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Cronaca

Nuova 500 guida la transizione energetica in Italia

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TORINO (ITALPRESS) – Nonostante l’assenza di incentivi statali all’acquisto, l’impegno di Fiat si è concentrato sulla transizione energetica con Nuova 500 che con oltre 1.500 immatricolazioni, è stata l’auto elettrica più venduta in Italia nel 2022. Sono, infatti, Panda e 500 i modelli leader in termini di volumi, occupando il podio nella classifica delle vetture più vendute in Italia con oltre 36.000 immatricolazioni complessive che si riflettono in una quota del 74% nel segmento A. I due modelli complessivamente sono anche al primo posto tra le vetture ibride.
L’avanzata della propulsione elettrica riguarda anche altri modelli, come il nuovo E-Ulysse che torna in scena da questo mese e diventa la seconda vettura totalmente elettrica in gamma dopo Nuova 500. Il tema dell’elettrificazione per FIAT si esprime anche attraverso la tecnologia ibrida 48 Volt, ora presente su 500X Hybrid e Tipo Hybrid, con cui la gamma FIAT diventa totalmente elettrificata, coerentemente con la visione racchiusa nello slogan “It’s only green when it’s green for all”. Un obiettivo raggiunto, che rilancia verso il prossimo traguardo per FIAT: lanciare già dal prossimo anno un veicolo nuovo ogni anno, ciascuno con una motorizzazione elettrica, per presentare una gamma completamente elettrica dal 2027.
Nel mercato dei veicoli commerciali, Fiat Professional si conferma quale leader con oltre il 30% di quota di mercato confermando le buone performance dei mesi precedenti.
“Sono molto soddisfatto dei risultati commerciali nei primi tre mesi dell’anno che confermano la leadership di Fiat nel mercato italiano dimostrando ancora una volta che la squadra e la rete dei concessionari Fiat è in grado di garantire performance elevate nonostante un contesto di mercato particolarmente difficile. Sono particolarmente orgoglioso del risultato di Nuova 500 e fiducioso che gli incentivi statali all’acquisto rinnovino l’interesse dei clienti italiani verso la mobilità elettrificata sulla quale abbiamo l’ambizione di guidare la transizione energetica in Italia” commenta Eligio Catarinella, Country Manager Fiat & Abarth.
L’evoluzione in atto nel settore mostra un interessante tendenza: l’universo produttivo si sta spostando dalla globalizzazione alla valorizzazione delle competenze del territorio. Anche il mondo dell’auto si muove in questa direzione, sottolineando la storica visione con cui da Torino è iniziata la mobilità privata degli italiani. Il distretto piemontese ha contribuito in maniera evidente a sviluppare specifiche professionalità, che ruotano intorno a quelle quattro ruote che oggi sono in fase evolutiva, in nome di un processo rigenerativo improntato alla transizione energetica. Il piano strategico di Stellantis ‘Dare Forward 2030’ assegna un ruolo chiave al contesto piemontese, con investimenti mirati a creare il “Turin Manufacturing District” per l’implementazione di un processo produttivo efficiente dove sono integrate differenti piattaforme, modelli e sistemi di propulsione. Riqualificare e migliorare le competenze professionali dei dipendenti Stellantis è inoltre un obiettivo che si affianca alla proficua collaborazione con il Politecnico di Torino, che ha già portato alla creazione di un campus di design e mobilità sostenibile all’interno dell’area di Mirafiori.
La crescita continua a puntare su autentiche “cattedrali” dell’industria automotive, come lo stabilimento di Mirafiori, sviluppato su oltre 737.000 metri quadrati di superficie di cui 451 mila coperti.
L’innovazione si manifesta anche sulle linee di produzione e coinvolge i suoi operatori, assistiti da sofisticati sistemi dedicati a qualità e sicurezza. La leggendaria pista di Lingotto fa parte dell’immaginario collettivo, e porta il proprio glorioso passato ad un nuovo livello di contemporaneità ospitando la Pista 500. Casa 500, invece, mostra invece come partendo dalla storia si possa costruire un futuro sotto il segno dell’economia circolare, senza rinunciare al superbo design italiano.
(ITALPRESS).

Cronaca

Cina, 12.9 milioni di studenti parteciperanno al “gaokao” dal 7 giugno

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un totale di 12,9 milioni di studenti cinesi parteciperà quest’anno all’esame nazionale di ammissione all’università, noto anche come gaokao, a partire dal 7 giugno, ha annunciato il ministero dell’Istruzione.

La cifra segna un lieve calo rispetto ai 13,35 milioni di partecipanti dello scorso anno.

Il ministero ha dichiarato che le autorità locali riceveranno istruzioni per garantire un ambiente online sicuro per lo svolgimento dell’esame e un contesto sicuro e ordinato nei pressi delle sedi d’esame.

Saranno avviate campagne speciali per contrastare la vendita di dispositivi per copiare, la sostituzione di persona durante gli esami e le pratiche irregolari da parte degli istituti di preparazione e formazione agli esami, ha affermato il ministero.

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Il ministero guiderà inoltre le autorità locali nella prevenzione e nel contrasto degli imbrogli high-tech e promuoverà attivamente l’uso di sistemi intelligenti di monitoraggio e ispezione.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

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Cina, 12.9 milioni di studenti parteciperanno al “gaokao” dal 7 giugno

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un totale di 12,9 milioni di studenti cinesi parteciperà quest’anno all’esame nazionale di ammissione all’università, noto anche come gaokao, a partire dal 7 giugno, ha annunciato il ministero dell’Istruzione.

La cifra segna un lieve calo rispetto ai 13,35 milioni di partecipanti dello scorso anno.

Il ministero ha dichiarato che le autorità locali riceveranno istruzioni per garantire un ambiente online sicuro per lo svolgimento dell’esame e un contesto sicuro e ordinato nei pressi delle sedi d’esame.

Saranno avviate campagne speciali per contrastare la vendita di dispositivi per copiare, la sostituzione di persona durante gli esami e le pratiche irregolari da parte degli istituti di preparazione e formazione agli esami, ha affermato il ministero.

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Il ministero guiderà inoltre le autorità locali nella prevenzione e nel contrasto degli imbrogli high-tech e promuoverà attivamente l’uso di sistemi intelligenti di monitoraggio e ispezione.

– Foto Xinhua –

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Cina, al via la conferenza mondiale dei sinologi a Dunhuang

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LANZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Terza conferenza mondiale dei sinologi si è aperta oggi a Dunhuang, importante snodo dell’antica Via della seta nella provincia nord-occidentale cinese del Gansu. L’evento ha visto studiosi e personalità globali del mondo della cultura riflettere sul modo in cui la civiltà cinese possa contribuire ad affrontare le sfide globali condivise in un contesto di crescente incertezza.

Sul tema “Unire la saggezza delle civiltà per affrontare insieme le sfide del nostro tempo”, l’evento ha attirato oltre 300 delegati provenienti da circa 70 Paesi.

La sinologia ha avuto origine in Cina, appartiene al mondo ed è un tesoro intellettuale condiviso da tutta l’umanità, ha affermato Mulatu Teshome Wirtu, sinologo ed ex presidente dell’Etiopia, alla cerimonia di apertura.

“L’evento contribuisce alla costruzione di nuovi e duraturi ponti verso un mondo fondato su fiducia reciproca, dignità umana condivisa, empatia e pace sostenibile”, ha affermato Tiziana Lippiello, rettrice dell’Università Cà Foscari di Venezia.

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Lippiello ha aggiunto che storia, cultura e immaginazione si incontrano attraverso i secoli a Dunhuang, che offre un contesto particolarmente significativo per il dialogo dei giorni nostri.

Durante la conferenza sono previsti quattro sotto-forum su argomenti quali l’importanza globale della modernizzazione cinese, i valori orientati alla pace insiti nella civiltà cinese, l’evoluzione storica della sinologia e degli scambi interculturali, nonchè la rilevanza contemporanea del pensiero filosofico tradizionale cinese.

La scelta di Dunhuang come città ospitante riveste un particolare significato simbolico. Oltre 2.000 anni fa, la città costituiva un crocevia vitale lungo l’antica Via della seta, testimone del trasporto di seta e tè cinesi verso l’Occidente e dell’arrivo in Cina di prodotti un tempo sconosciuti, come uva, carote e melograni.

Oggi Dunhuang rimane un importante punto di riferimento culturale, sede di tre siti patrimonio mondiale dell’UNESCO e di oltre 260 siti di reperti culturali registrati.

– Foto Xinhua –

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(ITALPRESS).

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