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Blanc vince il SuperG di Crans Montana davanti a Sofia Goggia

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CRANS MONTANA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Malorie Blanc fa saltare il banco nel supergigante di Crans Montana. Prima vittoria in carriera in Coppa del Mondo per la svizzera, che trionfa sulle nevi di casa con il tempo di 1’17″34. Manca il successo di un nulla un’ottima Sofia Goggia, seconda a 0″18, che conferma il pettorale rosso di disciplina e si avvicina ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina nella miglior forma possibile:

“Devo dire che sono soddisfatta. Ho fatto un paio di errori, soprattutto in alto, ma sentivo di avere la velocità e questo è molto importante. Credo sia il miglior modo per presentarsi alle Olimpiadi. Sono contenta della mia prestazione e di aver mantenuto il pettorale rosso di leader della specialità. Io sto bene fisicamente e mentalmente, e credo di riuscire a portare nelle gare di Cortina la miglior versione di me stessa”, le parole della bergamasca, che sale in settima posizione in classifica generale con 586 punti.

In terza piazza la statunitense Breezy Johnson (+0″36), che per sei centesimi toglie il podio a Roberta Melesi. La 29enne di Ballabio, scesa con il pettorale numero 2, termina quarta a 0″42 da Blanc. “Cerco di dare il massimo in ogni gara, purtroppo di superG ne abbiamo fatti pochi, so che nelle piste più tecniche riesco ad essere competitiva. Aver perso il podio mi brucia molto, ma prendo il buono e vado avanti”, sottolinea Melesi.

Al rientro in velocità, Federica Brignone chiude 18esima a 1″28 dalla vetta. Pericoloso slittamento nella parte alta per la milanese, che arriva al traguardo con diversi decimi persi tra il secondo e il terzo settore. “Non mi è venuta la gara come pensavo di interpretarla. Sulla Bosse du President – il riferimento alla parte centrale – ho fatto un mezzo testa-coda e mi sono quasi girata, qua e là ho fatto degli errori. Però non è stato come avevo immaginato”, l’analisi della valdostana. A punti anche Nicol Delago (27esima a 1″81), appena fuori dalle 30 Asja Zenere e Nadia Delago.

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Incredibile chance sciupata da Laura Pirovano, che esce all’ultima porta mentre viaggiava con mezzo secondo su Blanc. Sarebbe stata la prima vittoria e il primo podio in carriera: “Mi dispiace per oggi. Mi sembrava un finale da dover attaccare perché non mi pareva che ci fossero particolari difficoltà e non mi sembrava di aver attaccato così tanto. Invece, mi sbagliavo, ho preso l’ultimo dosso che mi ha sbalzato fuori traiettoria”, afferma una sconsolata Pirovano. Inforcata per Elena Curtoni, uscita dal tracciato sugli sci ma dolorante al braccio destro. Non è partita Lindsey Vonn, acciaccata dalla caduta nella discesa di ieri sempre a Crans Montana. La Coppa del Mondo femminile ora si ferma e guarda a Milano Cortina.

ORDINE D’ARRIVO

1. Malorie Blanc (Sui) in 1’17″34
2. Sofia Goggia (Ita) a 0″18
3. Breezy Johnson (Usa) a 0″36
4. Roberta Melesi (Ita) a 0″42
5. Kira Weidle-Winkelmann (Ger) a 0″44
6. Alice Robinson (Nzl) a 0″51
7. Ariane Raedler (Aut) a 0″61
8. Cornelia Huetter (Aut) a 0″64
9. Mirjam Puchner (Aut) a 0″72
10. Ester Ledecka (Cze) a 0″84

18. Federica Brignone (Ita) a 1″28
27. Nicol Delago (Ita) a 1″81
31. Asja Zenere (Ita) a 2″17
32. Nadia Delago (Ita) a 2″21

CLASSIFICA GENERALE

1. Mikaela Shiffrin (Usa) 1133 punti
2. Camille Rast (Sui) 963
3. Emma Aicher (Ger) 684
4. Paula Moltzan (Usa) 614
5. Sara Hector (Swe) 597
6. Lindsey Vonn (Usa) 590
7. Sofia Goggia (Ita) 586
8. Julia Scheib (Aut) 570
9. Alice Robinson (Nzl) 549
10. Lara Colturi (Alb) 467

16. Lara Della Mea (Ita) 303
19. Laura Pirovano (Ita) 279
33. Nicol Delago (Ita) 184
36. Elena Curtoni (Ita) 155
43. Roberta Melesi (Ita) 118
57. Asja Zenere (Ita) 79
61. Martina Peterlini (Ita) 72
73. Federica Brignone (Ita) 53
78. Nadia Delago (Ita) 45
93. Ilaria Ghisalberti (Ita) 25

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– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Spalletti “Con tante gare servirà più riposo. Galatasaray? Ce la giochiamo”

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TORINO (ITALPRESS) – “Arriva ora un periodo da giocare tutto d’un fiato. Con tutte queste partite ravvicinate bisogna trovare le soluzioni. La decisione di non andare in ritiro è per avere più spazi, più libertà. La soluzione è dare più riposo. Aumentano le partite, si deve aumentare il riposo. E mi sembra che i giocatori stiano rispondendo molto bene”. Davanti al tour de force che attende la Juventus, a partire dalla gara di domani sera a Parma, per Luciano Spalletti non ci sono molte alternative se si vuole tenere le prestazioni a un certo livello.

Prestazioni che dovranno essere diverse da quella vista mercoledì a Montecarlo in Champions dove non abbiamo fatto benissimo, abbiamo fatto una partita molto normale e può succedere. Mi aspetto però che ci sia subito una reazione. Voglio rivedere una squadra che subisce qualche situazione di ripartenza perchè vuole andare a fare gol, che non sia troppo tranquilla come l’altra sera. Vorrei vedere la squadra più adatta a questi continui ribaltamenti, si va sul muso a chiunque ci sia davanti. Mi vedete un pò stanco? E’ un periodo bellissimo, è il mio mondo, sono tutte partite, tutte situazioni da sviluppare velocemente, è quello che mi ci vuole – assicura il tecnico bianconero – Sono magari un pò ossessionato ma stanco no, lo sarei solo se la squadra non andasse avanti, se non fornisse delle cose nuove, se non avesse la voglia di scoprire cose nuove e si appiattisse”. Fra le cose nuove che Spalletti si aspetta ci sarebbe una maggiore pericolosità sui calci piazzati.

“Se Yildiz può migliorare sulle punizioni? Sì, il piede è quello, se è un alieno sa fare anche questo, altrimenti che alieno sarebbe? In generale dobbiamo fare meglio sia come punizioni che come calci piazzati perchè sono un dettaglio che poi a fine anno ti porta punti”.

Intanto il sorteggio dei play-off di Champions ha riservato alla Juve il Galatasaray, con trasferta a Istanbul annessa. “Laggiù sono innamorati del calcio, è come entrare dentro un vortice quando vai a giocare lì. Non lo possiamo evitare e dobbiamo attraversarlo, è un ambiente che amplifica un pò tutto, il pallone rischia di passare in secondo piano tale è l’eccitazione per la partita, per i contrasti, vieni trascinato in altre cose. Ma si va ad affrontarla convinti di avere le potenzialità per giocarsi la qualificazione alla pari contro un avversario difficilissimo, che ha qualità individuali, ha giocatori che conosco abbastanza bene”.

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Su tutti Osimhen e Icardi, che ha allenato rispettivamente al Napoli e all’Inter. “In maniera differente hanno il numero 9 come gruppo sanguigno. Con loro hai tutti i piani, piano A, piano B e piano C, devi solo decidere come rientrare in casa, se citofonare o buttare giù la porta. Osimhen l’abbatte, Icardi, come finalizzazione in area, è uno dei più forti attaccanti che ho avuto la fortuna di allenare”.

E un attaccante lo cerca ancora la Juve anche se ormai il tempo sta per finire. “Il mercato è in mano alla società, ed è giusto così. Si vedrà se è possibile fare qualcosa per aiutare la squadra oppure no ma non inciderà sulla forza che andremo a mettere nel nostro lavoro quotidiano. La società sta lavorando in maniera ininterrotta per tentare di migliorare la nostra rosa e si aspetta”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Elena Rybakina si aggiudica l’Australian Open, sconfitta Sabalenka in finale

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MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Secondo Slam in carriera per Elena Rybakina. Dopo Wimbledon 2022, la tennista kazaka si aggiudica l’Australian Open femminile, andato in scena sul cemento di Melbourne Park (montepremi complessivo record di 111,5 milioni di dollari australiani). Nel remake della finale del 2023, la 26enne nata a Mosca sovverte il pronostico e batte in tre set la numero 1 del mondo e del tabellone, la bielorussa Aryna Sabalenka, con il punteggio di 6-4 4-6 6-4, maturato in 2 ore e 19 minuti di gioco.

Rybakina, n.5 del tabellone e del ranking, già sicura di eguagliare il suo “best” (da lunedì tornerà n.3), si era aggiudicata in due parziali la sfida più recente, nell’ultimo atto delle Wta Finals di Riyadh lo scorso novembre. La kazaka subentra nell’albo d’oro alla statunitense Madison Keys, vincitrice dell’edizione 2025. Niente tris, invece, per la 27enne Sabalenka, regina del tennis mondiale, che nello Slam ‘aussie’ si era imposta nel 2023 e 2024. Domani, domenica, la finale maschile tra lo spagnolo Carlos Alcaraz (1) ed il serbo Novak Djokovic (4).

– Foto IPA Agency –

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Campioni e belle speranze, l’Italia si affida a 192 atleti per Milano-Cortina

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di Giorgio La Bruzzo

MILANO (ITALPRESS) – Una delegazione da record per puntare in alto. Milano-Cortina supera Torino, con l’Italia che si presenterà ai Giochi Invernali con 196 atleti (103 uomini e 93 donne), con 12 elementi in più (109+75) rispetto al 2006. Una spedizione che va dai 16 anni di Giada D’Antonio ai 45 di Roland Fischnaller, alla sua settima Olimpiade consecutiva, ma soprattutto un perfetto di mix di campioni già affermati e giovani di belle speranze che rappresentano il presente e il futuro azzurro su neve e ghiaccio.

Federica Brignone, di ritorno a tempo di record dall’infortunio, e Sofia Goggia – rispettivamente 35 e 33 anni – sono le stelle di una nazionale di sci alpino che fra Cortina e Bormio è affamata di medaglie. La campionessa valdostana in gigante e la bergamasca in discesa (dove ha già vinto l’oro nel 2018) saranno i punti di riferimento di una squadra dove l’esperienza non manca (basti pensare ai vari Casse, Innerhofer o Paris) ma dove si stanno facendo strada anche talenti come Franzoni, classe 2001. Nel biathlon la ‘vecchia guardia’ è rappresentata da Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, che fra coppe del mondo e medaglie olimpiche e mondiali reciteranno il ruolo di stelle, ma come non puntare forte su Tommaso Giacomel, 25 anni, che sta vivendo la stagione della sua consacrazione.

Federico Pellegrino è al tramonto della carriera ma se c’è qualcuno nel fondo che può mettere nel mirino una medaglia, quello è il 35enne poliziotto aostano. E se Roland Fischnaller è il Dorian Gray dello snowboard, i vari Bormolini, Felicetti, Moioli, Caffont e Dalmasso arrivano all’appuntamento a cinque cerchi nel pieno della loro maturità mentre Ian Matteoli (2005) si candida a sorpresa nel big air. Il nuovo che avanza lo troviamo nel freestyle, con Simone Deromedis (2000) e i fratelli Miro (2004) e Flora Tabanelli (2007) che a Milano-Cortina possono definitivamente spiccare il volo.

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L’Olimpiade italiana sarà anche una sorta di chiusura del cerchio per Arianna Fontana, portabandiera con Amos Mosaner a Cortina. La 35enne valtellinese è l’azzurra più medagliata di sempre ai Giochi Invernali: 11 i podi a cinque cerchi conquistati nel corso della sua carriera, il primo dei quali – a soli 15 e 10 mesi – a Torino 2006, il bronzo in staffetta. Ora un’altra Olimpiade in casa, con Arianna pronta a guidare una pattuglia azzurra di short track reduce dalle 8 medaglie degli Europei di Tilburg, senza la sfortunata Martina Valcepina ma con le nuove leve – Chiara Betti, Thomas Nadalini e Lorenzo Previtali su tutti – che proveranno a raccogliere l’ingombrante testimone, magari col 26enne Pietro Sighel pronto a imporsi anche a livello individuale dopo le due medaglie cinesi in staffetta.

Restando al ghiaccio, ci si aspetta tanto dalle nazionali di curling, a partire dal doppio misto che a Pechino – col duo Mosaner-Constantini – portò a casa uno storico oro. Nel pattinaggio di figura riflettori puntati su Sara Conti e Niccolò Macii fra le coppie di artistico (due bronzi mondiali nel palmares) e su Charlene Guignard e Marco Fabbri nella danza, binomio che arriva con in tasca l’argento continentale di Sheffield. La pista lunga attende al varco Francesca Lollobrigida: la quasi 35enne di Frascati è stata capace di vincere l’oro mondiale dopo la maternità e quale scenario migliore del Milano Ice Park per aggiungere nella sua bacheca personale anche quello olimpico dopo argento e bronzo messi al collo quattro anni fa a Pechino? Ma quella italiana può essere anche l’Olimpiade di Andrea Giovannini e Davide Ghiotto, consapevoli che certi treni non passano due volte.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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