Seguici sui social

Politica

Crosetto “Per l’Ucraina è difficile entrare in Europa. La pace va difesa”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Se potesse cambiare una definizione sarebbe quella con cui spesso si parla di lui, il «ministro della Guerra». Perchè, Guido Crosetto, Fratelli d’Italia, il suo dicastero lo chiamerebbe «il ministero della difesa della Pace: pensare alla propria sicurezza, a come potersi difendere, a come costruire una deterrenza, è l’unico modo per far vivere noi e i nostri figli in pace. Peccato che alcuni, per interessi politici e immediati o per semplice demagogia, non lo riconoscano». E’ quanto spiega in una intervista al Corriere della Sera.
«Ci sono pezzi di opposizione ragionevoli e seri, ma in entrambi gli schieramenti c’è chi non capisce o non vuole capire – dichiara Crosetto -. Ma io vado avanti e faccio il mio mestiere, che è quello di ministro della Difesa. Capisco che ci sia chi ha obiezioni e sia chi deve gestire un’opinione pubblica cui è quasi impossibile spiegare quanto sia importante e doveroso avere capacità di difesa autonome. Ma se tutti i paesi del mondo le stanno rafforzando è possibile che siano tutti pazzi? Io sono il ministro della Difesa e dico quello che sarebbe giusto fare per costruire una Difesa seria, come lo fa – che so – quello della Sanità o della Scuola o di qualunque altro comparto su ciò che lo riguarda».
Con Giorgia Meloni, aggiunge, «non c’è mai stata una lite in anni su questi temi importanti per l’Italia, mai. Abbiamo parlato, normalmente e liberamente, come sempre facciamo con tutti gli alleati, e abbiamo definito una posizione. Che io rispetto e comprendo. Poi a me tocca continuare a dire ciò che serve per garantire la sicurezza degli italiani in un quadro completamente diverso da quello che c’era un tempo. Tutti sono consapevoli che abbiamo preso degli impegni pluriennali e può essere che ci siano tappe diversificate, ma quello che dovremo fare lo faremo». Per Crosetto, alla luce della grave situazione internazionale, bisogna procedere «insistendo sulla necessità di trovare, testardamente, spazi di diplomazia, dialogo, pace. Su Usa e Iran sembra si sia vicini ad una riapertura di Hormuz dopo un accordo a cui manca solo la firma di Trump. E noi italiani siamo pronti subito dopo i passaggi parlamentari: le navi sono già nel Golfo per un’opera di sminamento che sarà utile nell’immediato a liberare un tratto di mare vitale per i commerci e i traffici internazionali. Ma lo sarà anche perchè chi va direttamente a svolgere certe operazioni poi gode del ritorno di gratitudine di chi riceve aiuto». Per quanto riguarda il caso Romania «non è la prima volta che i droni russi sconfinano. E’ il nervosismo di Putin per quello che sta accadendo sul fronte ucraino: anzichè trovarsi in una situazione di vantaggio, ora è in difficoltà per gli attacchi alla propria produzione di petrolio e gas, colpiti dagli attacchi ucraini. Si è parlato, per anni, di quanto avrebbe resistito l’Ucraina alla Russia, ora invece sembra che sia la Russia ad essere in difficoltà di fronte alla crescita delle capacità dell’Ucraina». «Trump – spiega – ha preso atto che la Russia non voleva la pace. La trattativa è difficile perchè la Russia ha cambiato la propria Costituzione inglobando le 4 regioni ucraine contese e ha difficoltà sia a conquistarle che a fare marcia indietro. L’Ucraina, giustamente, non è disponibile a concedere i propri territori dopo anni di resistenza da soli, con migliaia e migliaia di morti. Perchè è vero che noi li abbiamo aiutati, ma a morire ci vanno loro».
«Ovviamente – aggiunge, bisogna arrivare ad una tregua. Poi, bisogna prepararsi a blindare la pace. La Russia potrebbe anche fermarsi per un pò, ma se non vede che dall’altra parte si è preparati, potrebbe tornare ad attaccare. Tanto più che gli Usa hanno detto che non potranno più farsi carico della sicurezza dell’Europa da soli. E infatti i paesi Nato si sono impegnati ad alzare, nel breve, fino al 3,5% del Pil le risorse per la difesa. Impegno che, al di là delle congiunture economiche del momento, secondo me sarebbe giusto e prudente rispettare. Per noi, non per loro». E alla domanda sull’eventuale ingresso dell’Ucraina nella Ue, risponde:
«Tutti sanno, compresi i tedeschi, che è molto difficile. Non solo politicamente, ma perchè se l’Ucraina entrasse in Europa, con la sua grandezza e il suo sistema economico, ci sarebbe immediatamente una crisi nel settore agricolo gravissima per molti paesi Ue che nessuno, neppure i tedeschi, può permettersi».
«Io ne ho parlato ai miei colleghi anche a Singapore ed avevo inviato a tutti una riflessione un mese fa: è sempre più urgente organizzare un grande sistema di difesa comune europeo che vada oltre gli attuali confini Ue a 27, che comprenda Gran Bretagna, Norvegia, Balcani e anche Ucraina – aggiunge -. D’altra parte, oggi loro hanno nettamente l’esercito più importante e forte. Non credo che a un sistema così qualcuno si potrebbe opporre perchè garantirebbe tutti. Ovviamente, a tregua e pace raggiunta. Questo sì che sarebbe davvero un sistema di deterrenza efficace».
Ed all’osservazione che la battaglia di Meloni però oggi in Europa non sembra essere quella sulla sicurezza, ma è quella per ottenere la flessibilità non solo sulle spese di Difesa ma anche sull’energia. I paesi frugali però si oppongono, commenta: «Meloni ha assolutamente ragione e penso che i cosiddetti “frugali” parlano dall’alto delle loro riserve di energia, di petrolio, di enormi fondi sovrani o di un approccio ideologico al bilancio. Io credo che all’Europa si debba chiedere ancora di più delle risorse: bisogna togliere regole, lacci, che ci rendono lenti, inefficienti, elefantiaci. C’è troppa burocrazia e troppo poco pragmatismo. In America, per non dire a Singapore, dalla decisione alla realizzazione dei progetti passano 6 mesi, in Europa non ti bastano neppure per capire con quale funzionario devi parlare… Questo uccide l’Europa come entità politica perchè chi lavora nel mondo la confronta e la sente lontana, sorda, lenta e nemica». La battaglia che si dovrebbe fare in questo ultimo anno di legislatura, «non è la difesa. L’emergenza prima è l’accelerazione della capacità produttiva del Paese e lo si fa rendendo più forte la parte produttiva nazionale ma anche attivando energie ed investimenti dall’estero. Bisogna fare ponti d’oro a chi vuole investire qui, a chi si trasferisce in Italia. E bisogna far ritornare i nostri cervelli. Nei paesi che funzionano meglio i migliori ricercatori in circolazione vengono pagati – a Singapore tutta la burocrazia statale e persino i ministri – quanto i migliori della finanza. Non può essere che i giovani, che guidano l’innovazione e le nuove tecnologie, espatrino perchè qui non ci sono le stesse opportunità di crescita e di guadagno. L’Italia avrebbe un’enorme capacità attrattiva, come luogo dove vivere bene. Dobbiamo assolutamente sfruttarla. E non parlo per la mia parte, lo dico per il Paese e per chiunque ci sarà dopo».
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Politica

Marcinelle, protesta durante la commemorazione. Meloni “Grave gesto della Cgil”. Landini “Non ci voltiamo mai”. Sindacato belga Fgtb: “Siamo stati noi”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso. Oggi, durante la cerimonia per i 262 lavoratori morti nella miniera, alcuni rappresentanti della CGIL hanno scelto di voltare le spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa interveniva e leggeva il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l’Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali”. Così il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un post su X.

Ed è ancora più grave se a farlo sono rappresentanti di un’organizzazione che ha tra le proprie ragioni d’essere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori. Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro. Chi oggi ha scelto di voltare le spalle ha mancato di rispetto a tutto questo”.

LANDINI “LA CGIL NON SI GIRA MAI DALL’ALTRA PARTE”

“Se un certo signor Fidanza, per far sapere che esiste, deve parlare male della Cgil, credo che abbia preso un colpo di sole. Perché la Cgil, se non lo sa glielo dico, non si gira mai dall’altra parte in nessun momento, tantomeno nel rispetto del nostro presidente della Repubblica”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, replica al capodelegazione di FdI al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, che aveva “accusato” la delegazione della Cgil di aver voltato le spalle durante la lettura del messaggio del presidente della Repubblica letto dal presidente del Senato Ignazio La Russa.

SINDACATO BELGA FGTB “ABBIAMO GIRATO NOI SPALLE IN SEGNO PROTESTA”

“70 anni dopo la catastrofe dei Bois du Cazier, non dimentichiamo. Oggi, FGTB Charleroi & Sud-Hainaut era presente insieme ai compagni CGIL per commemorare le 262 vittime della catastrofe. Ma il nostro impegno non è limitato alle cerimonie. La sicurezza e la salute sul lavoro, la dignità dei lavoratori e una politica di migrazione umana rimangono lotti di sindacati attuali. L’Italia era anche rappresentata da Ignazio La Russa, Presidente del Senato e seconda personalità dello Stato. Co-fondatore di Fratelli d’Italia, un programma di formazione di Giorgia Meloni, lui, in diverse occasioni, ha fatto osservazioni indulgenti riguardo all’eredità del fascismo di Mussolini. La sua presenza ha scatenato indignazione, ancora di più qui, a Charleroi, una città anti-fascista e lavoratrice, dove molti minori italiani, provenienti dai Bois du Cazier, erano fuggiti da questo regime o si erano impegnati in una resistenza anti-fascista. Abbiamo scelto di voltarci le spalle. 70 anni dopo, la lotta per la sicurezza sul lavoro e l’anti-fascismo rimane più che mai rilevante”. Così, con un post su Facebook, il sindacato belga Fgtb-Charleroi rivendica l’iniziativa di protesta in occasione della cerimonia per i 70 anni della tragedia di Marcinelle.

Advertisement

LA RUSSA “C’È CHI IN PASSATO HA VOLTATO SPALLE E CHI CONTINUA A FARLO”

“Non voglio sporcare questa commemorazione con atti che considero di squallida propaganda. Voglio invece ricordare il valore di questa cerimonia, che onora tutti i caduti sul lavoro, italiani e stranieri, coloro che nell’immediato dopoguerra, non era mai successo prima, vennero mandati in cambio di carbone, a lavorare in condizioni di cui oggi ci si vergognerebbe sicuramente, e che persero la vita lasciando mogli, figli, genitori lontani dalla loro terra”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine della cerimonia di commemorazione della tragedia di Marcinelle. “La storia di Marcinelle a differenza di tanti italiani che l’hanno conosciuta solo e parzialmente nel 2001 grazie a Mirko Tremaglia ministro degli Italiani nel mondo – ha proseguito -, e allora io ero capogruppo alla Camera e ci incitò a riconoscere la data dell’8 di agosto come data che ricorda tutte le vittime del lavoro italiane nel mondo, io la conoscevo anche prima, perché la mia comunità l’ha sempre celebrata, anche prima che venisse istituita quella cerimonia. C’è chi, a quella cerimonia, per troppi anni aveva voltato le spalle, e qualcuno che lo continua ancora a fare”, ha aggiunto.

FIDANZA “VERGOGNA CGIL CHE VOLTA LE SPALLE A LA RUSSA”

“La CGIL deve vergognarsi! Questa mattina al Bois du Cazier, durante le commemorazioni ufficiali della tragedia di Marcinelle, Ebbene, i rappresentanti della CGIL si sono voltati di spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa leggeva il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo stesso hanno fatto durante l’intervento della Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna. Un gesto patetico e vergognoso, che dimostra una totale mancanza di senso delle istituzioni, un odio cieco che oggi travolge persino il Presidente della Repubblica. La sinistra si dissoci da questo scempio”. Lo dichiara Carlo Fidanza, Capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, a margine della cerimonia di commemorazione delle vittime di Marcinelle.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Politica

Codice della strada, dalla patente a 17 anni alla stretta per chi viaggia senza assicurazione: le novità allo studio

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Più tutele per gli utenti vulnerabili, stretta sui veicoli senza assicurazione, multe più proporzionate e non vessatorie, patente a 17 anni, obbligo di contrassegno per i cicli a propulsione, più tutele per i motociclisti, maggiori garanzie per i cittadini e più risorse per la sicurezza delle strade, recupero delle sanzioni non pagate dagli stranieri e contrasto ai veicoli abbandonati. Ecco le principali novità al centro del confronto tra MIT, operatori e associazioni di settore.

Il ministero, infatti, ha inviato a oltre cento operatori e associazioni di settore i materiali di lavoro del nuovo Codice della Strada per completare il processo di consultazione voluto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, con l’obiettivo di arrivare a un testo che sia il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti, con la sicurezza della circolazione come priorità.

Con il nuovo Codice della Strada si intende introdurre l’obbligo per i Comuni di aderire alla piattaforma CUDE (Contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità), prevedendo, in caso di inottemperanza, l’impossibilità di utilizzare i dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni relative alla sosta riservata e alle ZTL.

Per i motociclisti si lavora a maggiori protezioni in autostrada e alla possibilità, in caso di incidenti o forti rallentamenti, di utilizzare la corsia di emergenza, garantendo sempre il passaggio dei mezzi di soccorso. Allo studio anche l’introduzione della regola del sorpasso a destra in autostrada: si intende applicare la circolazione per file parallele sulle autostrade e superstrade a tre corsie, che comporterebbe la possibilità di superare a destra.

Advertisement

Per i cicli a propulsione, utilizzati anche per le consegne a domicilio, è allo studio l’obbligo di casco e contrassegno. Linea dura contro chi circola senza assicurazione. Tra le novità allo studio del MIT, controlli rafforzati attraverso le banche dati della Motorizzazione e introduzione del divieto di marcia digitale. In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo su strada potrà scattare direttamente il sequestro. Al lavoro, inoltre, misure per il contrasto al degrado e ai veicoli abbandonati.

Multe più semplici e proporzionate alla gravità effettiva delle violazioni, prevedendo al tempo stesso sanzioni più severe per i veicoli non assicurati. Riduzione degli incrementi sanzionatori in caso di pagamento difforme. Recupero delle sanzioni non pagate dagli stranieri nei cinque anni successivi alla violazione. In particolare, è prevista la possibilità di riscossione coattiva nei confronti di qualsiasi conducente si trovi a circolare in Italia sul veicolo con cui è stata commessa l’infrazione.

Stop all’aumento automatico delle multe legato all’inflazione. Potenziamento del ricorso al prefetto e disciplina più semplice dell’autotutela per chiedere l’annullamento dei verbali errati, con maggiore proporzionalità nei casi di piccoli errori nel pagamento. Meno attese e più garanzie per chi riceve una multa. Riduzione da 90 a 30 giorni del termine per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti da remoto. Più risorse derivanti dalle multe dovranno tornare direttamente alla sicurezza delle strade. La proposta allo studio del MIT prevede il 70% dei proventi all’ente proprietario della strada, da reinvestire in interventi per la sicurezza, e il 30% all’ente accertatore per le attività di controllo e notifica.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Politica

70 anni dalla strage di Marcinelle, Mattarella “Gestione flussi migratori rispetti dignità delle persone”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “Nel ricordo dei tragici fatti di Marcinelle l’Italia si unisce nel fare memoria dei lavoratori nostri concittadini che, assieme ai loro colleghi di altre undici diverse nazionalità, persero la vita nelle viscere del Bois du Cazier. In questa giornata, dedicata dalla Repubblica al sacrificio del lavoro italiano nel mondo, onoriamo gli emigrati che, con il loro lavoro, hanno contribuito al progresso del Paese e alla crescita delle comunità nelle quali sono stati accolti e hanno operato”. Comincia così il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle e della 25ª Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.

“Le vittime di Marcinelle sono parte dell’identità collettiva del nostro Paese. Esse hanno acquisito profonda valenza simbolica per tutta l’Europa, connotando il processo di integrazione comunitaria. La Commissione, su iniziativa del Parlamento europeo e degli Stati Membri, ha deciso, infatti, di proporre l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro” ha proseguito.

“Il diritto al lavoro, l’esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza – cardine della nostra Costituzione – esprime oggi un principio fondante che accomuna l’intera casa europea, nella quale protezione dei lavoratori e contrasto di ogni forma di sfruttamento sono divenuti patrimonio condiviso. Commemorando Marcinelle e rendendo un tributo a coloro che vi perirono – come in altri luttuosi episodi nella storia dell’emigrazione italiana – siamo invitati a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire, affinchè simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone. Ai familiari delle duecentosessantadue vittime, delle quali centotrentasei italiani, che morirono al Bois du Cazier l’8 agosto del 1956, a quelli di tutti i morti sul lavoro in ogni altra circostanza e luogo del mondo, rinnovo i sentimenti di cordoglio e di partecipe vicinanza della Repubblica” ha concluso Mattarella.

MELONI “ONORIAMO I NOSTRI EMIGRATI, IL LAVORO SIA SICUREZZA”

“Oggi l’Italia ricorda le 262 vittime della tragedia di Marcinelle. 136 gli italiani, emigrati in Belgio in cerca di un futuro migliore e che trovarono, purtroppo, la morte nel buio di una miniera. Marcinelle è una vicenda che appartiene alla nostra memoria collettiva. Ma è anche il simbolo dello straordinario contributo che decine di milioni di italiani hanno dato al benessere di intere Nazioni e continenti, mantenendo sempre un legame profondo con la madrepatria”. Lo dichiara il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Advertisement

“Ogni 8 agosto onoriamo tutto questo e rendiamo omaggio alla grande storia dell’emigrazione italiana: una storia fatta di lavoro, sacrificio, rispetto delle regole, integrazione e dignità. E lo fa grazie alla lungimiranza di un patriota come Mirko Tremaglia, che da Ministro per gli italiani nel mondo propose e fece istituire 25 anni fa la ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano del mondò. Siamo orgogliosi che le Istituzioni europee abbiano deciso di istituire l’8 agosto come “Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori”. “Una iniziativa italiana, che il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza e che il Governo ha fatto propria e sostenuto con convinzione, per riaffermare che il lavoro deve sempre essere sinonimo di dignità, diritti e sicurezza e che in Europa non può esserci spazio per chi sfrutta le persone e calpesta i diritti dei lavoratori. Ricordare Marcinelle significa onorare chi ha costruito, con il proprio sacrificio, un tassello fondamentale della storia d’Italia, d’Europa e del mondo. E vuol dire rinnovare il nostro impegno a difendere quei valori di lavoro, libertà e dignità che continuano a guidare la nostra azione” conclude Meloni.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.