La Voce Pavese di Emanuele Bottiroli: il commento in diretta alle ore 20 al fatto del giorno in provincia di Pavia.
Il caso di Fabio Tordi, commerciante del centro storico di Voghera che ha tenuto “chiuso per paura” dopo l’ennesimo atto intimidatorio subito, è al centro del dibattito in tutta la provincia. Da mesi il titolare del negozio, cui i colleghi hanno manifestato una sentita solidarietà, è al centro di una spirale d’odio. Tordi, che negli anni si è distinto per tante iniziative a favore della città, vive nella paura insieme alla moglie e al figlio piccolo. Dopo che carabinieri, polizia e polizia locale hanno fatto il loro dovere, si attende l’intervento del Tribunale di Pavia fino ad oggi in silenzio di fronte a una vera e propria escalation.
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Agrisapori – 5 marzo 2026
“Il bello e il buono dell’Italia che piace”: è questo il sottotitolo della rubrica “Agrisapori”, che ogni settimana mette in luce località, sapori e tradizioni del nostro Paese. Una trasmissione che si occupa di filiere complete dei prodotti, delle fiere, dell’agricoltura in campo, della meccanizzazione agricola, ma anche di territorio, ambiente, bellezze architettoniche, paesaggistiche, energie rinnovabili, nuove tendenze, feste e manifestazioni. “Agrisapori” è prodotta dalla società Ideavideo di Antonio Gavazza e condotta e diretta dal giornalista Fabrizio Salce. In onda ogni giovedì sera alle 21 su Lombardia Live 24 e Pavia Uno Tv, la tv per tutti.
Ogni mattina aprite la vostra giornata con l’Almanacco del giorno. Tra sole e luna ricordiamo i santi, i proverbi dei nostri nonni, i principali avvenimenti facendo un salto all’indietro nel tempo, i compleanni famosi, diamo qualche consiglio utile per la vita quotidiana. L’Almanacco vi aspetta ogni mattina alle 8 su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24, la tv per tutti.
La Voce Pavese – Chiacchiere di Carnevale, la Corte dei Conti bacchetta Casorate per 30 euro
Trenta euro di chiacchiere di Carnevale finiscono al centro di un caso amministrativo. La Corte dei Conti ha infatti richiamato il Comune di Casorate per una spesa considerata non conforme alle regole della contabilità pubblica: l’acquisto di alcuni cabaret di dolci offerti durante una festa in maschera per bambini organizzata dall’amministrazione lo scorso anno.
Secondo la Procura regionale della magistratura contabile, quei 30 euro non risponderebbero a finalità istituzionali e non rientrerebbero neppure tra le spese urgenti o necessarie al funzionamento degli uffici. Per questo motivo è stato contestato un danno erariale, con l’invito al Comune a recuperare la somma in autotutela per evitare conseguenze più rilevanti.
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La vicenda nasce da un esposto presentato dalle minoranze consiliari. L’attenzione iniziale riguardava in realtà un’anomalia nel rimborso della fattura per l’acquisto delle chiacchiere. I dolci erano stati infatti comprati da un consigliere comunale utilizzando la tessera Metro intestata al padre, scelta fatta – secondo quanto emerso – per ottenere un prezzo più conveniente. Il rimborso della spesa è poi stato effettuato al titolare della fattura, che però non ha alcun rapporto con il Comune.
Un passaggio che ha fatto scattare la protesta delle opposizioni. Il consigliere Luigi Cosentini, autore dell’esposto alla Corte dei Conti, parla di una questione politica oltre che amministrativa. «Non è tanto la cifra in sé – afferma – quanto il disinvolto utilizzo dei soldi pubblici fuori dalle regole da parte di questa amministrazione». Cosentini ha chiesto le dimissioni del consigliere coinvolto.
La Procura contabile, pur accogliendo il ricorso, ha però fondato la propria valutazione su un altro aspetto. Nel provvedimento si legge che la spesa non può essere considerata istituzionale e non rientra tra quelle indifferibili o urgenti, motivo per cui non poteva essere sostenuta tramite la procedura economale.
Dura la replica del sindaco Enrico Vai, che respinge le accuse e parla di «strumentalizzazione politica». Il primo cittadino sottolinea che il provvedimento della Corte dei Conti non ha preso in considerazione la contestazione sollevata dalle opposizioni sul rimborso della fattura.
Vai contesta inoltre anche la valutazione della magistratura contabile: «Il nostro regolamento sulle spese economali prevede questo tipo di rimborsi. Non c’è stata alcuna irregolarità». Il Comune prepara ora una nota difensiva da inviare ai giudici contabili per chiarire la propria posizione.
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