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Cronaca

“Be the Hope”, assegnati a Milano i premi della Fondazione Kennedy per i diritti umani

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MILANO (ITALPRESS) – Una serata dedicata ai diritti umani, al valore dell’impegno civile e alla responsabilità di costruire una società più giusta e inclusiva alla quale hanno partecipato autorevoli rappresentanti del mondo delle Istituzioni, dell’economia, delle professioni e del Terzo Settore. È il ritratto del tradizionale gala annuale “Be the Hope” organizzato a Milano dal Robert and Ethel Kennedy Human Rights Center Italia. L’evento, al quale ha partecipato Kerry Kennedy, figlia del senatore Robert F. Kennedy e Presidente Onorario di KHR Italia, ha visto premiati con i Kennedy Human Rights Italia Awards persone, istituzioni e organizzazioni che si sono particolarmente distinte nella difesa dei diritti umani, della giustizia sociale e della dignità della persona.

In particolare, hanno ricevuto il riconoscimento la Fondazione Riccardo Catella, per la quale hanno ritirato il premio il Presidente Manfredi Catella e la Direttrice generale Kelly Russell Catella “per aver tradotto in un’azione etica e visionaria la lezione di Robert F. Kennedy, secondo cui il valore di una società non si misura dal mero sviluppo economico, ma dalla bellezza dell’ambiente, dalla sostenibilità e dal benessere delle persone”; la Fondazione Città della Speranza Ente Filantropico, con il fondatore Giovanni Franco Masello “per aver tradotto in un impegno quotidiano e rigoroso la lezione di Robert F. Kennedy, secondo cui il valore di una società si misura dalla salute e dal futuro dei suoi bambini”; l’Associazione Civile Giorgio Ambrosoli con il Presidente Onorario Umberto Ambrosoli e il Presidente Roberto Notarbartolo Di Villarosa “per il suo instancabile impegno nella promozione della cultura della legalità, nell’affermazione dell’etica pubblica e professionale e nella difesa del coraggio civico quale pilastro fondante della democrazia e dei diritti umani” e il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nicola Gratteri, “che ha tradotto l’eredità etica di Robert F. Kennedy in un impegno costante e rigoroso a difesa della legalità, della giustizia e della dignità umana”.

I premi conferiti nel corso del gala hanno voluto riconoscere percorsi ed esperienze differenti, accomunati dalla capacità di trasformare i valori in iniziative tangibili, generando un impatto positivo sulle persone e sulle comunità. Storie di coraggio, determinazione e responsabilità che testimoniano come la difesa dei diritti umani non sia soltanto un principio da affermare, ma un impegno quotidiano che richiede partecipazione, consapevolezza e visione. Partner della serata è stato Christie’s, che ha curato l’asta benefica con lotti esclusivi messi a disposizione da artisti, aziende e sostenitori di KHR Italia che ha raccolto fondi destinati a sostenere direttamente i programmi della Kennedy Human Rights Italia, tra cui in particolare: borsa di studio annuale per doposcuola gratuito, laboratori sui diritti umani e l’educazione civica nelle scuole, centri estivi gratuiti per bambini/e, progetto annuale “sbullonati” contro il bullismo in una scuola.

“Ci impegniamo per mettere al centro della nostra azione la memoria e l’attualità del pensiero di Robert F. Kennedy e di sua moglie Ethel, le cui azioni politiche e civili hanno lasciato un segno profondo e molto attuale nelle battaglie contro le discriminazioni e per una società fondata sull’uguaglianza delle opportunità. Un’eredità, perfettamente interpretata dalle personalità e dalle istituzioni premiate, che continua a lavorare con istituzioni, comunità e singoli cittadini per tradurre i principi e i valori dei Kennedy in azioni concrete”, ha dichiarato Federico Moro, Segretario Generale Kennedy Human Rights Italia.

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Consegnato, inoltre, il Ripple of Hope Award a Stefano Lucchini, Group Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo e Presidente di Kennedy Human Rights Italia. Il riconoscimento, tra i più prestigiosi conferiti dal network internazionale fondato dalla famiglia Kennedy, celebra personalità che hanno saputo trasformare ideali di giustizia, dialogo e responsabilità in azioni concrete a beneficio della collettività. Il premio è stato attribuito a Stefano Lucchini per il suo costante impegno nella promozione dei valori e della visione di Robert F.Kennedy e per il contributo determinante offerto alla crescita, al consolidamento e allo sviluppo di Kennedy Human Rights Italia.

La Robert and Ethel Kennedy Human Rights Center Italia porta avanti l’eredità morale e civile del senatore statunitense Robert Francis Kennedy e della moglie Ethel Skakel Kennedy, promuovendone i valori e le battaglie in difesa della dignità umana, della libertà e dell’uguaglianza.

“Riceviamo questo premio da parte di Fondazione Kennedy Human Rights Italia come un riconoscimento al valore di un percorso collettivo, reso possibile grazie al contributo di tutte le persone e le realtà che, insieme a noi, condividono una visione della città più equa, accessibile a tutti e capace di favorire l’inclusione e la partecipazione – ha detto Manfredi Catella, Presidente di Fondazione Riccardo Catella -. Ragionare insieme ai giovani su come promuovere i diritti umani nello sviluppo urbano delle nostre città farà parte del programma culturale della Fondazione con l’avvio di una serie di incontri presso le università dal sud al nord d’Italia”.

“Ricevere questo prestigioso riconoscimento in occasione del Be the Hope Gala Dinner 2026 rappresenta per noi motivo di profonda fierezza, un onore che dedichiamo alla straordinaria eredità morale di Giorgio Ambrosoli – ha affermato Roberto Notarbartolo di Villarosa, Presidente Associazione Civile Giorgio Ambrosoli -. Il suo rigoroso impegno per la giustizia, la tutela della legalità e del bene comune, e la sua inscalfibile e orgogliosa integrità continuano a rappresentare una guida imprescindibile. Questo premio ci sprona a proseguire con passione nel nostro cammino, custodendo e diffondendo quei valori di responsabilità civile e giustizia che rafforzano il cambiamento positivo nella nostra società”.

Siamo onorati di ricevere da una Fondazione così rappresentativa della storia degli Stati Uniti un Premio che riconosce il nostro impegno quotidiano a favore dei più piccoli – ha commentato Giovanni Franco Masello, Fondatore Città della Speranza Ente Filantropico -. La filantropia in Italia si declina in modo diverso, ma unendo l’impegno di tante persone, anche qui si possono fare grandi progetti. Con volontari, sostenitori, imprenditori e amici abbiamo condiviso il desiderio di sostenere una ricerca scientifica pediatrica che non è solo beneficenza, ma investimento per il futuro. Dobbiamo molto agli Stati Uniti: il primo trapianto pediatrico di midollo in America è stato realizzato nel 1955 mentre in Italia solo trent’anni dopo, grazie ad una equipe di medici della clinica universitaria finanziati da un imprenditore privato che proprio negli Stati Uniti ha avuto modo di imparare questa tecnica. E quindi abbiamo guardato all’America con gratitudine. Oggi, con la realizzazione del secondo centro di ricerca, cresceremo ancora: agli attuali circa 350 ricercatori ne aggiungeremo altri 150, arrivando ad essere una delle realtà più numerose nel campo della ricerca pediatrica anche per offrire a tanti giovani concrete opportunità di lavoro”.

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– Foto ufficio stampa –

(ITALPRESS).

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Ucraina, Meloni “Da Costa sì al dibattito sul negoziatore Ue”

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MILANO (ITALPRESS) – “Mi ha risposto il Presidente del Consiglio europeo Costa, nella serata di ieri, ha inviato una lettera dicendo che avrebbe trovato lo spazio nel Consiglio europeo informale di Dublino per questa discussione. Lo ringrazio anche perchè nella lettera il presidente Costa diceva di comprendere e condividere la necessità di aprire questo dibattito. Penso che abbiamo posto una questione pragmatica sulla quale molti colleghi sono d’accordo e confidiamo che si possa trovare una soluzione”. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti nel corso della sua visita a Eicma, in merito alla sua lettera di ieri al presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, nella quale chiedeva che l’Ue parli con una sola voce sull’Ucraina.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Sindrome da Chilomicronemia Familiare, al via la campagna “Il Carico Invisibile”

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MILANO (ITALPRESS) – Ci sono malattie il cui impatto non si misura soltanto attraverso i sintomi o i valori di un esame. E’ il caso della Sindrome da Chilomicronemia Familiare (FCS), patologia genetica ultra-rara che può imporre a chi ne è affetto una quotidianità fatta di attenzione costante all’alimentazione, rinunce, pianificazione e preoccupazioni che spesso rimangono invisibili agli occhi degli altri. E’ da questa dimensione meno visibile della malattia che nasce “Il Carico Invisibile”, la campagna di sensibilizzazione promossa da Sobi Italia in occasione della Giornata mondiale della FCS. Il progetto prende la forma di un vodcast in quattro episodi disponibili su Spotify, realizzato con il patrocinio di AISMME – Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie e SISA – Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi, e accompagna le persone in ascolto alla scoperta dei trigliceridi, del loro ruolo e delle conseguenze che livelli elevati possono avere sulla salute e sulla vita quotidiana.
A fare da filo conduttore è la voce dell’attore Francesco Pannofino, con un linguaggio accessibile e una narrazione che alterna informazione e dimensione personale: dal ruolo dei trigliceridi al rapporto con il cibo, dalle scelte preventive alle rinunce obbligate, fino all’impatto che una condizione ultra-rara può avere sulla socialità, sulle relazioni, sulla vita di tutti i giorni e per i progetti futuri.
La Sindrome da Chilomicronemia Familiare è una patologia genetica ultra-rara legata a un’alterazione del metabolismo dei trigliceridi. Nelle persone con FCS, l’organismo non riesce a metabolizzare correttamente i chilomicroni, particelle che trasportano i trigliceridi nel sangue, determinandone un accumulo e livelli ematici severi. Una condizione che è difficile da diagnosticare e non si esaurisce in un valore alterato negli esami del sangue ma può associarsi a manifestazioni importanti e al rischio di complicanze, tra cui episodi di pancreatite acuta. La pancreatite acuta è un’infiammazione improvvisa del pancreas che può causare dolore addominale intenso e persistente e, nei casi più severi, complicanze potenzialmente pericolose per la vita. La gestione della patologia richiede, inoltre, un controllo rigoroso dei livelli di trigliceridi e, in particolare, un’alimentazione estremamente povera di grassi.1
Come dichiara Carina Fiocchi, Direttore Medico di Sobi Italia, Grecia, Malta e Cipro, “nella FCS è particolarmente importante spostare l’attenzione oltre il dato clinico, perchè racconta solo una parte della storia. Dietro livelli estremamente elevati di trigliceridi c’è un vissuto quotidiano fatto di vigilanza costante, rinunce e timore delle possibili complicanze, che merita di essere riconosciuto e compreso. Il nostro impegno è essere al fianco della comunità scientifica e delle persone che convivono con la FCS, ascoltando i loro bisogni e rispondendo concretamente attraverso innovazioni, offrendo nuove prospettive. ‘Il Carico Invisibilè nasce da questa visione: promuovere conoscenza e consapevolezza, affinchè ciò che spesso resta invisibile venga finalmente alla luce”.
“Quando osserviamo valori molto elevati di trigliceridi, è importante non considerarli semplicemente come un dato alterato negli esami del sangue – spiega Giuliana Germana Mombelli, cardiologa e lipidologa del Centro Dislipidemie dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano -. In alcuni casi possono essere il segnale di una condizione rara come la Sindrome da Chilomicronemia Familiare, che richiede un inquadramento specifico e una gestione attenta nel tempo. Aumentare la conoscenza della FCS, anche tra i medici che operano in diversi ambiti clinici, significa favorire un riconoscimento più tempestivo della patologia e indirizzare i pazienti verso centri specialistici con esperienza nella diagnosi e nella gestione delle dislipidemie rare, affinchè possano ricevere una presa in carico appropriata e continuativa. In questo senso, iniziative di informazione e sensibilizzazione possono contribuire a portare l’attenzione su una patologia ancora poco conosciuta e sui bisogni delle persone che ci convivono ogni giorno”.
E’ proprio questo insieme di conseguenze, non sempre immediatamente percepibili dall’esterno, a costituire il carico invisibile della patologia: rinunce, preoccupazioni, paura delle possibili complicanze e necessità di adattare le proprie abitudini a una condizione cronica e rara.
“Quando parliamo di una malattia rara come la FCS, non possiamo fermarci agli aspetti clinici: dobbiamo guardare a tutto ciò che la patologia comporta nella vita di ogni giorno – commenta Manuela Vaccarotto, Vice Presidente AISMME – Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie -. Il rapporto con il cibo, un pranzo con gli amici, una cena fuori casa o un momento di festa possono diventare fonte di preoccupazione e richiedere una pianificazione continua, con ripercussioni sulla socialità e sul benessere psicologico. A questo si aggiunge il peso di convivere con una condizione che spesso gli altri non conoscono e fanno fatica a comprendere. Per questo è fondamentale ascoltare i bisogni delle persone e delle famiglie, dare voce alla loro esperienza e promuovere una maggiore consapevolezza intorno alla FCS, affinchè nessuno si senta solo nell’affrontare la malattia”.
La rarità della FCS rappresenta una delle principali sfide anche sul piano della diagnosi. Non tutte le forme di ipertrigliceridemia sono infatti riconducibili alla stessa condizione e distinguere la FCS dalle forme più comuni è fondamentale per arrivare a un corretto inquadramento del paziente. Convivere con la FCS significa spesso dover convivere con livelli di apprensione elevati e forti restrizioni, con un notevole impatto sulla vita familiare, lavorativa, socio-relazionale e sui progetti e le ambizioni future.
“L’ipertrigliceridemia comprende condizioni diverse per livelli di trigliceridi, cause e implicazioni cliniche. L’aumento dei trigliceridi può infatti essere lieve o raggiungere valori estremamente elevati, e può dipendere da fattori metabolici, da altre condizioni o dall’assunzione di farmaci oppure, in alcuni casi, da alterazioni genetiche – sottolinea Manuela Casula, SISA – Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi -. Con l’aumentare dei livelli di trigliceridi cresce anche il rischio di complicanze: in particolare, il rischio di pancreatite acuta aumenta progressivamente e diventa particolarmente rilevante quando i trigliceridi raggiungono valori estremamente elevati4. La Sindrome da Chilomicronemia Familiare (FCS) rappresenta la forma più grave di ipertrigliceridemia, con livelli di trigliceridi estremamente elevati e persistenti dovuti ad un accumulo nel sangue dei chilomicroni, le lipoproteine che trasportano i trigliceridi derivanti dalla alimentazione. La FCS è una malattia genetica ultra-rara, dovuta a un difetto ereditario dei meccanismi che permettono di eliminare i chilomicroni dal sangue”. “Questa patologia richiede un inquadramento diagnostico e una gestione specifici. Riconoscere precocemente livelli particolarmente elevati di trigliceridi e comprenderne la causa è fondamentale per identificare i pazienti con chilomicronemia persistente e ridurre il rischio di complicanze. Dietro un valore alterato può esserci una storia clinica complessa, che merita di essere approfondita. Aumentare la consapevolezza sull’ipertrigliceridemia e sulla FCS significa favorire diagnosi più tempestive e percorsi di cura appropriati”, conclude Casula.

– foto ufficio stampa Sobi –
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Cronaca

Olioliva week 2026, a Imperia focus sul futuro dell’olio tra ricerca ed export

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IMPERIA (ITALPRESS) – A Imperia, dal 3 all’8 novembre, la cultura dell’olio diventa occasione di confronto sul futuro dell’olivicoltura, tra innovazione, sostenibilità e nuove opportunità per le imprese. Nel fine settimana la 26ª Festa dell’Olio Nuovo. Dall’oliveto alla tavola, dalla ricerca scientifica ai mercati internazionali: a Imperia l’olio extravergine diventa il filo conduttore di una settimana di incontri, degustazioni e appuntamenti dedicati a una delle produzioni simbolo del Mediterraneo. E’ Olioliva Week 2026, la manifestazione promossa dalla Camera di Commercio Riviere di Liguria, che dal 3 all’8 novembre riunisce in un unico programma la seconda edizione del Frantoio delle Idee e la 26ª Festa dell’Olio Nuovo. Al centro, la cultivar Taggiasca e il paesaggio olivicolo del Ponente ligure: un patrimonio produttivo e culturale attraverso il quale affrontare temi di interesse nazionale, dalla competitività delle imprese agricole alla sostenibilità, dalla valorizzazione delle produzioni di qualità alle nuove opportunità del turismo esperienziale.
Il Frantoio delle Idee si propone come think tank della cultivar Taggiasca: un laboratorio di confronto tra imprese, istituzioni, università e associazioni di categoria per elaborare idee e strategie sul futuro della filiera. Il programma approfondisce la cultura dell’olio e delle olive da tavola, il rapporto tra alimentazione e salute, l’innovazione tecnologica e l’economia circolare. Un dialogo che mette in relazione ricerca scientifica ed esperienza dei produttori, per tradurre le conoscenze in opportunità di sviluppo, competitività e apertura ai mercati internazionali. La collaborazione con l’Università degli Studi di Genova porta a Imperia la ricerca e l’alta formazione. Il convegno del 5 novembre, “L’olio ligure tra Dieta Mediterranea e cucina italiana: UNESCO e alta formazione”, ha affrontato le connessioni tra patrimonio alimentare, sostenibilità e nuove tecnologie, con approfondimenti che spaziano dalle caratteristiche chimiche e nutrizionali dell’olio alle applicazioni dell’intelligenza artificiale.
L’apertura ai mercati esteri è un altro asse della manifestazione, con incontri B2B tra operatori e buyer internazionali pensati per favorire nuove relazioni commerciali e rafforzare la presenza delle produzioni locali oltreconfine. Parallelamente, il confronto sull’oleoturismo mette a fuoco il potenziale di frantoi, aziende e paesaggi olivicoli nella costruzione di esperienze di visita legate all’identità dei territori. Da venerdì 6 a domenica 8 novembre, il waterfront di Oneglia ospita la Festa dell’Olio Nuovo, momento di incontro con il pubblico e con i produttori. Il percorso espositivo e le degustazioni offrono l’occasione di conoscere l’olio della nuova raccolta e le specialità del territorio, scoprendo il lavoro e i saperi che accompagnano la produzione.
Tra gli appuntamenti del fine settimana, sabato 7 novembre, alle ore 10, nell’area Saperi e Sapori di Calata Cuneo, è in programma il convegno “La Cucina Italiana tra tradizione e cultura. Celebrazione del Patrimonio UNESCO”, realizzato in collaborazione con ISNART, con il coinvolgimento della rete Mirabilia. Un’occasione per approfondire il legame tra cultura gastronomica, patrimonio e attrattività turistica.
Olioliva Week propone così una lettura dell’olio extravergine che unisce prodotto, conoscenza ed esperienza: una risorsa economica e un’espressione della cultura mediterranea, capace di mettere in relazione agricoltura, ricerca, turismo e sviluppo dei territori.

– Foto ufficio stampa Camera di Commercio Riviere di Liguria –
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