Cronaca
Unrae “Veicoli industriali italiani tra i più anziani, serve rinnovo”
Pubblicato
5 anni fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – In Italia circolano quasi 430.000 veicoli industriali ante Euro V, contando solo quelli con targa italiana, di cui il 92% con oltre 15 anni di anzianità. La loro sostituzione, con un piano di rinnovo di durata non superiore al decennio, consentirebbe un abbattimento delle emissioni di CO2 di 87 miliardi di kg, una riduzione dei consumi di carburante del 10%, un risparmio di spesa di 49 miliardi di euro, e una riduzione degli incidenti stradali del 48% (210.000 in meno). Questi, alcuni dati di uno studio commissionato da UNRAE a GiPA, presentato oggi ai media in occasione della Conferenza Stampa della Sezione Veicoli Industriali, un settore cardine della filiera industriale e commerciale in Italia che, nel complesso, occupa 1,25 milioni di addetti per un fatturato di 344 miliardi, commisurabile al 20% del Pil, contribuendo ogni anno con un gettito fiscale di 76,3 miliardi di euro.
Nel nostro Paese il peso del trasporto su gomma è del 66% sul totale, contro una media dell’80% dei paesi direttamente paragonabili come Germania e Francia, tuttavia l’Italia ha il parco circolante tra i più vetusti e inquinanti, con un’età media di 14 anni.
“Il PNRR apre nuove sfide e nuove opportunità per il rinnovo del sistema logistico e in particolare per il trasporto merci su gomma”, ha affermato Marc Aguettaz, Country Manager Italia di GiPA, nel corso della presentazione dello studio, che indica come con un piano di rinnovo del parco di durata superiore a dieci anni, l’età media dei veicoli non migliorerebbe.
“Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del settore trasporto merci a lunga distanza e per la logistica urbana, sarà fondamentale il contributo di tutte le tecnologie”, ha aggiunto Paolo A. Starace, Presidente ella Sezione Veicoli Industriali. Già oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, i veicoli sono sempre meno inquinanti e più sicuri, ma deve essere fatto di più per accelerare il rinnovo del parco. Tra i veicoli industriali circolanti solo il 21,6% è dotato di dispositivi obbligatori come la frenata autonoma d’emergenza e il mantenimento di corsia, il 51,8% è dotato di tachigrafo elettronico e il 6% di tachigrafo intelligente. Per accompagnare la transizione ecologica, oltre a un “vigoroso piano” al massimo decennale per il rinnovo dei mezzi, l’UNRAE indica una serie di proposte, a partire dalla creazione di un tavolo tecnico con le Istituzioni competenti per l’adeguamento delle norme del Codice della Strada allo sviluppo tecnologico e di business del settore, dando inoltre attuazione alle disposizioni riguardanti la lunghezza massima degli autoarticolati a 18,75 metri, alla revisione dei mezzi ai privati, alla normativa sui trasporti eccezionali.
Sul Codice della Strada è intervenuto il Direttore Generale per la Motorizzazione, Pasquale D’Anzi per ribadire il ruolo della Direzione generale nel recepire le domande e fornire risposte certe al settore dell’autotrasporto in direzione dei cambiamenti auspicati: “Un esempio – ha spiegato – è la Legge 156/2021 che, tra altre norme di natura tecnica, permette di effettuare le revisioni anche per i mezzi pesanti e rimorchi in officine private autorizzate. Il Decreto attuativo, emanato a novembre, prevede l’istituzione di un registro unico degli ispettori che sarà regolato con decreto dirigenziale atteso entro la fine dell’anno o inizio del prossimo. Con il registro unico si prevede una riduzione del 6-8 % dei tempi di attesa per la revisione e si punta all’obiettivo del 100% dei mezzi revisionati per massimizzare la sicurezza del sistema”.
Per quanto riguarda la categoria degli autisti (in Italia ne mancano attualmente 20 mila e oltre il 45% ha più di 50 anni), il presidente Paolo A. Starace chiede il rilancio del Progetto giovani conducenti e un piano di sostegno alla formazione professionale da sviluppare in collaborazione con il Comitato Centrale dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori.
Enrico Finocchi, Presidente del Comitato Centrale, ha messo l’accento sulla sfida ecologica, che impone al settore impegni concreti per la soluzione dei vincoli ambientali, e sulle sfide riguardanti direttamente i professionisti dell’autotrasporto: “Mancano oggi almeno 20 mila autisti in Italia e occorre trovare soluzioni per riportare i giovani a intraprendere questa professione. Con questo obiettivo sarà convocato a breve un tavolo tecnico con Autoscuole, Case produttrici, Associazioni del mondo del trasporto e Istituzioni, per trovare soluzioni efficaci e sostenibili per colmare questo gap di risorse umane, che non è solo italiano ma globale”.
In tema di transizione ecologica, Starace propone tra l’altro il blocco programmato alla circolazione dei veicoli più inquinanti e meno sicuri, la rimodulazione del bollo e il rimborso di pedaggi e accise in base al criterio ‘chi inquina pagà, la defiscalizzazione dei biocarburanti, oltre allo sviluppo della rete di ricarica dei mezzi elettrici e a idrogeno.
“Infine – conclude Paolo A. Starace – è necessario proseguire e rafforzare le politiche di sostegno al rinnovo del parco circolante, incentivando la rottamazione anche per i rimorchiati, mentre a favore delle imprese è necessario prorogare e ampliare il credito d’imposta estendendolo a tutto il 2024, e rifinanziando senza soluzione di continuità la Legge Nuova Sabatini”.
(ITALPRESS).
Potrebbero interessarti
-
Meloni incontra Takaichi a Roma: “Straordinaria sintonia tra Italia e Giappone. Su GCAP finalmente entrati nella fase operativa”
-
Romano “Vannacci? Chi vuole governare deve unire il Paese, non dividerlo”
-
Infrastrutture, Morelli “Ponte sullo Stretto non è una spesa ma un investimento”
-
RE2sources accelera, nel mirino il podio dei produttori di biometano in Italia
-
Bebe Vio e Caressa fra i protagonisti della 30^ edizione del Premio Menarini
-
Radioligandi, l’evoluzione del sistema passa dai nuovi modelli organizzativi
Cronaca
RE2sources accelera, nel mirino il podio dei produttori di biometano in Italia
Pubblicato
15 minuti fa-
15 Giugno 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il Gruppo RE2sources chiude l’esercizio 2025 con un’ambizione dichiarata: salire sul podio dei produttori di biometano in Italia. Un obiettivo che poggia su un piano industriale di crescita fondato sull’aumento dei volumi, sull’integrazione a valle della catena del valore e su mirate operazioni di M&A.
Alla base di questa accelerazione, un anno di consolidamento strutturale che ha rimesso al centro gli impianti, l’efficienza e la solidità finanziaria. I ricavi aggregati di Gruppo si attestano a 28,5 milioni di euro, con un contribution margin di 13,3 milioni di euro, mentre la posizione patrimoniale conferma la robustezza del Gruppo: patrimonio netto a 201,1 milioni di euro, rapporto debito/patrimonio netto al 10% e disponibilità liquide per 13,5 milioni di euro.
“Il successo che ha segnato l’anno porta il nome di Bionet – si legge in una nota -. Nel corso del 2025 è stata completata la prima fase di un impianto all’avanguardia per tecnologia e impatto ambientale, destinato – a regime – a trattare 54.000 tonnellate all’anno di frazione organica derivante dalla raccolta differenziata. Un investimento che amplia in modo decisivo la capacità del Gruppo e che incarna la sua missione: trasformare i rifiuti organici in energia rinnovabile, restituendo valore all’ambiente e al territorio”.
Sul fronte produttivo, l’impianto di riferimento del Gruppo ha superato i 30.700 MWh di biometano, con una disponibilità media di trattamento dell’89%. Gli altri siti hanno completato interventi infrastrutturali rilevanti – dal raddoppio dell’osmosi inversa al debottlenecking dei sistemi di trattamento acque, fino all’upgrading dei sistemi di pressatura – che proietteranno i loro effetti sui risultati già dai prossimi trimestri.
“La forza del Gruppo si misura anche nella fiducia degli investitori – prosegue la nota -. L’ingresso di VE1 nella compagine societaria, accanto ad Arjun, garantisce le sinergie strategiche e finanziarie necessarie a sostenere il piano industriale di medio-lungo termine. Un segnale chiaro: capitali esteri scelgono RE2sources, confermandone solidità e lungimiranza.
Con immobilizzazioni nette superiori a 220 milioni di euro, un patrimonio netto di 201,1 milioni di euro e un rapporto debito/patrimonio netto contenuto al 10%, RE2sources si presenta come una realtà solida e ben capitalizzata, pronta a esprimere pienamente la redditività dei propri asset infrastrutturali a partire dal 2026”.
“Il 2025 è stato un anno di consolidamento strutturale e di investimento sul futuro. Abbiamo completato lavori fondamentali che rafforzeranno la nostra capacità produttiva già dai prossimi trimestri. La valorizzazione dei rifiuti organici e del biometano è una delle opportunità più rilevanti della transizione energetica italiana, e siamo posizionati per catturarne il valore. Il 2026 sarà l’anno in cui i frutti di questi investimenti diventeranno visibili nei risultati”, afferma il presidente Alessandro Massone (nella foto), che aggiunge: “RE2sources si pone come player di sistema per l’obiettivo strategico di ridurre la dipendenza energetica del Paese. In questa direzione, ci auguriamo che il Governo voglia dedicare parte dei 14 miliardi previsti dall’Unione Europea allo sviluppo dell’economia circolare: una ricchezza disponibile per l’Italia, capace di trasformare i rifiuti in energia e di rafforzare la nostra sicurezza energetica nazionale”.
“Il Gruppo entra nel 2026 con impianti più efficienti, processi più robusti e una maggiore capacità di trattamento e di valorizzazione dei rifiuti organici. Abbiamo affrontato e risolto le criticità tecniche di ogni sito, portandolo verso la piena maturità operativa”, sottolinea Carlo Gonella, amministratore delegato.
“I nostri sono asset ad alto valore che richiedono tempo per esprimere pienamente la redditività. I siti a regime mostrano già un contributo positivo e la piena valorizzazione degli investimenti realizzati emergerà progressivamente nei prossimi esercizi. La solidità patrimoniale e l’ingresso di nuovi soci confermano la validità del nostro modello e del piano di crescita”, spiega Davide Marzaro, Chief Financial Officer.
– Foto ufficio stampa RE2sources –
(ITALPRESS).
Cronaca
Bebe Vio e Caressa fra i protagonisti della 30^ edizione del Premio Menarini
Pubblicato
15 minuti fa-
15 Giugno 2026di
Redazione
FIRENZE (ITALPRESS) – La famiglia del Premio Internazionale Fair Play Menarini si allarga con due nuovi protagonisti d’eccezione. La campionessa paralimpica Bebe Vio e il giornalista e telecronista sportivo Fabio Caressa, vincitore del Premio speciale Franco Lauro “Narrare le emozioni”, si aggiungono alla lista dei campioni, già svelati al Coni, che il prossimo 2 luglio saliranno sul palco del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per la 30esima edizione della manifestazione. L’annuncio è arrivato questa mattina a Firenze, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026, alla presenza del governatore della Toscana Eugenio Giani, dell’assessora allo sport del Comune di Firenze Letizia Perini e dell’ambasciatore del Fair Play Menarini, Giancarlo Antognoni. L’appuntamento è stato anche l’occasione per assegnare il Premio Fair Play Menarini – Fiamme Gialle “Studio e Sport” 2026, il riconoscimento dedicato a tre studenti-atleti modello capaci di raggiungere ottimi risultati in gara e nel proprio percorso formativo. “Il Premio Internazionale Fair Play Menarini taglia il traguardo storico delle 30 edizioni e si conferma punto di riferimento per la promozione della cultura sportiva e dei suoi valori più autentici a livello nazionale e internazionale”, sottolinea Giani. Per il presidente della Regione Toscana è “una manifestazione che sa guardare al futuro attraverso gli occhi dei nostri giovani, dimostrando che il talento agonistico e l’impegno scolastico non solo possono coesistere, ma rappresentano la formula vincente per formare i cittadini di domani. I giovani atleti protagonisti di oggi sono l’esempio perfetto di una Toscana che eccelle con sacrificio, lealtà e determinazione, portando alto il nome della nostra regione nel mondo”. Istituito dalla Fondazione Fair Play Menarini in collaborazione con il Coni Toscana e i Gruppi Sportivi della Guardia di Finanza, quest’anno il Premio speciale Fiamme Gialle “Studio e Sport” va ad Azzurra Severini. Un curriculum invidiabile, per l’atleta classe 2006. Oro alla prima convocazione in maglia azzurra agli Europei di beach sprint 2024 a Danzica nel doppio misto e argento l’anno dopo, nel Duo Coastal Senior Mix, oltre che diplomata alla maturità con votazione 100/100, è uno dei volti emergenti in questa nuova disciplina del canottaggio, che farà il suo esordio nel programma olimpico a Los Angeles 2028. Insieme al trofeo, Severini si è aggiudicata un’esperienza unica al Centro Sportivo della Guardia di Finanza di Castelporziano, dove potrà allenarsi in compagnia degli altri due finalisti del Premio speciale Fiamme Gialle “Studio e Sport”: il canottiere Tancredi Mancuso e la nuotatrice Letizia Gioffredi. “Dietro ogni medaglia, ogni vittoria e ogni successo scolastico ci sono impegno, sacrificio, determinazione e la capacità di costruire giorno dopo giorno il proprio futuro – commenta Perini – Per questo il Premio speciale Fiamme Gialle ‘Studio e Sport’ rappresenta un riconoscimento particolarmente significativo: valorizza ragazze e ragazzi che dimostrano come la passione per lo sport possa convivere con l’eccellenza nel percorso formativo, trasmettendo un messaggio positivo alle nuove generazioni. Azzurra Severini incarna perfettamente questi valori: i risultati ottenuti a livello internazionale nel beach sprint e il brillante percorso scolastico concluso con il massimo dei voti raccontano una storia di talento, ma soprattutto di costanza, serietà e dedizione. Lo sport insegna disciplina, rispetto delle regole, spirito di squadra e capacità di affrontare le difficoltà, competenze che accompagnano i giovani ben oltre il campo di gara. Firenze è orgogliosa di accogliere ancora una volta il Premio Internazionale Fair Play Menarini, una manifestazione che da trent’anni celebra non soltanto i grandi campioni, ma soprattutto i valori più autentici dello sport. In un tempo in cui abbiamo bisogno di esempi credibili e positivi, storie come quella di Azzurra e degli altri giovani protagonisti di questo premio ci ricordano che talento, studio e impegno possono davvero correre nella stessa direzione”. Manca sempre meno al 2 luglio, la data della cerimonia di premiazione del Fair Play Menarini 2026. Campioni intramontabili, icone di correttezza e talento, saliranno sul palco del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino come portabandiera dello sport leale, il più avvincente che c’è. Oltre a Bebe Vio e Fabio Caressa, l’elenco dei vincitori è ricco di fuoriclasse come Armand Duplantis, Gianfranco Zola, Gregorio Paltrinieri, Achille Polonara, Antonella Palmisano, Chiara Mazzel, Daniele Garozzo, Simone Anzani e il trio composto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti. Confermata anche quest’anno la partnership con Sky TG24 e la presenza di impareggiabili narratori di emozioni come Federico Buffa. “Ogni grande campione è stato, prima di tutto, un giovane con un sogno e la volontà di inseguirlo – aggiungono Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Il Premio speciale Fiamme Gialle ‘Studio e Sport’ nasce proprio per valorizzare quei percorsi in cui talento, impegno e crescita personale corrono nella stessa direzione. Riconoscere questi esempi significa accendere i riflettori su una generazione che interpreta lo sport non soltanto come competizione, ma come occasione di crescita, responsabilità e costruzione del proprio futuro”.
– foto Ufficio Stampa Premio Internazionale Fair Play Menarini –
(ITALPRESS).
Cronaca
Radioligandi, l’evoluzione del sistema passa dai nuovi modelli organizzativi
Pubblicato
16 minuti fa-
15 Giugno 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Le terapie con radioligandi rappresentano un nuovo capitolo della lotta contro il cancro, attraverso l’approccio pionieristico della teranostica, nella quale diagnosi e terapia si integrano; i radioligandi sono in grado di veicolare radiazioni direttamente alle cellule che esprimono il target specifico, con un’azione mirata e rappresentano un’area di ricerca in evoluzione nel trattamento dei tumori avanzati; parallelamente emerge la necessità di modelli organizzativi in grado di rispondere alla nuova domanda di cura.
“La terapia con radioligandi rappresenta un’innovazione rilevante, perchè permette di colpire in modo selettivo la malattia sulla base delle caratteristiche biologiche del tumore – spiega Fabio Calabrò, Direttore UOC Oncologia Medica 1, Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” di Roma -. E’ un approccio che integra diagnosi e trattamento e consente di trattare i pazienti che possono realmente beneficiarne, aprendo nuove opportunità nella medicina personalizzata”.
Novartis è tra le aziende pioniere nello sviluppo delle terapie con radioligandi, oggi considerate tra le piattaforme più avanzate della medicina di precisione in oncologia. In questo contesto, l’Italia rappresenta un nodo strategico per la produzione globale di radioligandi, grazie alla presenza di siti altamente specializzati, come quelli di Ivrea e Saluggia, in grado di garantire la disponibilità di queste terapie per i pazienti a livello internazionale.
Accanto all’innovazione terapeutica emerge oggi una sfida decisiva: la capacità del sistema di tradurre l’innovazione in accesso reale. La crescente domanda, unita a una distribuzione ancora non omogenea delle infrastrutture, rischia di generare disuguaglianze tra i pazienti. Senza un sistema pienamente pronto ad accogliere questa innovazione, anche i progressi più avanzati rischiano di non tradursi in benefici concreti ed equi per tutti.
La diffusione delle RLT richiede infatti un’evoluzione dei modelli organizzativi: più integrazione tra oncologia e medicina nucleare, processi più efficienti e, soprattutto, un potenziamento della capacità operativa dei centri per garantire una presa in carico tempestiva ed una continuità assistenziale.
Il monitoraggio dei centri evidenzia un progressivo rafforzamento della capacità del sistema di accogliere l’innovazione sul territorio nazionale, con un totale di 47 centri attivi distribuiti in 18 regioni italiane, ma al tempo stesso mostra una distribuzione non uniforme, con una maggiore concentrazione nelle regioni del Nord e Centro. In particolare, la Lombardia si conferma come una delle aree a maggiore densità di centri, seguita da Lazio, Campania ed Emilia-Romagna, mentre alcune regioni del Sud e delle Isole, come Calabria e Sardegna, risultano rappresentate da un numero più limitato di strutture. Questo andamento riflette un sistema in evoluzione nella sua capacità organizzativa e assistenziale, ma ancora caratterizzato da differenze territoriali.
Nel complesso, i dati evidenziano quindi un duplice trend: da un lato, il consolidamento della rete nazionale e l’ampliamento dell’offerta, dall’altro la necessità di proseguire nel rafforzamento dei modelli organizzativi e delle reti regionali per garantire un accesso sempre più equo e omogeneo alle cure su tutto il territorio.
“La diffusione della terapia con radioligandi pone sfide organizzative rilevanti, sia in termini di capacità dei centri sia di accesso per i pazienti – dichiara Claudio Rossetti, Direttore S.C. Medicina Nucleare Ospedale Niguarda e Coordinatore del Dipartimento interaziendale di Medicina Nucleare della Lombardia -. La collaborazione tra centri è un fattore chiave: modelli condivisi permettono di gestire in modo coordinato le diverse fasi del trattamento, migliorando l’accessibilità e la qualità della presa in carico”.
In questa direzione si inseriscono esperienze concrete come il progetto RE-MODEL, sviluppato da Novartis in collaborazione con il Politecnico di Milano, che dimostrano come sia possibile ripensare l’organizzazione dei percorsi di cura per ottimizzare i flussi, aumentare la capacità dei centri e rendere l’innovazione realmente accessibile su tutto il territorio. Il progetto, realizzato con il coinvolgimento di oltre 20 centri di Medicina Nucleare a livello nazionale, ha evidenziato come modelli organizzativi evoluti, che abilitino una gestione diurna del paziente, possano portare a un incremento della capacità operativa fino all’80%, consentendo di trattare fino al 15% in più di pazienti attraverso un utilizzo più efficiente delle risorse a disposizione e una rimodulazione dell’impiego di spazi e personale producendo un aumento di oltre il 40% dell’indice di rotazione dei posti letto.
“Oggi il valore dell’innovazione si misura anche nella capacità del sistema di renderla concretamente accessibile. Per questo diventa centrale la capacità del sistema sanitario di accogliere e integrare questa innovazione: accanto alla disponibilità della piattaforma terapeutica, servono organizzazione, integrazione multidisciplinare e adeguata capacità operativa dei centri. La sfida oggi non è solo innovare, ma rendere l’innovazione realmente disponibile per tutti”, conclude Marco Amorese, Head of Innovation, Business Excellence & Execution and Mature Brands, Novartis.
– Foto ufficio stampa Novartis –
(ITALPRESS).


Meloni incontra Takaichi a Roma: “Straordinaria sintonia tra Italia e Giappone. Su GCAP finalmente entrati nella fase operativa”
Romano “Vannacci? Chi vuole governare deve unire il Paese, non dividerlo”
Infrastrutture, Morelli “Ponte sullo Stretto non è una spesa ma un investimento”
RE2sources accelera, nel mirino il podio dei produttori di biometano in Italia
Bebe Vio e Caressa fra i protagonisti della 30^ edizione del Premio Menarini
Radioligandi, l’evoluzione del sistema passa dai nuovi modelli organizzativi
L’assessore Guidesi presenta il “Pacchetto Innovazione” da 255 milioni
Scoperta frode fiscale da 200 milioni in Lombardia, 8 arresti
Pichetto “Riapertura Hormuz per far calare i prezzi” / Video
Mafia, blitz a Palermo contro mandamento Resuttana con 13 arresti
Voghera, 3 candidati sindaci, 14 liste, 307 nomi: la città si prepara al voto
VARZI IN FIERA 2026 – DI REMO TAGLIANI
VERSO LE CELEBRAZIONI IN ONORE DI UGO FOSCOLO
TG NEWS 20/04/2026
Via libera definitivo Camera a Dl Commissari, Mit “Grandi opere motore sviluppo”
Radio Pavia Breakfast News – 25 maggio 2026
Terzo Valico dei Giovi, ultimata la tratta Castagnola-Vallemme
Pompe di calore, in 20 anni giro d’affari + 500% da 15 a 90 miliardi di euro
Folla commossa a Padova per l’ultimo saluto ad Alex Zanardi, sull’altare la sua handbike
Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 13 Maggio 2026
Festa di laurea abusiva all’area Vul, sgomberati sessanta giovani sulle rive del Ticino
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 15 giugno 2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 15 giugno 2026
VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 14 GIUGNO 2026
S. MESSA DI DOMENICA 14 GIUGNO 2026 – XI DEL TEMPO ORDINARIO / A
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 14 giugno 2026
Tari anche sugli immobili sfitti, a Pavia cambia il regolamento
QuiEuropa Magazine – 14 Giugno 2026
Turismo Magazine – 13 Giugno 2026
Crescere Insieme – 14 Giugno 2026
Primo piano
-
Cronaca24 ore faLecco, scontro in galleria tra un’auto e una moto: morto un 18enne
-
Sport21 ore faF1, la Ferrari torna a vincere: Hamilton trionfa a Barcellona davanti a Russell. Ritiri per Antonelli e Leclerc
-
Cronaca19 ore fa
La Voce Pavese – Tari anche sugli immobili sfitti, a Pavia cambia il regolamento
-
Cronaca20 ore faTrionfo Ferrari a Barcellona: vince Hamilton su Russell, Antonelli e Leclerc out
-
Sport21 ore faGianni De Biasi compie 70 anni: “Aspetto la panchina giusta”
-
Cronaca18 ore faAccordo Usa-Iran, Trump “Slitta di qualche ora firma a distanza, fra una settimana in Europa”
-
Sport17 ore faLa Germania dilaga dopo lo spavento iniziale, Curacao battuto 7-1
-
Politica14 ore faSchlein “Quando si andrà a votare noi pronti, no a larghe intese”

