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L’Arsenal sa solo vincere, Inter battuta 3-1 a San Siro
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8 mesi fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – All’Inter non riesce l’impresa, che l’avrebbe avvicinata agli ottavi di finale di Champions. A San Siro, nella penultima giornata della prima fase, esulta solo l’Arsenal, che indirizza il match nella prima mezz’ora e lo chiude nel finale, vincendo 3-1 e conquistando il settimo successo in altrettanti incontri.
Si comincia con Chivu che sorprende scegliendo Acerbi, schierato al centro della difesa con Akanji nel ruolo di braccetto destro, e che scommette su Sucic. Panchina iniziale per Bisseck e Mkhitaryan, e anche l’Arsenal fa turnover: fuori inizialmente Gabriel, Ødegaard, Martinelli, Rice, Havertz e Gyòkeres. L’avvio è dominante per i Gunners, che schiacciano l’Inter col pressing fino alla prima costruzione di Yann Sommer e la mettono in crisi. L’Arsenal la sblocca al 10′, con un episodio fortunato: tiro-cross deviato di Timber, Luis Henrique tiene in gioco Gabriel Jesus che sigla l’1-0. L’Inter reagisce subito e, dopo soli otto minuti, la pareggia con Sucic, che trova un gran gol: tiro sotto l’incrocio dopo un batti e ribatti al limite dell’area.
I nerazzurri provano anche a trovare il vantaggio, ma sprecano con Thuram e si fanno nuovamente colpire dai Gunners, che siglano la 19a rete da calcio piazzato. Merito di Trossard, che fa da sponda per Gabriel Jesus mentre i compagni disturbano i difensori e Sommer: doppietta del brasiliano e 2-1 al 31′. Luis Henrique e Lautaro sprecano il possibile pari, mentre Raya salva su Dimarco. Si va dunque al riposo col vantaggio dell’Arsenal e, nella ripresa, l’Inter reclama un rigore su Lautaro (episodio dubbio) e attacca a testa bassa. L’ingresso in campo di Pio Esposito dà nuova linfa ai nerazzurri, che sfiorano il pari con l’ex Spezia e spingono con l’azzurro e Frattesi incursore, ma rischiano in contropiede. Il primo tentativo dell’Arsenal (con Saka) sbatte su Sommer, il secondo è vincente con tutta l’Inter in attacco su un corner. La ripartenza premia Viktor Gyòkeres, che approfitta di un rimpallo tra Saka e il difensore per colpire dal limite dell’area. Sommer battuto ed è 3-1 all’84’, con l’Inter che a questo punto non ha più energie per reagire e si arrende al ko. I nerazzurri perdono la terza gara consecutiva in Champions, seppur dopo aver lottato a testa alta per 70 minuti, e si fermano a quota 12 punti complicando il cammino verso gli ottavi. L’Inter è momentaneamente fuori dalla top-8 (nona) e, pur battendo il Borussia Dortmund nell’ultimo turno, i playoff potrebbero diventare una realtà per Chivu. L’Arsenal, invece, fa sette su sette e ipoteca il primo posto: Gunners a quota 21 punti e irraggiungibili per tutti.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS)
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Sport
Mancini tira dritto, largo ai giovani: “Si può vincere giocando di squadra”
Pubblicato
29 minuti fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
di Enrico Currò
ROMA (ITALPRESS) – “Vedrete qualche novità, vedrete più giovani. E chi non partirà titolare entrerà a partita in corso. Le critiche dopo la sconfitta col Belgio? I giornali non li leggo e i social non mi interessano proprio per niente. La verità è che nel 2018 nessuno ci dava una lira e poi nel 2021 abbiamo vinto l’Europeo. Ci siamo riusciti senza fenomeni, senza un Totti, un Del Piero, un Baggio, un Gigi Riva. Perché si può vincere anche giocando da squadra”. Roberto Mancini tira dritto. E annuncia a Radio Rai che sarà un’Italia ulteriormente ringiovanita quella pronta, tra poche ore, a scendere in campo a Bursa contro la Turchia di Montella.
Kayode giocherà dall’inizio come terzino destro e potrebbe non essere il solo a partire titolare. Il ct rivela che in campo si vedranno anche Sebastiano Esposito, Doumbia e Vergara, anche se l’annullamento della rifinitura mattutina, causa diluvio, ha cancellato gli ultimi indizi di formazione, rinviandoli al pomeriggio: “Un giovane sicuramente dà energia. Ha voglia di fare, essendo alle prime partite e credo che questo sia importante. Chiaramente i giovani non possono avere l’esperienza di chi ha fatto 200 partite in serie A e nelle coppe europee”. Oltre a Kayode in difesa, conferma, avranno spazio anche Sebastiano Esposito in attacco (da valutare se insieme al fratello minore Pio, e per quanti minuti), Doumbia a centrocampo e Vergara da esterno-rifinitore: “Chi non comincerà da titolare entrerà a partita in corso”.
Il dado ormai è tratto, la ricostruzione non sarà breve. Il ct vede tante analogie col suo precedente ciclo, anche se il tempo per plasmare la nuova Nazionale è più ristretto: questa finestra tra settembre e ottobre, con 4 partite di Nations League in 11 giorni e poi la ripresa di una settimana a novembre, non è certo l’ideale. Il commissario tecnico preferiva il calendario di prima, con tre pause più brevi dei campionati, distribuite tra settembre, ottobre e novembre: “Questa finestra mi pare un po’ esagerata: non hai mai tempo di allenarti davvero, se non per un paio di giorni tra il lunedì e il venerdì”.
La magnifica Inghilterra-Spagna, vinta dai campioni del mondo, è diventata l’inevitabile metro di paragone: in questo momento quanto è lontana l’Italia dalle avversarie più forti e che cosa deve invidiare a quelle squadre? “Alla Spagna invidio il titolo mondiale, ma in realtà niente, perché credo che abbia meritato tutto quello che ha fatto: è un percorso iniziato tanti anni fa. Se ricordiamo la Spagna del 1988, quella che anch’io ho affrontato e battuto da calciatore all’Europeo, era totalmente diversa. C’è stato un progetto, portato avanti molto bene”.
Nel frattempo, però, la Nazionale di Mancini stesso ha eliminato la Spagna nella semifinale di Euro 2021 e in finale ha battuto l’Inghilterra: si può fare, insomma. “Quando partimmo nel 2018, nessuno ci dava una lira, anzi. Dopo la sconfitta in Portogallo critiche su critiche. Ma poi, dopo un po’ di tempo, le cose cambiano e penso che sarà ancora così, perché il calcio è così. Quando si formano le squadre, ci sono delle difficoltà. Poi, magari di punto in bianco, si fa qualcosa di buono. Alle critiche non bado”.
Mancini è perplesso anche per i frequenti paragoni con le Nazionali vincenti degli altri sport, su tutti quelli olimpici: “Tutte le volte si fanno i raffronti. Il calcio va male e c’è chi è felice che sia così, perché i calciatori sono persone che guadagnano tanto. Invece io penso che in Italia lo sport sia sempre stato importante, in tutte le discipline e a tutti i livelli. Io ho sempre seguito tutto, da quando ero ragazzino: pallavolo, basket, atletica, tennis. Ci sono momenti con squadre migliori, che vincono, ma l’Italia ha vinto tanto anche in passato, nella pallavolo, nel basket, nell’atletica: abbiamo avuto grando campioni, che hanno fatto la storia dell’atletica leggera. Non vedo perché si debba fare sempre questo confronto”.
“Il calcio – ricorda Mancini – in questo momento è in difficoltà, perché non ha più quello che ha avuto per tanti anni, cioè per tante generazioni a volte anche 6-7 fenomeni tutti insieme. Erano così numerosi che qualcuno doveva perfino stare in panchina. Oggi va in un altro modo, ma si può anche arrivare a vincere giocando da squadra, come abbiamo fatto nel 2021, perché anche allora non avevamo Totti, Del Piero, Baggio e Gigi Riva, però ci siamo arrivati lo stesso”.
Chiusura con avviso sulla forza della Turchia di Montella: con cognizione di causa, perché Mancini 12 anni fa ha allenato a Istanbul il Galatasaray: “Il calcio turco è in crescita costante e intanto in tutte le città ci sono stadi meravigliosi, il che è già una cosa positiva. Poi sicuramente anche il livello della Super Lig è cresciuto”.
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(ITALPRESS).
Sport
Dal Mondiale alla WNBA, è super Zandalasini: “LA 2028? Dobbiamo crederci” / Video
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4 ore fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
di Veronica Maffei
SAN FRANCISCO (USA) (ITALPRESS) – Cecilia Zandalasini riparte come meglio non poteva. La 30enne stella della nazionale femminile di basket prende per mano le Golden State Valkyries e le trascina a una splendida vittoria – 104-80 il finale – sulle Dallas Wings in gara 1 del primo turno dei play-off Wnba.
Sono 22 i punti messi a referto dall’azzurra, miglior realizzatrice delle Valkyries, che in un’intervista all’Agenzia Italpress ha raccontato dalla sua “casa” di San Francisco, il Ballhalla – così viene ribattezzato il Chase Center quando scendono in campo le Golden State Valkyries – la sua esperienza americana e non solo, a partire dal Mondiale di Berlino che ha visto l’Italia spingersi fino ai play-off ma tenendo testa a corazzate come Usa e Australia.
Sei appena tornata dal Mondiale e ora sei nella fase decisiva della WNBA. Come si passa, mentalmente e fisicamente, dalla maglia azzurra alle Valkyries senza fermarsi?
“Non è stato facile, sicuramente, per me e per le altre compagne che hanno giocato il Mondiale. Però questo è il momento più bello dell’anno. Abbiamo avuto un paio di settimane per prepararci e adesso arriva il bello: non c’è spazio per la stanchezza, né mentale né fisica. Siamo molto cariche”.
Le Valkyries sono una realtà incredibile: una squadra giovane, con una forte identità in tutta la città e il palazzetto sempre esaurito. Che cosa le distingue? Qual è l’aspetto di questa squadra che da fuori non si vede?
“La franchigia è molto nuova ma è super professionale. Hanno creato qualcosa di incredibile e, anche se siamo soltanto al secondo anno, siamo già tra le migliori organizzazioni della Lega. Devo dare molto merito a chi ha costruito tutto questo. Abbiamo una proprietà che crede molto in noi e, secondo me, abbiamo seguito un po’ la strada dei Golden State Warriors, che hanno una grande storia alle spalle. Qui siamo trattate esattamente come loro, ed è una cosa bellissima”.
Guardando a questa crescita, che cosa potrebbe imparare il basket italiano dalla WNBA?
“Negli ultimi anni qui si vede chiaramente quanto stia crescendo lo sport femminile, e in particolare il basket. C’è stata una grande crescita sia nei numeri sia nel pubblico che viene a vederci. È una delle leghe più importanti in America, nonostante la presenza dell’Nba, della Nfl e di tutti gli altri campionati. Spero che lo spazio dato qui allo sport femminile crei una spinta che arrivi anche in Europa e faccia crescere il livello dello sport femminile in generale e, per noi, del basket”.
Torniamo al Mondiale. L’Italia ha ottenuto un grande risultato e la partita contro gli Stati Uniti è stata particolarmente intensa. A qualche settimana di distanza, che cosa ti resta di quella gara e del Mondiale in generale?
“Ho dei ricordi bellissimi del Mondiale, soprattutto adesso che sono passate alcune settimane. È stata una bellissima esperienza già esserci, partecipare e rappresentare l’Italia. Contro gli Stati Uniti siamo andate molto vicine: questo deve darci tanta forza per il futuro, farci credere in noi stesse e ricordarci di che cosa siamo capaci”.
Ti è rimasto un po’ di amaro in bocca per l’ultima partita con l’Australia?
“Che cosa posso dire? È il gioco del basket, ed è bello anche così. È stato molto emozionante avere così tante persone a fare il tifo per noi a Berlino. Vedremo che cosa succederà in futuro”.
Quel futuro potrebbe comprendere le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Sarebbe un grande obiettivo per te?
“Sicuramente. Penso che sia il sogno di chiunque faccia sport. Dobbiamo credere nella possibilità di arrivare alle Olimpiadi del 2028 e provare a raggiungerle”.
Dopo tanti anni tra Italia e Stati Uniti, c’è qualcosa di molto americano che ormai senti tuo? E qualcosa di italiano a cui non potresti rinunciare?
“In realtà è molto bello vivere qui: puoi vedere tante città e tanti posti diversi. Però, se devo scegliere una cosa, dico il cibo: quello americano non mi piace per niente! Su questo sono italiana al cento per cento”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Sinner sempre al comando del ranking Atp, ma Zverev si avvicina. Rybakina regina della classifica Wta
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4 ore fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il rientro in campo di Jannik Sinner slitta ancora, colpa dell’infiammazione al ginocchio destro che lo tormenta da Wimbledon. Il campione altoatesino non potrà difendere il titolo a Pechino ma si assicura comunque un’alta settimana – la 91esima – in cima al ranking Atp anche se dietro Alexander Zverev si avvicina.
Se Sinner dovesse disertare anche il Masters 1000 di Shanghai e il tedesco vincesse entrambi gli appuntamenti cinesi, si consumerebbe il sorpasso in vetta. Al terzo posto ma lontano si conferma Carlos Alcaraz, che precede Ben Shelton, Felix Auger-Aliassime e Daniil Medvedev. Settimo Flavio Cobolli, atteso nei prossimi giorni a Pechino dove andrà a caccia di punti utili per qualificarsi alle Atp Finals.
Alle sue spalle Frances Tiafoe mentre entra per la prima volta nella Top Ten a spese di Taylor Fritz il francese Arthur Fils, nono davanti ad Alex De Minaur. Per quanto riguarda gli altri italiani, guadagna una posizione Luciano Darderi (19°) e ne perde una Lorenzo Musetti (25°), nella top 50 anche Matteo Arnaldi (37°) e Matteo Berrettini (47°, -4), allargando ai primi cento troviamo anche Lorenzo Sonego (83°, +3) e Mattia Bellucci (91°, -3). Da segnalare il bel balzo in avanti di Federico Cinà, che guadagna 20 posizioni ed è ora numero 150, suo best ranking.
Questa la top ten della nuova classifica Atp:
1. Jannik Sinner (Ita) 11.000 (–)
2. Alexander Zverev (Ger) 9.630 (–)
3. Carlos Alcaraz (Esp) 5.060 (–)
4. Ben Shelton (Usa) 4.680 (–)
5. Felix Auger-Aliassime (Can) 3.890 (–)
6. Daniil Medvedev (Rus) 3.710 (–)
7. Flavio Cobolli (Ita) 3.680 (–)
8. Frances Tiafoe (Usa) 3.380 (–)
9. Arthur Fils (Fra) 3.150 (+2)
10. Alex De Minaur (Aus) 3.150 (-1)
Così gli altri italiani:
19. Luciano Darderi 2.200 (+1)
25. Lorenzo Musetti 2.010 (-1)
37. Matteo Arnaldi 1.336 (–)
47. Matteo Berrettini 1.128 (-4)
83. Lorenzo Sonego 698 (+3)
91. Mattia Bellucci 656 (-3)
145. Andrea Pellegrino 390 (-1)
150. Federico Cinà 369 (+20)
161. Marco Cecchinato 353 (–)
164. Andrea Guerrieri 343 (+5)
168. Francesco Maestrelli 331 (+3)
RANKING WTA, PAOLINI N°20
Piccole variazioni in chiave tricolore nella classifica mondiale femminile pubblicata stamane dalla Wta dopo la conclusione del “500” di Singapore, del “250” di Seul e delle BJK Cup Finals a Shenzhen. Sono sempre due le azzurre tra le prime cento. Leader è ancora Jasmine Paolini: la 30enne di Bagni di Lucca, uscita a fine maggio dalla top ten (dove era rimasta ininterrottamente dal 7 giugno 2024, dopo la finale raggiunta al Roland Garros), è stabile al numero 20.
Fa quattro passi indietro Elisabetta Cocciaretto, ora al numero 71, costretta nelle ultime settimane a fare i conti con il riacutizzarsi del problema al ginocchio sinistro. Una posizione in meno anche per Lisa Pigato, ora numero 114, sempre in zona primato personale, due per Lucrezia Stefanini, ora al numero 125. Alle sue spalle scende due gradini pure Lucia Bronzetti, uscita a fine ottobre 2025 dalla top cento, ora al numero 132. Sei posti in meno anche per Tyra Caterina Grant: la 18enne romana, che a Shenzhen ha fatto il suo debutto con la maglia della Nazionale, è ora numero 156.
Resta immutata la Top Ten dove Elena Rybakina si conferma regina grazie al trionfo newyorkese. La kazaka precede Aryna Sabalenka, staccata ora di 2.091 punti dalla rivale, stabile al terzo posto Jessica Pegula, che precede nell’ordine Coco Gauff, Mirra Andreeva e Linda Noskova, reduce dalla vittoria della BJK Cup con la Repubblica Ceca assieme a Karolina Muchova, ottava. In mezzo l’ucraina Elina Svitolina, sconfitta proprio dalla Noskova a Shenzhen. Chiudono la top ten Iga Swiatek e Marta Kostyuk.
Questa la top ten della nuova classifica Wta:
1. Elena Rybakina (Kaz) 9.901 (–)
2. Aryna Sabalenka (Blr) 7.810 (–)
3. Jessica Pegula (Usa) 7.265 (–)
4. Coco Gauff (Usa) 7.244 (–)
5. Mirra Andreeva (Rus) 5.841 (–)
6. Linda Noskova (Cze) 5.328 (–)
7. Elina Svitolina (Ukr) 4.809 (–)
8. Karolina Muchova (Cze) 4.683 (–)
9. Iga Swiatek (Pol) 4.119 (–)
10. Marta Kostuyk (Ukr) 4.040 (–)
Così le italiane:
20. Jasmine Paolini 2.122 (–)
71. Elisabetta Cocciaretto 985 (-4)
114. Lisa Pigato 675 (-1)
125. Lucrezia Stefanini 617 (-2)
132. Lucia Bronzetti 576 (-2)
156. Tyra Caterina Grant 490 (-6)
190. Samira De Stefano 418 (+3)
221. Nuria Brancaccio 355 (+8)
235. Jennifer Ruggeri 330 (-4)
243. Noemi Basiletti 318 (+3)
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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