Economia
L’economia circolare rallenta ma l’Italia ancora leader in Europa
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3 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nonostante gli allarmi sulle crisi ambientali si rincorrano, il tasso di circolarità nell’economia mondiale sta diminuendo: in cinque anni siamo passati dal 9,1% al 7,2%. In altre parole, il Pianeta ricicla e riusa di meno. Tra le prime cinque economie dell’UE l’Italia rimane il Paese più circolare d’Europa, anche se negli ultimi cinque anni perde posizioni mentre altri Stati accelerano. Sono alcuni dei dati al centro della quinta edizione del Rapporto nazionale sull’economia circolare, realizzata dal Circular Economy Network – in collaborazione con ENEA e con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, presentato oggi, 16 maggio 2023, a Roma, presso il Nazionale Spazio Eventi di via Palermo, anche in diretta streaming.
Il tasso di utilizzo circolare dei materiali in Italia è al 18,4%, resta più alto della media UE (11,7%) nel 2021 – ultimo dato disponibile – ma eravamo al 20,6% nel 2020 e al 19,5% nel 2019. Per la produttività delle risorse siamo, assieme alla Francia, davanti alle altre principali economie europee con 3,2 euro generati per ogni kg di materiale consumato e anche nella percentuale di riciclo sul totale dei rifiuti prodotti, speciali e urbani, siamo in testa con il 72%.
Nella classifica complessiva della circolarità delle cinque principali economie dell’Unione Europea (Italia, Germania, Francia, Spagna e Polonia) restiamo dunque leader ma nella tendenza degli ultimi cinque anni perdiamo posizioni: la Spagna ci segue a ruota e sta tenendo un ritmo di cambiamento più veloce dell’Italia.
All’evento, i cui lavori sono stati aperti da Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, hanno partecipato Edo Ronchi, Presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Roberto Morabito, Direttore Dipartimento ENEA di Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali, Laura D’Aprile, Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Barbara Clementi, Dirigente Divisione Economia Circolare, DG per la politica industriale, l’innovazione e le piccole e medie imprese, Ministero Imprese e Made in Italy, Katia Da Ros, Vicepresidente per l’Ambiente di Confindustria, Stefano Ciafani, Presidente Legambiente, Giorgio Graziani, Segretario Confederale CISL.
Il dato da cui parte l’analisi è preoccupante: l’economia globale brucia oltre cento miliardi di tonnellate di materiali l’anno. Accelerare la transizione all’economia circolare, dunque, contribuirebbe a migliorare le condizioni del Pianeta perchè l’estrazione di materiale vergine potrebbe diminuire di oltre un terzo (-34%) e le emissioni di gas serra potrebbero essere ridotte contenendo l’aumento della temperatura globale entro i 2°C, salvaguardando insostituibili ecosistemi fondamentali per la vita del nostro Pianeta. Ma ci sarebbero anche consistenti benefici economici. A partire da un importante contributo alla lotta contro l’inflazione che viene alimentata dai rincari del costo dei materiali e dell’energia: le strategie mirate al recupero di materia ed energia hanno un evidente effetto deflattivo.
“Occorre accelerare, anche per combattere l’inflazione: se il costo delle materie prime e delle risorse aumenta, la circolarità è una risposta concreta alla crisi. Per questo è fondamentale dotarci di tutti gli strumenti utili per sviluppare pienamente l’economia circolare”, ha dichiarato Edo Ronchi, Presidente del Circular Economy Network (CEN). “In particolare, come Circular Economy Network, chiediamo di rispettare il cronoprogramma di attuazione della Strategia nazionale per l’economia circolare, recepire tempestivamente le misure europee, rafforzare il sostegno alle imprese, prevedere misure di fiscalità ecologica nella legge delega. E’ necessario inoltre sviluppare l’economia circolare delle materie prime critiche, garantire la realizzazione degli impianti previsti dal PNRR, accelerare i tempi di realizzazione degli impianti di riciclo e dei ‘progetti farò già finanziati, per colmare il gap tra Centro-Sud e Nord e garantire un’adeguata dotazione impiantistica. Sui rifiuti è essenziale dare piena attuazione al Programma nazionale di gestione dei rifiuti, aggiornare entro fine anno i Piani regionali per raggiungere gli obiettivi di riciclo e riduzione dello smaltimento in discarica previsti dalle direttive UE, accelerare e semplificare le normative sull’End of Waste, sviluppare la simbiosi industriale, nonchè adottare il programma nazionale di prevenzione dei rifiuti”.
“L’Italia importa oltre il 99% delle materie prime critiche, mostrando una dipendenza dall’estero ancora più drammatica di quella europea – ha spiegato Roberto Morabito, Direttore del Dipartimento ENEA di Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali -. Le materie prime critiche sono fondamentali per le filiere hi-tech più legate alla transizione energetica, circolare, digitale e alla qualità della vita in generale. A seguito delle emergenze degli ultimi anni, la richiesta di materie prime a livello globale si è bruscamente impennata, così come il loro prezzo, determinando un aumento del rischio di approvvigionamento con conseguente impatto negativo sulla competitività delle nostre filiere produttive, che rappresentano oltre il 30% del PIL nazionale. Per un Paese come l’Italia, decisamente più povero di materie prime rispetto ai principali competitor, è ineludibile puntare sulla circolarità, dall’eco-design dei prodotti al recupero e riciclo, sfruttando le nostre miniere urbane, che sono la fonte potenziale di materie prime critiche più prontamente accessibile”.
– foto ufficio stampa Circular Economy Network –
(ITALPRESS).
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Economia
Istat, a luglio fatturato dell’industria in aumento dell’1,7%
Pubblicato
3 ore fa-
29 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A luglio 2026 il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, è stimato in aumento dell’1,7% in valore e dello 0,6% in volume rispetto a giugno. Lo rileva l‘Istat. La crescita in valore è dell’1,3% sul mercato interno, dove il volume cala dello 0,4%, e del 2,3% su quello estero, con un incremento del 2,5% in volume. Per i servizi si stima un aumento congiunturale dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume, sintesi di una diminuzione del commercio all’ingrosso (-0,1% in valore e -0,8% in volume) e di una crescita degli altri servizi (+0,5% in valore e +0,3% in volume).
Su base annua, a luglio il fatturato industriale aumenta del 4,8% in valore e diminuisce dello 0,6% in volume.
Sul mercato interno la crescita in valore è del 3,8%, con un calo del 2% in volume, mentre sull’estero gli incrementi sono rispettivamente del 6,7% e dell’1,9%. Per i servizi, la crescita tendenziale è del 3,1% in valore e dello 0,1% in volume. L’energia segna infine un aumento annuo del 26,9% in valore. Tra i raggruppamenti principali di industrie, a luglio il fatturato in valore registra l’aumento più marcato per l’energia (+6,7%), seguito dai beni strumentali (+2,4%), dai beni di consumo (+0,8%) e dai beni intermedi (+0,6%). Nel trimestre maggio-luglio, il fatturato dell’industria cresce dell’1% in valore ma cala dello 0,7% in volume. Per i servizi gli incrementi sono dello 0,6% in valore e dello 0,1% in volume.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Anche Q8 applicherà un tetto al prezzo dei carburanti dall’1 ottobre, Meloni “Segnale di attenzione alle famiglie”
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3 ore fa-
29 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Q8 Italia, “accogliendo l’invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio, confermando il proprio impegno a sostegno dei consumatori”. È quanto si legge in una nota. “Il price cap avrà durata di 30 giorni a partire dal 1° ottobre ed è volto a generare benefici tangibili per gli automobilisti. Il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’Azienda“.
Q8 Italia “supporterà opportunamente i gestori ed i partner per garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera”, si legge ancora. “Una decisione coerente con il comportamento responsabile concretamente adottato dall’Azienda anche negli ultimi mesi, orientato alla tutela dei consumatori e al mantenimento della propria competitività. In un momento particolarmente delicato per il sistema energetico, caratterizzato da un’imprevedibile volatilità del mercato internazionale, e per i consumatori, Q8 Italia rinnova, quindi, il proprio impegno a fare la propria parte, coniugando attenzione ai prezzi, investimenti industriali, innovazione e responsabilità sociale”.
MELONI RINGRAZIA “SEGNALE DI ATTENZIONE ALLE FAMIGLIE”
“Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei carburanti”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”, conclude.
PICHETTO “DOPO 5 OTTOBRE RESTANO ACCISE MOBILI”
“Era un nostro auspicio e accolgo la notizia molto positivamente”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine del Forum Euromediterraneo Acqua. Rispetto alle preoccupazioni dei distributori non legati ai grandi marchi, il ministro sottolinea che “questi grandi marchi sono i fornitori dei benzinai, quindi quest’azione io mi auguro che che abbia un ribaltamento. È anche interesse dei grandi marchi, perché è interesse del fornitore garantire il cliente”. Quanto agli sconti sul gasolio del governo, sulla possibilità che si vada avanti dopo il 5 ottobre, Pichetto ha aggiunto: “Al momento le accise mobili così come sono costruite hanno un ribaltamento automatico su tutto. Poi strada facendo vedremo”.
Alla domanda se arriveranno misure selettive o se si andrà avanti con gli sconti, il ministro ha spiegato: “Al momento posso dirvi di sì, però prima del sei mancano ancora 10 giorni e nei 10 giorni con questo quadro internazionale può succedere di tutto. Naturalmente io mi auguro che succeda che riaprano Hormuz ma prima che si ritorni a condizioni di normalità ci vorrà del tempo”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Ad agosto i prezzi alla produzione dell’industria in aumento del 10,9% su base annua
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3 ore fa-
29 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Ad agosto, secondo i dati Istat, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 2,4% su base mensile e del 10,9% su base annua (da +7,7% di luglio). Sul mercato interno i prezzi aumentano del 3,1% rispetto a luglio e accelerano la propria crescita su base annua (+13,5%, da +9,3% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, invece, i prezzi registrano un aumento congiunturale contenuto (+0,3%) e una crescita tendenziale sostanzialmente stabile (+3,3%, era +3,2% a luglio). Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,3% su base mensile (+0,4% area euro, +0,3% area non euro) e del 3,9% su base annua (+4,0% area euro, +3,8% area non euro). Nel trimestre giugno-agosto 2026, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 2,3% (+2,7% mercato interno, +1,1% mercato estero).
Ad agosto fra le attività manifatturiere, gli incrementi tendenziali maggiori riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+72,6% mercato interno, +10,6% area euro, +49,2% area non euro), prodotti chimici (+10,2% mercato interno, +7,4% area non euro), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,3% mercato interno, +7,8% area euro) e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+7,1% area euro, +7,5% area non euro). Sul mercato interno, la crescita tendenziale dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas è in decisa accelerazione (+26,3%, da +14,7% di luglio). Ad agosto i prezzi alla produzione delle costruzioni per edifici residenziali e non residenziali sono stabili su base mensile mentre crescono del 2,9% su base annua (da +3,3% di luglio); quelli di strade e ferrovie aumentano dell’1,1% in termini congiunturali e del 5,7% in termini tendenziali (era +4,4% a luglio). Nel trimestre giugno-agosto 2026, rispetto al precedente, i prezzi di edifici residenziali e non residenziali crescono dell’1,0%, quelli di Strade e ferrovie dello 0,6%.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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Tg News 28/09/2026
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