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Cobolli sale al numero 6 del ranking Atp, Sinner sempre in vetta davanti a Zverev. Tra le donne Paolini 20esima

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ROMA (ITALPRESS) – Flavio Cobolli raggiunge questa settimana la sesta posizione nel ranking Atp: è il sesto giocatore italiano nella storia del tennis a salire così in alto nella classifica mondiale maschile. Prima del 1973, solo Nicola Pietrangeli, numero 3 nel 1959 e 1960, era stato tra i migliori sei del mondo. Sarebbe rimasto l’italiano con la miglior classifica nel tennis maschile prima di Jannik Sinner, primo azzurro numero 1 del mondo. Nell’era del ranking computerizzato, la lista dei Top 6 italiani comprende anche Adriano Panatta (numero 4 ad agosto 1976), Lorenzo Musetti (5 a gennaio 2026) e Matteo Berrettini (6 a gennaio 2022).

Questo traguardo arriva dopo la sua prima semifinale Masters 1000, raggiunta a Cincinnati. E lo lancia con nuove ambizioni verso lo US Open, l’ultimo Slam della stagione a cui non parteciperà il numero 1 del mondo Jannik Sinner. In ogni caso l’altoatesino è sicuro di restare in vetta al ranking almeno fino ai primi di ottobre, fino al Masters 1000 di Shanghai. Alle sue spalle c’è di nuovo Alexander Zverev, numero 2 perché Carlos Alcaraz ha perso i 1.000 punti guadagnati l’anno scorso vincendo il titolo a Cincinnati.

Lo spagnolo, terzo, tornerà in campo allo US Open, ma essendo campione in carica può al massimo mantenere tutti i suoi attuali 7.160 punti, senza guadagnarne. Per quanto riguarda gli altri azzurri, Lorenzo Musetti sale di un gradino ed è 14esimo, mentre Luciano Darderi perde due posti ed è 22esimo.

LA TOP TEN DEL RANKING ATP

1. Jannik Sinner (Ita) 12.800 (–)
2. Alexander Zverev (Ger) 7.790 (+1)
3. Carlos Alcaraz (Esp) 7.160 (-1)
4. Felix Auger-Aliassime (Can) 4.640 (–)
5. Novak Djokovic (Srb) 3.770 (–)
6. Flavio Cobolli (Ita) 3.720 (+4)
7. Alex De Minaur (Aus) 3.650 (+1)
8. Daniil Medvedev (Rus) 3.580 (-1)
9. Ben Shelton (Usa) 3.480 (-3)
10. Taylor Fritz (Usa) 3.475 (-1)

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GLI ALTRI ITALIANI

14. Lorenzo Musetti 2.605 (+1)
22. Luciano Darderi 2.175 (-2)
34. Matteo Arnaldi 1.349 (–)
43. Matteo Berrettini 1.115 (-1)
91. Lorenzo Sonego 683 (-3)
96. Mattia Bellucci 656 (-15)
129. Andrea Pellegrino 462 (+6)
147. Stefano Travaglia 388 (-7)
166. Marco Cecchinato 342 (+7)

PAOLINI PERDE CINQUE POSIZIONI, SABALENKA RIMANE IN VETTA

Perde cinque posizioni, ma resta in Top 20 Jasmine Paolini nel ranking mondiale pubblicato dopo il WTA 1000 di Cincinnati. A causa di un infortunio, la toscana non ha potuto difendere la finale raggiunta lo scorso anno in Ohio, scendendo così di cinque gradini e assestandosi in 20esima piazza. Insieme a lei, l’unica azzurra in Top 100 è Elisabetta Cocciaretto (n.66, -6). Ad esultare, dietro di loro, è soprattutto Lucrezia Stefanini, che proprio avendo superato le qualificazioni a Cincinnati ha compiuto un balzo di 23 posizioni, salendo al n.119. Dietro di lei, sale anche Lisa Pigato (n.130, +5), che sorpassa Lucia Bronzetti (135, -19). Bene Tyra Grant (149, +4) e Nuria Brancaccio (189, +2).

Davanti a tutte, sul trono Wta, resta Aryna Sabalenka, con un vantaggio 434 punti su Elena Rybakina, seconda. La kazaka avrebbe operato il sorpasso in caso di finale a Cincinnati, ma la sfida a distanza ripartirà dallo US Open, quando la bielorussa sarà chiamata a difendere i 2000 del titolo vinto un anno fa su Amanda Anisimova.

In Top 10, l’unica variazione è determinata da Iga Swiatek. Un anno fa campionessa a Cincinnati, la polacca ha perso in semifinale questa volta, scendendo di tre posizioni (n.8). Di conseguenza, sale in quinta piazza la russa Mirra Andreeva (+1) e in sesta la ceca Linda Noskova (nuovo best ranking, +2), superando anche la connazionale Karolina Muchova (7).

LA TOP TEN DEL RANKING WTA

1. Aryna Sabalenka (Blr) 8.575 (–)
2. Elena Rybakina (Kaz) 8.141 (–)
3. Jessica Pegula (Usa) 7.265 (–)
4. Coco Gauff (Usa) 6.704 (–)
5. Mirra Andreeva (Rus) 5.443 (+1)
6. Linda Noskova (Cze) 5.028 (+2)
7. Karolina Muchova (Cze) 4.983 (–)
8. Iga Swiatek (Pol) 4.809 (-3)
9. Elina Svitolina (Ukr) 4.689 (–)
10. Amanda Anisimova (Usa) 4.533 (–)

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LE ITALIANE

20. Jasmine Paolini 2.123 (-5)
66. Elisabetta Cocciaretto 985 (-6)
119. Lucrezia Stefanini 620 (+23)
130. Lisa Pigato 577 (+5)
135. Lucia Bronzetti 566 (-19)
149. Tyra Caterina Grant 503 (+4)
189. Nuria Brancaccio 409 (+2)
216. Jennifer Ruggeri 363 (-1)
265. Noemi Basiletti 270 (+4)
275. Federica Urgesi 258 (+7)

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Simonelli “Avremmo preferito Conte ct, ma ora tifiamo per Mancini”

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ROMA (ITALPRESS) – “Mancini? Era la scelta di Malagò sin dall’inizio, anche se non di tutti i club di A, è un grandissimo allenatore con un grande palmares, che ci ha fatto vincere un Europeo. Tutti dobbiamo fare il tifo per lui e per la Nazionale. Avremmo preferito Conte ct? È così, l’abbiamo dichiarato in più sedi, però era la preferenza tra due grandi allenatori. Ora che la scelta è caduta su Mancini, dobbiamo tifare per lui affinché riporti la Nazionale ai fasti che merita”. Così il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su Rai Radio 1, in merito alla scelta del numero uno della Figc Giovanni Malagò di riaffidare la panchina azzurra a Roberto Mancini.

“Promettere stage al nuovo ct Mancini? Fosse per me sicuramente sì, l’altra volta con Gattuso non è stato fatto ma non è stato nemmeno richiesto, visto il calendario compresso e i tanti giocatori che sono all’estero. È il tema annoso dei calendari, che con tutte le nuove manifestazioni non danno più spazi né per fare recuperi né per la Nazionale, anche se dovremmo fare di tutto per trovarli”, ha detto Simonelli.

 “La data sarà presumibilmente prima di Natale, sulla sede ci sono ipotesi che sveleremo nel prossimo Consiglio di Lega”, ha aggiunto Simonelli in merito alla Supercoppa Italiana 2026, che tornerà in gara secca e che vedrà di fronte Inter e Lazio. 

“Non possiamo risolvere noi come Lega il caso Lazio, è un problema tra Lotito e i tifosi, che hanno richieste su cui non vogliamo entrare – ha sottolineato Simonelli – Dobbiamo invece evitare le tribune mezze vuote, come si è visto sabato a Parma. Uno stadio mezzo vuoto è un aspetto non bello che diamo del nostro calcio”.

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Sugli arbitri e le polemiche di questa prima giornata: “Orsato e Messina ci hanno spiegato che il loro metodo di valutazione sarà diverso, dove si darà più spazio al gioco e meno evidenza ai rigorini e ai piccoli falli. Quindi direi che le somme devono essere tirate un po’ più avanti, l’importante è che ci sia omogeneità di giudizio. Ho fiducia nell’operato di Messina di Orsato, è un po’ prematuro per tirare giudizi”, ha concluso Simonelli.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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A Cincinnati trionfano Fils e Gauff, sconfitti Tiafoe e Pegula

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CINCINNATI (USA) (ITALPRESS) – Il francese Arthur Fils rovina la festa dello statunitense Frances Tiafoe, battuto per la seconda volta in finale in tre anni, e festeggia il primo titolo in un Masters 1000 al Cincinnati Open (Usa, 9.415.725 dollari di montepremi, cemento). Fils, che aveva vinto l’unico precedente confronto tra i due, disputato al terzo turno del Masters 1000 di Miami lo scorso anno, si è imposto con il punteggio di 6-3 1-6 6-0.

Grazie a questo risultato salirà alla posizione numero 11 nella classifica mondiale, suo nuovo best ranking. Primo francese nell’albo d’oro a Cincinnati dopo Guy Forget nel 1991, Fils è il più giovane dei cinque “Bleus” a vincere almeno un Masters 1000 in carriera. Settimo giocatore nato negli anni 2000 con un titolo all’attivo in questa categoria di tornei, è diventato il sesto giocatore con almeno due trofei ATP in bacheca nel 2026.

GAUFF TRIONFA AL FEMMINILE

Tre anni dopo, è ancora lei la regina del Cincinnati Open (Usa, 7.433.076 dollari di montepremi, cemento). Coco Gauff ha sconfitto Jessica Pegula col punteggio di 6-2 6-4, maturato in 74 minuti di gioco, nella finale tutta statunitense giocatasi nella notte italiana, conquistando così il suo quarto titolo in un Wta 1000. Per la numero 4 del mondo e del tabellone è anche il 12° sigillo in carriera, 10 di questi sul cemento.

Nell’Era Open, Gauff è la terza tennista a vincere due titoli a Cincinnati dopo Victoria Azarenka e Serena Williams, il cui secondo successo era arrivato però per entrambe dopo aver compiuto 31 anni. La nativa di Delray Beach era sotto 4-5 negli scontri diretti, ma aveva vinto l’unico disputatosi quest’anno, ai quarti di finale di Wimbledon. Se allora erano serviti tre set, stavolta invece la contesa è stata quasi a senso unico, con Gauff che ha fatto testa di corsa fino al 6-2 5-3. Pegula, n.3 del ranking e del seeding, ha messo a segno il controbreak proprio ad un game dal baratro, ma alla fine, sul 5-4, ha mancato l’aggancio che forse allungato almeno un po’ la partita.

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In classifica Gauff resterà al quarto posto dietro Pegula, ma nella Race per le Finals di Indian Wells il trofeo le permette di salire dalla settima alla sesta piazza.

-Foto IPA Agency-
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Il Milan di Amorim piega 2-1 il Torino di Abate

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TORINO (ITALPRESS) – L’esordio in campionato sorride al Milan, vittorioso per 2-1 nella tana del Torino. Sono il giovanissimo Cissè e Rabiot a mettere la firma sui tre punti per i rossoneri, maturati nella ripresa prima del gol della bandiera di Adams. La prima fiammata del match arriva alla mezz’ora ed è per gli ospiti. Chukwueze entra in area dalla destra e ci prova con il mancino sul primo palo, ma Mascardi respinge con i piedi. Gli uomini di Amorim si rendono maggiormente pericolosi, con i loro avversari che faticano a uscire palla al piede da dietro, ma senza creare ulteriori grattacapi a Mascardi. Il primo tempo si chiude a reti inviolate. All’8′ della ripresa, Fitz-Jim scodella una palla sul secondo palo sulla quale Coco interviene di testa, ma Simeone arriva con un attimo di ritardo in spaccata senza riuscire a sfruttare la torre del suo compagno di squadra. Pochi minuti dopo, fanno il loro ingresso in campo Rabiot e Modric. Al quarto d’ora, Vlasic colpisce il pallone con il braccio fermando un cross dalla sinistra di Estupiñan, ma l’arbitro non assegna il rigore e non viene richiamato al Var. Sul fronte opposto, Gila è decisivo al 18′ quando ferma in scivolata un destro a botta sicura di Simeone.
Passato lo spavento, i sette volte campioni d’Europa sbloccano il risultato al 20′. Musah allarga per Rabiot, il quale mette al centro un pallone per Cissè, che stoppa di coscia e trafigge Mascardi con un destro nell’angolino lontano che vale l’1-0. Il raddoppio si concretizza tre minuti dopo. Chukwueze pennella un bel cross tagliato dalla destra sul quale è Rabiot ad arrivare prima di tutti e a trovare la deviazione vincente a pochi passi da Mascardi. I granata costruiscono una buona occasione al 29′, quando il neo entrato Njie anticipa Gila, entra in area e calcia con il destro, ma la palla si stampa sul palo esterno. Al 34′, Fitz-Jim scodella una palla invitante al centro per Comuzzo, che però spara alto da buona posizione. I padroni di casa sfiorano il gol al 39′ quando uno scatenato Njie se ne va sulla sinistra e mette una palla al bacio d’esterno per il neo entrato Aboukhlal, il quale sciupa tutto impattando male con il mancino e graziando così Maignan. In pieno recupero, la squadra di Abate firma la rete della bandiera grazie a una spettacolare girata di destro di Adams, abile a sfruttare un piazzato dalla sinistra di Gineitis. Il risultato non cambierà più. Può quindi sorridere il Milan, che tornerà in campo venerdì a San Siro contro il Venezia.
– foto Ipa Agency –
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