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Mattarella “Ricerca e scienza salvano vite umane, contrastare credenze irrazionali e fake news distruttive” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – “Questa comunità di scienziati, di ricercatori, di medici, di volontari che sostengono l’AIRC, è una straordinaria risorsa civile. Tanti sono i cittadini che ricevono beneficio dal vostro impegno. Talvolta se ne perde consapevolezza, perché le ricerche hanno percorsi lunghi e le applicazioni non sono immediate”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento al Quirinale alla celebrazione dei “Giorni della Ricerca”. “Appena ripensiamo alla strada percorsa dalla lotta al cancro, ci rendiamo conto di quanto sia grande il salto in avanti compiuto in pochi decenni – ha proseguito il capo dello Stato -. La ricerca pensa al futuro. Lo prepara. Lo costruisce. Sempre: dopo ciascuna tappa, dopo ogni successo. Per non smarrire il senso e il valore della sua opera, anche sociale, è utile, ogni tanto, soffermarsi a ricordare da dove si è partiti”.

“La ricerca e la scienza salvano vite umane, in numero sempre maggiore, eppure dobbiamo tuttora constatare che si propagano credenze irrazionali e fake news distruttive, inchiodando nella paura parti, sia pur piccole, di popolazione. L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti: quando ci troviamo davanti a fatti dolorosi di cronaca, con adulti o bambini che rischiano o addirittura perdono la vita che avrebbero potuto facilmente difendere, si avverte l’esigenza di contrastare l’opera di chi cerca di avvelenarne l’opinione“, ha aggiunto.

“La ricerca rimanda a uno sforzo comune, alla circolazione di informazioni e di idee, alla collaborazione tra Paesi diversi, continenti diversi, culture diverse. L’abbiamo verificato nei giorni del contrasto all’epidemia di Covid. Una rete mondiale si è attivata, fornendo presto protezioni su vasta scala, costruendo velocemente difese efficaci e accelerando l’indebolimento del virus. Eppure oggi, oltre che a quel che viene sottratto di risorse da guerre scellerate e dai tentativi di voler estendere il contrasto militare a ogni dimensione della terra e persino nello spazio, siamo davanti a nuove barriere materiali e immateriali che si alzano in vari campi, ostacolando l’azione internazionale chiamata a prevenire e contrastare focolai esistenti e rischi di nuove pandemie”, ha aggiunto il capo dello Stato.

“Dalle conquiste della ricerca e della medicina, dalla lotta contro il cancro, emerge una lezione che supera i confini dei laboratori: in cima alla scala dei valori sociali rimane la persona. Voi ricercatori presenti sapete bene che quel che, in un determinato, anche lungo, momento, appare impossibile può essere reso possibile dalla passione e dalla determinazione umana. Ne vogliamo – e ne possiamo – trarre motivo di fiducia e di speranza anche oltre l’ambito della ricerca contro il cancro. Su questa vi è ancora strada da percorrere. I tumori più aggressivi, le tipologie più rare sono frontiere che vanno ancora attraversate. E, certamente, lo saranno – ha proseguito il capo dello Stato -. Il lavoro della ricerca non deve fermarsi: non si ferma – ripeto – mai. Sappiamo di averne bisogno e sappiamo di potervi contare. I Giorni della Ricerca sono visti, e vissuti, come un messaggio per l’intera società. Aiutano a rammentarci che la lotta contro il cancro non comincia negli ospedali, ma molto prima, attraverso la prevenzione e la riduzione dei fattori di rischio. Una ampia percentuale dei tumori potrebbe essere evitata intervenendo su fattori e comportamenti che sono modificabili. Il minore tasso di mortalità oncologica, che si registra in Italia rispetto ai nostri partner europei, ci conforta sulla prevenzione e sulla capacità e diffusione delle cure. Ma non ci esenta dalla responsabilità di migliorare questi dati, sempre, di anno in anno, migliorabili”.

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– Foto Quirinale –

(ITALPRESS).

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Meloni “Il Made in Italy rischia di non avere un domani, serve una svolta culturale”

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ROMA (ITALPRESS) – “Se i giovani non entrano nelle botteghe e non imparano il mestiere il Made in Italy rischia di non avere un domani: la politica non può farcela da sola, serve anche una svolta culturale. In Italia la formazione tecnica e professionale è stata troppo a lungo etichettata come una scelta di ripiego, è un’assurdità che ha penalizzato generazioni di ragazzi e privato le nostre imprese di competenze cruciali”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Assemblea annuale di Confartigianato Imprese. “Per noi chi sa fare non va trattato come figlio di un Dio minore, ma promosso e incentivato. Per questo – ha aggiunto – abbiamo istituito il Liceo del Made in Italy, che offre ai ragazzi una duplice opportunità: entrare subito nel mondo del lavoro o continuare a studiare in una scuola di eccellenza post diploma”.

“Gli iscritti sono quasi quadruplicati in quattro anni, il tasso di occupazione per chi fa questa scelta supera stabilmente l’80% a un anno dal titolo di studio. Alle aziende diamo inoltre la possibilità di favorire il passaggio al part time dei maestri artigiani vicini alla pensione, azzerando i contributi previdenziali fino a 3.000 euro l’anno a patto di assumere a tempo indeterminato un giovane under 35: in più cercheremo di dare risposte aggiuntive al salario delle giovani generazioni”, ha aggiunto ancora.

“AGGIORNAMENTO LEGGE QUADRO CI PORTA AL PASSO CON I TEMPI“

“Sono convinta che la politica estera sia uno degli strumenti più efficaci per sviluppare al meglio la nostra politica interna: quando siamo credibili e riconosciuti all’estero apriamo delle porte che poi verranno attraversate dal nostro sistema produttivo. Crediamo che dimensione e natura artigiana possano e debbano coesistere perfettamente – ha aggiunto Meloni -. L’aggiornamento dopo quarant’anni della legge quadro sull’artigianato è un provvedimento atteso da tempo, che ha il duplice obiettivo di garantire un quadro normativo al passo con i tempi e rispondere al desiderio di quegli artigiani che vogliono unire l’eccellenza del lavoro manuale al dinamismo che quest’epoca richiede: ci saranno meno adempimenti burocratici da rispettare, più libertà per organizzare produzione, amministrazione e gestione anche in sedi e territori diversi senza perdere la qualifica artigiana, principi chiari per chi detiene l’impresa. Chi lavora deve contare di più di chi ci mette il capitale”. 

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Mattarella “Ricerca e scienza salvano vite umane, contrastare credenze irrazionali e fake news distruttive”

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ROMA (ITALPRESS) – “Questa comunità di scienziati, di ricercatori, di medici, di volontari che sostengono l’AIRC, è una straordinaria risorsa civile. Tanti sono i cittadini che ricevono beneficio dal vostro impegno. Talvolta se ne perde consapevolezza, perché le ricerche hanno percorsi lunghi e le applicazioni non sono immediate”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento al Quirinale alla celebrazione dei “Giorni della Ricerca”. “Appena ripensiamo alla strada percorsa dalla lotta al cancro, ci rendiamo conto di quanto sia grande il salto in avanti compiuto in pochi decenni – ha proseguito il capo dello Stato -. La ricerca pensa al futuro. Lo prepara. Lo costruisce. Sempre: dopo ciascuna tappa, dopo ogni successo. Per non smarrire il senso e il valore della sua opera, anche sociale, è utile, ogni tanto, soffermarsi a ricordare da dove si è partiti”.

“La ricerca e la scienza salvano vite umane, in numero sempre maggiore, eppure dobbiamo tuttora constatare che si propagano credenze irrazionali e fake news distruttive, inchiodando nella paura parti, sia pur piccole, di popolazione. L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti: quando ci troviamo davanti a fatti dolorosi di cronaca, con adulti o bambini che rischiano o addirittura perdono la vita che avrebbero potuto facilmente difendere, si avverte l’esigenza di contrastare l’opera di chi cerca di avvelenarne l’opinione“, ha aggiunto.

“La ricerca rimanda a uno sforzo comune, alla circolazione di informazioni e di idee, alla collaborazione tra Paesi diversi, continenti diversi, culture diverse. L’abbiamo verificato nei giorni del contrasto all’epidemia di Covid. Una rete mondiale si è attivata, fornendo presto protezioni su vasta scala, costruendo velocemente difese efficaci e accelerando l’indebolimento del virus. Eppure oggi, oltre che a quel che viene sottratto di risorse da guerre scellerate e dai tentativi di voler estendere il contrasto militare a ogni dimensione della terra e persino nello spazio, siamo davanti a nuove barriere materiali e immateriali che si alzano in vari campi, ostacolando l’azione internazionale chiamata a prevenire e contrastare focolai esistenti e rischi di nuove pandemie”, ha aggiunto il capo dello Stato.

“Dalle conquiste della ricerca e della medicina, dalla lotta contro il cancro, emerge una lezione che supera i confini dei laboratori: in cima alla scala dei valori sociali rimane la persona. Voi ricercatori presenti sapete bene che quel che, in un determinato, anche lungo, momento, appare impossibile può essere reso possibile dalla passione e dalla determinazione umana. Ne vogliamo – e ne possiamo – trarre motivo di fiducia e di speranza anche oltre l’ambito della ricerca contro il cancro. Su questa vi è ancora strada da percorrere. I tumori più aggressivi, le tipologie più rare sono frontiere che vanno ancora attraversate. E, certamente, lo saranno – ha proseguito il capo dello Stato -. Il lavoro della ricerca non deve fermarsi: non si ferma – ripeto – mai. Sappiamo di averne bisogno e sappiamo di potervi contare. I Giorni della Ricerca sono visti, e vissuti, come un messaggio per l’intera società. Aiutano a rammentarci che la lotta contro il cancro non comincia negli ospedali, ma molto prima, attraverso la prevenzione e la riduzione dei fattori di rischio. Una ampia percentuale dei tumori potrebbe essere evitata intervenendo su fattori e comportamenti che sono modificabili. Il minore tasso di mortalità oncologica, che si registra in Italia rispetto ai nostri partner europei, ci conforta sulla prevenzione e sulla capacità e diffusione delle cure. Ma non ci esenta dalla responsabilità di migliorare questi dati, sempre, di anno in anno, migliorabili”.

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Ok definitivo del Senato al ddl giovani, Abodi “Passo in avanti per le politiche giovanili”

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ROMA (ITALPRESS) – È stato approvato definitivamente al Senato il disegno di legge recante disposizioni in materia di giovani e Servizio Civile Universale e deleghe al Governo per il riordino della materia, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

“Con l’approvazione definitiva da parte del Parlamento del disegno di legge delega in materia di politiche giovanili e Servizio civile universale – dichiara il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi – compiamo un passo importante verso un quadro normativo organico, capace di assicurare continuità, coerenza e maggiore efficacia agli interventi rivolti alle nuove generazioni. È il risultato di un lavoro intenso, durato quattro anni, costruito attraverso l’ascolto, il dialogo e la collaborazione istituzionale. Un percorso nel quale abbiamo coinvolto la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, gli enti locali e le rappresentanze del mondo giovanile, nella convinzione che politiche efficaci possano nascere soltanto da un confronto costante e dalla condivisione degli obiettivi dove l’interdisciplinarità, caratteristica di questo Governo, insieme alla trasversalità, sono il denominatore comune delle nostre azioni. I giovani sono il presente della nostra Nazione: le loro aspirazioni, le loro competenze e le loro energie devono trovare ascolto e risposte adeguate. Con questo provvedimento rafforziamo le basi per accompagnare le ragazze e i ragazzi nei percorsi di crescita, autonomia e partecipazione, riconoscendone il ruolo attivo nella comunità”.

“Il Servizio civile universale – prosegue -, per il quale il Governo in questi quattro anni ha investito 1,7mld di euro con uno stanziamento del 124% in più dal 2020 e oltre 270mila posizioni per giovani operatori volontari in Italia e all’estero, la Carta Giovani Nazionale, che conta a oggi 4 milioni di titolari attivi, e l’Osservatorio permanente per le politiche per i giovani sono parte di questa visione: offrire occasioni di impegno e di crescita, rendere più accessibili le opportunità, migliorare il coordinamento tra le istituzioni e orientare le scelte sulla base di una conoscenza più approfondita delle condizioni e delle aspettative delle nuove generazioni. Grazie all’approvazione parlamentare si apre ora la fase dell’attuazione della delega. La nostra responsabilità è tradurne i criteri direttivi in disposizioni e interventi efficaci, con risultati misurabili, affinché ogni giovane possa esprimere il proprio talento e costruire il proprio progetto di vita, senza che le sue possibilità siano determinate dal luogo di nascita o dalla condizione di partenza. Ringrazio il Ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il Presidente della 10ª Commissione del Senato, senatore Francesco Zaffini, il Presidente della XII Commissione della Camera, onorevole Ugo Cappellacci, le senatrici e i senatori della 10ª Commissione del Senato, le deputate e i deputati della XII Commissione della Camera, la relatrice al Senato, senatrice Elena Leonardi, e il relatore alla Camera, onorevole Luciano Ciocchetti. Ringrazio inoltre gli uffici delle Commissioni e gli uffici per i Rapporti con il Parlamento, insieme a tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione che hanno contribuito al dibattito e all’approvazione del disegno di legge. Ai giovani dobbiamo adesso dare risposte all’altezza della fiducia che chiediamo loro di riporre nelle istituzioni”.

– Foto Ipa Agency –

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