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Urso “Inaccettabile, lavoratori e impianti della Electrolux vanno tutelati”

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ROMA (ITALPRESS) – “Inaccettabile”. Così in una intervista su Il Gazzettino il ministro Adolfo Urso, che non usa mezzi termini. All’indomani dell’annuncio choc con cui Electrolux ha prospettato 1.700 esuberi nei cinque stabilimenti italiani, dimezzando di fatto la produzione nello Stivale, il ministro delle Imprese e del Made in Italy convoca per il 25 maggio un tavolo a Palazzo Piacentini con azienda, sindacati e Regioni: “I lavoratori vanno tutelati e ogni impianto industriale va preservato”, aggiunge.

“L’azienda è in crisi da anni – spiega –, non riesce a contrastare la concorrenza cinese, in Ungheria ha già chiuso lo stabilimento e negli Stati Uniti ha ceduto al gruppo cinese Midea. Per questo stiamo conducendo in Europa una battaglia per contrastare la concorrenza sleale della Cina e difendere le filiere industriali strategiche del continente, a partire dagli elettrodomestici e dall’automotive”.

E alla domanda su cosa può fare lo Stato, risponde: “Abbiamo a disposizione principalmente due strumenti, che stiamo utilizzando con efficacia, quando possibile e laddove necessario. Innanzitutto i poteri speciali del golden power, che abbiamo esercitato, ad esempio, nell’acquisizione di Whirlpool da parte di Beko. Una fattispecie che, però, può essere attivata solo dinanzi all’acquisizione di un’azienda o a un passaggio significativo dell’assetto azionario. Abbiamo poi introdotto, con il decreto Asset del 2023, uno strumento anti-delocalizzazione per imporre alle grandi imprese la restituzione degli incentivi pubblici ricevuti negli ultimi dieci anni, qualora decidano di chiudere uno stabilimento in Italia per delocalizzare all’estero. La crisi di Electrolux, però, non rientra neppure in questa fattispecie”.

“Siamo giunti alla fase conclusiva – aggiunge -. A fronte delle circa dieci manifestazioni d’interesse iniziali, tre, sia italiane che straniere, si sono concretizzate in offerte. Siamo ora nella fase di valutazione finale delle proposte. I prossimi giorni saranno quindi determinanti. In questo percorso, il Ministero ha svolto un ruolo centrale, anche nel confronto con il fondo Ronal, lavorando per garantire che tutti gli asset dell’azienda – dai lavoratori ai macchinari, fino agli immobili – fossero salvaguardati e valorizzati”.

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– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).

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Conte si dimette dalla Commissione Covid: “Domani in audizione spazzerò via tutto il fango”

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ROMA (ITALPRESS) – “In vista dell’audizione di domani mattina mi sono dimesso dalla Commissione Covid e spetterà a me, finalmente, parlare in modo da spazzare via tutto il fango”. Così il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in un post sui social, allegando un’immagine della sua lettera di dimissioni.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Ceuta, il ministro degli esteri spagnolo: “Sui migranti Italia non all’altezza delle aspettative”. Fonti Viminale: “Con Governo Meloni crollo degli sbarchi”

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MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Sulla questione migratoria, ed in particolare sulla situazione che si è creata a Ceuta nei giorni scorsi, “ci sono stati degli Stati, dei governi, che non sono stati all’altezza delle aspettative” per affrontare la situazione come una questione europea. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in una intervista a Tve. “Il governo italiano è stato uno di questi. Qui in Spagna sento dichiarazioni irresponsabili da parte del Partito Popolare e di Vox”, ha proseguito il ministro. Albares ha dichiarato che prima della crisi a Ceuta si è registrata “un’attività insolita” sui social media che ha “amplificato e distorto” la sentenza della Corte Suprema spagnola, la quale, all’inizio di luglio, stabiliva che le persone arrivate a nuoto non potevano essere rimpatriate “a forza” nei loro paesi d’origine. Secondo il ministro, c’è stata anche una “sincronizzazione dell’internazionale reazionaria che si è subito mobilitata per amplificare l’accaduto”. “E anche per diffondere menzogne e notizie false sull’area Schengen, sulla sua integrità e sulle azioni della Spagna”, ha aggiunto. “Questo è un momento in cui esigo e invoco l’unità di tutte le forze politiche attorno a due città spagnole, Ceuta e Melilla, e l’unità di tutti gli europei attorno a queste due città europee”, ha dichiarato, convinto della “natura specifica” del confine in entrambe le città autonome. “È l’unico confine esterno dell’Unione europea che si snoda via terra con l’Africa. Non possiamo affrontare questo confine come affrontiamo qualsiasi altra città di confine in Europa”, ha osservato.

Il ministro ha quindi chiesto che anche Bruxelles si assuma la responsabilità di questa situazione, tema che verrà affrontato nella riunione dei ministri dell’Interno che si terrà domani, su richiesta del governo spagnolo. “L’Africa e l’Europa sono due continenti molto diversi, e questa situazione deve essere gestita congiuntamente con il Marocco e con la solidarietà europea, che è ciò che cercheremo di trasmettere in quell’incontro”, ha dichiarato. Sempre riguardo all’Italia, Albares ha affermato che il Paese ha il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, mentre la Spagna ha il minor numero.

FONTI VIMINALE “CON GOVERNO MELONI CROLLO DEGLI SBARCHI DEI MIGRANTI”

In Italia da gennaio di questo anno a oggi si è verificato un crollo degli sbarchi di migranti irregolari “che è stato ottenuto proprio grazie alle politiche del governo Meloni. Si tratta di un calo del 55% rispetto all’anno scorso e di circa l’82% rispetto al 2023 primo anno di insediamento del nostro Esecutivo che dovette fronteggiare una situazione ereditata da precedenti governi che era completamente fuori controllo. Quanto alla presunta ‘invasione’ di Lampedusa, al momento sono presenti 98 migranti sull’isola e da tempo non si vive nessuna situazione di emergenza sul posto”. Lo si apprende da fonti del Viminale.

VON DER LEYEN “ORA RAFFORZARE I CONFINI EUROPEI”

– foto IPA Agency –

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Ex Ilva, Urso “Il provvedimento della magistratura ha innescato una ‘bomba sociale’, dobbiamo provare a disinnescarla”

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ROMA (ITALPRESS) –Sì, purtroppo il provvedimento ha innescato una ‘bomba sociale’, perché le condizioni poste sono considerate tecnicamente impossibili da realizzare in 90 giorni. I commissari saranno quindi obbligati a procedere alla chiusura degli impianti dell’area a caldo. Noi dobbiamo provare a disinnescarla. Per riuscirci servono la massima responsabilità da parte di tutti e azioni immediate: abbiamo pochi giorni di tempo”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista al Quotidiano Nazionale. “Abbiamo convocato una serie di riunioni con tutti gli attori coinvolti. Ovviamente si inizia con i sindacati, domani mattina, come concordato al tavolo di Palazzo Chigi, al fine di predisporre un piano straordinario che disinneschi, per quanto possibile, le conseguenze produttive e occupazionali”, spiega.

Quanto a Jindal che si dice disponibile ad acquisire comunque tutti gli impianti, Urso osserva: “Sì, Jindal ritiene di poter far fronte alla chiusura dell’area a caldo importando le bramme prodotte dal suo nuovo altoforno in India e garantire così la continuità produttiva degli impianti a valle, al fine di limitare il danno. I commissari stanno valutando la sostenibilità della proposta sotto tutti gli aspetti. Ho chiesto una risposta entro questa settimana”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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