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LA VOCE PAVESE – ADOLESCERE, LA CITTADELLA DELLE RELAZIONI E DELLA TUTELA MINORI

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LA VOCE PAVESE – ADOLESCERE, LA CITTADELLA DELLE RELAZIONI E DELLA TUTELA MINORI
Fondazione Adolescere di Voghera ha chiamato a raccolta ieri il mondo istituzionale e gli esperti dell’educazione per fare il punto su una missione quotidiana cui lo storico ente adempie ogni giorno, nel silenzio, per rafforzare educazione e relazioni ma anche per soccorrere famiglie in difficoltà. Presenti all’appuntamento la sindaca di Voghera, Paola Garlaschelli, l’assessore ai Servizi Sociali, Federico Taverna, insieme ad alcuni colleghi assessori e consiglieri comunali ma anche l’assessore regionale alla Famiglia, Elena Lucchini, e il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Pavia, Giovanni Palli, che per statuto nel suo ruolo istituzionale è anche Presidente di Fondazione Adolescere. L’occasione è servita per fare il punto su alcune emergenze territoriali e per riflettere sul bisogno che gli enti locali hanno dei livelli istituzionali più alti per fare fronte a spese sociali che pesano notevolmente sui bilanci. La parola d’ordine era e resta però solo una: "prevenzione". L’assessore Taverna ha ricordato: "Il sociale non è una spesa ma un investimento, per evitare l’insorgere di danni e difficoltà che diventa poi difficile sanare". Al tavolo dei relatori, ieri, anche la direttrice di Fondazione Adolescere, Silvia Armandola, la coordinatrice area promozione, Fabienne Guiducci, la coordinatrice area prevenzione, Benedetta Lombardini, gli educatori del centro per le famiglie Alessia Martinotti e Paolo Camozzi insieme alla coordinatrice del servizio tutela minori, Daniela Guarneri. Adolescere ha sede a Voghera ma ha strutture importanti in tutto l’Oltrepò Pavese (Setteborghi, Penicina e Pietragavina) nonché una forte e consolidata rete di collaborazioni con le maggiori università italiane nell’ambito delle tematiche educative.

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Tg News 07/01/2026

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Tg News 07/01/2026
ROMA (ITALPRESS) Crans-Montana, i funerali dei ragazzi italiani morti nel rogo – Capotreno ucciso a Bologna, Jelenic aveva ordine di allontanamento – Usa sequestrano due petroliere legate al Venezuela – Rubio esclude opzione militare su Groenlandia – Ondata di neve e gelo in Europa – Bardot, l’addio all’attrice a Saint-Tropez – Torna a correre l’inflazione a Dicembre – Il padre di Chiara a Valditara: “Abbiamo sete di verità” – Previsioni 3B Meteo 8 Gennaio.

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BREAKING NEWS 7/1/2025

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BREAKING NEWS 7/1/2025
I fatti del giorno: Funerali di Chiara e Achille, lutto a Milano per strage Crans Montana – Ferroviere ucciso, arrestato croato in fuga a Desenzano – Piastra per capelli fa scoppiare incendio a Corteolona – Svaligiata nella notte caserma dei vigili del fuoco di Mede – Suicida in carcere a Cremona l’omicida di Chignolo Po –- Aumentano accessi ai Pronto Soccorso per influenza e polmonite – Pronto Meteo Lombardia 8 Gennaio.

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Ferroviere ucciso a Bologna, il sospettato era già noto a Pavia

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Ferroviere ucciso a Bologna, il sospettato era già noto a Pavia

Il presunto killer del capotreno ucciso alla stazione di Bologna era già transitato più volte da Pavia ed era stato anche controllato dalle forze dell’ordine. Marin Jelenic, croato di 36 anni senza fissa dimora, viveva spostandosi sui treni regionali tra Lombardia ed Emilia-Romagna. L’ultimo passaggio documentato a Pavia risale al 30 dicembre, quando fu fermato per un controllo e trovato in possesso di un coltello di 24 centimetri poi sequestrato. Non avendo opposto resistenza, venne lasciato andare.

Jelenic è stato fermato la sera del 6 gennaio alla stazione di Desenzano del Garda. È accusato di omicidio volontario aggravato per la morte del capotreno trentiquattrenne Alessandro Ambrosio, colpito a coltellate all’addome il 5 gennaio nel parcheggio riservato ai dipendenti ferroviari, vicino alla stazione di Bologna. Dopo l’aggressione, l’uomo si è allontanato in treno verso Milano, dando il via a una lunga fuga.

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Le indagini ricostruiscono una scia di segnalazioni in diverse città, tra cui Pavia, Milano, Lodi, Reggio Emilia e Bologna, per episodi di ubriachezza molesta, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. A Pavia alcuni testimoni lo avevano notato in atteggiamenti molesti nei giorni precedenti al delitto.

La vittima, Alessandro Ambrosio, è morta poco dopo l’arrivo dei soccorsi per un arresto cardiaco conseguente alla grave ferita. Il movente dell’omicidio resta da chiarire. Intanto i sindacati hanno proclamato uno sciopero regionale del trasporto ferroviario in Emilia-Romagna per chiedere maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro dopo l’uccisione del collega.

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