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LA SCOMPARSA DI DON ALFREDO FERRARI, MISSIONARIO IN AFRICA

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Chi lo ha conosciuto e seguito non può che conservare in cuore un grande ricordo. Don Alfredo Ferrari non era un semplice sacerdote missionario, guida spirituale della onlus S.O.S. Ospedale Bukavu. Era molto di più: il papà di tanti bambini venuti al mondo in una terra sopraffatta dalle violenze, carestie, malattie… Partito da Oliva Gessi ha fatto della missione la sua vita. E oggi sono in tanti a piangerlo, appena appresa la notizia della sua scomparsa, in attesa dei funerali in programma Mercoledì 1 Giugno alle 15 presso la Chiesa di Rivanazzano Terme, dove negli ultimi anni aveva seguito il nipote Don Stefano Ferrari, dopo aver prestato servizio a lungo presso Fortunago. Era nato il 27 Novembre del 1929 ad Oliva Gessi ed era stato ordinato sacerdote il 4 Luglio del 1954. E’ stato missionario per 32 anni in Burundi e poi a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo. Un grande dono, fatto di amore e generosità verso il prossimo, per la Chiesa, per i poveri, per la Diocesi di Tortona e per tutti coloro che ha aiutato in vita. Un dono che merita di non essere disperso proprio ora con la sua scomparsa.

La Presidente di S.O.S. Ospedale Bukavu Elena Simoni ricorda così Don Alfredo: “E’ stato per tutta la nostra associazione, fin dalla sua fase iniziale, una guida, è stato lui a spingerci a fondare questa onlus, ci ha sensibilizzato verso le situazioni drammatiche che lui toccava ogni giorno con mano. E anche in anni più recenti, quando lui ha terminato la sua missione in Africa, il suo carisma e la sua missione di spirito sono rimasti immutati. Con il suo esempio e la sua semplicità e la sua fede sincera e profonda, ha saputo dimostrare cosa significhi mettere la propria vita a disposizione degli altri, in qualche modo ha spronato tutti noi a perseguire tenacemente l’idea e il desiderio di farci missionari, ovviamente in maniera diversa, ma pur sempre capendo che un piccolo granello di senape può in qualche modo germogliare e dare il suo frutto. Siamo vicini alla famiglia e al nipote che lo ha accudito fino all’ultimo e nel suo ricordo cercheremo di portare avanti quelli che sono stati i suoi insegnamenti, soprattutto di vita vissuta”.

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Almanacco – 21 Febbraio 2026

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Ogni mattina aprite la vostra giornata con l’Almanacco del giorno. Tra sole e luna ricordiamo i santi, i proverbi dei nostri nonni, i principali avvenimenti facendo un salto all’indietro nel tempo, i compleanni famosi, diamo qualche consiglio utile per la vita quotidiana. L’Almanacco vi aspetta ogni mattina alle 8 su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24, la tv per tutti.

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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 21 febbraio 2026

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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 21 febbraio 2026
Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.

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Centro commerciale di Borgarello, dopo 30 anni finisce la battaglia

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La Voce Pavese – Centro commerciale di Borgarello, dopo 30 anni finisce la battaglia

La battaglia dei quasi trent’anni è finita. Si chiude una delle vicende più controverse della storia recente della provincia: quella del centro commerciale di Borgarello. La società proponente ha rinunciato all’ultimo ricorso ancora pendente davanti al Consiglio di Stato, ritirando l’impugnazione contro la sentenza del Tar che aveva dato ragione al Comune.

L’ultimo passaggio risale al dicembre 2023, quando il Tribunale amministrativo regionale aveva riconosciuto la piena legittimità del Piano di governo del territorio approvato nel 2016 dall’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Lamberti. Un Pgt che aveva trasformato 217mila metri quadrati da destinazione commerciale ad agricola, cancellando di fatto la possibilità di realizzare il mega market.

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Un progetto nato oltre quindici anni prima per iniziativa della società bergamasca Progetto Commerciale, oggi Gsm, che aveva anche chiesto un risarcimento danni da oltre 30 milioni di euro dopo il cambio di destinazione urbanistica. Ma i giudici, dopo una lunga serie di ricorsi sempre respinti, hanno confermato la legittimità delle scelte del Comune.

La svolta politica arrivò proprio con l’elezione di Lamberti, in netta discontinuità rispetto alle amministrazioni precedenti, a partire da quella guidata da Donato Rovelli che aveva sostenuto l’insediamento. Il tema del centro commerciale ha segnato per anni le campagne elettorali del paese. Lamberti pagò anche un prezzo politico, con la fine anticipata del mandato nel 2010, salvo poi essere rieletto e portare avanti la linea del consumo di suolo zero.

Restituiti all’agricoltura 38 ettari di terreno e ridotto quasi del 96% il consumo di suolo previsto dal piano precedente, l’amministrazione ha portato a termine la propria missione: niente centro commerciale a Borgarello.

Ora, con il ritiro definitivo del ricorso al Consiglio di Stato, cala il sipario su un contenzioso durato oltre un quarto di secolo. Una decisione che la società non ha voluto, per il momento, né spiegare né commentare. Una vicenda che ha diviso, mobilitato e segnato un’intera comunità, che oggi consegna alla storia la fine di una lunga battaglia urbanistica e politica.

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