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Referendum, Parodi “La magistratura ora si rinnovi. Appello al Governo, dialoghiamo per le riforme”

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ROMA (ITALPRESS) – “Con tutto il rispetto al ministro, mi sembra davvero una cosa incredibile. Se noi fossimo un soggetto politico io non ci sarei mai stato nell’Anm. La mia storia personale di 35 anni in magistratura è quanto di più lontano ci può essere da un approccio politico a questi problemi. Se adesso in questo momento storico particolare, a difesa di valori che abbiamo visto che gli italiani in gran parte condividono, abbiamo preso questa posizione è proprio legata all’eccezionalità della situazione ed alla difesa della Costituzione su cui abbiamo giurato. L’Anm ha nel suo statuto la previsione di non poter svolgere alcuna attività politica, l’idea dell’Anm come interlocutore politico mi sembra davvero una tesi completamente insostenibile”. Lo afferma Cesare Parodi, presidente uscente dell’Associazione Nazionale Magistrati, a 24 Mattino su Radio 24, rispondendo così alle affermazioni di ieri del ministro Nordio sull’Anm diventato ormai ‘un soggetto politico’.

“E’ questa l’occasione straordinaria per la magistratura, non come qualcuno aveva follemente scritto per dare le carte del gioco alla politica, ma per dimostrare di una capacità di revisione, di autocritica, di miglioramento, che potrebbe essere risolutiva anche per distendere il clima tra le parti nel Paese – ha sottolineato Parodi -. Abbiamo un’occasione straordinaria che è quella di dimostrare la capacità di rigenerarci per quelle cose che sicuramente non vanno bene. Ma non è che tutti i problemi sono legati a noi, le riforme strutturali dipendono dal Governo, perché noi non abbiamo i fondi per assumere il personale amministrativo, né per rifare le leggi, ma se si tratta di autoregolarci, di dare un contributo significativo verso una maggiore trasparenza, una maggiore chiarezza per ricreare una maggiore fiducia, è il momento di farlo”.

“Credo che tutti noi, avvocati e magistrati compresi, abbiano un obbligo morale di cercare una forte collaborazione con il governo, paradossalmente più ancora di prima. Per qualche il governo non proporrà riforme della giustizia di carattere costituzionale, sfruttiamo questo periodo di ontologica attesa per cominciare un dialogo costruttivo, non sono parole vuote, sono tante le cose da cui partire, anche un discorso sulla revisione delle norme procedurali che tante contestazioni hanno portato e che spetta al governo rivedere, meglio se con l’opinione dei magistrati, anche se il governo non ha un obbligo in questo senso. Sfruttiamo questo momento di naturale stasi per dare un segnale ai cittadini che siamo qui per collaborare non soltanto per scontrarci. Io ho fiducia, voglio avere fiducia anche se sono dimissionario”, ha spiegato. “ANM lungi dall’assumere un ruolo politico, avrà un ruolo costruttivo se gli sarà consentito per cercare di risolvere i tanti problemi che restano e che noi non abbiamo mai negato anche se ci hanno accusato di questo – prosegue -. Noi siamo i più consapevoli al mondo di questi problemi, ma ritenevamo che quelli di questa riforma non fossero gli strumenti ideali per risolvere i problemi della giustizia”.

“Parto sempre dal presidente Mattarella che ci ha suggerito, se non imposto, rigore, riserbo, discrezione, rispetto per tutte le parti – ha sottolineato Parodi risponendo a una domanda sui festeggiamenti alla Procura di Napoli per l’esito del referendum -. Però si è creato un clima in questo paese legato alla giustizia pesantissimo. Abbiamo avuto attacchi assolutamente strumentali e grotteschi come una pentola che sta bollendo, poi quando il coperchio si toglie l’acqua fuoriesce. Si è verificato questo, qualche manifestazione sopra le righe che non appartengono strutturalmente ai magistrati italiani, è stato un momento particolare, un po’ catartico ma che non possiamo strumentalizzare per creare un clima pessimo tra le parti che hanno bisogno di dialogare e capirsi”.

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– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Manovra, Tajani “Contrario a extraprofitti, parola che sa di Unione Sovietica”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse. Cioè, quando sento la parola ‘tassè mi viene l’orticaria. Un confronto, un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni. Deve esserci un confronto concordato”, si può “chiedere un contributo in momento difficile anche da parte delle aziende del settore, ma non voglio sentire la parola ‘extraprofittò che sa molto di Unione Sovietica“. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Rimini.

“E’ una parolaccia ‘extraprofittò. Un contributo concordato mi sembra invece una cosa giusta, l’abbiamo sempre sostenuto – aggiunge -. Nel momento di difficoltà, tutti devono contribuire alla soluzione dei problemi, ma un conto è contribuire con un accordo, un conto è abbattere la mannaia delle tasse; io sono contrario all’aumento della pressione fiscale, il nostro mantra è ‘meno tasse, meno tasse, meno tassè. Le tasse sono come la gramigna, sono un elemento negativo e vanno estirpate comunque”.

Sui carburanti, nel Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio “si proroga la decisione già adottata all’ultimo Cdm, il tempo necessario per preparare un intervento sostanziale che possa essere anche strutturale”, ricorda. “Per quanto riguarda l’aspetto dell’energia stiamo lavorando anche” per “tutte le proposte che dovremo fare alla Commissione Europea; grazie allo scostamento che abbiamo ottenuto con la possibilità di poter utilizzare questi 14 miliardi, ritengo che si possano fare cose molto positive che vadano nella riduzione dei costi energetici nei confronti delle famiglie e delle imprese. Ma quei fondi non possono essere utilizzati per tagliare le accise, serve un intervento strutturale. Nello stesso tempo lavoriamo perchè si possa ricomporre la situazione internazionale, perchè non è una responsabilità nè dell’Italia e nè dell’Europa se aumenta il costo del petrolio, del gas e dei fertilizzanti. Ci sono delle guerre in corso, c’è una crisi a Hormuz e la chiave del problema è lì”, conclude Tajani.

(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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Schlein “E’ il momento di tassare gli extraprofitti”

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ROMA (ITALPRESS) – “Con la stagione invernale ormai alle porte, le misure tampone non bastano più per proteggere il Paese. La verità è che serviranno risorse ingenti, che bisogna andare a prendere esattamente dove si trovano: tassando in modo equo ed efficace gli extraprofitti accumulati dalle grandi società energetiche. Giorgia Meloni abbia il coraggio di far pagare di più chi si è arricchito anche in questa pesante crisi”. Lo scrive, in una lettera al Corriere della Sera, la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Certamente – scrive – un intervento europeo sarebbe utile e opportuno, ma nel frattempo non ci sono alibi per non intervenire immediatamente a livello nazionale. Sappiamo che le forze della maggioranza su questo sono divise, sta alla Presidente Meloni fare sintesi nell’interesse del Paese. Il Governo passi dalle parole ai fatti e tassi subito gli extraprofitti per finanziare gli interventi straordinari necessari a ridare fiato all’Italia. Il solo taglio temporaneo delle accise non è più sufficiente: serve un piano d’azione più ampio e articolato. Da un lato occorre frenare la corsa dei prezzi alla pompe, anche verificando la fattibilità di un tetto al margine di raffinazione”.

Dall’altro lato “è urgente sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, potenziando e allargando il bonus sociale luce e gas, ripristinando il bonus trasporti (che aveva aiutato quasi 3 milioni di cittadini con gli abbonamenti ai mezzi pubblici), prevedendo un contributo carburanti modulato sull’ISEE. Come pure serve aiutare quei settori produttivi che soffrono di più la crisi, a partire dall’agricoltura e l’autotrasporto”.

Per Schlein “bisogna liberare il Paese dalla dipendenza dalle fonti fossili, che lo rende il più esposto agli choc energetici. A questo deve servire la flessibilità ottenuta a livello europeo, a recuperare l’enorme ritardo del governo che in questi 4 anni non ha fatto nulla per accelerare e semplificare la produzione di rinnovabili, incentivare la decarbonizzazione dei processi industriali, l’elettrificazione dei consumi e l’efficientamento energetico”.

-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Fonti Palazzo Chigi, domani Cdm per la proroga delle misure in vigore contro il caro carburanti

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ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta oggi una riunione tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani, Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dedicata alla situazione dei prezzi dei carburanti e alle misure di sostegno. Domani – secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi – è previsto un nuovo Consiglio dei ministri, che dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure già in vigore, così da consentire al Governo di lavorare a un intervento più mirato. Quella in scadenza domani, dunque, non sarà la misura definitiva, ma servirà a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari. L’obiettivo è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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