Politica
La Consulta accoglie il ricorso delle difese, il processo sul caso Regeni riprenderà
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2 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La Corte costituzionale ha accolto il ricorso sulla questione, sollevata dalla Corte d’assise di Roma nell’ambito del processo sull’omicidio di Giulio Regeni, riguardante il tema del diritto di difesa legato ai costi delle consulenze tecniche. Il Collegio aveva disposto una perizia avente ad oggetto la traduzione di un documento in lingua araba ritenuto rilevante ai fini del giudizio. I difensori d’ufficio degli imputati avevano chiesto di essere ammessi a nominare un consulente di parte a spese dello Stato, eccependo, nel contempo, l’illegittimità costituzionale della disciplina della consulenza tecnica nella parte in cui, nella speciale ipotesi di processo in assenza di cui si tratta, non prevede che le relative spese siano anticipate dallo Stato. Il processo, che era stato sospeso in attesa della decisione della Consulta, potrà ora riprendere. In particolare, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per violazione dell’articolo 24 della Costituzione, dell’articolo 225, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui – per la eccezionale ipotesi introdotta dalla sentenza della stessa Corte numero 192 del 2023 – non prevede che l’onorario e le spese spettanti al consulente di parte nominato dal difensore d’ufficio sono anticipati dallo Stato.
Salvo il diritto di ripeterne gli importi nei confronti dell’imputato che si renda successivamente reperibile, e liquidati dal magistrato nella misura e con le modalità previste dall’articolo 83 del testo unico delle spese di giustizia per l’ipotesi di ammissione al gratuito patrocinio. Tale eccezionale ipotesi è quella in cui si proceda in assenza per uno dei delitti previsti dall’articolo 1 della Convenzione di New York contro la tortura quando, a causa della mancata assistenza dello Stato di appartenenza dell’imputato, sia impossibile avere la prova che questi, pur consapevole della pendenza del procedimento, sia stato messo a conoscenza della pendenza del processo. La Consulta ha, anzitutto, ribadito la rilevanza costituzionale dell’ausilio delle conoscenze tecnico-scientifiche nel processo penale. Quando l’accertamento della responsabilità richieda specifiche competenze il consulente tecnico è “parte integrante dell’ufficio di difesa”, sicché ogni limitazione imposta alla possibilità, per lo stesso imputato, di valersi del suo contributo si risolve in una menomazione del diritto di difesa garantito dall’articolo 24 della Costituzione. Nella sentenza si sottolinea che tale esigenza di tutela non è ravvisabile nel processo in assenza, nel quale la rinuncia dell’imputato a presenziare al giudizio coinvolge tutti i suoi diritti partecipativi, ivi compreso quello di farsi assistere da un esperto.
Diverso, però, è il caso, sopra descritto, esaminato dalla Corte, in cui si procede in assenza in quanto la chiamata in giudizio è stata resa impossibile dalla mancata cooperazione dello Stato di appartenenza dell’imputato. In tale eccezionale ipotesi, mancando una rinuncia dell’accusato a esercitare i diritti partecipativi nel processo a suo carico, il principio di effettività della difesa rende necessario compensare la restrizione di tutela che inevitabilmente si correla alla sua assenza, sollevando il difensore d’ufficio che necessiti di un ausilio tecnico dall’onere economico derivante dalla nomina di un consulente. Il rilevato vulnus costituzionale, osserva la sentenza, deve essere sanato con la introduzione di una ipotesi eccezionale di anticipazione erariale degli onorari e delle spese del consulente tecnico, salva la possibilità per lo stato di recuperare i relativi importi nei confronti degli imputati nel caso in cui divengano reperibili. Il dato normativo idoneo a colmare la rilevata lacuna è stato individuato nell’anticipazione erariale, salvo recupero, prevista in favore del difensore d’ufficio dell’imputato irreperibile dall’articolo 117, del testo unico spese di giustizia.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Meloni “In patria e all’estero la missione è difendere sempre interesse italiano”
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Politica
Meloni giunta a Doha, previsto incontro con l’emiro del Qatar. A Gedda focus con bin Salman su energia e guerra
Pubblicato
1 giorno fa-
4 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta a Doha, in Qatar, per la seconda tappa della sua missione nei Paesi del Golfo, dopo la visita in Arabia Saudita. Lo rende noto Palazzo Chigi. Durante la permanenza è previsto un incontro con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.
CON BIN SALMAN FOCUS SU ENERGIA E GUERRA
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, era in precedenza ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman.
Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita, sottolinea la nota, evidenziando che nel corso del colloquio i due leader hanno discusso dell’assistenza militare difensiva fornita dall’Italia, confrontandosi sulle prospettive del conflitto e sugli sforzi in corso per una soluzione diplomatica e, più ampiamente, su come promuovere un quadro regionale che possa uscire dall’attuale ciclo di conflittualità. L’incontro ha anche permesso di discutere di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. I due leader hanno anche concordato sull’importanza di assicurare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il Presidente Meloni e il Principe Mohammed hanno infine discusso del partenariato strategico lanciato tra le due Nazioni in occasione della precedente missione del Presidente del Consiglio ad Al-Ula (gennaio 2025) e hanno concordato sull’importanza, ancora più nell’attuale scenario regionale e internazionale, di sviluppare una cooperazione ad ampio raggio su economia, investimenti, infrastrutture strategiche, sicurezza e difesa.
– foto Palazzo Chigi –
(ITALPRESS).
Politica
Meloni “Quando non siamo d’accordo con gli Usa lo diciamo. In missione nel Golfo per solidarietà e approvvigionamenti”
Pubblicato
2 giorni fa-
3 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Ovviamente la crisi internazionale sta avendo già e avrà effetti concreti negativi sull’energia e sull’economia italiana: il governo li monitora e intende intervenire con tutti gli strumenti che sono possibili per proteggere le famiglie e le imprese, come del resto abbiamo fatto oggi con altri 500 milioni di euro destinati a prorogare fino al 1 maggio il taglio di 0,25 euro del costo del carburante. Abbiamo anche ampliato la misura precedente con provvedimenti a favore degli agricoltori e delle aziende che esportano”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista al Tg1. “Poi l’opposizione chiaramente fa il suo lavoro, però si trova anche nella fortunata posizione di chi può criticare comodamente seduto sul divano perché sono altri che devono risolvere i problemi e noi lo facciamo. Ci aspetteremmo forse un atteggiamento un po’ più costruttivo”, sottolinea.
“Come gli altri Paesi europei, aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani, lo facciamo chiaramente perché sono Paesi strategici per i nostri interessi e sono Paesi amici, ma soprattutto lo facciamo a protezione delle decine di migliaia di italiani che sono presenti nella regione. La missione è un gesto di solidarietà che come obiettivo ha anche quello di garantire all’Italia gli approvvigionamenti energetici che sono necessari. Ero già stata in Algeria per garantire il gas, oggi sono nel Golfo per discutere soprattutto del petrolio: da queste nazioni proviene circa il 15% del petrolio che è necessario per l’Italia”, ha spiegato.
“Continuo a ritenere che, sul piano geopolitico, l’Europa non abbia molto da guadagnare da una divaricazione con gli Stati Uniti, però il nostro lavoro è soprattutto quello di difendere i nostri interessi nazionali: quando non siamo d’accordo, dobbiamo dirlo e stavolta noi non siamo d’accordo”. Così la premier rispondendo a una domanda sui rapporti dell’Italia con gli Stati Uniti dopo quanto avvenuto a Sigonella.
Sul governo: “Che il governo va avanti io l’ho detto un minuto dopo l’esito del referendum. Il giorno dopo eravamo al lavoro perché non abbiamo tempo da perdere. Non abbiamo tempo da perdere particolarmente in un momento come questo. Mi divertono le ricostruzioni su dimissioni e rimpasti che però, per me, sono alchimie di palazzo che non interessano nessuno: chi vuole, continui pure a parlare di questo. Noi intanto continuiamo a fare il nostro lavoro per il bene di questa nazione”, conclude.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Meloni in missione nel Golfo per rafforzare la sicurezza energetica: incontri con rappresentanti di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati
Pubblicato
2 giorni fa-
3 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena giunta a Gedda, in Arabia Saudita, per una missione istituzionale nei Paesi del Golfo. Si tratta della prima visita nella regione da parte di un leader di Ue, G20 e Nato dall’inizio del conflitto, con incontri in programma con i principali rappresentanti di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
L’obiettivo – a quanto si apprende – è rafforzare le relazioni con queste Nazioni e ribadire il sostegno dell’Italia di fronte agli attacchi iraniani, consolidando al contempo un partenariato strategico sempre più solido. La missione mira inoltre a rafforzare la sicurezza energetica nazionale: il Golfo rappresenta infatti una fonte cruciale di petrolio e gas per l’Italia e ha un ruolo determinante nell’andamento dei prezzi energetici globali.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS)


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