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Cronaca

Ue, Metsola “Accelerare gli investimenti per la crescita”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’Unione Europea ha ancora molto da dire e da fare, dobbiamo mettere le ragioni delle battaglie politiche al servizio dei nostri concittadini. In questo periodo di instabilità globale dobbiamo sfruttare la nostra principale risorsa: il nostro mercato unico. Dobbiamo accelerare gli investimenti per la crescita e per essere ancora più competitivi”. Così Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, nel corso dell’inaugurazione di Esperienza Europa con dedica a David Sassoli a Roma.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

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Iraq, Crosetto “Concluso il rientro delle nostre Forze Armate, si apre nuova fase”

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ROMA (ITALPRESS) – “Con il rientro degli ultimi militari impegnati nel recupero e nel trasferimento dei materiali logistici, si conclude oggi la presenza delle nostre Forze Armate in Iraq. L’Operazione Inherent Resolve (OIR) della Coalizione internazionale e la NATO Mission Iraq continueranno infatti a operare da altri Paesi”. Lo afferma in una nota il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“La NATO Mission Iraq, in particolare, rimarrà operativa dalla sede temporanea di Lago Patria, in provincia di Napoli, presso il Joint Force Command Naples della NATO – prosegue -. Come concordato con le Autorità di Baghdad, le forze armate italiane, insieme a quelle degli altri Paesi della Coalizione e della NATO presenti in Iraq, hanno lasciato il territorio iracheno entro la scadenza del 30 settembre. Da domani, quindi, viene meno la nostra presenza militare in Iraq. Non per una decisione italiana, ma perchè entriamo in una fase diversa, concordata con le Autorità irachene e con i Paesi partner, che prevede la piena assunzione di responsabilità da parte delle forze di sicurezza irachene”.

“Si conclude così un impegno durato dodici anni, nel corso dei quali migliaia di nostri militari hanno operato in Iraq, contribuendo alla lotta contro Daesh, alla sicurezza del Paese e alla formazione delle Forze Armate irachene e delle forze di sicurezza del Kurdistan iracheno – sottolinea il ministro -. Il rientro delle nostre forze armate non significa però la fine del rapporto con un Paese importante e amico, nè preclude future forme di collaborazione e cooperazione. Al contrario, vogliamo rafforzare questo legame. Cambia la forma del nostro rapporto: meno presenza militare sul terreno e sempre più collaborazione, formazione, scambio di competenze e sviluppo delle capacità delle Forze Armate irachene. E’ una nuova fase, nella quale l’Iraq assume direttamente una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza del proprio territorio e nella quale l’Italia intende continuare a fare la sua parte. Ringrazio gli uomini e le donne delle nostre Forze Armate che hanno servito in Iraq in questi dodici anni. Hanno fatto il loro dovere con professionalità, spirito di sacrificio e senso di responsabilità. A tutti loro va la mia gratitudine”, conclude Crosetto.
Il rientro italiano era già in larga parte completato dal marzo 2026.

Nelle ultime settimane sono rimasti in Iraq soltanto i team necessari al recupero e al trasferimento dei materiali. Come confermato nei recenti colloqui tra il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa irachena, Generale Abdul Amir Yarallah, Italia e Iraq intendono preservare e sviluppare il rapporto bilaterale, proseguendo lo scambio di competenze ed esperienze e i programmi di formazione e sviluppo delle capacità. Restano, inoltre, in Iraq due Carabinieri italiani impegnati nell’ambito della missione dell’Unione Europea EUAM Iraq, autorizzata dal Governo iracheno.

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– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Lilt, al via la campagna Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno

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ROMA (ITALPRESS) – Sono circa 60.000 le donne che quest’anno in Italia ricevono una diagnosi di tumore al seno. Ma la prevenzione può cominciare molto prima, con un gesto semplice, gratuito e alla portata di tutte: l’autopalpazione, a livello di conoscenza del proprio corpo. E’ da qui che parte l’edizione 2026 di LILT for Women – Nastro Rosa, la campagna nazionale di sensibilizzazione e informazione della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori presentata questa mattina dal Presidente Nazionale Francesco Schittulli presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio. L’iniziativa in rosa accompagnerà l’intero mese di ottobre, dedicato a livello mondiale alla prevenzione del tumore alla mammella.
Alla conferenza stampa, moderata dal giornalista televisivo Paolo Di Giannantonio, sono intervenuti Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato alla Salute, Maria Stefania Marino ed Elisabetta Gregoraci, Ambassador della LILT Nazionale.
Il tumore al seno resta la neoplasia più frequente tra le donne in Italia: rappresenta circa il 30% di tutti i tumori femminili e una donna su sette potrebbe svilupparlo nel corso della vita. I progressi della diagnosi precoce e delle terapie hanno però portato il tasso di sopravvivenza a cinque anni oltre l’88%, e dal 2000 si registra una progressiva e costante riduzione della mortalità. Un risultato che dimostra l’importanza di continuare a sensibilizzare le donne sul valore della “prevenzione” e sui fattori di rischio modificabili – sorappeso e obesità, scarsa attività fisica, alimentazione, alcol e fumo. Il 40% dei casi potrebbe essere evitato adottando sani stili di vita.
Nel suo intervento, Gemmato ha ricordato che “nel 2019 la spesa per la salute è stata di 114 miliardi, nel 2026 siamo arrivati a 134 miliardi. Questo è senz’altro sintomatico di un forte investimento in salute, ma insieme a questo abbiamo bisogno di investire in prevenzione primaria, secondaria e terzaria. Per questo motivo, nell’ultima legge di bilancio abbiamo inserito mezzo miliardo di euro in più in prevenzione”.
“Partire dalla conoscenza del proprio corpo è il primo atto di prevenzione, ed è un gesto che appartiene a ogni donna – ha dichiarato Schittulli -. L’autopalpazione è semplice, si può imparare e ripetere con regolarità e aiuta ad accorgersi tempestivamente di ciò che cambia. Invitandole a fare ‘il primo passò, vogliamo dire alle donne che la prevenzione comincia da ognuna di loro e che, grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre più personalizzate, il tumore al seno è oggi sempre più guaribile. Per questo la LILT continua a chiedere programmi di screening uniformi su tutto il territorio nazionale, e a mettere a disposizione delle donne i suoi circa 400 ambulatori e spazi di prevenzione”.
“Essere ancora una volta al fianco della LILT per il Nastro Rosa è per me un impegno che sento profondamente. La mia storia personale mi ha insegnato quanto la prevenzione possa essere importante e quanto sia fondamentale non rimandare i controlli. Con la LILT e con il professor Schittulli condivido la volontà di portare questo messaggio a quante più donne possibile: prendersi cura di se stesse non è un gesto di paura, ma un atto d’amore verso la propria vita e verso le persone che ci sono accanto. Sono orgogliosa di poter mettere la mia voce al servizio di una campagna che può davvero fare la differenza”, ha dichiarato Elisabetta Gregoraci.
“Come componente della Presidenza nazionale della LILT, di cui mi onoro di farne parte, ringrazio sempre il Professor Schittulli e tutti i medici e volontari che prestano il Loro servizio alla Lilt con grande senso di responsabilità. Sento la necessità di sottolineare l’importanza di un impegno comune: istituzioni, professionisti sanitari, associazioni, scuola, famiglie e cittadini a collaborare affinchè la prevenzione diventi sempre più una scelta quotidiana e non un appuntamento occasionale, la prevenzione a mio avviso è il più importante investimento che dobbiamo fare per la nostra salute”, ha sottolineato Maria Stefania Marino.
Presente alla conferenza stampa anche Roberto Pella, vicepresidente ANCI, che intervenendo per un breve saluto ha ricordato: “La prevenzione deve diventare una cultura permanente e un diritto concreto ed esigibile per ogni cittadina e ogni cittadino, non può essere un privilegio legato al luogo in cui si nasce o si vive. Per questo i Comuni italiani sono e continueranno a essere al fianco della LILT: portare la promozione della salute sui territori, rendere più accessibili i percorsi di diagnosi precoce e di assistenza, anche domiciliare, contribuire a costruire un Paese nel quale i dati sul tumore alla mammella possano essere sempre più ridotti”.
Il claim scelto per l’edizione 2026 è “Il primo passo”, accompagnato dal messaggio “L’autopalpazione del seno è il primo gesto per conoscere il nostro corpo. La prevenzione inizia da ciascuna di noi!”. Un invito rivolto a tutte le donne a riconoscersi protagoniste della propria salute, a partire dalla conoscenza del proprio corpo, e a fare di questo gesto l’avvio di un percorso di prevenzione che comprende visite senologiche, controlli periodici clinico-strumentali e programmi di screening. La campagna 2026 ha ricevuto il patrocinio di ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) ed è stata realizzata con il sostegno dello sponsor Yamamay. Come ogni anno, nel mese di ottobre le 105 Associazioni LILT e i 20 coordinamenti regionali daranno vita a una rete capillare di iniziative in tutta Italia, con visite senologiche, incontri divulgativi con distribuzione di opuscoli, pannelli informativi, attività nelle scuole e nei luoghi di lavoro, oltre a campagne social e spazi di ascolto.

– foto mec/Italpress –
(ITALPRESS).

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Diabete e obesità, Novo a EASD: le novità su semaglutide e le opzioni terapeutiche

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MILANO (ITALPRESS) – Valore dell’innovazione, evidenze cliniche e nuove opzioni terapeutiche. Su questi temi, in occasione del 62° congresso EASD, alcuni tra i massimi esperti clinici sui temi del diabete e obesità hanno fatto il punto sulle principali novità, in un incontro organizzato da Novo. Efficacia, sicurezza, qualità di vita e aderenza sono stati i temi al centro del confronto. Un incontro che ha tradotto perfettamente il rinnovato impegno di un’azienda come Novo che proprio in questi giorni ha dato il via ad un nuovo capitolo della sua storia: Lasting health starts now.
“Sul fronte diabete – dichiara Salvatore De Cosmo, presidente nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – l’evoluzione delle evidenze scientifiche su semaglutide riflette bene anche l’evoluzione della diabetologia. Oggi non ci limitiamo più a valutare il controllo della glicemia, ma puntiamo sempre di più alla prevenzione delle complicanze, alla protezione d’organo e a una gestione integrata del rischio cardiovascolare, renale e metabolico nel lungo periodo. In questo percorso, semaglutide rappresenta uno degli esempi più solidi di come l’innovazione terapeutica possa incidere su molteplici aspetti della malattia. I dati raccolti negli ultimi anni mostrano infatti un profilo clinico estremamente ampio. Oltre a ridurre efficacemente l’emoglobina glicata consentendo alla maggior parte dei pazienti di raggiungere il loro target glicemico, ha dimostrato benefici su eventi cardiovascolari maggiori (-26%), ictus non fatale (-39%), rischio renale composito (-24%) e capacità funzionale, con un miglioramento del 13% della distanza percorsa e una riduzione del 54% della progressione dell’arteriopatia periferica. Il recente riconoscimento nelle Linee Guida ESC 2026, che ha posizionato semaglutide in raccomandazione 1A per migliorare l’outcome cardiovascolare del pz con diabete e malattia renale, conferma sempre più il ruolo centrale della molecola semaglutide nel favorire un approccio terapeutico sempre più orientato alla protezione cardio-renale e al miglioramento della qualità di vità. Gli fa eco il Presidente della Società Italiana di Obesità, Prof Silvio Buscemi. “Nella gestione del sovrappeso e dell’obesità, l’evoluzione del trattamento ha aperto la strada alla personalizzazione della cura. Le due opzioni di somministrazione – orale e iniettiva – ci permetteranno di garantire un maggiore flessibilità per rispondere alle diverse esigenze, puntando sempre sulla sicurezza e efficacia dimostrata da semaglutide. E in tal senso i dati sulla perdita di peso (21%) e sulla qualità del calo ponderale (l’84% è costituito da massa grassa) così come il mantenimento della funzione muscolare garantiscono un dimagrimento non solo rilevante in termini quantitativi, ma anche di qualità. Il futuro della terapia dell’obesità – conclude Buscemi – non consiste semplicemente nell’avere nuovi farmaci, ma nel poter disporre di soluzioni sempre più efficaci e personalizzabili, capaci di affrontare la complessità dell’obesità e di considerare, oltre al peso, la salute metabolica, cardiovascolare, psicologica e la qualità di vita delle persone”. L’arrivo di nuove opzioni terapeutiche conferma come l’innovazione rappresenti un valore che incide nella qualità di vita delle persone che convivono con una malattia cronica come diabete e obesità.
Per il diabete di tipo 2, una delle innovazioni più attese è la combinazione in un’unica somministrazione settimanale di insulina basale e semaglutide. “Questa nuova opzione nasce per rispondere a uno dei principali problemi ancora presenti nella pratica clinica: l’inerzia terapeutica – spiega Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID). ‘Ancora oggi in Italia, circa il 30% delle persone con diabete di tipo 2 che necessitano di terapia insulinica ne ritarda l’inizio di oltre due anni e, anche dopo l’avvio dell’insulina, molti pazienti non raggiungono un adeguato controllo glicemico. Gli studi clinici hanno mostrato il potenziale di questa strategia terapeutica nel ridurre il carico iniettivo migliorando la qualità di vita e mantenendo il controllo glicemico, i benefici sul peso corporeo e tassi inferiori di ipoglicemia”.
Emerge da qui l’importanza di un nuovo paradigma di cura che risponda più adeguatamente alle nuove esigenze della persona con diabete e massimizzi l’efficacia e gli impatti delle terapie attualmente disponibili. “L’Italia – conclude Buzzetti – che negli ultimi anni ha spesso avuto un ruolo di primo piano nell’accesso alle principali innovazioni terapeutiche, potrà essere il primo paese in Europa a mettere a disposizione questa nuova opportunità di cura, contribuendo a rendere la gestione della malattia sempre più efficace, personalizzata e sostenibile. Ci auguriamo che questa opzione possa essere disponibile per i pazienti nel minor tempo possibile”.
Ma le novità ci sono anche sul fronte delle terapie per la gestione del sovrappeso e dell’obesità.
“Semaglutide in pillola rappresenta una delle innovazioni più attese – sottolinea Roberto Vettor, Direttore scientifico del Centro per le Malattie metaboliche e della nutrizione presso l’Humanitas Research Hospital di Milano – perchè risponde a un bisogno ancora rilevante nella gestione del sovrappeso e dell’obesità: offrire un trattamento efficace in una forma semplice da integrare nella routine quotidiana e capace di rispondere a esigenze diverse. Si tratta di una possibilità concreta per le persone eleggibili al trattamento che preferiscono un’alternativa alla terapia iniettiva”. Le conferme arrivano dai recenti studi pubblicati. “Nello studio OASIS 4 – aggiunge Vettor – semaglutide in pillola ha mostrato una perdita di peso media del 17%, che ha raggiunto circa il 22% in 1 persona su 3. I risultati si associano a un profilo di sicurezza consolidato e coerente con quanto già osservato per la formulazione iniettiva di semaglutide per la gestione del peso. Inoltre, il confronto indiretto ORION ha mostrato che semaglutide in pillola determina una minore probabilità di sospendere la terapia a causa di effetti collaterali e gastrointestinali rispetto a orforglipron. Nel complesso, queste evidenze contribuiscono a delineare semaglutide in pillola come un’opzione terapeutica efficace, ben tollerata e facilmente integrabile nella vita quotidiana, gestibile anche in presenza di trattamenti concomitanti di largo impiego, inclusi contraccettivi orali e statine: una possibilità concreta per le persone eleggibili al trattamento che preferiscono una formulazione orale o non sono ancora pronte a iniziare una terapia iniettiva”.
All’incontro hanno partecipato anche alcuni rappresentanti delle Associazioni Pazienti per testimoniare come l’innovazione farmacologica assume un valore fondamentale anche per chi vive ogni giorno la malattia. “L’innovazione terapeutica rappresenta per le persone con diabete molto più della disponibilità di nuove opzioni di cura. Significa poter gestire la malattia con maggiore serenità, migliorare la qualità della vita e ridurre il peso che il diabete continua ad avere nella quotidianità dei pazienti e delle loro famiglie – dichiara Manuela Bertaggia, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Diabetici (FAND). La prospettiva di disporre anche in Italia di soluzioni come la combinazione tra insulina settimanale e semaglutide è un segnale importante, ma dobbiamo chiederci non soltanto ‘quanto funziona un farmaco?’, ma anche ‘quanto migliora la vita della persona?’. L’auspicio è che si garantisca un facile accesso alle tecnologie innovative e alle nuove opzioni terapeutiche affinchè il progresso della ricerca diventi realmente un progresso per le persone”.
Un’evoluzione scientifica e culturale che coinvolge appieno anche l’ambito dell’obesità. “L’obesità rappresenta oggi uno degli esempi più significativi di come l’innovazione possa modificare concretamente il modo di affrontare una malattia cronica, contribuendo a superare stigma e pregiudizi – aggiunge Eligio Linoci, presidente dell’associazione ‘La Mattina dopo Aps’ e vicepresidente della Federazione italiana associazioni obesità (FIAO). Le nuove formulazioni, comprese quelle orali, permettono di rispondere meglio alle diverse esigenze dei pazienti e di rendere la gestione della malattia sempre più compatibile con la vita quotidiana, favorendo aderenza e continuità nei percorsi di cura. Guardare al futuro significa anche investire nella prevenzione e nella salute delle nuove generazioni: l’obesità in età evolutiva richiede innovazione, nuove competenze e modelli di intervento capaci di favorire diagnosi precoce e presa in carico tempestiva”.
“L’insieme di queste evidenze scientifiche e cliniche conferma come l’innovazione nella gestione di diabete ed obesità rappresenti un investimento strategico indispensabile – afferma Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Italia. Siamo impegnati ogni giorno per assicurare trattamenti in grado di incidere concretamente nella vita quotidiana e per promuovere un’idea di salute che tenga conto delle esigenze reali e insoddisfatti delle persone. La salute duratura inizia ora – Lasting Health starts now’ – un messaggio semplice e concreto, presentato proprio in queste giornate, che rappresenta e rafforza quello che da sempre contraddistingue il nostro modo di lavorare e di comunicare con le persone: i progressi devono tradursi in benefici percepibili da subito, nella vita reale di chi gestisce condizioni complesse. Cambiare la vita delle persone – conclude Olesen – e contribuire a una salute duratura è la nostra missionè.

– Foto f50/Italpress –
(ITALPRESS).

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