Economia
Italian Trade Agency all’AI Summit London 2026 con 22 aziende tecnologiche
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3 mesi fa-
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Redazione
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Italian Trade Agency (ITA) partecipa ad AI Summit London 2026 (10 – 11 giugno), uno dei principali eventi internazionali dedicati all’Intelligenza Artificiale applicata al business e all’innovazione tecnologica, con un Italian Pavilion che ospita una collettiva di 22 aziende e startup italiane attive nel settore AI e tecnologie avanzate.
AI Summit London, si legge in una nota, rappresenta uno degli appuntamenti di riferimento a livello globale per l’ecosistema dell’Intelligenza Artificiale, riunendo ogni anno migliaia di operatori internazionali, tra cui aziende tecnologiche, startup, investitori, istituzioni, centri di ricerca e policy maker. Parte integrante della London Tech Week, la manifestazione costituisce una piattaforma strategica per l’analisi delle principali evoluzioni tecnologiche del settore, la presentazione di soluzioni innovative e lo sviluppo di partnership internazionali.
L’Intelligenza Artificiale rappresenta oggi uno dei settori a più alta crescita a livello mondiale.
Secondo le principali stime internazionali, il mercato globale dell’AI dovrebbe superare i 1.000 miliardi di dollari entro il 2030, trainato dalla crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi industriali, nei servizi finanziari, nella sanità, nella cybersecurity, nella manifattura avanzata e nelle applicazioni consumer. Parallelamente, l’adozione di tecnologie quali machine learning, generative AI, automazione intelligente, computer vision e data analytics sta trasformando radicalmente i modelli di business e i processi produttivi a livello globale.
La presenza dell’Italian Pavilion ad AI Summit London 2026 testimonia il crescente dinamismo e la qualità dell’ecosistema italiano dell’innovazione tecnologica, caratterizzato da un’offerta altamente specializzata che spazia dall’AI applicata all’industria e alla cybersecurity, fino alle soluzioni software avanzate, ai big data, all’automazione intelligente, alle piattaforme SaaS e alle applicazioni di AI generativa.
A testimonianza della qualità e del livello di innovazione espresso dalle imprese italiane presenti in fiera, 10 startup della delegazione ICE sono state selezionate dagli organizzatori dell’AI Summit per partecipare alla Startup Pitch Competition. La startup vincitrice avrà l’opportunità di ottenere uno speaking slot ufficiale nell’agenda dell’AI Summit London 2026, oltre a uno spazio espositivo gratuito all’interno della manifestazione. La significativa presenza di startup italiane tra le aziende selezionate conferma il crescente riconoscimento internazionale dell’ecosistema innovativo nazionale nel settore dell’AI e delle tecnologie emergenti.
A supporto della partecipazione delle aziende italiane aderenti alla collettiva è stata inoltre realizzata una campagna di comunicazione dedicata, finalizzata a massimizzare la visibilità
della delegazione italiana presso il pubblico internazionale dell’evento. L’attività ha incluso la pubblicazione dei profili e dei loghi delle aziende partecipanti sul sito ufficiale dell’AI Summit London, la promozione dell’iniziativa attraverso i canali social dell’Ufficio ICE di Londra e ulteriori azioni di comunicazione previste nell’ambito del piano di advertising e media relations sviluppato dall’Ufficio in collaborazione con Italpress.
“Attraverso la partecipazione ad AI Summit London, Italian Trade Agency, insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, conferma il proprio impegno nel sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane ad alto contenuto innovativo e nel promuovere il Made in Italy tecnologico nei principali contesti internazionali – conclude la nota -. L’iniziativa rientra nelle attività promozionali dell’Agenzia a supporto delle startup e delle imprese italiane operanti nei comparti dell’innovazione, delle tecnologie avanzate e della trasformazione digitale, con l’obiettivo di favorire opportunità di networking, attrazione di investimenti e sviluppo di collaborazioni internazionali”.
– Foto ufficio stampa Agenzia ICE – Ufficio di Londra –
(ITALPRESS).
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Giorgetti “Possibile crescita del Pil all’1%, l’Italia si è dimostrata resiliente”
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6 Settembre 2026di
Redazione
CERNOBBIO (ITALPRESS) – “L’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente nel senso che noi abbiamo fatto delle valutazioni molto prudenziali per quanto riguarda la crescita, tenuto conto sia dell’impatto della guerra commerciale dei dazi sia dell’impatto della crisi del Medio Oriente. Oggi, per ora, abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori potremmo avvicinarsi anche all’1%”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Forum Teha di Cernobbio.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Italo, Montezemolo “In Germania una nuova sfida, so che ce la faremo”
Pubblicato
2 giorni fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Lo sbarco di Italo in Germania “significa molto, se penso a come partimmo, col fondamentale sostegno di alcuni amici e di Banca Intesa”. Così il presidente di Italo, Luca Cordero di Montezemolo, in un’intervista a Milano Finanza. “La concorrenza è un vaccino, non un virus, e dalla nostra esperienza italiana, da cui anche Banca Intesa ha avuto un guadagno eccellente dal suo investimento, intendiamo muoverci per l’operazione in Germania. In Italia abbiamo fatto segnare un boom dell’utilizzo del treno rispetto all’aereo, prima era al 30% rispetto al 70%, ora l’utilizzo del mezzo sui binari si è capovolto come proporzioni. E abbiamo migliorato la qualità del servizio, delle stazioni e dei mezzi. Ci hanno guadagnato tutti”, spiega. Su possibili paletti tedeschi, Montezemolo dice: “Non lo so, certo qualcosa ci aspettiamo dall’ultimo operatore nazionale monopolista rimasto nei paesi europei, Deutsche Bahn. So che affronteremo le difficoltà di chi entra in un mercato con un monopolio quello ferroviario tedesco, ma abbiamo le spalle grosse e se penso proprio a quello che abbiamo passato in Italia, quando sfidammo il monopolio delle Ferrovie dello Stato, so che ce la faremo anche in Germania”. Poi, sul perché Italo ha scelto la Germania, aggiunge: “Perché è un paese perfetto per il treno, da questo punto di vista assomiglia molto all’Italia, ed è in ritardo dal punto di vista delle infrastrutture e del grado di soddisfazione della clientela”.
“In principio saranno collegate 18 città tedesche con 50 servizi giornalieri. Poi la Germania è il cuore dell’Europa, possiamo collegare il Nord, dall’Olanda al Mare del Nord, tutto l’Est, la Polonia, la Repubblica Ceca, l’Austria, e il Sud, con l’Italia. E poi faremo lavorare i tedeschi, i fornitori. Si tratta di un’operazione da 3,6 miliardi, 26 treni più un’opzione per altri 14 e 30 anni di manutenzione, 2.500 assunzioni in Germania tra dirette e indirette, una società tedesca con management e personale tedesco. Stiamo allestendo la macchina, che avrà un software italiano ma un hardware tedesco”. Infine, sulla crisi del settore auto, Montezemolo sottolinea che “le regole europee non hanno di certo aiutato perché fissare al 2035 la fine dei motori termici è stato sbagliato. L’Europa ha dato un bel colpo all’auto. Poi non ha aiutato il fatto che le case automobilistiche non hanno capito prima la crisi che stava arrivando. In terzo luogo, non ha aiutato il fatto che i giovani non desiderano più le auto ma preferiscono cambiare lo smartphone. Quarto elemento sono le zone a traffico limitato che hanno ridotto la circolazione e ovviamente anche l’aspetto climatico. Quinto elemento il boom delle macchine piccole, che ha ridotto i margini di molto e l’avvento di quelle cinesi“, chiosa.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Desertificazione commerciale e piattaforme online delocalizzano 16,7 miliardi di consumi
Pubblicato
2 giorni fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Meno negozi, meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali di eCommerce hanno sottratto valore ai circuiti economici locali, “delocalizzando” circa 16,7 miliardi di spesa delle famiglie. È quanto emerge dalle elaborazioni Confesercenti sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale, che in sei anni ha visto scomparire oltre 111mila imprese dal commercio al dettaglio. L’arretramento della rete commerciale non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni e servizi, ma ha indebolito i sistemi territoriali. Lo spostamento degli acquisti dai negozi sotto casa alle piattaforme internazionali non è infatti neutro per le economie locali: secondo le stime Confesercenti, per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità.
Quando invece la stessa spesa si sposta sui grandi marketplace online internazionali, circa 70 euro escono dal territorio. Meno acquisti nella rete fisica significano quindi una quota maggiore di consumi che non alimenta più l’economia locale. A subire la maggior perdita di ricchezza è il Centro, dove la quota di consumi uscita dal circuito dell’economia locale tra il 2019 e il 2025 è stimata in oltre 5,3 miliardi di euro. Seguono il Sud, con circa 4 miliardi, il Nord-Ovest con quasi 3,2 miliardi, il Nord-Est con circa 2,6 miliardi e le Isole con oltre 1,6 miliardi. A livello regionale è invece il Lazio a registrare l’impatto maggiore, con circa 3,2 miliardi di spesa delle famiglie non più trattenuta dal circuito economico locale. Seguono la Lombardia, con oltre 1,7 miliardi, e la Campania, con circa 1,6 miliardi. Superano il miliardo anche il Veneto, con circa 1,2 miliardi, la Toscana, anch’essa intorno a 1,2 miliardi, e la Sicilia, con poco più di 1 miliardo di euro. In Piemonte l’impatto sfiora invece il miliardo.
I 16,7 miliardi totali di spesa dirottata rappresentano però soltanto la componente economicamente quantificabile della desertificazione. Restano fuori dal conto la minore disponibilità di beni e servizi e gli effetti su presidio urbano, sicurezza, coesione sociale e qualità della vita: elementi difficili da tradurre in euro, ma fondamentali per le comunità. Secondo Confesercenti il commercio di prossimità agisce come una vera e propria infrastruttura territoriale. Attorno a ogni attività si muovono occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali e una rete di beni e servizi accessibili, cui si aggiungono presidio degli spazi urbani, sicurezza e coesione sociale. La progressiva riduzione delle attività commerciali fisiche, insieme al cambiamento delle abitudini di acquisto, modifica profondamente questo equilibrio. L’e-commerce – osserva Confesercenti – rappresenta un’opportunità, soprattutto quando si integra con la rete dei negozi e consente anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati. Diverso è l’effetto quando gli acquisti si spostano sulle grandi piattaforme marketplace internazionali, perché una quota significativa del valore della vendita si allontana dalla residenza dell’acquirente.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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