Economia
Unioncamere, 20mila imprese pronte all’export: 1 su 3 prevede un aumento del fatturato
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Sono circa 20mila le imprese italiane che potrebbero iniziare a esportare o rafforzare la propria presenza sui mercati esteri. È quanto emerge dall’indagine condotta nel 2026 da Unioncamere e dal Centro studi Tagliacarne su 4.500 aziende, presentata durante l’assemblea dei presidenti delle Camere di commercio, alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Al centro dell’incontro la crescita delle esportazioni italiane e il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni e imprese per favorire l’internazionalizzazione. “Dopo l’accordo firmato a luglio, oggi ne abbiamo firmato uno operativo per rafforzare l’export”, ha dichiarato Tajani. L’intesa punta ad ampliare il numero delle aziende italiane presenti sui mercati internazionali. “Le Camere di commercio sono entrate a pieno titolo nella strategia del mio ministero per raggiungere i 700 miliardi di export entro il prossimo anno”, ha aggiunto il ministro, ricordando che il valore attuale delle esportazioni italiane è di circa 650 miliardi di euro. Tajani ha sottolineato anche il ruolo di Unioncamere nel sostenere le imprese interessate a crescere all’estero. “Sarà una collaborazione preziosa per far crescere il numero delle imprese che vorranno esportare”, ha affermato.
Tra gli obiettivi indicati anche il rafforzamento del sostegno delle ambasciate italiane alle aziende e la promozione degli accordi internazionali per ampliare gli scambi commerciali. Secondo l’indagine, le imprese che esportano sono più produttive e investono maggiormente nell’innovazione rispetto a quelle che operano soltanto sul mercato nazionale. A parità di dimensione, settore e localizzazione geografica, la produttività del lavoro è superiore di circa il 20%. Inoltre, un’impresa esportatrice su tre prevede un aumento del fatturato nel 2027, contro il 22% delle aziende non esportatrici. Le differenze riguardano anche gli investimenti. Nel triennio 2026-2028, il 43% delle imprese esportatrici prevede di investire in ricerca e sviluppo, rispetto al 16% delle altre aziende. Per le tecnologie 4.0 le percentuali sono rispettivamente del 51% e del 28%, mentre per la transizione verde si attestano al 47% e al 28%. Le aziende esportatrici prestano inoltre maggiore attenzione alla formazione del personale: il 61% prevede di investire nell’aggiornamento professionale dei dipendenti, contro il 48% delle non esportatrici. Una su cinque intende assumere lavoratori altamente specializzati.
Anche nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale emerge un divario, con il 26% delle imprese esportatrici che già la utilizza, rispetto al 19% delle altre. Il potenziale di crescita riguarda anche il Mezzogiorno, dove si contano 21 imprese potenzialmente esportatrici ogni 100 aziende già attive sui mercati esteri, contro 13 nel Centro-Nord. Un ruolo importante è svolto dai servizi delle Camere di commercio: tra il 2020 e il 2024, le imprese che ne hanno usufruito hanno registrato una probabilità di iniziare a esportare superiore del 41,4% rispetto a quelle non assistite. Il valore delle loro esportazioni è stato inoltre più elevato del 21,8%, con un impatto stimato tra 600 e 800 milioni di export aggiuntivo.
Nel corso dell’assemblea, il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, ha richiamato l’attenzione anche sulla dipendenza energetica italiana dall’estero. “L’Italia è troppo dipendente da forniture energetiche dall’estero”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di intervenire per affrontare le criticità del settore. “Bene le rinnovabili, ma non bastano. Il nucleare è una scelta da seguire”, ha aggiunto Prete, invitando a superare le resistenze e a considerare il nucleare tra le possibili fonti energetiche. Il presidente di Unioncamere ha inoltre richiamato il confronto con la Francia, che dispone di centrali nucleari e dalla quale l’Italia acquista energia elettrica.
– Foto xu1/Italpress –
(ITALPRESS).
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Economia
SACE, intesa con DNA e AIAD per rafforzare la competitività internazionale delle filiere strategiche italiane
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2 ore fa-
28 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Rafforzare la competitività delle filiere strategiche italiane, valorizzarne le competenze e le eccellenze produttive e favorire nuove opportunità di crescita sui mercati internazionali. Sono questi gli obiettivi dell’intesa sottoscritta dalla Direzione Nazionale degli Armamenti (DNA), da AIAD – Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza – e da SACE, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
L’accordo è stato firmato presso Palazzo Guidoni dall’Ammiraglio di Squadra Giacinto Ottaviani, Direttore Nazionale degli Armamenti, dall’Ingegnere Giuseppe Cossiga, Presidente di AIAD, e da Guglielmo Picchi, Presidente di SACE, alla presenza del Ministro della Difesa, Guido Crosetto. La sottoscrizione si è svolta a margine dell’evento dedicato alla presentazione del Catalogo delle Piccole e Medie Imprese del comparto.
L’intesa punta a mettere a sistema le competenze, gli strumenti e le relazioni dei tre partner per sostenere lo sviluppo internazionale delle imprese italiane dei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza, valorizzando il patrimonio di innovazione e competenze delle filiere nel campo delle tecnologie dual use, e il ruolo delle PMI nelle catene del valore.
La collaborazione prevede iniziative congiunte di business matching, formazione, incontri dedicati ai mercati strategici e missioni internazionali, per favorire l’accesso a nuove opportunità commerciali e il rafforzamento della presenza delle imprese italiane all’estero, anche nell’ambito di accordi Government to Government. Attraverso la valorizzazione delle rispettive competenze, i tre partner intendono favorire il raccordo tra le esigenze delle imprese e le opportunità offerte dai mercati internazionali.
In questo quadro, SACE metterà a disposizione le proprie soluzioni assicurativo-finanziarie e i servizi di accompagnamento all’internazionalizzazione, mentre DNA e AIAD contribuiranno con le rispettive competenze istituzionali e di settore, favorendo il coinvolgimento delle aziende nelle iniziative condivise.
L’accordo si inserisce inoltre nel più ampio percorso di valorizzazione delle filiere strategiche del Made in Italy, in linea con gli obiettivi del Piano Strategico SACE50, che pone il rafforzamento degli ecosistemi produttivi e la diversificazione dei mercati di sbocco al centro delle direttrici di intervento per la competitività del Sistema Paese.
– Foto ufficio stampa SACE –
(ITALPRESS).
Economia
Ad agosto fatturato dell’industria -0,9% su base mensile e +4,2% rispetto a un anno fa
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2 ore fa-
28 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Ad agosto 2026 l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisca in termini congiunturali dello 0,9% in valore e del 3,5% in volume. Si registrano flessioni dello 0,9% in valore sul mercato interno (-3,9% in volume) e dell’1,0% su quello estero (-2,7% in volume). Per il settore dei servizi, in termini congiunturali, si stima un aumento del fatturato dello 0,3% in valore e una diminuzione dello 0,3% in volume; nel commercio all’ingrosso si registra una crescita dello 0,7% in valore e una flessione dello 0,2% in volume, negli altri servizi la dinamica è negativa sia in valore (-0,1%) sia in volume (-0,3%). Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano ad agosto un marcato aumento congiunturale per la sola energia (+12,0%), mentre si osservano una diminuzione su base mensile per i beni di consumo (-2,5%) e per i beni intermedi (-3,3%) e una sostanziale stabilità per i beni strumentali (+0,1%).
Nel trimestre giugno-agosto 2026, in termini congiunturali, il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, registra una variazione nulla in valore e una flessione in volume (-1,8%). Nello stesso arco temporale, per i servizi, si registra un incremento dello 0,4% in valore e un calo dello 0,2% in volume. Su base tendenziale, ad agosto 2026, il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, registra un aumento in valore (+4,2%) ed un calo in volume (-2,9%), sintesi di una crescita del 3,1% in valore e di una flessione del 5,5% in volume sul mercato interno e di un incremento del 6,5% in valore e dell’1,7% in volume su quello estero. Per il settore dei servizi, al netto degli effetti di calendario, si rileva un incremento tendenziale del 3,6% in valore e una diminuzione dello 0,5% in volume. Nel commercio all’ingrosso si rileva una marcata crescita (+5,2%) in valore e una variazione nulla in volume, mentre negli altri servizi si registra una crescita dell’indice del fatturato in valore (+2,0%) e un calo in volume (-0,3%). I giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di agosto 2025.
Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano, su base annua, un marcato aumento per l’energia (+36,7%) ed una crescita più contenuta per i beni strumentali (+5,9%) e per i beni intermedi (+1,9%), mentre si rileva una diminuzione per i beni di consumo (-3,5%).
“Nel mese di agosto 2026 – è il commento dell’Istat – si registra su base mensile una dinamica negativa degli indici del fatturato dell’industria in senso stretto sia in valore sia in volume. La diminuzione interessa sia la componente interna che quella estera. Nei servizi si registra una crescita del fatturato in valore a cui si contrappone una contrazione in volume. Su base trimestrale la variazione congiunturale in valore è positiva per i servizi e nulla nell’industria, mentre i volumi diminuiscono in entrambi i comparti, in misura più accentuata per l’industria. Il confronto in termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, evidenzia una vivace crescita in valore a cui, tuttavia, si associano dinamiche negative per i volumi, in entrambi i comparti”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Stellantis, nel terzo trimestre ricavi +1% a 37,6 miliardi e perdita ridotta del 90%. Filosa “Progressi sul Piano 2030”
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4 ore fa-
28 Ottobre 2026di
Redazione
AMSTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – Stellantis ha annunciato oggi i risultati finanziari del terzo trimestre 2026, con ricavi netti in crescita dell’1% su base annua e pari a 37,6 miliardi di euro. La crescita è stata sostenuta dall’aumento dei volumi nell’Europa allargata e, in Sud America, dalla stabilità dei volumi e dall’andamento favorevole dei cambi. In entrambe le regioni, i ricavi netti sono aumentati del 3% su base annua. In Nord America, i ricavi netti sono diminuiti del 3%, principalmente per effetto di minori volumi conseguenti a un fermo programmato della produzione. In Medio Oriente e Africa, il calo dei volumi ha determinato una riduzione dei ricavi netti del 19%, mentre nell’Asia-Pacifico i ricavi netti sono diminuiti del 7%, per effetto di minori volumi. La perdita netta nel terzo trimestre del 2026 è stata pari a 0,5 miliardi di euro, con un miglioramento del 90% rispetto all’anno precedente, quando i risultati erano stati penalizzati da voci significative. L’utile operativo rettificato è salito a 0,3 miliardi di euro, con un margine AOI dello 0,7%. Su base annua, il margine è migliorato di 340 punti base in Nord America, di 480 punti base in Asia-Pacifico e di 140 punti base in Medio Oriente e Africa; è rimasto relativamente stabile in Sud America, con un calo di 30 punti base, mentre l’Europa allargata ha registrato una diminuzione di 340 punti base.
Il flusso di cassa industriale è migliorato di 0,3 miliardi di euro, attestandosi a -4,0 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2026, riflettendo una migliore performance operativa. FaSTLAne 2030 acquisisce slancio e Stellantis conferma la guidance finanziaria per il 2026, incluso un flusso di cassa industriale positivo nel 2027, evidenziando quanto segue: costante attenzione alla redditività, con una produzione allineata alla domanda; volumi di consegne consolidate in crescita nel quarto trimestre del 2026 rispetto al terzo trimestre del 2026; gestione delle scorte in Nord America, con dicembre 2026 convergente sui livelli del dicembre 2025; scenario dei prezzi sostanzialmente stabile nel quarto trimestre del 2026 rispetto al terzo trimestre del 2026; contributo positivo del capitale circolante nel quarto trimestre del 2026, sostenuto dalla normale stagionalità del quarto trimestre; i costi netti relativi ai dazi per l’intero esercizio sono stimati a 1,0 miliardi di euro, di cui 0,6 miliardi di euro sono stati sostenuti nei primi nove mesi dell’anno; esborsi di cassa per l’intero esercizio relativi agli oneri rilevati nel secondo semestre del 2025 stimati in circa 1,6 miliardi di euro, di cui 0,1 miliardi pagati nel terzo trimestre 2026 e 1,1 miliardi corrisposti nei primi nove mesi dell’anno.
Spese in conto capitale e investimenti in ricerca e sviluppo per l’intero esercizio stimati al 6,5% dei ricavi netti, in linea con il piano di investimenti FaSTLAne 2030 previsto per l’anno Ulteriori pressioni sui costi rispetto al terzo trimestre 2026, principalmente legate ai chip di memoria e ai costi connessi ai richiami I risparmi derivanti dal Value Creation Program (“VCP”) dovrebbero continuare ad accelerare, raggiungendo alcune centinaia di milioni di euro nel quarto trimestre 2026, circa il doppio di quanto realizzato nel terzo trimestre 2026.
I risultati regionali per il trimestre, continua Stellantis, hanno mostrato progressi nei mercati chiave. Nord America: Le vendite sono aumentate dell’1% rispetto al terzo trimestre del 2025, con un calo dello 0,3% sia negli Stati Uniti sia in Canada e un aumento del 24% in Messico (28% includendo Leapmotor. Stellantis ha registrato una performance migliore rispetto all’andamento del mercato statunitense, che è sceso dello 0,8% nel terzo trimestre del 2026, grazie al Ram 1500, in crescita del 73%, alla Dodge Durango, in crescita del 14% e alla Chrysler Pacifica, in crescita del 6%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La quota di mercato in Nord America è salita al 7,5%, in aumento di 10 punti base rispetto all’anno precedente, sostenuta dall’introduzione di nuovi modelli e motorizzazioni. In particolare, le vendite del marchio Ram in Nord America sono cresciute del 30% rispetto all’anno precedente, registrando il maggiore incremento di quota di mercato tra i marchi della regione.
Europa allargata: Le vendite dell’EU30 sono aumentate dell’1% rispetto al terzo trimestre del 2025, del 6% includendo Leapmotor, trainate principalmente dalla crescita del 36% su base annua della piattaforma Smart Car e dalla maggiore domanda di veicoli elettrici a batteria (BEV) in Francia, Germania e Regno Unito. Le vendite di autovetture BEV nell’EU30 sono cresciute del 65% su base annua (del 93% includendo Leapmotor, mentre quelle di veicoli commerciali leggeri BEV nell’EU30 sono aumentate del 46%. La quota di mercato dell’EU30 si è attestata al 14,8%, in calo di 60 punti base rispetto all’anno precedente, oppure al 15,6% includendo Leapmotor, in calo di 10 punti base. Stellantis ha confermato la propria leadership nel segmento dei veicoli commerciali leggeri (LCV) nell’EU30, con una quota di mercato del 26,9%, in calo di 110 punti base su base annua, e sta ampliando la propria gamma con il nuovo Pro One Smart Car Compact Van, caratterizzato da un posizionamento di prezzo accessibile. Leapmotor continua a rafforzare la propria presenza sul mercato, con vendite quasi quadruplicate rispetto all’anno precedente.
Sud America: Le vendite sono diminuite del 4% rispetto al terzo trimestre del 2025, con una flessione contenuta al 2% includendo Leapmotor(7). Nonostante la contrazione della quota di mercato, Stellantis ha confermato la leadership regionale, con una quota di mercato del 18,6% (18,9% includendo Leapmotor(7)). Stellantis si è inoltre confermata al primo posto in Brasile e in Argentina, con quote di mercato rispettivamente del 25,1% e del 25,3% (25,5% e 25,6% includendo Leapmotor). Nei principali mercati, diversi modelli hanno registrato una crescita delle vendite rispetto al terzo trimestre del 2025: Fiat Strada +13%, Fiat Toro +26% e Fiat Pulse +20%. Le vendite del marchio Ram sono aumentate del 33%, sostenute dal lancio del nuovo Dakota. Medio Oriente e Africa: Le vendite sono diminuite del 22% rispetto al terzo trimestre del 2025. La quota di mercato si è attestata al 10,1% in calo di 150 punti base su base annua, a fronte di una flessione dell’11% del mercato nella regione. La regione è in seconda posizione nel segmento LCV con una quota di mercato del 21,8%, in crescita di 240 punti base su base annua. Il calo delle vendite è riconducibile principalmente alla debolezza delle condizioni di mercato in Turchia e a effetti transitori nel Paese, tra cui l’uscita di produzione della Fiat Egea in vista del prossimo lancio della nuova Fiat Grizzly e l’avvio, a ottobre, della produzione locale del furgone compatto.
Asia-Pacifico: Le vendite sono diminuite del 27% rispetto al terzo trimestre del 2025, del 22% includendo Leapmotor(7), principalmente a causa del calo delle vendite della Citroën C5X. Nel terzo trimestre del 2026 la quota di mercato si è attestata allo 0,2%, in calo rispetto allo 0,3% registrato nel terzo trimestre del 2025. Nel terzo trimestre del 2026 è iniziata la produzione in Malesia dei modelli Leapmotor C10 e B10 ed è stata costituita la Dongfeng Stellantis Automotive Technology (Wuhan) Co. (DSAT). A settembre 2026, Dongfeng Peugeot Citroën Automobile Co., Ltd (DPCA) ha inoltre completato la conversione del prestito degli azionisti in capitale sociale, consentendo lo sviluppo e l’espansione di due nuovi modelli Jeep e due nuovi modelli Peugeot.
FILOSA “PROGRESSI SUL PIANO 2030, CONFERMIAMO GUIDANCE PER IL 2026”
“Nel corso del trimestre abbiamo compiuto ulteriori progressi nella prima fase di esecuzione del piano FaSTLAne 2030, con il lancio di nuovi prodotti, accelerando sulle partnership come programmato e conseguendo miglioramenti significativi su produzione e qualità. Parallelamente, il nostro Value Creation Program sta progredendo rapidamente, con benefici già nei risultati del trimestre e siamo sulla rotta per implementare entro fine anno almeno il 40% dei 6 miliardi di euro di efficienze complessive su base annua. Su queste basi, confermiamo la nostra guidance per il 2026 e l’aspettativa di generare un flusso di cassa industriale positivo nel 2027”. Lo afferma il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, commentando i dati del terzo trimestre.
– Foto ufficio stampa Stellantis –
(ITALPRESS).


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