Politica
Usa, Meloni “Dette alcune cose non corrette, l’Italia ha sempre mantenuto gli impegni in ambito Nato” / Video
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5 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Non so dire che cosa accadrà. Come ho detto tante volte, noi sappiamo che da tempo gli Stati Uniti discutono di un loro disimpegno dall’Europa. È la ragione per la quale penso che noi dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e dobbiamo crescer nella nostra capacità di dare risposte da questo punto di vista. Dopodiché, chiaramente, è una scelta che non dipende da me e che personalmente non condividerei”. Così il premier Giorgia Meloni, nel corso di un punto stampa a margine del Vertice della Comunità Politica Europea, a Yerevan in Armenia, rispondendo a chi le chiede se sia preoccupata per la minaccia del presidente Usa Donald Trump su un disimpegno dal sostegno militare all’Italia.
“Ma una cosa ci tengo a dirla: l’Italia ha sempre mantenuto i suoi impegni. L’Italia ha mantenuto tutti gli impegni che ha sottoscritto, lo ha sempre fatto – ha aggiunto –. Lo abbiamo fatto particolarmente in ambito NATO, anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti. Lo abbiamo fatto in Afghanistan, in Iraq. E quindi alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette, anche perché a livello di Patto Atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”.
IL VIDEO
MELONI CONFERMA “DALLA SVIZZERA STOP ALL’INVIO DELLE FATTURE MEDICHE”
“Ho avuto un incontro con il presidente della Svizzera” Guy Parmeline “sulla questione annosa delle fatture ospedaliere” per i feriti dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. “Ho avuto per ora intanto la garanzia che non saranno inviate fatture alle famiglie, e poi vediamo come gestire la questione sul piano bilaterale”, ha detto la premier.
MELONI SULL’IMMIGRAZIONE “COOPERAZIONE E DIALOGO CON AREA MEDITERRANEO”
“Sappiamo che i flussi migratori incontrollati mettono a dura prova la sicurezza dei cittadini e possono persino compromettere la stabilità degli Stati. Ma colpiscono anche l’economia, mettendo a dura prova le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Indeboliscono la competitività, aumentando l’incertezza e le tensioni sociali. Sono inoltre collegati all’energia, perché dobbiamo anche considerare che molti flussi provengono da regioni instabili, fondamentali per il nostro approvvigionamento energetico. In definitiva, tutti questi fattori influenzano la qualità delle nostre democrazie”. Così Meloni durante la sessione plenaria dell’8° vertice della Comunità Politica Europea a Yerevan in Armenia. “Quindi non si tratta solo di migrazione. Si tratta di economia, di democrazia, di competitività, di energia; di sicurezza”, ha aggiunto.
“In primo luogo – ha spiegato la premier – non possiamo affrontare solo un aspetto di questa policrisi. In secondo luogo, la migrazione è parte integrante della policrisi. In terzo luogo, nessuno può affrontarla da solo. Quindi la cooperazione in questo ambito è una condizione preliminare. Negli ultimi anni abbiamo fatto passi avanti importanti a livello dell’Unione Europea, dove ora abbiamo un nuovo patto sull’asilo. Abbiamo una nuova definizione di paesi terzi sicuri. Stiamo andando verso una nuova normativa sui rimpatri. Abbiamo fatto dei passi avanti a livello del Consiglio d’Europa. Quindi stiamo facendo un ottimo lavoro. Dobbiamo concentrarci molto di più sulla nostra strategia a lungo termine, sul nostro vicinato mediterraneo. Ora, a mio avviso, la sfida è ampliare questo approccio, per unire sicurezza, sviluppo ed energia nella nostra cooperazione con i paesi vicini. Perché questo è il modo migliore che abbiamo per rispondere a una crisi che non è una sola crisi, ma un insieme di molte crisi”, ha concluso Meloni.
IL VIDEO
COLLOQUIO MELONI-CARNEY SU PIANO D’AZIONE PER COOPERAZIONE RAFFORZATA
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un colloquio con il primo ministro del Canada, Mark Carney, a margine del vertice della Comunità Politica Europea di Yerevan in Armenia. L’incontro ha permesso di verificare lo stato di attuazione del piano d’azione per la cooperazione rafforzata Italia-Canada, con particolare attenzione ai settori dell’innovazione tecnologica, della sicurezza e della difesa. Nel corso del colloquio, è stata ribadita la piena sintonia sulle priorità in ambito G7, a partire dalla resilienza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici e dal contrasto al traffico di migranti su cui i due leader hanno concordato di restare in stretto contatto in vista del Vertice di Evian. Meloni e Carney hanno, infine, approfondito i principali dossier dell’agenda internazionale, riaffermando il comune impegno per una pace giusta in Ucraina e condividendo l’urgenza di una soluzione per la necessaria stabilità del Golfo e la tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
L’energia “è sicuramente centrale nel dibattito che stiamo portando avanti in queste settimane a livello soprattutto di Consiglio Europeo. Ma credo che anche iniziative come questa, che allargano il concetto d’Europa e i confini propri dell’Unione Europea, siano utili”, ha detto Meloni. “Ho avuto un bilaterale con il primo ministro Carney – ha aggiunto –. Con il Canada, sia in termini di energia, ma ancora di più in termini di materie prime critiche – che è un altro elemento essenziale della sovranità e dell’autonomia strategica – abbiamo discusso molto e stiamo facendo importanti passi avanti. Sicuramente bisogna costruire una strategia nuova, ma questo si fa soprattutto parlandosi, e allargando la propria cooperazione al proprio spazio geografico, ai paesi, si dice like-minded, cioè ai tanti amici che continuiamo ad avere”. “Chiaramente l’Italia cerca di fare la sua parte, sto per recarmi in Azerbaigian, dove c’è un altro partner strategico per quello che ci riguarda nell’approvvigionamento tanto di gas quanto di petrolio, dopo il viaggio in Algeria e quello nel Golfo – ha sottolineato Meloni -. Chiaramente anche questo fa parte di una diplomazia dell’energia che serve a difendere i nostri interessi, ma non a farlo semplicemente sul piano episodico, ma strutturale e di lungo termine. Cerchiamo di fare la nostra parte”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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Politica
Avanti Psi, Maraio “Il campo largo sia plurale, la leadership non passa dall’esenzione dalla raccolta delle firme”
Pubblicato
4 ore fa-
29 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Non si vince limitando la coalizione di centrosinistra a Pd, 5 Stelle e Avs”. Enzo Maraio, segretario di Avanti Psi, per il centrosinistra e chiede un’offerta “plurale” fondata su modernità, azione di governo e riformismo. “Occorre completare una coalizione che abbia una spinta forte per dare credibilità a un progetto che nel pluralismo possa competere davvero contro Giorgia Meloni e il governo di centrodestra”, spiega in un’intervista all’Italpress.
Secondo Maraio, l’area da costruire deve mettere insieme “l’area cattolica, quella liberale e il civismo”, partendo da valori comuni come europeismo e riformismo. Il segretario socialista cita il dialogo con alcuni partner e la presenza di Matteo Renzi, al quale, ricorda, “avevamo già riconosciuto la leadership di quest’area” in occasione delle Europee. Oggi, però, “non bisogna inseguire né individualismi né personalismi. La leadership – sottolinea – non viene attribuita perché si ha un’esenzione dalla raccolta delle firme. È data dalla capacità di interpretare le esigenze delle persone, di metterle nel programma e in un progetto politico, che è quello che noi vogliamo costruire”. L’obiettivo, aggiunge, è costruire un’area “a pari dignità”, senza annessioni o cooptazioni.
Sull’obbligo di raccogliere 6.000 firme per collegio per i partiti non presenti in Parlamento, previsto dalla riforma della legge elettorale, alla Camera per la terza lettura, il giudizio è netto: “Le leggi elettorali non si cambiano a pochi mesi dal voto e non si cambiano inseguendo i sondaggi”, afferma. La norma rischia di rendere “disagevole, quasi impossibile” la partecipazione delle forze non parlamentari. “Non ci spaventa raccogliere le firme, siamo pronti a farlo ma secondo canoni che favoriscano la democrazia e la partecipazione”.
Maraio cita il caso del Molise, dove il numero di firme richiesto sarebbe superiore a quello dei voti necessari per superare lo sbarramento: “Una vera follia”, per questo, aggiunge, “abbiamo chiesto al presidente Mattarella di valutare i profili che ritiene incostituzionali della legge, confidando nel suo ruolo di garante”.
La soluzione all’astensionismo, per Maraio, passa dalla capacità della politica di “parlare alle persone sul territorio”. Il segretario rivendica poi il radicamento di Avanti Psi, sottolineando che i sondaggi attribuiscono al partito percentuali che, a suo giudizio, non ne fotografano la reale presenza territoriale.
“Per esempio, in Campania abbiamo preso il 6%”, ricorda. Infine, il fenomeno Vannacci. Maraio sostiene che l’eurodeputato “abbia rotto con la grammatica politica” e che i suoi temi puntino “alla pancia” degli elettori, intercettando il malcontento senza proporre una visione di governo e individuando “un nemico ogni giorno”. Per il leader socialista, Vannacci rappresenta “un problema per il nostro Paese” e la sinistra deve contrastarlo tornando a parlare di programmi, sicurezza, diritti e doveri. “Daremo una mano a contenere Vannacci e questa degenerazione”, conclude Maraio, secondo il quale il centrosinistra deve offrire “una propria idea di sviluppo”, anche attraverso “un piano industriale e una diversa strategia per il Mezzogiorno”.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).
Politica
Meloni in visita ufficiale in Repubblica Ceca, con Babis per proposte comuni su ETS ed energia
Pubblicato
6 ore fa-
29 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è oggi in visita ufficiale nella Repubblica Ceca, su invito del primo ministro Andrej Babis, accompagnata dal ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti. La visita, spiegano fonti italiane, si inserisce nel quadro del progressivo rafforzamento delle relazioni tra Italia e Repubblica Ceca, contraddistinte da una crescente convergenza sui principali dossier europei e da significative prospettive di ulteriore sviluppo della cooperazione bilaterale. Al centro della missione sarà l’adozione del Piano d’azione Italia-Repubblica Ceca 2026-2030, che definisce il quadro della collaborazione per i prossimi anni e individua alcuni dei principali ambiti nei quali le due Nazioni intendono ulteriormente approfondire il partenariato: dalla cooperazione politica ed economica alla difesa e sicurezza, dalle infrastrutture alla ricerca e innovazione, fino ai temi della migrazione e della competitività. A questo si affiancherà il lancio dell’Anno della Cultura Italia-Repubblica Ceca 2027-2028, con un programma di iniziative volto a valorizzare i profondi legami culturali e i rapporti tra i due popoli. Particolare attenzione sarà dedicata alla cooperazione economica e industriale, alla luce delle importanti complementarità tra i due sistemi produttivi e della presenza di numerose imprese italiane nella Repubblica Ceca.
Energia, tecnologie avanzate, difesa e infrastrutture rappresentano alcuni degli ambiti nei quali esistono opportunità per sviluppare investimenti e partnership di lungo periodo. In questo quadro, anche il rafforzamento dei collegamenti infrastrutturali e dei trasporti tra il Mediterraneo e l’Europa centrale può offrire nuove prospettive di collaborazione. La visita, sottolineano fonti italiane, sarà inoltre l’occasione per un confronto sulle principali priorità dell’agenda europea, anche in vista del Consiglio europeo di ottobre, a partire dalla competitività e dalla necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di produrre, investire e competere sui mercati internazionali. Saranno affrontate anche le prospettive del negoziato sul futuro Quadro finanziario pluriennale, con particolare attenzione alla politica di coesione e alla Politica agricola comune, anche tenuto conto che Italia e Repubblica Ceca partecipano entrambe al gruppo degli “Amici della Coesione”. Un ulteriore tema sarà la gestione dei flussi migratori, sul quale Roma e Praga hanno sviluppato negli ultimi anni una forte convergenza.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
82 anni fa la strage di Marzabotto, Mattarella “La memoria resta un monito e richiama alla responsabilità”
Pubblicato
8 ore fa-
29 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Marzabotto e le terre attorno a Monte Sole furono inghiottiti dal più profondo abisso di disumanità. Ottantadue anni sono trascorsi dallo sterminio che le SS naziste, spalleggiate dai fascisti, compirono ai danni della popolazione inerme, senza pietà neppure per i bambini, le donne, gli anziani, i sacerdoti. La forza dei sopravvissuti e lo scorrere delle generazioni sono stati capaci di riaprire i sentieri della vita, ma la memoria di quella spaventosa voragine resta un monito e continua a richiamare alla responsabilità”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione nell’anniversario della strage di Marzabotto. “Le dinamiche della guerra da sole non bastano a definirne l’orrore. È necessario scavare alle radici della volontà di dominio, dei miti razzisti, della strategia di annientamento di intere popolazioni. Fu questo impasto a scatenare la ferocia bestiale quando le sorti del conflitto cominciarono a volgere al peggio per gli occupanti e i loro complici”, ricorda. “L’Italia repubblicana e democratica, l’Europa che ha saputo porre fine alle guerre fratricide, gli ordinamenti di libertà e il nostro modello sociale hanno le loro fondamenta sul sacrificio di chi si trovò a pagare il prezzo più alto e ingiusto”.
“Non dimenticheremo mai e non perdere la memoria è dovere più che mai imprescindibile ora che la guerra è ricomparsa anche nel nostro continente e nuove volontà di potenza alimentano mire neoimperiali. Ciò che è accaduto può ripetersi. Le guerre stanno nuovamente travolgendo regole e argini posti a contrastarle, facendo regredire intelligenze e ogni senso di umanità”. “La storia ci ha dato prova che la civiltà di pace si sorregge sulla democrazia, la partecipazione, la cultura della solidarietà, la giustizia”, prosegue Mattarella. “Sono i cardini della nostra Costituzione, che è nata a Marzabotto e negli altri luoghi dove la dignità dell’uomo è stata offesa, è nata dove il dolore è stato indicibile e ora vive grazie alle donne, agli uomini, alle nostre comunità, capaci di generare speranza”, conclude il presidente.
– foto di repertorio Quirinale –
(ITALPRESS).


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