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Economia

Webuild supera un terzo del capitale di Trevi, l’Opa diventa obbligatoria

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MILANO (ITALPRESS) – Webuild ha acquistato un ulteriore 4,68% di Trevi e sale al 34,58% del capitale, superando un terzo del titolo e consolidando il ruolo di primo azionista. Oltre la soglia del 30%, l’offerta pubblica di acquisto in corso, rivolta alle azioni non ancora detenute dal gruppo, diventa obbligatoria per legge e non è più soggetta ad alcuna condizione di efficacia, compresa la soglia minima di adesione. Il corrispettivo resta fissato a 5,165 euro per azione, interamente in contanti.

Webuild ha acquistato oggi, tramite il proprio advisor finanziario Intermonte SIM, 3.068.084 azioni a 5,165 euro ciascuna. La partecipazione sale così a 22.675.764 azioni, pari a circa il 34,58% del capitale e dei diritti di voto.

Il superamento del 30% fa scattare l’obbligo previsto dall’articolo 106 del Testo unico della finanza, che impone un’offerta sulla totalità delle azioni a un prezzo almeno pari al più alto pagato dall’offerente nei sei mesi precedenti. Poichè l’offerta già in corso è rivolta a tutte le azioni non possedute da Webuild e il corrispettivo coincide con il prezzo richiesto dalla norma, non è necessario avviare una nuova procedura: l’Opa in corso assume carattere obbligatorio.

Con il venir meno delle condizioni di efficacia, per gli azionisti di Trevi ci sono certezza di prezzo, pagamento e tempi: l’adesione non è più subordinata al raggiungimento di una soglia minima. L’offerta riguarda al massimo 42.902.452 azioni, pari al 65,42% del capitale, per un esborso massimo di 221,6 milioni di euro. La copertura finanziaria è assicurata dal finanziamento già in essere e dalla garanzia di esatto adempimento rilasciata dalle banche finanziatrici. Le schede di adesione già sottoscritte restano valide; chi non ha ancora aderito può utilizzare una nuova scheda.

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Il prezzo di 5,165 euro, che rientra nell’intervallo di valori individuato dal consiglio di amministrazione di Trevi, incorpora un premio del 49,0% rispetto alla media ponderata del 26 giugno 2026, pari a 3,467 euro; del 23,0% rispetto alla media ponderata di 4,200 euro del 29 luglio, giorno dell’annuncio dell’operazione; e del 16,4% rispetto alla media ponderata dei dodici mesi precedenti il 26 giugno, pari a 4,439 euro.

Il periodo di adesione si chiuderà alle 17:30 del 20 novembre. Il pagamento è previsto per il 27 novembre.

– Foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).

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Economia

Federico Bricolo confermato nel board di UFI per il triennio 2026–2029

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VERONA (ITALPRESS) – Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, è stato rieletto nel consiglio di amministrazione di UFI, The Global Association of the Exhibition Industry. Il nuovo mandato triennale prenderà il via dopo l’assemblea generale del 2 novembre, in occasione del 93° congresso mondiale dell’associazione, in Bahrain.

La conferma rinnova l’incarico assunto da Bricolo nel 2023 e consolida la presenza di Veronafiere negli organismi di rappresentanza del sistema fieristico internazionale. Fondata nel 1925, UFI riunisce oggi 900 realtà in 90 nazioni, tra organizzatori di manifestazioni, gestori di quartieri fieristici, associazioni di categoria e partner del settore, che rappresentano direttamente oltre 50 mila addetti.

Il consiglio di amministrazione di UFI, composto da un massimo di 61 membri ed eletto ogni tre anni, dà attuazione alle decisioni dell’assemblea generale, definisce le politiche dell’associazione ed elabora proposte sui temi che riguardano le fiere internazionali, da sottoporre al voto degli associati.

 “Ringrazio l’assemblea generale di UFI e la sua presidente, Panittha Buri, per avermi rinnovato la fiducia. Questa conferma ci permette di proseguire il lavoro avviato nel 2023, portando nel confronto internazionale l’esperienza di Veronafiere come organizzatore diretto di manifestazioni e strumento di sviluppo per le imprese dal 1898 – dichiara Federico Bricolo, presidente di Veronafiere -. In uno scenario in cui cambiano mercati e relazioni commerciali, le fiere hanno un compito preciso: favorire l’incontro tra domanda e offerta e accompagnare le aziende, soprattutto le piccole e medie, nell’accesso a nuove opportunità di business. La presenza nel board di UFI consente di condividere competenze e contribuire a scelte comuni per rafforzare questa funzione. Un impegno coerente con il percorso di internazionalizzazione dei nostri marchi e con l’attività di buyer attraction all’estero verso le manifestazioni di Verona”. 

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-Foto ufficio stampa Veronafiere-
(ITALPRESS).

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Economia

Resca “L’aumento dell’inflazione comprime le capacità di spesa delle famiglie”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’aumento dell’inflazione al 5,4% rischia di riaprire una fase che speravamo di esserci lasciati alle spalle ed è una cattiva notizia per le famiglie e per il commercio. Se energia e alimentari tornano a correre, il primo effetto è una compressione della capacità di spesa delle famiglie. Quando cresce il peso delle bollette e del carrello della spesa, si riducono le risorse destinate ai consumi discrezionali, con ripercussioni dirette sul commercio, sulla ristorazione e sui servizi. Le famiglie stanno tornando a fare i conti con una tassa occulta: l’inflazione. Se cresce il costo della vita, si svuotano i carrelli e si rinviano gli acquisti. Il commercio è il primo a registrare questo cambio di comportamento e temiamo che il periodo natalizio possa essere penalizzato da una crescente prudenza delle famiglie”. Così Mario Resca, presidente di Confimprese, commentando i dati Istat. 

-Foto IPA Agency-
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Economia

Panetta “Economia italiana e Ue mostrano tenuta superiore alle attese”. Patuelli “Da dichiarazioni su manovra un mosaico preoccupante”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il risparmio è un patto con il futuro: si consuma meno oggi per costruire il benessere di domani. Questo patto regge se il risparmio trova impieghi capaci di generare crescita e se il suo valore è preservato”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo alla 102esima Giornata Mondiale del Risparmio. “Le tensioni geopolitiche, lo shock energetico e la diffusione dell’intelligenza artificiale mettono alla prova entrambe le condizioni: l’inflazione erode il valore del capitale accumulato, il rialzo dei tassi ne modifica la remunerazione, l’innovazione ridefinisce le opportunità e i rischi del suo impiego”, ha aggiunto.

“L’economia europea sta mostrando, come quella italiana, una tenuta superiore alle attese. Le prospettive sono però offuscate dallo shock energetico, oltre che dai rischi geopolitici e dalle tensioni finanziarie; gli effetti dell’inflazione e dei maggiori costi di finanziamento potrebbero acuirsi nei prossimi mesi”. “Restano ferme due esigenze fondamentali: garantire la stabilità dei prezzi e mantenere una politica di bilancio prudente”, ha aggiunto. “Sono forme indispensabili di tutela del risparmio. Ma non bastano. La protezione del risparmio richiede un’economia capace di crescere e di generare reddito”, ha spiegato.

Il governatore della Banca d’Italia ha sottolineato che “l’Europa e l’Italia dispongono di una ricchezza ingente, ma non riescono a metterla pienamente a frutto per finanziare l’innovazione e accrescere la produttività. Senza crescita diventa difficile sostenere la previdenza, la sanità e l’assistenza in società che invecchiano; senza crescita si restringono le possibilità dei giovani di trovare un lavoro adeguato, rendersi autonomi, formare una famiglia”.

“In Italia occorre impiegare meglio la ricchezza finanziaria. A ciò si aggiunge un altro problema: il flusso di risparmio delle famiglie si è ridotto nel tempo, e chi più avrebbe bisogno di accumulare – i giovani – ha meno possibilità di farlo. È un tema cruciale per il benessere futuro di una società che invecchia, in cui la previdenza complementare dovrà sempre più integrare la pensione pubblica”. “Il calo del risparmio registrato dal 2000 è dovuto al ristagno dei redditi e alla minore propensione ad accumulare. La minore propensione al risparmio ha motivazioni finanziarie e demografiche”, ha concluso.

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MANOVRA, PATUELLI “DA DICHIARAZIONI UN MOSAICO PREOCCUPANTE”

“Daremo una valutazione compiuta ed esauriente quando sarà depositata e stampata in Parlamento la legge di bilancio”. Lo ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. “Dalle varie dichiarazioni fatte in questi giorni, è venuto fuori un mosaico preoccupante, perché verrebbe aumentata ulteriormente la pressione fiscale attraverso l’Ires e ci sarebbe un ancor più gravoso aggravio per l’Irap. Tutto questo ricade sugli azionisti, le banche sono tutte private. Il prelievo alle fondazioni – ha aggiunto – crea problemi in termini di metodo, perchè l’anno scorso era stato raggiunto un accordo. In termini di sacrifici, per tre anni, passato un anno, quell’accordo stabilito non viene abolito ma viene aggravato da queste misure”. Il presidente dell’Abi si augura che “prima che lo stampato veda la luce ci sia una riflessione, anche perchè la stagione delle crisi bancarie non è stata dimenticata”.

GIORGETTI “MANOVRA PRUDENTE, PIÙ DI QUANTO MOLTI AVREBBERO VOLUTO”

“Per l’Italia la stabilità dei conti viene prima di qualsiasi politica economica. Prima la stabilità poi la crescita, la stabilità si costruisce prima che serva”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. “La legge di Bilancio appena presentata è prudente, più prudente di quanto molti avrebbero voluto“, ha aggiunto.

– foto IPA Agency –

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