DIETRO LE QUINTE – MOBY DICK ALLA PROVA DI ELIO DE CAPITANI AL FRASCHINI DI PAVIA
Lo scorso fine settimana il palco del Fraschini si è trasformato nella nave del capitano Achab (interpretato da Elio De Capitani che ne ha curato anche la regia) e ha trasportato il pubblico dentro il famoso romanzo di Melville, creando un insolito ponte tra tra Moby Dick e la tragedia del Re Lear. Da una parte l’ostinazione del re che alla fine si redime e dall’altra la vita irrimediabilmente tormentata del cacciatore di balene, entrambi accomunati dalla stessa follia ed empietà. Lo spettacolo teatrale, scritto, diretto ed interpretato da Orson Welles a Londra negli anni ‘50, è un testo inedito in Italia.
Achab, che appare in scena in un secondo momento, inizialmente solo evocato, ha al suo seguito una corale ciurma d’attori, la compagnia dell’Elfo, dal respiro Shakespeariano. La regia sobria e metallica, vive di suoni creati direttamente sulla scena e dei tipici canti da lavoro dal vivo che non vengono tradotti in italiano per conservarne il ritmo.
Moby Dick parla della ricerca ossessiva di un nemico inafferrabile, simbolo del desiderio di conoscenza, ma anche della piccolezza dell’uomo davanti al proprio desiderio, la ricerca di un assoluto che l’umanità non potrà mai afferrare, l’eterna lotta tra bene e male e l’ineluttabilità del destino.
Elio di Capitani, la compagna nella scena e nella vita, Cristina Crippa, e tutta la compagnia hanno dialogato con la professoressa Giulia Malini, ricercatrice della facoltà di lettere dell’ Università degli studi di Pavia e con il pubblico nel ridotto del Fraschini nel pomeriggio di sabato 28 gennaio, prima della seconda replica. Noi abbiamo preso parte all’ incontro e chiesto l’opinione del pubblico dopo il primo atto dello spettacolo.
Servizio di Marzia Forni
Editing di Emanuele Bottiroli
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ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione: – La Bce mantiene i tassi invariati – Mobilità elettrica, in Europa la rete cresce più delle auto – Moda, il Made in Italy conquista Scoop International London – Malattia durante le ferie, come funziona il recupero dei giorni
La Voce Pavese – Pavia Ovest, 700 parcheggi diventano a pagamento: il conto a pendolari e lavoratori
A Pavia il colore delle strisce cambia, ma a pagare saranno sempre gli stessi. Circa 700 posti auto nella zona ovest della città, soprattutto attorno alla stazione ferroviaria, stanno passando da bianchi a blu. Da ottobre, quindi, lasciare l’auto in sosta costerà come in centro.
Una decisione che rischia di trasformarsi nell’ennesima tassa indiretta a carico di pendolari, lavoratori, studenti e persone che ogni giorno devono raggiungere il Policlinico San Matteo. Persone che spesso non utilizzano l’auto per comodità, ma perché non hanno alternative efficienti o compatibili con gli orari di lavoro e delle visite mediche.
In Consiglio comunale la consigliera della Lega Eugenia Marchetti ha contestato il provvedimento, sottolineando come non tutti possano spostarsi con mezzi diversi dall’automobile. I primi trenta minuti di sosta saranno gratuiti, ma si tratta di una concessione limitata che difficilmente risolverà il problema di chi deve lasciare la macchina per diverse ore.
A sollevare un altro dubbio è stato Nicola Niutta di Fratelli d’Italia. In via Cazzamali, infatti, le strisce blu sarebbero state realizzate sopra stalli bianchi tracciati da pochissimo tempo. Una situazione che, secondo il consigliere, potrebbe persino configurare un danno erariale. Come se non bastasse, in alcune strade gli spazi disegnati risultano troppo stretti rispetto alle dimensioni delle automobili moderne.
L’assessora alla Mobilità Alice Moggi ha spiegato che la riorganizzazione era stata decisa da oltre un anno per tutelare i residenti, che oggi faticano a trovare posto a causa delle auto di pendolari, universitari e utenti del San Matteo. I residenti senza box potranno acquistare un pass annuale, mentre per i pendolari vengono indicati come alternativa i parcheggi gratuiti di via Flarer, via Aselli e via Moruzzi, oltre alla futura area dell’ex Neca vicino a via Bricchetti.
L’assessora ha assicurato che, qualora il sistema non funzionasse, saranno introdotte modifiche. Ma intanto la certezza è una sola: da ottobre centinaia di posti gratuiti spariranno e la sosta diventerà una nuova voce di spesa quotidiana.
Dal primo al 30 agosto gli stalli blu gestiti da Asm saranno gratuiti. Una parentesi estiva che non riguarda però i parcheggi affidati ai privati in viale Cesare Battisti, nelle vie Trieste, Fabio Filzi e Monti, in piazza Ghislieri, nella zona del Ticinello e al San Matteo.
La questione non è soltanto mettere ordine nelle strade. Una città dovrebbe prima offrire parcheggi scambiatori adeguati, trasporti pubblici frequenti e alternative realmente praticabili. Solo dopo potrebbe chiedere ai cittadini di lasciare l’auto. Fare il contrario significa partire dal pagamento e rimandare le soluzioni.
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