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Sinner-Cahill, ora è ufficiale l’addio. Da dicembre arriva Magnus Norman nel team

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ROMA (ITALPRESS) – Anche le storie più belle alle volte finiscono. Quella fra Jannik Sinner e Darren Cahill sarebbe dovuta concludersi in realtà già lo scorso anno ma il coach australiano si era fatto convincere a prolungare ancora una collaborazione che fin lì aveva funzionato alla grande. Ma per quanto si possa cercare di rinviare un addio, alla fine quel momento arriva e il tratto di strada percorso insieme a Cahill – che nella sua carriera al di là della rete aveva già forgiato gente come Hewitt e Agassi – è giunto a destinazione.

Non è stata forse la fine che entrambi avrebbero voluto, visto che la stagione di Sinner è terminata anzitempo a metà luglio, col trionfo di Wimbledon e l’infiammazione al ginocchio che lo ha costretto ai box per il resto dell’anno, ma “questo non cambia ciò che abbiamo fatto, nè ciò che quest’anno ha significato per me – il congedo del 25enne altoatesino, che ci ha tenuto a salutare Cahill anche in un video sui social – Gran parte di ciò che sono, come giocatore e come persona, lo devo a te. Cinque stagioni, e non dimenticherò un solo giorno di esse”.

Sinner non può fare a meno di riconoscere che “Darren è stato una parte incredibilmente importante del mio percorso. Insieme a Simone e a tutto il team abbiamo raggiunto traguardi che sognavo fin da quando ero bambino”. “Aver conquistato cinque titoli del Grande Slam ed essere arrivati insieme al numero uno del mondo sono risultati che custodirò sempre con grande affetto, ma ciò che conta altrettanto per me è il rapporto che abbiamo costruito lungo il cammino”, ricordato ancora l’attuale numero 2 del mondo, che ringrazia il coach australiano “per aver creduto in me, per la sua sincerità e per la sua dedizione. Mi ha aiutato a crescere sia come giocatore sia come persona e i suoi consigli mi accompagneranno per tutta la carriera”.

Quando Cahill è arrivato nel suo staff, affiancando Vagnozzi, nel giugno 2022, “ero solo un ragazzo di vent’anni con un sacco di domande. Non mi hai mai dato tutte le risposte: mi hai aiutato a trovarle da solo. Sei arrivato come uno dei miei allenatori. Molto rapidamente, sei diventato molto più di questo. Una persona di cui fidarmi, qualcuno su cui poter contare. Un amico, un mentore”.

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E se sul campo questa collaborazione si è trasformata – oltre ai già citati Slam e la prima posizione del ranking – in due Atp Finals e il Career Golden Masters, vincendo tutti e nove i Masters 1000, “i trofei non sono ciò che ricorderò di più. E’ tutto ciò che c’è attorno. Le lunghe ore sui campi di allenamento, i voli, le cene, le risate. Persino i giorni in cui tutto sembrava pesante: tu c’eri per ognuno di quei momenti. Ho sempre saputo di essere in buone mani. E non solo io: con te eravamo più di una squadra”.

“Mi hai insegnato tanto – il tributo a Cahill – che il tennis è importante, ma non è tutto, che essere un buon giocatore inizia dall’essere una brava persona, e che le cose complicate possono essere semplici”. Sentito anche il saluto del 61enne australiano, per il quale “lavorare con Jannik è stato un onore e un privilegio speciale. E’ un ragazzo straordinario e un campione umile e dedito al lavoro, di cui tutti siamo incredibilmente orgogliosi. Fiducia, sincerità e convinzione funzionano soltanto quando sono reciproche, e questa è stata la forza di Jannik come atleta. E’ anche il motivo per cui allenare un giocatore come lui rappresenta un’esperienza così memorabile”.

E adesso? Come anticipato dal “Times” qualche settimana fa, il posto di Cahill sarà preso da Magnus Norman, ex numero due del mondo e in passato allenatore di Robin Soderling e soprattutto Stan Wawrinka, che sotto la sua guida ha vinto tre Slam: entrerà a far parte dello staff tecnico di Sinner all’inizio del prossimo mese, affiancando Vagnozzi. La prima data cerchiata in rosso nel calendario è a fine dicembre, il “Six Kings Slam” che dovrebbe segnare l’atteso ritorno in campo del 25enne altoatesino.

– Foto Ipa Agency –
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Golden State doma Miami, ok Phoenix: il recap della notte Nba

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ROMA (ITALPRESS) – Prosegue la serie positiva dei Golden State Warriors (6-3), che domano Miami (3-6) sul proprio parquet e centrano la sesta vittoria consecutiva. Al Chase Center finisce 120-100 per Stephen Curry e compagni, che dopo i tre ko in fila di inizio stagione non hanno più perso una partita. Il numero 30 mette a referto 29 punti e 4 assist in 28 minuti sul parquet. Buon contributo anche del rookie Yaxel Lendeborg, alla sirena con 17 punti, 8 rimbalzi, 6 assist e 3 rubate. Sponda Heat, Giannis Antetokounmpo va in doppia doppia, 20 punti+14 rimbalzi, ma non basta per evitare a Miami la seconda sconfitta nelle ultime tre uscite. Nessun minuto in campo per Simone Fontecchio.

Phoenix (2-5) ferma l’emorragia e batte Orlando (2-6) in casa 117-104. Dopo quattro sconfitte consecutive i Suns si rialzano, trascinati da un Devin Booker da 30 punti e 8 assist. Bene anche Miles Bridges, 18 punti e 13 rimbalzi, e Dillon Brooks, 24 punti. Per i Magic doppie doppie per Franz Wagner (15 punti+15 rimbalzi) e Wendell Carter Jr (27 punti+13 rimbalzi), ma arriva il terzo ko consecutivo, il quarto nelle ultime cinque partite giocate.

– Foto Ipa Agency –

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Koopmeiners e Kolo Muani, la Juventus vince 2-1 in casa dell’Az Alkmaar

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ALKMAAR (OLANDA) (ITALPRESS) – Il buon momento della Juventus, reduce dal successo sul Napoli, prosegue anche in Europa League. I bianconeri non crollano di fronte alla dura trasferta olandese e, anzi, regolano l’AZ Alkmaar, pur con qualche difficoltà nel finale: è 2-1 per Kolo Muani e compagni, gol e assist per l’ex Psg. Spalletti conferma la “Juve d’Europa”, con le due punte e il duo Woltemade-Kolo: alle loro spalle, con McKennie ko, ecco Alajbegovic. L’attaccante francese è il primo a rendersi pericoloso, al pari di Sarr, con la Juventus che approccia benissimo la gara e la sblocca al 19′. Ci pensa proprio Kolo Muani a servire l’assist per Teun Koopmeiners, che colpisce la squadra che l’ha lanciato e ha in campo suo fratello Peer: piattone letale e 1-0 Juve. Alajbegovic sfiora il bis e l’AZ traballa pericolosamente, complice anche l’ingresso di Hoedt (ex Lazio) per l’infortunato Schouten, poi i biancorossi reagiscono con Kwakman. La Vecchia Signora perde per qualche minuto il pallino del gioco, ma si riprende completamente al 37′: scambio tra Woltemade e Kolo Muani, l’ex Psg colpisce di controbalzo e sigla il 2-0.
La Juventus va dunque al riposo con un doppio vantaggio e, complici le tante assenze, ha poche alternative dalla panchina. I bianconeri perdono così ritmo e concentrazione, pur sfiorando il tris con Alajbegovic e Gatti (migliore nella ripresa). La difesa juventina viene messa a dura prova dall’Az, che pressa nel finale con gli ispirati Smit e Oufkir. La Juventus inserisce Ekhator per sfruttare gli spazi, ma non riesce più a uscire dalla sua metà campo e viene punita all’87’. Oufkir ruba palla a Cabal e pesca Meerdink, che accorcia le distanze e restituisce le speranze ai padroni di casa col 2-1. L’esterno offensivo marocchino è una furia e spaventa tutto il binario mancino della Juventus, che rischia di farsi del male nel recupero: Vicario fa un miracolo su Meerdink e De Wit sigla il pari al 91′, ma è tutto fermo per un offside. La Signora tira così un sospiro di sollievo, ottenendo tre punti pesantissimi. La Juventus sale a quota 10 ed è quarta nella League Phase, da prima inseguitrice del trio di testa (Benfica, Ferencvaros, Bournemouth): bianconeri a pari merito con Olympiacos e Union SG, AZ fermo a quota 6.
– Foto Ipa Agency –
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Il Milan cade ancora in Europa League, a San Siro vince 2-0 il Ferencvaros

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MILANO (ITALPRESS) – Un Milan irriconoscibile perde con merito in casa per 2-0 contro il Ferencvaros e complica ulteriormente il proprio cammino in Europa League. È una doppietta di Joseph a stendere una delle peggiori versioni stagionali della squadra rossonera.

Il pallino del gioco è completamente nelle mani degli ungheresi fin dai primi minuti. La prima vera occasione arriva al 27′, quando Torriani blocca a terra una conclusione ravvicinata di Joseph. I lombardi si vedono per la prima volta al 39′. Terracciano crossa dalla destra, Ramos effettua una sponda aerea per Cisse che però si coordina male e calcia alto con il sinistro. Sul capovolgimento di fronte, Joseph salta secco Diawara e ci prova con un destro da posizione molto defilata, ma Torriani è attento e respinge in corner con i piedi. Il duello tra i due si ripete tre minuti dopo, con Torriani che salva i suoi grazie a una parata bassa che neutralizza il diagonale dell’attaccante avversario. Si va al riposo sullo 0-0. Amorim, visibilmente insoddisfatto della prestazione dei suoi, mette subito in campo Pulisic, Moreira e Gila in campo.

Poco cambia però, perché al 7′ sono gli ospiti a passare in vantaggio. De Winter offre a Torriani un retropassaggio difficile da gestire, ma il portiere si addormenta e si fa anticipare da Zachariassen. La palla finisce sul piede di Joseph, che mette dentro a porta vuota. I sette volte campioni d’Europa costruiscono la migliore occasione del match al 55′, quando Ramos imbuca in area per Hutchinson che con il sinistro conclude a lato di un soffio. I padroni di casa sbandano malamente in difesa e al 21′ subiscono il 2-0. Zachariassen vola con estrema facilità a campo aperto, avanza indisturbato e quando si trova davanti Torriani sceglie di servire Joseph, che insacca a porta vuota. Al 27′ è Torriani a evitare il terzo gol quando compie una grande parata su un potente destro di Zachariassen. Una possibile svolta arriva al 32′, quando il neo entrato Yusuf viene espulso per una gomitata rifilata a Gila, punita dopo la revisione al Var. Al 35′ è ancora Hutchinson a provarci con il sinistro, ma Dibusz respinge con i piedi. Nonostante la superiorità numerica, i rossoneri non riescono a portare ulteriori pericoli alla porta avversaria e il risultato non cambierà più, con gli ungheresi che sfiorano addirittura il tris in pieno recupero con Madarász. Il Milan subisce così la terza sconfitta stagionale in Europa League, con la classifica che lo vede a quota 3 e virtualmente fuori dalle prime 24.

IL TABELLINO DELLA PARTITA

MILAN (4-4-1-1): Torriani 5; Terracciano 5, De Winter 5, Diawara 5 (1′ st Gila 5.5), Bartesaghi 5 (22′ st Camarda 6); Hutchinson 5.5, Jashari 5 (18′ st Modric 6), Musah 5 (1′ st Pulisic 5.5), Cisse 5 (1′ st Moreira 5.5); Rabiot 5; Ramos 5.5. In panchina: Bouyer, Pittarella, Estupiñan, Vladimirov, Comotto. Allenatore: Amorim 5

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FERENCVÁROS (4-3-3): Dibusz 6.5; Cadu 7, Raemaekers 6.5, Gomez 7, Osvath 6; Corbu 6.5 (47′ st Arzani sv), Á. Nagy 7, Bero 7 (22′ st Madarász 6); Birmancevic 6.5 (41′ st Levi sv), Joseph 7.5 (22′ st Yusuf 4), Zachariassen 7 (41′ st Maïga sv). In panchina: Á. Varga, Bagi, Keïta, O. Nagy, Rommens, Z. Varga, Zohoré. Allenatore: Borbély 7

ARBITRO: Schnyder (Svizzera) 6
RETI: 7′ st Joseph, 21′ st Joseph.
NOTE: cielo coperto, campo in discrete condizioni. Al 32′ st espulso Yusuf per gioco violento. Ammoniti: Cisse, De Winter, Á. Nagi. Angoli 2-4. Recupero 0′ pt, 4′ st.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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