Economia
Cdp, lo sviluppo sostenibile nel primo Forum Multistakeholder
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4 anni fa-
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Redazione
“Un futuro da disegnare insieme” è il claim della prima edizione del Forum Multistakeholder del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti. Giovani, finanza, sviluppo sostenibile e Esg al centro della giornata di lavoro aperta dal presidente del gruppo, Giovanni Gorno Tempini, e chiusa dall’amministratore delegato Dario Scannapieco. Tra i relatori anche il vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans e il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Alla definizione della strategia di sostenibilità del Gruppo il contributo di oltre 150 rappresentanti della società civile con idee e dibattiti. Oltre 250 rappresentanti di istituzioni, territori, del mondo accademico, dell’industria e della finanza, 50 studenti, startup e associazioni del terzo settore, nove tavoli di lavoro dedicati ai temi più rilevanti dello sviluppo sostenibile e numerosi speaker di rilievo nazionale e internazionale. L’evento annuale sui temi Esg ha posto al centro dell’agenda le aspettative e i contributi delle giovani generazioni. Completamente a impatto zero, grazie alla partnership con LifeGate, che compenserà le emissioni con la piantumazione di alberi nel Parco del Ticino, rappresenta un momento concreto di ascolto e confronto con tutti i rappresentanti della catena del valore del Gruppo Cdp. Un focus particolare è stato dedicato alle future generazioni, al fine anche di raccogliere idee e contributi utili alla definizione della strategia di sostenibilità del Gruppo. Per Gorno Tempini “con questa prima edizione del Forum Multistakeholder il Gruppo Cdp conferma il contributo concreto allo sviluppo sostenibile del Paese. Il dialogo odierno con oltre 250 rappresentanti della società civile testimonia il lavoro di sintesi e promozione degli interessi nazionali che stiamo portando avanti, anche grazie a un approccio inclusivo e sistemico, al fine di garantire che le opportunità generate riguardino tutti”. Il vicepresidente della Commissione Europea con delega al Green New Deal, Frans Timmermans, ha ricordato come “la transizione ecologica rappresenta la rivoluzione industriale del nostro secolo e la finanza, se ispirata da principi di sostenibilità, può contribuire a creare nuove opportunità e ricchezze. Se il tema della sostenibilità è diventato centrale nel dibattito politico lo dobbiamo allo straordinario contributo dei giovani che saranno protagonisti delle sfide economiche e industriali del futuro”. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato che “l’orientamento alla sostenibilità che caratterizza i processi interni e l’attività di business di Cdp, centrale anche nel nuovo piano strategico per il triennio 2022-2024, potrà sicuramente offrire un contributo rilevante alla realizzazione di politiche che garantiscano la sostenibilità globale del sistema economico, sociale e ambientale”. Temi su cui è intervenuta anche la neoeletta rettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto, che nel suo keynote speech ha richiamato “l’importanza di ripensare la formazione delle nuove generazioni per affrontare contesti sempre più mutevoli e che richiedono competenze trasversali. Momenti di confronto come quelli di oggi consentono di creare ecosistemi fruttuosi tra istituzioni, mondo accademico e società civile”. La sessione di apertura è proseguita con una serie di incontri e dialoghi incentrati sui tre pilastri ESG che hanno visto confrontarsi Marco Frey, professore di economia e gestione delle imprese presso la Scuola Sant’Anna e presidente dell’UN Global Compact Network Italia; Teresa Agovino, Ad di Faroo; Francesco Perrini, professore di economia e gestione delle imprese dell’Università Bocconi, Virginia Stagni, head of business Development del Financial Times; Francesco Profumo, presidente Acri e Anita Bhatia, vicedirettrice esecutiva dell’agenzia delle Nazioni Unite per le donne. Le conclusioni sono state affidate all’Ad e direttore generale di Cdp, Dario Scannapieco che ha dichiarato: “Sostenibilità e criteri ESG sono le basi fondanti del Piano Strategico 2022-2024, che rafforza l’impegno di Cassa nei confronti del Paese e delle future generazioni a cui questo Forum è dedicato. Una strategia impostata su policy di intervento responsabile e obiettivi di impatto che ci hanno permesso di raggiungere risultati significativi: nei primi dieci mesi del 2022 infatti, abbiamo mobilitato risorse per 24,5 miliardi a favore di startup, aziende, pubbliche amministrazioni e progetti di cooperazione internazionale”.
(ITALPRESS).
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Economia
Giorgetti “Possibile crescita del Pil all’1%, l’Italia si è dimostrata resiliente”
Pubblicato
5 ore fa-
6 Settembre 2026di
Redazione
CERNOBBIO (ITALPRESS) – “L’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente nel senso che noi abbiamo fatto delle valutazioni molto prudenziali per quanto riguarda la crescita, tenuto conto sia dell’impatto della guerra commerciale dei dazi sia dell’impatto della crisi del Medio Oriente. Oggi, per ora, abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori potremmo avvicinarsi anche all’1%”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Forum Teha di Cernobbio.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Italo, Montezemolo “In Germania una nuova sfida, so che ce la faremo”
Pubblicato
1 giorno fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Lo sbarco di Italo in Germania “significa molto, se penso a come partimmo, col fondamentale sostegno di alcuni amici e di Banca Intesa”. Così il presidente di Italo, Luca Cordero di Montezemolo, in un’intervista a Milano Finanza. “La concorrenza è un vaccino, non un virus, e dalla nostra esperienza italiana, da cui anche Banca Intesa ha avuto un guadagno eccellente dal suo investimento, intendiamo muoverci per l’operazione in Germania. In Italia abbiamo fatto segnare un boom dell’utilizzo del treno rispetto all’aereo, prima era al 30% rispetto al 70%, ora l’utilizzo del mezzo sui binari si è capovolto come proporzioni. E abbiamo migliorato la qualità del servizio, delle stazioni e dei mezzi. Ci hanno guadagnato tutti”, spiega. Su possibili paletti tedeschi, Montezemolo dice: “Non lo so, certo qualcosa ci aspettiamo dall’ultimo operatore nazionale monopolista rimasto nei paesi europei, Deutsche Bahn. So che affronteremo le difficoltà di chi entra in un mercato con un monopolio quello ferroviario tedesco, ma abbiamo le spalle grosse e se penso proprio a quello che abbiamo passato in Italia, quando sfidammo il monopolio delle Ferrovie dello Stato, so che ce la faremo anche in Germania”. Poi, sul perché Italo ha scelto la Germania, aggiunge: “Perché è un paese perfetto per il treno, da questo punto di vista assomiglia molto all’Italia, ed è in ritardo dal punto di vista delle infrastrutture e del grado di soddisfazione della clientela”.
“In principio saranno collegate 18 città tedesche con 50 servizi giornalieri. Poi la Germania è il cuore dell’Europa, possiamo collegare il Nord, dall’Olanda al Mare del Nord, tutto l’Est, la Polonia, la Repubblica Ceca, l’Austria, e il Sud, con l’Italia. E poi faremo lavorare i tedeschi, i fornitori. Si tratta di un’operazione da 3,6 miliardi, 26 treni più un’opzione per altri 14 e 30 anni di manutenzione, 2.500 assunzioni in Germania tra dirette e indirette, una società tedesca con management e personale tedesco. Stiamo allestendo la macchina, che avrà un software italiano ma un hardware tedesco”. Infine, sulla crisi del settore auto, Montezemolo sottolinea che “le regole europee non hanno di certo aiutato perché fissare al 2035 la fine dei motori termici è stato sbagliato. L’Europa ha dato un bel colpo all’auto. Poi non ha aiutato il fatto che le case automobilistiche non hanno capito prima la crisi che stava arrivando. In terzo luogo, non ha aiutato il fatto che i giovani non desiderano più le auto ma preferiscono cambiare lo smartphone. Quarto elemento sono le zone a traffico limitato che hanno ridotto la circolazione e ovviamente anche l’aspetto climatico. Quinto elemento il boom delle macchine piccole, che ha ridotto i margini di molto e l’avvento di quelle cinesi“, chiosa.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Desertificazione commerciale e piattaforme online delocalizzano 16,7 miliardi di consumi
Pubblicato
1 giorno fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Meno negozi, meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali di eCommerce hanno sottratto valore ai circuiti economici locali, “delocalizzando” circa 16,7 miliardi di spesa delle famiglie. È quanto emerge dalle elaborazioni Confesercenti sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale, che in sei anni ha visto scomparire oltre 111mila imprese dal commercio al dettaglio. L’arretramento della rete commerciale non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni e servizi, ma ha indebolito i sistemi territoriali. Lo spostamento degli acquisti dai negozi sotto casa alle piattaforme internazionali non è infatti neutro per le economie locali: secondo le stime Confesercenti, per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità.
Quando invece la stessa spesa si sposta sui grandi marketplace online internazionali, circa 70 euro escono dal territorio. Meno acquisti nella rete fisica significano quindi una quota maggiore di consumi che non alimenta più l’economia locale. A subire la maggior perdita di ricchezza è il Centro, dove la quota di consumi uscita dal circuito dell’economia locale tra il 2019 e il 2025 è stimata in oltre 5,3 miliardi di euro. Seguono il Sud, con circa 4 miliardi, il Nord-Ovest con quasi 3,2 miliardi, il Nord-Est con circa 2,6 miliardi e le Isole con oltre 1,6 miliardi. A livello regionale è invece il Lazio a registrare l’impatto maggiore, con circa 3,2 miliardi di spesa delle famiglie non più trattenuta dal circuito economico locale. Seguono la Lombardia, con oltre 1,7 miliardi, e la Campania, con circa 1,6 miliardi. Superano il miliardo anche il Veneto, con circa 1,2 miliardi, la Toscana, anch’essa intorno a 1,2 miliardi, e la Sicilia, con poco più di 1 miliardo di euro. In Piemonte l’impatto sfiora invece il miliardo.
I 16,7 miliardi totali di spesa dirottata rappresentano però soltanto la componente economicamente quantificabile della desertificazione. Restano fuori dal conto la minore disponibilità di beni e servizi e gli effetti su presidio urbano, sicurezza, coesione sociale e qualità della vita: elementi difficili da tradurre in euro, ma fondamentali per le comunità. Secondo Confesercenti il commercio di prossimità agisce come una vera e propria infrastruttura territoriale. Attorno a ogni attività si muovono occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali e una rete di beni e servizi accessibili, cui si aggiungono presidio degli spazi urbani, sicurezza e coesione sociale. La progressiva riduzione delle attività commerciali fisiche, insieme al cambiamento delle abitudini di acquisto, modifica profondamente questo equilibrio. L’e-commerce – osserva Confesercenti – rappresenta un’opportunità, soprattutto quando si integra con la rete dei negozi e consente anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati. Diverso è l’effetto quando gli acquisti si spostano sulle grandi piattaforme marketplace internazionali, perché una quota significativa del valore della vendita si allontana dalla residenza dell’acquirente.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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