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Cronaca

Studio Banca del Fucino, la Cina può reggere lo shock energetico

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ROMA (ITALPRESS) – Nell’attuale conflitto in Medio Oriente, la Cina non costituisce una delle parti belligeranti. Diversi analisti hanno però sostenuto che Pechino sarebbe il vero obiettivo della campagna militare di Usa e Israele contro l’Iran. Un’ipotesi a prima vista verosimile, anche alla luce dell’operazione compiuta dagli Usa in Venezuela a gennaio 2026: anche in quel caso, come per l’Iran, si era di fronte ad un Paese esportatore di materie prime energetiche – petrolio in primis – con importanti legami con la Cina. Ma quali sono le reali implicazioni della guerra in Medio Oriente per Pechino? Come è equipaggiata l’economia cinese per affrontare strozzature dell’offerta di energia?
E’ a queste domande che intende rispondere il nuovo Fucino Flash dell’Ufficio Studi della Banca del Fucino, intitolato Guerra Usa-Iran e shock energetico: le conseguenze per la Cina.
L’area mediorientale è centrale per l’approvvigionamento energetico cinese soprattutto per quanto riguarda il petrolio. La Cina importa infatti circa il 75% del petrolio che utilizza, e di questo oltre la metà arriva proprio dal Medio Oriente. A livello globale, poi, l’area è centrale anche per i traffici di gas naturale, che però Pechino riceve primariamente da fornitori ubicati altrove – in primis la Russia.
La principale vulnerabilità della Cina – affermano i ricercatori di Banca del Fucino – è dunque da ricercarsi sul fronte del petrolio. Il ruolo di questa commodity nel paniere energetico cinese, tuttavia, è molto meno accentuato rispetto ad altre economie. Questo perchè, da un lato, il carbone continua a costituire la fonte di energia principale della Cina – con il 58% dell’intero paniere – nonostante la forte riduzione rispetto al 70% del 2014. Dall’altro, è più che raddoppiata la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili: considerando anche il nucleare, si è passati dal 5% del 2014 al 12% del 2024.
Così, per quanto Pechino importi la netta maggioranza del proprio fabbisogno di petrolio, il peso della quota importata sul totale del paniere energetico risulta modesta, pari al 13,5% nel 2024 – molto meno rispetto a Germania (32,9%), Italia (31,4%), Giappone (36,5%). La Cina, inoltre, detiene le più vaste riserve strategiche di petrolio al mondo, che permetterebbero al Paese di reggere l’urto di un blocco totale di Hormuz per circa 7 mesi. Insomma – concludono i ricercatori – quella cinese è tra le economie comparativamente meglio equipaggiate per resistere agli impatti del conflitto mediorientale.
Per altri versi, infine, la guerra potrebbe addirittura trasformarsi in un notevole assist per la Cina. In un contesto globale caratterizzato da prezzi dell’energia fossile elevati, sempre più Paesi guarderanno alle fonti di energia rinnovabile come a valide alternative. La Cina, notoriamente leader mondiale nell’industria greentech, ha visto il proprio export di pannelli solari più che raddoppiare a marzo, a solo un mese dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, specialmente in direzione di Asia e Africa. Si tratta di mercati che esprimono una domanda potenzialmente molto importante, anche in termini prospettici.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

Cronaca

Infiorescenze vietate in un Cannabis Store a Milano, licenza sospesa

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MILANO (ITALPRESS) – Il Questore di Milano Bruno Megale ha decretato la sospensione della licenza per 7 giorni all’esercizio pubblico denominato “Cannabis Store Amsterdam Milano”, sito a Milano in via Medici. La sospensione è giunta in quanto, a seguito di un controllo amministrativo nell’ambito di un’attività di monitoraggio dei cosiddetti Cannabis Shop, i poliziotti di piazza San Sepolcro hanno riscontrato la presenza di diverse confezioni, riportanti la dicitura “Non vendibile in Italia”, esposte al pubblico e contenenti infiorescenze in violazione della normativa vigente secondo la quale è vietato commercializzare qualsivoglia tipo di infiorescenza. Gli agenti, a seguito della violazione, hanno sequestrato 94 grammi di infiorescenze di marijuana.

– foto ufficio stampa Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Maltempo in Lombardia, oltre 190 interventi dei Vigili del Fuoco in poche ore: la provincia di Varese la più colpita

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MILANO (ITALPRESS) – Sono oltre 190 gli interventi effettuati dai Vigili del Fuoco per fronteggiare l’ondata di maltempo che ha colpito il territorio durante la notte. Le richieste di soccorso hanno riguardato principalmente alberi caduti, allagamenti e strutture danneggiate dalle forti raffiche di vento. La provincia di Varese è risultata la più colpita, tanto da richiedere l’arrivo di rinforzi dai comandi di Milano e Monza. Squadre dei Vigili del Fuoco sono al lavoro anche nel Comasco e nel capoluogo lombardo.

– foto Vigili del Fuoco –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Sposati ma con residenze separate, ecco le regole per IMU, ISEE e 730

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MILANO (ITALPRESS) – Sposarsi non significa più condividere per forza lo stesso indirizzo. L’ordinamento italiano riconosce la flessibilità abitativa dei coniugi, consentendo loro di fissare dimore e residenze differenti, sia in città distinte sia nello stesso Comune, a patto però che la scelta risponda a esigenze reali e non sia un mero espediente fittizio per eludere le tasse. Se ne parla in un report di idealista news, che si focalizza sulle regole per gestire esenzione IMU, calcolo ISEE e stato di famiglia.
Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi “e l’adempimento annuale con il Modello 730, ai coniugi con residenze diverse non viene preclusa la facoltà di presentare la dichiarazione congiunta. Questa opzione – si legge – rimane valida purchè persista il vincolo matrimoniale e uno dei due non sia esonerato dalla presentazione. La separazione anagrafica non altera il reddito di coppia, ma richiede solo la corretta indicazione dei domicili fiscali nei modelli dichiarativi”.
Sul piano dei tributi locali, la scelta incide direttamente sulla tassa sui rifiuti (TARI). I Comuni calcolano la tariffa in base al numero di occupanti e alla superficie dell’immobile.
“Avere due residenze distinte – prosegue il report – implica che ciascun coniuge sarà considerato occupante autonomo presso la propria casa, con l’emissione di due distinte cartelle di pagamento”. Il vero spartiacque resta dunque l’effettività della dimora.
I Comuni e la Polizia Locale effettuano verifiche incrociate sui consumi delle utenze (luce, acqua e gas). Dichiarare una residenza fittizia per evitare le tasse non comporta solo il recupero delle imposte con sanzioni e interessi, ma integra il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico (art. 483 C.P.).
Di fatto, la legge tutela la libertà organizzativa delle coppie moderne, ma esige che alla carta corrisponda la vita reale.

– foto ufficio stampa Idealista –
(ITALPRESS).

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