Economia
Cinque regioni lanciano il Distretto unico della manifattura del Nord
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2 mesi fa-
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Redazione
TORINO (ITALPRESS) – Non una semplice interlocuzione tra territori, ma il tentativo di costruire una voce comune del sistema economico e produttivo del Nord. Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto avviano una nuova fase di collaborazione attraverso una ‘Cabina di Regia delle Regioni del Nord’, con l’obiettivo di coordinare le rispettive politiche economiche e industriali e, soprattutto, di rendere più strutturato ed efficace il confronto con il Governo e con la Commissione europea. La costituzione della Cabina di Regia arriva dopo l’incontro del 30 giugno a Milano tra gli assessori allo Sviluppo economico delle cinque Regioni: Andrea Tronzano (Piemonte), Vincenzo Colla (Regione Emilia-Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia) e Massimo Bitonci (Veneto). Un confronto che ha consentito di entrare nel merito delle questioni sulle quali i territori stanno già lavorando e che, proprio per la loro rilevanza strategica, possono essere affrontate con una prospettiva comune. Nella giornata odierna tenutasi a Torino, nel Palazzo della Regione Piemonte, la Cabina di regia ha lanciato la grande scommessa su cui si lavorerà da subito: l’istituzione del Distretto unico della manifattura del Nord con l’intento di essere propositivi nelle relazioni con il Governo italiano e nei confronti della Commissione Europea. La posta in gioco è significativa.
Nel loro insieme, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto rappresentano una componente del sistema economico italiano che contribuisce a più della metà del Pil nazionale. Un peso economico che, nelle intenzioni dei promotori della Cabina di Regia, può tradursi in un contributo ancora più qualificato alla definizione delle politiche industriali, economiche ed energetiche del Paese e dell’Unione europea. Il lavoro avviato dalle cinque Regioni non si limita a un singolo dossier. Al contrario, l’agenda condivisa abbraccia alcuni dei principali nodi che riguardano oggi la competitività del sistema produttivo. Tra i temi individuati ci sono innanzitutto le aree di accelerazione industriale, insieme agli strumenti territoriali come le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), la Zona Logistica Semplificata (ZLS) e le Reti innovative regionali (RIR), il rafforzamento delle filiere industriali e le misure di sostegno agli investimenti. L’obiettivo è capire come rendere più efficace l’utilizzo di questi strumenti, favorendo nuovi insediamenti, rafforzando quelli esistenti e creando condizioni più favorevoli per gli investimenti produttivi. Altro capitolo centrale è quello dell’accesso al credito. Sul tavolo ci sono la moratoria dei mutui, il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI e, più in generale, gli strumenti necessari a garantire alle imprese condizioni di finanziamento adeguate in una fase nella quale costo del denaro, investimenti e transizione industriale sono strettamente collegati.
La questione riguarda soprattutto il tessuto delle piccole e medie imprese, che costituisce una parte essenziale delle filiere produttive del Nord. Da qui anche l’attenzione alle certificazioni delle PMI e delle filiere industriali, considerate uno degli strumenti attraverso cui rafforzare qualità, affidabilità e capacità competitiva delle imprese. Un altro terreno sul quale le cinque Regioni intendono coordinarsi è quello dell’innovazione. Il tema è particolarmente rilevante per un territorio nel quale convivono grandi gruppi industriali, PMI, università, centri di ricerca e filiere altamente specializzate. La questione, dunque, non è soltanto quella di sostenere la nascita di nuove tecnologie, ma di riuscire a trasferirle concretamente nei processi produttivi, aumentando produttività e competitività delle imprese. Un nuovo modello a sistema per essere competitivi anche nell’attrarre e trattenere i talenti. In questo quadro, la collaborazione tra le Regioni può assumere un valore politico preciso: evitare la frammentazione degli interventi e provare a costruire una massa critica sufficiente per competere con i grandi ecosistemi industriali europei. La partita non si gioca però soltanto sul terreno delle risorse. Una parte decisiva riguarda infatti le regole. Tra i temi individuati c’è la revisione del regime degli aiuti di Stato, a partire dal de minimis, insieme alla questione del dimensionamento delle imprese.
La possibilità di intervenire sulle imprese, sostenerne gli investimenti e accompagnarle nei processi di trasformazione dipende quindi anche dal quadro regolatorio europeo. Per le cinque Regioni, il confronto con Bruxelles diventa inevitabilmente parte integrante della strategia. Lo stesso vale per gli IPCEI di natura nazionale, strumenti attraverso i quali sostenere progetti strategici e tecnologicamente avanzati. Anche in questo caso il coordinamento tra territori può servire a costruire proposte più forti e coerenti rispetto alle singole iniziative regionali. La novità politica più significativa del percorso è arrivata con il successivo incontro che ha coinvolto, oltre agli assessori delle Regioni, anche i presidenti e i rappresentanti delle Confindustrie regionali. Non più soltanto le istituzioni regionali che cercano di coordinare le proprie posizioni, dunque, ma istituzioni e rappresentanza industriale che provano a costruire un’agenda comune. La Cabina di Regia può infatti diventare qualcosa di più di un coordinamento amministrativo se riesce a trasformarsi in un luogo nel quale le esigenze dei territori e quelle del sistema produttivo vengono sintetizzate in priorità condivise. Le cinque Regioni hanno concordato di proseguire il lavoro con un prossimo incontro, previsto per il 23 ottobre a Milano in occasione del World Manufacturing Forum e di chiedere successivamente incontri specifici e congiunti con il Governo e con la Commissione europea. Il ‘Decreto Imprese’ annunciato per ottobre potrà rappresentare una prima occasione utile per mettere a disposizione del Governo le proposte maturate nel lavoro comune delle cinque Regioni.
– foto ufficio stampa Regione Lombardia –
(ITALPRESS).
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Economia
Panetta “Il rialzo dei tassi negli Usa pesa sulla crescita dell’Europa”
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14 ore fa-
22 Ottobre 2026di
Redazione
TORINO (ITALPRESS) – “Non è sorprendente che negli Stati Uniti i tassi d’interesse a lungo termine stiano aumentando. I tassi mondiali a lungo termine sono influenzati più dall’attività finanziaria in dollari che in altre valute, quando il tasso di interesse a lungo termine aumenta negli Usa noi vediamo una tracimazione dagli Usa agli altri mercati. Questo ha colpito il mercato europeo, i tassi sono aumentati meno in Germania, un pò più da noi e in Francia. Il problema è che questo aumento dei tassi negli Usa è a fronte di un’economia che cresce, mentre in Europa l’economia cresce meno e l’impatto di questo rialzo dei tassi è più elevato, è qualcosa che pesa sulla crescita”. Così il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, al Festival Internazionale dell’Economia a Torino.
“Secondo me non è possibile. Se guardiamo l’attività finanziaria mondiale, il dollaro rappresenta circa due terzi del totale. Quando ci fu l’annuncio dei dazi da parte di Trump si creò una notevole incertezza, il dollaro si deprezzò e i tassi sui titoli pubblici americani aumentarono. Questa fase però è durata poco per una serie motivi. Il primo è che mancano alternative: la capitalizzazione dei titoli azionari statunitensi è circa il doppio di quella di tutte le borse di tutti gli altri Paesi avanzati”, ha spiegato Panetta sul possibile tramonto del dollaro come moneta al centro del sistema finanziario mondiale.
“La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale sta determinando un miglioramento delle condizioni economiche, perché la filiera produttiva è collocata in diversi Paesi come Stati Uniti, Cina, Corea, Taiwan, Giappone ma anche in Europa, quindi ha dato alimento al commercio internazionale. Esportazioni, importazioni e domanda mondiale sono cresciute. Le attese di redditività di queste grandi aziende che operano nella filiera dell’intelligenza artificiale ha fatto crescere in modo molto significativo i prezzi di borsa. Si è generato quello che si chiama ‘effetto ricchezza’: il risparmiatore avendo una crescita dei titoli nel portafoglio si sente più ricco, ha un reddito permanente atteso più elevato ed è portato a consumare di più. Al tempo stesso per le imprese c’è una riduzione del costo del capitale che sta generando un aumento della domanda mondiale e della domanda aggregata interna in vari Paesi. Oggi la crescita mondiale è stata superiore rispetto a quanto ci si attendeva mesi fa”, ha aggiunto.
“La differenza fra gli Stati Uniti e l’Europa sta nei settori avanzati e tecnologici, dove la produttività è cresciuta più che negli altri settori dell’economia. La rivoluzione della tecnologia ICT negli anni ’90 è stata adottata molto rapidamente negli Usa, in Europa in media molto più lentamente. Questo ha creato le condizioni per creare un divario persistente. L’Italia ha perso un appuntamento molto importante con lo shock tecnologico che ha aumentato la produttività. Ora abbiamo l’opportunità dell’intelligenza artificiale, dove siamo indietro nella produzione delle tecnologie, ma quel che conta per la produttività è l’utilizzo dell’Ia e lì la sfida è ancora aperta. Oggi chi non capisce e non conosce la tecnologia, non può occuparsi in modo consapevole nè di economia nè di finanza”, ha concluso.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Blue Economy, la finanza come leva di crescita
Pubblicato
14 ore fa-
22 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La Blue Economy è una filiera strategica per la crescita del Paese, ma trasformarne il potenziale in sviluppo richiede capitali, competenze e strumenti finanziari capaci di accompagnare le imprese nelle diverse fasi del loro percorso. Dal credito bancario alla finanza agevolata, dagli investimenti nelle startup al sostegno all’internazionalizzazione, individuare le opportunità più adatte ai propri progetti è essenziale per sostenere l’innovazione, rafforzare la competitività e programmare nuovi investimenti.
Di questi temi si è discusso durante il panel Blue Finance 2026, organizzato da Regione Lazio e Lazio Innova con la sponsorizzazione di UniCredit, nell’ambito di Fiumicino in Blu e Blue Planet Economy Expoforum, la manifestazione organizzata da Fiera Roma con il sostegno di Regione Lazio, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma, attraverso l’Azienda Speciale Sviluppo e Territorio, in programma fino al 24 ottobre. Moderato da Grazia Gulluni, Project Manager Blue Economy di Lazio Innova, l’incontro ha riunito istituzioni e operatori finanziari per offrire a PMI e startup una panoramica degli strumenti disponibili, mettendo in relazione le diverse possibilità di finanziamento con le esigenze di sviluppo della filiera.
Anna Lorito, Area Manager Corporate di UniCredit, ha illustrato l’offerta finanziaria a sostegno della Blue Economy, dal credito ordinario al leasing nautico, fino alle agevolazioni previste per le imprese ESG. Un insieme di strumenti pensati per accompagnare le aziende nei percorsi di crescita, innovazione e internazionalizzazione, in un ecosistema in cui portualità, logistica, turismo, nautica ed energia concorrono allo sviluppo del territorio.
In questo quadro, la sostenibilità assume anche una valenza economica: misurare il proprio posizionamento ESG può rafforzare la competitività delle imprese e favorire l’accesso a finanziamenti, garanzie pubbliche e opportunità lungo la filiera. Il confronto ha approfondito anche il ruolo degli incentivi pubblici, degli investimenti privati e degli strumenti più adatti alle diverse dimensioni aziendali, dalla nascita delle startup alla crescita delle imprese consolidate.
Sono intervenuti Pasquale Pignalosa, Senior Business Analyst di Invitalia; Lavinia Carrese, Acceleration Manager di a|cube – Avanzi, partner del programma FAROS; Francesco Saverio Seri, di Watson Farley & Williams; Leonardo Maria Caputo, della Regione Lazio; Viola Di Caccamo, Senior Relazioni Esterne di SIMEST; e Andrea Baldi, dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.
Al centro, le opportunità offerte dalla finanza agevolata, dai contributi a fondo perduto agli strumenti di garanzia, dai finanziamenti bancari ai minibond e alle soluzioni ibride tra debito e capitale, insieme ai percorsi di incubazione e accelerazione e agli investimenti in equity. Spazio anche alle misure per artigianato, digitalizzazione e giovani imprese, al sostegno all’internazionalizzazione e agli investimenti in infrastrutture e attività sportive, comprese le iniziative legate alla nautica. Un quadro articolato che comprende inoltre servizi di orientamento per individuare gli incentivi più coerenti con i progetti e strumenti a supporto delle imprese esportatrici e delle filiere rivolte ai mercati esteri.
La sessione conclusiva ha coinvolto direttamente le imprese e i consorzi nautici presenti, aprendo un confronto sui fabbisogni finanziari degli operatori e sulle possibilità di accesso agli strumenti presentati. Il dialogo ha permesso di avvicinare le opportunità disponibili alle necessità concrete del comparto, favorendo approfondimenti e occasioni di networking tra aziende e soggetti finanziatori. Per una filiera in cui innovazione, infrastrutture, sostenibilità e internazionalizzazione richiedono investimenti e capacità di programmazione, il confronto tra imprese, istituzioni e operatori finanziari rappresenta un passaggio importante per individuare soluzioni coerenti con le dimensioni aziendali e gli obiettivi di crescita, trasformando le opportunità di finanziamento in progetti di sviluppo.
– Foto Blueplanet Economy Expoforum –
(ITALPRESS).
Economia
Intesa Sanpaolo rafforza il sostegno alle startup, all’innovazione e alla transizione sostenibile del Paese
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16 ore fa-
22 Ottobre 2026di
Redazione
TORINO (ITALPRESS) – Il Gruppo Intesa Sanpaolo consolida il proprio impegno a favore dell’innovazione e della sostenibilità con l’evento conclusivo di Up2Stars e In Action Esg CLIMATE, due iniziative complementari che sostengono la crescita delle startup innovative e la diffusione di soluzioni capaci di contribuire alla transizione ecologica del Paese.
Realizzati entrambi in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, i due programmi hanno caratteristiche peculiari: Up2Stars, promosso dalla Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, sostiene la crescita delle giovani realtà ad alto contenuto tecnologico e ne favorisce il dialogo con imprese, investitori e operatori specializzati, mentre In Action Esg CLIMATE, promosso da Intesa Sanpaolo Assicurazioni guidata da Virginia Borla, valorizza i progetti che generano un impatto concreto e misurabile sul piano ambientale. Le sinergie sviluppate all’interno del Gruppo hanno portato a riunire nella stessa iniziativa Up2Stars e In Action Esg CLIMATE, ampliando ulteriormente le opportunità offerte alle startup e creando un percorso d’eccellenza in grado di generare valore economico, ambientale e sociale.
Il Grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino ha ospitato il mondo dell’innovazione rappresentato da un lato dalle 40 startup protagoniste del percorso di accelerazione messo a disposizione da Up2Stars, che offre una infrastruttura concreta per lo sviluppo delle nuove realtà attraverso un network di partner d’eccellenza come ELITE, Digit’Ed, Microsoft e Innovit oltre a Factory Plus in qualità di acceleratore; dall’altro dalla premiazione, con contributi da 100.000 euro ciascuno, delle tre startup vincitrici del programma In Action Esg CLIMATE, distintesi tra 231 per l’impatto innovativo delle loro soluzioni a supporto della transizione sostenibile: Rarearth di Monte San Vito (AN), per lo sviluppo di un processo di riciclo delle terre rare contenute nei magneti a fine vita, finalizzato alla produzione sostenibile di nuovi magneti ad alte prestazioni; Pipein, di Torino, per il progetto “Waterguard”, che riduce le perdite nelle condotte idriche sommerse o pressurizzate, grazie all’impiego di sistemi robotici e tecnologie di intelligenza predittiva; Voidless di Milano, che innova il settore della logistica producendo in tempo reale scatole su misura per ogni ordine, con una riduzione di costi, sprechi e impatto ambientale. Il bilancio della terza edizione di Up2Stars e della quarta edizione di In Action Esg CLIMATE.
Lanciata a giugno del 2025, la terza edizione di Up2Stars ha raccolto 500 candidature e selezionato 40 startup ad alto potenziale, dieci startup per ciascuno dei quattro ambiti individuati come prioritari per il sistema produttivo italiano: Nuovi materiali, Robotica, Aerospazio e Design Tech. Le neoimprese hanno seguito gratuitamente un percorso di accelerazione curato da Factory Plus, con mentorship e approfondimenti specialistici. Nei quattro Demo Day conclusivi, realizzati con il sostegno di Visa, le startup hanno presentato progetti e soluzioni innovative in settori che spaziano dall’economia circolare all’intelligenza artificiale, dalla salute all’edilizia, fino alla manifattura digitale, all’automazione industriale e alla space economy.
La distribuzione geografica delle 40 realtà selezionate conferma il ruolo trainante del Nord Italia, che ne ospita il 75%. La Lombardia è la regione maggiormente rappresentata, con 16 startup, di cui 13 a Milano, confermando il ruolo della città come polo nazionale per Deep Tech, Aerospace, Robotica e Design Tech. Tuttavia, la presenza di startup in Campania, Marche e Puglia riflette la crescente capacità di territori al di fuori dei tradizionali hub del Nord di generare realtà imprenditoriali ad alto potenziale.
In Action Esg CLIMATE, invece, dal 2022 ha raccolto complessivamente oltre 600 candidature, premiato 14 progetti e assegnato grant per più di 2 milioni di euro, confermandosi un punto di riferimento per la valorizzazione dell’innovazione sostenibile. Dalla crescita all’espansione globale: un supporto completo alle realtà innovative italiane Con 1.500 candidature e 120 startup accelerate in tre edizioni, Up2Stars si conferma una delle iniziative nazionali più rilevanti dedicate all’innovazione imprenditoriale e vede impegnata Intesa Sanpaolo a fianco delle startup dalla fase di accelerazione fino all’accesso al mercato dei capitali attraverso la Lounge ELITE Intesa Sanpaolo, dedicata alle realtà innovative che ad oggi ha visto l’ingresso di 62 startup di cui 12 provenienti da questa edizione. Il Gruppo promuove inoltre lo sviluppo di progetti innovativi attraverso un ampio sostegno finanziario. Negli ultimi dieci anni ha erogato circa 1 miliardo di euro a oltre 4.200 startup e imprese innovative aggiungendo una quota di mercato del 31% nel segmento delle startup e del 54% tra le PMI innovative.
Importante, infine, il supporto di Intesa Sanpaolo alle realtà che intendono affacciarsi ai mercati internazionali: nel 2024 12 startup selezionate tra le migliori partecipanti alle prime due edizioni di Up2Stars hanno preso parte ad una missione negli USA organizzata dalla Banca dei Territori in collaborazione con INNOVIT, l’Italian Innovation and Culture Hub nella Silicon Valley, cogliendo l’opportunità di confrontarsi con uno dei più avanzati ecosistemi mondiali dell’innovazione.
L’evento conclusivo dei due programmi ha offerto un’importante occasione di confronto sui temi dell’innovazione e della crescita sostenibile, con gli interventi istituzionali di Agostino Deiana, Direttore Commerciale Imprese della Direzione Regionale Piemonte Nord Valle d’Aosta e Sardegna della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, e Serena Fumagalli, economista del Research Department di Intesa Sanpaolo, oltre alle testimonianze di quattro startup accelerate in questa edizione: Volta Structural Energy di Milano e CDC Studio di Castelfranco Di Sotto (PI) per “Nuovi Materiali”, O Damp di Bologna per “Design Tech”, e DaidAlos di Quattro Castella (RE) per “Aerospace”.
Al centro del dibattito, la tavola rotonda “L’innovazione a servizio della crescita e delle transizioni sostenibili”, che ha visto la partecipazione di Viviana Bacigalupo, Direttrice Generale di Intesa Sanpaolo Innovation Center, Matteo Bertocchi, CEO e Founder di Novac, Antonio Granito, Executive Director Area Finanza e Sostenibilità di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, e Stefano Peroncini, Chief Executive Officer di Eureka! Venture SGR.
Nel corso della cerimonia, Lauretta Filangieri, Responsabile Sostenibilità di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, ha assegnato i tre contributi, mentre Virginia Borla, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Intesa Sanpaolo Assicurazioni e Responsabile della Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo, chiudendo i lavori, ha sottolineato il valore strategico dell’ecosistema dell’innovazione e il ruolo delle assicurazioni nel supportare lo sviluppo sostenibile e la competitività del tessuto economico.
-Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
(ITALPRESS).


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