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Politica

Zangrillo “Premiare il merito nella Pubblica amministrazione”

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ROMA (ITALPRESS) – Un pubblico impiego sempre più efficiente, attrattivo e meritocratico. Da tre anni sta lavorando a questi obiettivi il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che in un’intervista al quotidiano Avvenire spiega: “In pochi mesi abbiamo cambiato il passo su alcuni fronti chiave come attrattività, formazione, semplificazione e innovazione, con risultati che oggi sono misurabili. Il portale ‘inPA’ è diventato l’unico punto di accesso ai concorsi e oggi conta circa tre milioni di iscritti, oltre la metà under 40, con tempi medi di selezione scesi da 780 giorni, ossia più di due anni, a circa quattro mesi. Nel 2025 sono stati messi a bando quasi 204 mila posti di lavoro in circa 20mila bandi di concorso. Solo nei primi dieci giorni del 2026 altre 10mila offerte di lavoro hanno già attirato 410 mila candidati. Tutto ciò ci consente di gestire un significativo volume di turnover, considerando che da qui al 2032 quasi un milione di dipendenti pubblici andrà in pensione. Da segnalare, inoltre, che per la prima volta dopo 15 anni la curva dei dipendenti pubblici torna a crescere, mentre si abbassa l’età media, da 52 a 47 anni. Questo trend ci consentirà in un tempo ragionevole di recuperare il terreno perduto nei dieci anni di blocco del turnover dal 2009 al 2018”. Secondo il ministro “torna a piacere la pubblica amministrazione. Tra il 2023 e il 2025 abbiamo assunto 600 mila persone. Oltre il 50% ha meno di 40 anni e oltre il 30% del totale ha meno di 30 anni. La pubblica amministrazione torna a essere attrattiva. Le ore di formazione sono passate da sei a circa 40 all’anno per dipendente. Oltre mezzo milione di lavoratori pubblici ha già seguito corsi sul portale digitale Syllabus, con più di 1,8 milioni di certificazioni rilasciate, mentre nuovi poli formativi territoriali collegano Università e amministrazioni sui temi più attuali. In parallelo, entro la fine di gennaio, il Parlamento discuterà il mio disegno di legge sul merito, che lega premi e carriere ai risultati, aprendo l’accesso alla dirigenza attraverso percorsi di carriera che misurano e valorizzano le performance individuali”.
In merito al tetto agli stipendi dei manager statali, dice: “Voglio premettere che l’abolizione del tetto non l’ha voluta il governo. L’ha sancita lo scorso luglio una sentenza della Corte Costituzionale. La Consulta ha definito illegittimo il tetto agli stipendi, introdotto nel 2014. Tutto questo ci costringe a riflettere sulle dinamiche salariali dei nostri dirigenti. Anche la pubblica amministrazione deve essere capace di dotarsi di strumenti che definiscano le retribuzioni dei loro manager in ragione delle responsabilità e del contenuto di ruolo. Ma voglio ricordare che prima ancòra di preoccuparci dei livelli salariali stiamo lavorando per evitare ciò che troppo spesso in passato è accaduto e cioè una logica di aumenti a pioggia del tutto inadeguata a premiare il merito”. E per quanto riguarda il processo delle semplificazioni, dichiara: “Sono state semplificate circa 400 procedure in settori chiave come sanità, scuola, artigianato e controlli alle imprese. Le farmacie diventano alleate fondamentali del Servizio sanitario nazionale: ora qui si può scegliere il medico di base, fare vaccini, ricevere servizi di telemedicina e molto altro. Mentre l’iscrizione a scuola passa da una piattaforma unica. Tutte le semplificazioni sono consultabili su ItaliaSemplice.gov.it, un sito avviato a fine settembre. Con ‘Risorse in Comunè abbiamo messo a disposizione dei municipi da 5 a 25mila abitanti 100 milioni di euro da investire su digitalizzazione e ammodernamento delle strutture. Una iniziativa che ha registrato uno straordinario successo, con un’adesione del 93% dei Comuni interessati. In parallelo sono stati stanziati 58,6 milioni per far dialogare i sistemi di gestione del personale e modernizzare così l’organizzazione amministrativa”. “Abbiamo stanziato 20 miliardi di euro per garantire la copertura finanziaria delle tornate contrattuali 2022-2024 e 2025-2027 – aggiunge -. A oggi posso dire con sollievo che abbiamo chiuso i rinnovi 2019-2021 lasciati aperti dai governi precedenti e abbiamo chiuso la tornata 2022-2024. Il mese scorso abbiamo avviato la stagione contrattuale 2025-2027. Per la prima volta garantiamo continuità ai rinnovi contrattuali, nello specifico riconoscendo nel periodo 2022-2027 incrementi salariali tra il 16 e il 18%”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Manovra, Tajani “Contrario a extraprofitti, parola che sa di Unione Sovietica”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse. Cioè, quando sento la parola ‘tassè mi viene l’orticaria. Un confronto, un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni. Deve esserci un confronto concordato”, si può “chiedere un contributo in momento difficile anche da parte delle aziende del settore, ma non voglio sentire la parola ‘extraprofittò che sa molto di Unione Sovietica“. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Rimini.

“E’ una parolaccia ‘extraprofittò. Un contributo concordato mi sembra invece una cosa giusta, l’abbiamo sempre sostenuto – aggiunge -. Nel momento di difficoltà, tutti devono contribuire alla soluzione dei problemi, ma un conto è contribuire con un accordo, un conto è abbattere la mannaia delle tasse; io sono contrario all’aumento della pressione fiscale, il nostro mantra è ‘meno tasse, meno tasse, meno tassè. Le tasse sono come la gramigna, sono un elemento negativo e vanno estirpate comunque”.

Sui carburanti, nel Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio “si proroga la decisione già adottata all’ultimo Cdm, il tempo necessario per preparare un intervento sostanziale che possa essere anche strutturale”, ricorda. “Per quanto riguarda l’aspetto dell’energia stiamo lavorando anche” per “tutte le proposte che dovremo fare alla Commissione Europea; grazie allo scostamento che abbiamo ottenuto con la possibilità di poter utilizzare questi 14 miliardi, ritengo che si possano fare cose molto positive che vadano nella riduzione dei costi energetici nei confronti delle famiglie e delle imprese. Ma quei fondi non possono essere utilizzati per tagliare le accise, serve un intervento strutturale. Nello stesso tempo lavoriamo perchè si possa ricomporre la situazione internazionale, perchè non è una responsabilità nè dell’Italia e nè dell’Europa se aumenta il costo del petrolio, del gas e dei fertilizzanti. Ci sono delle guerre in corso, c’è una crisi a Hormuz e la chiave del problema è lì”, conclude Tajani.

(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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Schlein “E’ il momento di tassare gli extraprofitti”

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ROMA (ITALPRESS) – “Con la stagione invernale ormai alle porte, le misure tampone non bastano più per proteggere il Paese. La verità è che serviranno risorse ingenti, che bisogna andare a prendere esattamente dove si trovano: tassando in modo equo ed efficace gli extraprofitti accumulati dalle grandi società energetiche. Giorgia Meloni abbia il coraggio di far pagare di più chi si è arricchito anche in questa pesante crisi”. Lo scrive, in una lettera al Corriere della Sera, la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Certamente – scrive – un intervento europeo sarebbe utile e opportuno, ma nel frattempo non ci sono alibi per non intervenire immediatamente a livello nazionale. Sappiamo che le forze della maggioranza su questo sono divise, sta alla Presidente Meloni fare sintesi nell’interesse del Paese. Il Governo passi dalle parole ai fatti e tassi subito gli extraprofitti per finanziare gli interventi straordinari necessari a ridare fiato all’Italia. Il solo taglio temporaneo delle accise non è più sufficiente: serve un piano d’azione più ampio e articolato. Da un lato occorre frenare la corsa dei prezzi alla pompe, anche verificando la fattibilità di un tetto al margine di raffinazione”.

Dall’altro lato “è urgente sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, potenziando e allargando il bonus sociale luce e gas, ripristinando il bonus trasporti (che aveva aiutato quasi 3 milioni di cittadini con gli abbonamenti ai mezzi pubblici), prevedendo un contributo carburanti modulato sull’ISEE. Come pure serve aiutare quei settori produttivi che soffrono di più la crisi, a partire dall’agricoltura e l’autotrasporto”.

Per Schlein “bisogna liberare il Paese dalla dipendenza dalle fonti fossili, che lo rende il più esposto agli choc energetici. A questo deve servire la flessibilità ottenuta a livello europeo, a recuperare l’enorme ritardo del governo che in questi 4 anni non ha fatto nulla per accelerare e semplificare la produzione di rinnovabili, incentivare la decarbonizzazione dei processi industriali, l’elettrificazione dei consumi e l’efficientamento energetico”.

-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Politica

Fonti Palazzo Chigi, domani Cdm per la proroga delle misure in vigore contro il caro carburanti

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ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta oggi una riunione tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani, Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dedicata alla situazione dei prezzi dei carburanti e alle misure di sostegno. Domani – secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi – è previsto un nuovo Consiglio dei ministri, che dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure già in vigore, così da consentire al Governo di lavorare a un intervento più mirato. Quella in scadenza domani, dunque, non sarà la misura definitiva, ma servirà a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari. L’obiettivo è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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