore della categoria, i blocchi stradali che anche oggi stanno mettendo in ginocchio alcune regioni appaiono del tutto ingiustificati e rappresentano un evidente illecito a danno di della collettività – spiega il Codacons – La protesta degli autotrasportatori sta provocando infatti disagi immensi alla popolazione, non solo bloccando la circolazione stradale ma anche causando carenze di generi di prima necessità in negozi e supermercati”. “Per tale motivo se i blocchi stradali non saranno rimossi entro oggi, il Codacons presenterà nella giornata di domani una serie di denunce alle Procure della Repubblica territorialmente competenti, chiedendo di identificare i singoli autotrasportatori autori delle proteste e procedere nei loro confronti e verso le organizzazioni sindacali coinvolte per i reati di blocco stradale, violenza privata e interruzione di pubblico servizio”, conclude.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Editoria, stop allo strapotere dei colossi tecnologici. Barachini: “Pagare i contenuti usati dall’intelligenza artificiale”
Pubblicato
15 ore fa-
21 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Un’unica voce, chiara e compatta, per chiedere regole certe e arginare lo strapotere dei colossi tecnologici e dell’intelligenza artificiale generativa. È il messaggio unitario che l’intera industria editoriale italiana – un comparto capace di generare 13,2 miliardi di euro e sostenere oltre 280.000 lavoratori tra diretti e indiretti – ha lanciato da Roma nel corso del convegno “Articolo 21: il diritto di sapere”, promosso per la prima volta in modo congiunto da Confindustria Radio Televisioni, AIE e FIEG. Al centro del dibattito vi è la necessità urgente di tutelare l’informazione verificata e la cultura professionale di fronte all’azione delle piattaforme digitali e dei sistemi di IA, che riutilizzano contenuti protetti dal diritto d’autore senza autorizzazione né trasparenza, alimentando la disinformazione e mettendo a rischio la sostenibilità economica delle aziende e il pluralismo democratico.
A dare una risposta puntuale da parte delle istituzioni è stato il Sottosegretario all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, che ha confermato l’impegno dell’Italia in sede europea per promuovere accordi di remunerazione ed evitare che le piattaforme continuino a sfruttare il lavoro editoriale senza ricompensarlo.
Barachini ha sottolineato la necessità di superare la sola logica delle sanzioni per passare a regole vincolanti: “Io penso che sia opportuno non più procedere con le multe nei confronti degli over the top, ma chiedere agli over the top di retribuire sia i contenuti editoriali che usano per la formazione dell’intelligenza artificiale, sia soprattutto quelli che usano per le risposte dell’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Barachini, spiegando che “il tema dell’inversione della prova, cioè di chiedere alle piattaforme di dire prima che contenuti utilizzano e quindi di retribuire i contenuti, è un tema centrale che l’Italia ha portato sui tavoli europei”.
Il Sottosegretario ha poi ribadito il valore dell’intermediazione umana: “L’innovazione va bene se aiuta, ma non se sostituisce: è fondamentale il lavoro giornalistico ed è fondamentale il lavoro della verifica delle fonti e delle notizie per la nostra tenuta democratica”.
Nel corso della giornata sono emersi con forza i contributi dei vertici industriali del settore. Antonio Marano (Confindustria Radio Televisioni) ha rimarcato come la responsabilità editoriale sia l’elemento insostituibile che manca a qualsiasi algoritmo, definendo la tutela dell’Articolo 21 una vera e propria sfida di sovranità culturale di fronte al suprematismo tecnologico.
Innocenzo Cipolletta (AIE) ha ribadito la proposta di invertire l’onere della prova a carico delle Big Tech per garantire la trasparenza sull’addestramento dei modelli, mentre Andrea Riffeser Monti (FIEG) ha presentato un Protocollo in cinque punti per la qualità dell’informazione e ha indicato nell’equo compenso regolato dall’AGCOM il modello di riferimento per garantire l’equilibrio economico della filiera.
A completare il quadro istituzionale, il Sottosegretario Barachini ha inoltre difeso con decisione la scelta di sostenere pubblicamente l’editoria e il pluralismo informativo. L’evento, aperto dai saluti del Presidente dell’AGCOM Giacomo Lasorella e coordinato da Francesco Giorgino, ha visto anche la partecipazione del Ministro Adolfo Urso e del Direttore del Centro per il Libro e la Lettura Luciano Lanna.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).


Giuli “36 milioni per istituzioni e festival per sostenere ricerca, formazione e creatività”
Schengen, accordo Italia-Spagna: stop ai controlli alle frontiere
La MotoGp a Philip Island, Martin avverte Marc Marquez: “Mi sento veloce”
Truffe e infiltrazioni su appalti post ricostruzione sisma Marche, 8 arresti
Vertice di Governo su autotrasporto e agricoltura: pronto un pacchetto di misure
Wta Ningbo, niente da fare per Paolini: Jovic passa in due set
Nba, Minnesota batte gli Heat di Fontecchio e Antetokounmpo. Buona la prima per i Lakers di Doncic
Frode fiscale da 24 milioni di euro, maxi sequestro a Roma
Fondi Ue, truffa sui sussidi agricoli in Sicilia. Sei arresti e sequestri
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 22 ottobre 2026
Colpo Sassuolo, l’ex Adzic manda al tappeto la Juve al 94′
Samardzic al 96′ gela il Bologna, Atalanta a punteggio pieno
Radio Pavia Breakfast News – 26 agosto 2026
Carburanti, Urso “Al lavoro per prorogare gli sconti delle compagnie petrolifere”
Cina, 200 standard per lo sviluppo del settore dell’intelligenza artificale
Milano, Sala “Quella di Majorino sulla cementificazione è una bufala”. La replica del capogruppo Pd: “Sorpreso dalla reazione”
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 1 ottobre 2026
Salone Nautico di Genova, la sindaca Salis esclusa dal taglio del nastro con la premier Meloni: scoppia il caso
Tg Sport Italpress – 24 Settembre 2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 3 settembre 2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 22 ottobre 2026
Tg Sport Italpress – 21 Ottobre 2026
Tg News 21/10/2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 21 ottobre 2026
Tg Economia Italpress – 20 Ottobre 2026
Tg Sport Italpress – 20 Ottobre 2026
Tg Università Italpress – 20 Ottobre 2026
VARZI CICLISTICA – di Remo Tagliani
Tg News 20/10/2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 20 ottobre 2026
Primo piano
-
Cronaca21 ore faA Milano la riunione del Comitato di sicurezza e ordine pubblico, Piantedosi “Sabato i manifestanti potrebbero muoversi in modo improvvisato”
-
Sport23 ore faSerie A, le designazioni arbitrali dell’8^ giornata: Colombo arbitra Napoli-Roma, Inter-Fiorentina a Mariani
-
Sport23 ore faAtp Almaty, Bellucci accede al secondo turno. Out Darderi
-
Sport23 ore faPSG, rottura del crociato per Kvicha Kvaratskhelia: stagione finita
-
Politica23 ore faMattarella “I giovani una grande questione sociale, no all’indifferenza o alla meschina sottovalutazione”
-
Economia22 ore faOsservatorio Edison Censis, famiglie e microimprese vogliono prezzi stabili dell’energia
-
Economia18 ore faCantieri ferroviari, Webuild “Avanti con il confronto per dare al Paese le opere”
-
Cronaca19 ore faLombardia Live 24 Breaking News – 21/10/2026

