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Cronaca

Fitto “Il Sud può diventare ponte europeo nel contesto Mediterraneo”

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NAPOLI (ITALPRESS) – Intervenendo a Sorrento al forum Verso Sud di Teha Group (The European House – Ambrosetti), il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, ha ribadito la centralità del Mediterraneo e del Mezzogiorno nelle strategie europee di sviluppo, coesione e competitività, richiamando la necessità di un approccio integrato alle politiche territoriali e di una maggiore valorizzazione degli strumenti europei messi in campo. Fitto ha ricordato come, già nel corso dell’edizione 2025 di Verso Sud, fossero stati evidenziati due elementi strategici: l’azione della Commissione europea sul Mediterraneo, culminata nell’approvazione del Patto per il Mediterraneo, e il processo di riorganizzazione della politica di coesione, conclusosi nel 2026 con risultati definiti “molto importanti”, in particolare per il Mezzogiorno d’Italia. “C’è bisogno di un approccio integrato su questi temi, come Teha sta cercando di fare con iniziative come Verso Sud. E’ necessario valorizzare le politiche messe in campo. L’istituzione del portafoglio del Mediterraneo da parte della Commissione europea va esattamente in questa direzione. L’Italia è e può diventare il ponte europeo nel contesto mediterraneo”, ha dichiarato Fitto.
Nel suo intervento, il vicepresidente esecutivo ha posto l’attenzione sulla revisione della politica di coesione europea, che rappresenta circa un terzo del bilancio comunitario 2021-2027 e interessa prevalentemente le regioni meno sviluppate, con il Mezzogiorno tra i principali beneficiari. Una grande opportunità, ha sottolineato, che richiede però un allineamento con le priorità strategiche dell’Unione Europea: difesa, energia, casa, competitività e risorse idriche.
Fitto ha definito la modernizzazione della politica di coesione un primo passo fondamentale, evidenziando come il futuro bilancio europeo 2028-2034 dovrà fondarsi su due principi chiave: semplificazione e flessibilità. “La semplificazione è centrale per garantire l’efficacia delle politiche europee, mentre la flessibilità implica la capacità di adattare gli strumenti esistenti alle esigenze attuali”, ha spiegato. Il vicepresidente ha inoltre evidenziato l’impatto positivo degli strumenti attivati nel Mezzogiorno, in particolare Pnrr e Zes Unica, che hanno contribuito alla crescita economica grazie a una migliore governance, a una riorganizzazione amministrativa e a una maggiore capacità di spesa. La Zes Unica, ha aggiunto, rappresenta uno strumento strategico per comparti fondamentali come il turismo ed è il risultato di una stretta collaborazione tra Governo italiano e istituzioni europee.
Guardando alla prossima programmazione europea, Fitto ha ricordato che l’attuale bilancio Ue è composto da 14 fondi e oltre 540 programmi di intervento, mentre il bilancio 2028-2034 sarà articolato in quattro grandi fondi, con l’obiettivo di rendere l’azione europea più efficace e coordinata. Tra questi, particolare rilievo avrà il fondo “Global Europe”, destinato a rafforzare gli scambi commerciali e il protagonismo internazionale dell’Unione Europea. In questo contesto, la collaborazione tra Global Gateway e Piano Mattei potrà rafforzare la presenza europea nel Mediterraneo. Fitto ha inoltre sottolineato la necessità che la futura governance dei programmi europei recepisca gli elementi di efficacia sperimentati con il Pnrr, in particolare il collegamento tra riforme e investimenti e la responsabilizzazione della classe dirigente, integrandoli con i principi e gli obiettivi della politica di coesione. Ampio spazio è stato dedicato anche alle trasformazioni territoriali e demografiche. L’ex ministro ha ricordato l’approvazione, nel dicembre 2025, dell’Agenda europea per le città, evidenziando come il sovrappopolamento urbano e lo spopolamento delle aree interne richiedano nuovi modelli di sviluppo territoriale. In questo quadro si inserisce la strategia europea “Right to Stay – Your Region, Your Future”, finalizzata a rafforzare l’attrattività delle regioni europee e a creare condizioni che consentano alle persone di vivere, studiare e lavorare nei propri territori. Infine, Fitto ha richiamato il ruolo strategico degli investimenti infrastrutturali nel nuovo contesto geopolitico internazionale: “Gli investimenti sul fronte infrastrutturale possono definire un nuovo ruolo del Mezzogiorno d’Italia nel contesto mediterraneo e fare la differenza negli scenari futuri”. Concludendo il suo intervento, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea ha ribadito: “L’approccio integrato è fondamentale e decisivo se vogliamo costruire prospettive capaci di rafforzare il lavoro e l’azione nel Mezzogiorno d’Italia. Sono certo che riusciremo a proseguire questo percorso”.
– foto Ipa Agency –
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Russell vince a Baku davanti a Verstappen, 4° Leclerc e 5° Antonelli

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BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – George Russell completa il suo personale capolavoro conquistando la vittoria nel Gran Premio di Azerbaijan. Il pilota della Mercedes, nonostante un brivido finale nel duello con un Max Verstappen mai domo, si assicura la sua ottava vittoria in carriera e riduce il gap dal leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli, quinto sul traguardo dopo la qualifica da dimenticare che lo aveva costretto a partire nelle retrovie. La Red Bull brilla non solo con il quattro volte campione del mondo, che chiude secondo, ma anche con uno strepitoso Isack Hadjar, che al rientro ottiene il suo terzo podio in carriera. La Ferrari resta ancora fuori dalla top 3 con Charles Leclerc e Lewis Hamilton che sono rispettivamente quarto e sesto. Completano la top 10 Arvid Lindblad (Racing Bulls), le due Haas di Esteban Ocon e Oliver Bearman e Carlos Sainz (Williams). La prossima settimana si torna subito in pista in Malesia.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Mps, per i soci l’Opas di Intesa Sanpaolo vale più dell’extra dividendo

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MILANO (ITALPRESS) – Il problema dell’”extra” è che, a guardarlo bene, tanto extra non è. I 4 miliardi che Mps mette sul piatto per difendere la propria strategia su Banco Bpm e Banca Generali sono infatti già dentro Mps. Sono patrimonio della banca, dunque appartengono già, economicamente, ai suoi azionisti. Cambia la tasca in cui finiscono, non la ricchezza complessiva. E’ questo il punto di partenza dell’analisi di Ruggiero Cafari Panico, professore di diritto dell’Unione europea all’Università degli Studi di Milano, pubblicata sul Sole 24 Ore. E da qui nasce il confronto con l’Opas di Intesa Sanpaolo: da una parte un premio che distribuisce patrimonio già esistente, dall’altra risorse che arrivano da un soggetto esterno a Mps.
Il cosiddetto extradividendo vale 1,208 euro per azione: 30,2 centesimi in contanti e 90,6 centesimi attraverso azioni Generali, per un totale vicino ai 4 miliardi. Ma, osserva Cafari Panico, chiamarlo “extra” può essere fuorviante. Come aveva già spiegato Franco Paparella sul Sole 24 Ore, Mps non sta creando nuova ricchezza: sta trasformando una parte del patrimonio che gli azionisti possiedono indirettamente attraverso la banca in denaro e titoli che possiederanno direttamente.
Ed è proprio qui che il confronto con Intesa cambia prospettiva. Il corrispettivo dell’Opas arriva infatti da un soggetto terzo rispetto a Mps: sono risorse nuove trasferite agli azionisti della banca. Non patrimonio di Mps semplicemente redistribuito ai suoi stessi proprietari.
C’è un dettaglio che rischia di sparire dietro il numero dei 4 miliardi. Quando una società distribuisce una parte del proprio patrimonio, quel patrimonio esce dalla società. A parità di tutte le altre condizioni, anche il valore dell’azione tende quindi a rettificarsi. L’azionista riceve 1,208 euro di attività, ma resta proprietario di una banca che si è privata dello stesso patrimonio. Insomma, il dividendo non cade dal cielo: esce dalla cassaforte della banca.
E c’è il fisco. Per una persona fisica residente in Italia, nello scenario considerato da Cafari Panico, l’intera distribuzione sarebbe tassata al 26%, compresa la componente ricevuta in azioni Generali. Il conto sarebbe di circa 31,4 centesimi per azione, più dei 30,2 centesimi incassati in contanti. Per pagare l’imposta, dunque, l’azionista potrebbe dover mettere mano ad altra liquidità o vendere una parte delle azioni ricevute.
Da qui anche il problema della trasparenza. Secondo Cafari Panico, l’extradividendo non dovrebbe essere presentato soltanto come un vantaggio per i soci, ma anche come un’operazione che riduce il patrimonio di Mps e incide sul valore economico delle azioni utilizzate nelle due Ops.
Non è un dettaglio, soprattutto dopo l’intervento della Consob sui concambi delle offerte Mps. Il valore delle operazioni deve essere considerato anche prendendo come riferimento il 5 giugno, ultimo giorno di Borsa prima dell’annuncio dell’Opas di Intesa, così da evitare che il successivo rialzo del titolo Mps, provocato dall’arrivo dell’offerta concorrente, alteri il confronto.
Non trascurabile il tema prudenziale. Una distribuzione di queste dimensioni, accompagnata dalla riduzione del capitale e dall’utilizzo di riserve, modifica la struttura patrimoniale della banca. La sua sostenibilità, sottolinea il professore, deve quindi essere valutata autonomamente dalle autorità di vigilanza e non può essere ricavata soltanto dalle proiezioni sul parametro patrimoniale del futuro gruppo.
Ma il capitolo più delicato, forse, è quello di Generali. Mps, attraverso Mediobanca, è oggi il primo azionista della compagnia con il 13,35%. Circa tre dei quattro miliardi dell’extradividendo verrebbero distribuiti proprio attraverso azioni Generali. Il risultato, secondo i calcoli di Cafari Panico, sarebbe la fuoriuscita di circa 4,5 punti percentuali dal pacchetto oggi concentrato nelle mani di Mps/Mediobanca. La partecipazione residua scenderebbe così, indicativamente, intorno all’8,8%.
Quasi cinque punti percentuali di Generali passerebbero dunque da un unico grande azionista a una pluralità di azionisti, diventando liberamente negoziabili. Mps perderebbe peso e, contemporaneamente, aumenterebbe la contendibilità di una quota importante di uno dei principali gruppi assicurativi europei.
Anche qui il confronto con Intesa, nell’analisi del professore, è netto. Senza la distribuzione straordinaria, la partecipazione in Generali resterebbe concentrata all’interno di un grande gruppo bancario italiano, assicurando maggiore continuità a una presenza azionaria italiana significativa. Un elemento che può assumere rilievo anche sul terreno del golden power, considerando la natura strategica del settore assicurativo.
Alla fine, il conto proposto da Cafari Panico è meno spettacolare dei 4 miliardi annunciati, ma forse più istruttivo. L’extradividendo di Mps porta agli azionisti qualcosa che, in larga misura, possiedono già: lo prende dalla banca e lo mette direttamente nelle loro mani, pagando però un prezzo in termini di patrimonio, fiscalità e, per Generali, di concentrazione azionaria. L’Opas di Intesa, invece, mette sul tavolo risorse che arrivano da fuori Mps. Ed è qui che il “regalo” cambia natura: nel primo caso si apre la cassaforte di casa, nel secondo qualcuno arriva con una cassaforte nuova.

– Foto Intesa Sanpaolo e Mps –

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Italia eliminata in semifinale dall’Ucraina alla Billie Jean King Cup

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SHENZHEN (CINA) (ITALPRESS) – L’Italia della Billie Jean King Cup è costretta ad abdicare. Dopo aver vinto le ultime due edizioni, le azzurre di Tathiana Garbin alzano bandiera bianca in semifinale, cedendo per 2-0 all’Ucraina che domani contenderà il titolo alla Repubblica Ceca, vittoriosa sulla Spagna. Niente miracolo stavolta per Jasmine Paolini, che giovedì aveva guidato la rimonta sulla Cina: sul cemento indoor dello Shenzhen Bay Sports Centre la 30enne di Bagni di Lucca, che aveva vinto gli ultimi 5 singolari in BJK Cup (non perdeva dalla semifinale 2024 contro Iga Swiatek), deve arrendersi a Elina Svitolina, numero 7 del mondo, per 6-2 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Una sconfitta che, sommata a quella dell’esordiente Tyra Grant – preferita all’acciaccata Elisabetta Cocciaretto – per mano di Anhelina Kalinina (6-3 6-4) decreta l’eliminazione dell’Italia.
– foto Ipa Agency –
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