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Cronaca

Banca del Fucino, Worldline e Gruppo Igea insieme per la farmacia di servizi

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ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino, attraverso la propria Divisione specializzata Health & Pharma, e Worldline rafforzano il supporto all’innovazione finanziaria e tecnologica nel settore farmaceutico attraverso un’offerta mirata per il Gruppo Farmacie Igea, una tra le principali realtà nazionali, con un magazzino di oltre 78 mila referenze e 160 dipendenti di cui 60 professionisti farmacisti presenti nelle diverse sedi.
L’iniziativa nasce per affiancare il Gruppo Farmacie Igea nel ruolo consolidato di presidio sanitario di prossimità, consulenza e benessere. “In questo contesto – si legge in una nota -, anche l’esperienza di pagamento diventa un elemento chiave per offrire ai cittadini servizi sempre più semplici, fluidi e sicuri. Grazie alla collaborazione con Banca del Fucino e Worldline, Gruppo Farmacie Igea potrà migliorare i propri servizi e semplificare l’esperienza quotidiana dei professionisti e dei clienti. Le soluzioni di pagamento Worldline contribuiscono a supportare la farmacia, garantendo un’esperienza di pagamento coerente con le nuove esigenze di cittadini e operatori. L’introduzione dei terminali Android POS Worldline consentirà di gestire attraverso un’unica piattaforma tutte le principali tipologie di pagamento, sia in presenza sia a distanza, offrendo un’esperienza omogenea su tutti i canali, una maggiore efficienza operativa e un servizio di assistenza dedicato lungo tutte le fasi della collaborazione”.
Banca del Fucino affianca gli operatori del comparto attraverso la propria Divisione Health & Pharma, “nata per offrire competenze specialistiche e distintive, soluzioni finanziarie dedicate e un modello di servizio costruito sulle esigenze degli operatori del settore. Gruppo Farmacie Igea si distingue per una visione evoluta del ruolo della farmacia e per aver contribuito ad anticipare la crescita del settore verso il modello della “farmacia di servizi”, come riferimento per la salute e la qualità della vita”.
La partnership è inoltre pensata in un’ottica di evoluzione continua, con l’obiettivo di ampliare progressivamente il portafoglio di servizi disponibili nelle farmacie.
“E’ per noi motivo di grande soddisfazione avviare questa collaborazione con il Gruppo Farmacie Igea, realtà con cui condividiamo una visione avanzata del ruolo della farmacia nella tutela della salute e della qualità della vita delle persone – afferma Marco Alessandrini, Responsabile Divisione Health & Pharma presso Banca del Fucino -. Grazie a una piattaforma innovativa di prodotti finanziari e al supporto tecnologico di Worldline contribuiamo all’evoluzione della farmacia dei servizi, di cui il Gruppo Igea è stato un pioniere. Sostenere la farmacia italiana significa accompagnare la trasformazione di un presidio di prossimità sempre più chiamato a rispondere ai bisogni di cura, e assistenza dei cittadini. Per Banca del Fucino essere al fianco di chi ogni giorno opera per la salute delle persone significa contribuire concretamente al benessere delle comunità. E’ anche così che interpretiamo la nostra responsabilità sociale d’impresa”.
“Siamo orgogliosi, con il nostro Partner Banca del Fucino, di collaborare con il Gruppo Farmacie Igea in un progetto che unisce innovazione tecnologica, prossimità al territorio e attenzione concreta alle esigenze degli esercenti – dichiara Stefano Calderano, CEO di Worldline Merchant Services Italia -. Oggi il pagamento non è più un semplice momento conclusivo dell’acquisto, ma uno strumento che contribuisce a migliorare l’esperienza del cliente e la competitività dell’esercente. Questa sinergia rappresenta un importante esempio di come le soluzioni di pagamento digitali di Worldline possano supportare l’evoluzione di settori strategici come quello farmaceutico, offrendo esperienze di acquisto sempre più fluide, sicure e integrate”.
“Nel corso degli anni abbiamo lavorato per costruire un modello di farmacia sempre più orientato ai bisogni delle persone, capace di coniugare prossimità, competenza e innovazione – conclude Maria Catena Ingria, Fondatrice del Gruppo Farmacie Igea -. La collaborazione con Banca del Fucino e Worldline si inserisce pienamente in questa visione, consentendoci di rafforzare ulteriormente la qualità dei servizi offerti ai cittadini e di supportare i nostri professionisti con strumenti tecnologici evoluti. Crediamo che la farmacia del futuro debba essere sempre più un punto di riferimento per la salute, il benessere e la prevenzione, e partnership come questa rappresentano un importante contributo per accelerare tale percorso di crescita e innovazione”.

– Foto Gruppo Farmacie Igea –

(ITALPRESS).

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Cronaca

‘Ndrangheta, Dia sequestra a imprenditore beni per 500mila euro nel Crotonese

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CATANZARO (ITALPRESS) – La Direzione Investigativa Antimafia e la Questura di Catanzaro hanno eseguito un decreto di sequestro di beni finalizzato alla confisca, per un valore complessivo di oltre mezzo milione di euro, emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di un imprenditore di Catanzaro, attivo nei settori della nautica e della rappresentanza di ricambi industriali, per “la ritenuta pericolosità sociale fondata sul suo coinvolgimento in plurimi procedimenti penali in contesti criminali di tipo organizzato”.
Il provvedimento scaturisce dagli accertamenti economico-patrimoniali disposti congiuntamente dal Direttore della DIA e dal Questore-Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza di Catanzaro. L’imprenditore è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso a seguito della sentenza della Corte di Appello di Catanzaro del 24 febbraio 2026, spiccata nell’ambito dell’operazione denominata “BASSO PROFILO” della DDA di Catanzaro.
Secondo le indagini, l’imprenditore è stato individuato “quale figura organica alla locale di ‘ndrangheta di Cutro, di riferimento per l’articolazione facente capo alla cosca “Bagnato” di Roccabernarda (KR)”. Gli esiti investigativi hanno fatto emergere come, a partire dall’anno 2005, il proposto abbia apportato alla cosca un contributo di tipo “imprenditoriale” su Catanzaro, ponendosi “al vertice di una organizzazione in grado di produrre fatture per operazioni inesistenti in maniera sistematica per soddisfare le esigenze di altri imprenditori anch’essi riconducibili a consorterie mafiose alleate”. Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno permesso di individuare asset patrimoniali intestati o riconducibili all’imprenditore, ritenuti frutto di attività illecite o reimpiego delle stesse, evidenziando una sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. Il sequestro ha interessato un’attività d’impresa (srl) a Catanzaro, due quote societarie, cinque immobili, due beni mobili tra cui una autovettura e un un orologio di lusso, tre rapporti finanziari (polizze vita e buoni fruttiferi) per un valore complessivo di oltre mezzo milione di euro.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Evasione fiscale totale, Gdf sequestra beni a Enna per 535mila euro

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ROMA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Enna hanno sequestrato beni per un valore di 534mila euro. Il provvedimento scaturisce da una verifica fiscale eseguita dai militari del Gruppo di Enna nei confronti di una società di capitali operante nel settore del commercio all’ingrosso di alimenti e bevande, risultata “evasore totale per gli anni 2021, 2022 e 2023”. A conclusione dell’attività ispettiva nei confronti dell’impresa verificata, scrivono le fiamme gialle in una nota, “sono stati constatati ricavi non dichiarati per oltre 3,6 milioni di euro ed un’IVA dovuta per oltre mezzo milione di euro. La ricostruzione della materia imponibile occultata al Fisco è stata effettuata mediante la disamina della documentazione extracontabile acquisita agli atti della verifica, lo sviluppo delle giacenze dei beni oggetto di commercializzazione, l’esecuzione di controlli incrociati, nonchè mediante l’utilizzo dello strumento delle indagini finanziarie”.
In proposito, per l’anno 2022, a fronte dell’omessa dichiarazione, “è emerso, ai fini IVA ed IRES, il superamento della soglia di rilevanza penale (pari a 50.000,00 euro per singola imposta evasa)” e, pertanto, “sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Enna “l’amministratore di diritto e l’amministratore di fatto della società verificata, quest’ultimo emerso quale reale dominus dell’impresa grazie ad una serie di puntuali riscontri eseguiti, tra l’altro, presso i clienti e fornitori della stessa. Il citato provvedimento di sequestro, eseguito nei giorni scorsi dai Finanzieri ennesi, ha riguardato disponibilità finanziarie, quote societarie e beni mobili registrati”.

– Foto Guardia di Finanza di Enna –
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‘Ndrangheta, confisca definitiva di un immobile da 650 mila euro nel Bolognese

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CATANZARO (ITALPRESS) – Confisca definitiva di un immobile di pregio del valore stimato di 650 mila euro a Bentivoglio, in provincia di Bologna, riconducibile a un narcotrafficante internazionale originario del Vibonese. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catanzaro, è stato eseguito dai finanzieri dei Comandi provinciali di Catanzaro e Bologna, nell’ambito di un procedimento di prevenzione coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo calabrese. L’uomo, da tempo trasferitosi nel Bolognese, è stato coinvolto in diverse inchieste sul traffico internazionale di stupefacenti, tra cui le operazioni “Decollo” e “Stammer”. Nell’ambito della prima, che aveva fatto luce su un vasto traffico di cocaina dal Sudamerica verso l’Europa e l’Australia, era stato condannato a 12 anni di reclusione. Nell’inchiesta “Stammer”, relativa anche a un tentativo di importazione di un ingente quantitativo di cocaina dalla Colombia nel 2015, ha riportato una condanna a 11 anni, un mese e 10 giorni di reclusione. Il narcotrafficante è stato inoltre coinvolto nei procedimenti “Decollo ter”, “Due Torri Connection” e “La Pigna d’Oro”, anche per ipotesi di estorsione e trasferimento fraudolento di valori. La confisca è scaturita da accertamenti economico-patrimoniali condotti dai finanzieri dei Gruppi d’investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) dei Nuclei di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e Bologna. Le indagini hanno documentato l’effettiva disponibilità dell’immobile da parte dell’uomo, sebbene fosse formalmente intestato a un prestanome, nonchè una significativa sproporzione tra il valore del bene e i redditi dichiarati. Il Tribunale di Catanzaro ha riconosciuto nei confronti dell’interessato la sussistenza della cosiddetta pericolosità sociale qualificata prevista dal Codice antimafia, alla luce delle numerose condotte delittuose contestate nel corso degli anni. (ITALPRESS).

Foto di repertorio ufficio stampa Guardia di Finanza

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