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Politica

Papa “Anche se qualcuno lo sperava non ho motivi seri per rinunciare”

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ROMA (ITALPRESS) – “Penso che il ministero petrino sia ad vitam e dunque non vedo condizioni per una rinuncia. Le cose cambierebbero se subentrasse un grave impedimento fisico, e in quel caso ho già firmato all’inizio del pontificato la lettera con la rinuncia che è depositata in Segreteria di Stato. Se questo dovesse succedere, non mi farei chiamare Papa emerito, ma semplicemente vescovo emerito di Roma, e mi trasferirei a Santa Maria Maggiore per tornare a fare il confessore e portare la comunione agli ammalati. Ma questa è un’ipotesi lontana, perché davvero non ho motivi talmente seri da farmi pensare a una rinuncia. Qualcuno negli anni forse ha sperato che prima o poi, magari dopo un ricovero, facessi un annuncio del genere, ma non c’è questo rischio: grazie al Signore, godo di buona salute e, a Dio piacendo, ci sono molti progetti ancora da realizzare”. Così Papa Francesco nella sua autobiografia “Life. La mia storia nella Storia”, scritta con Fabio Marchese Ragona, vaticanista Mediaset e suo amico personale, di cui “Il Corriere della Sera” anticipa i passi salienti.
Bergoglio è rimasto ferito da chi ha scritto che “Francesco sta distruggendo il papato”. “Cosa posso dire? Che la mia vocazione è quella sacerdotale: prima di tutto sono un prete, sono un pastore, e i pastori devono stare in mezzo alle persone…È vero che quella del Vaticano è l’ultima monarchia assoluta d’Europa, e che spesso qui dentro si fanno ragionamenti e manovre di corte, ma questi schemi vanno definitivamente abbandonati”. Nel conclave del 2013 “c’era una gran voglia di cambiare le cose, di abbandonare certi atteggiamenti che purtroppo ancora oggi fanno fatica a sparire. C’è sempre chi cerca di frenare la riforma, chi vorrebbe rimanere fermo ai tempi del Papa-re”.

– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Politica

Perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede del Garante della Privacy

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ROMA (ITALPRESS) – Secondo quanto anticipato da la Repubblica, perquisizioni da parte della Guardia di Finanza sono in corso nella sede del Garante della privacy. Gli accertamenti rientrerebbero nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco. Gli investigatori stanno procedendo al sequestro di telefoni cellulari e computer per acquisire elementi utili all’indagine. Il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, risulterebbe indagato. Nell’inchiesta, che riguarda il collegio del Garante, sono ipotizzati i reati di peculato e corruzione. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco e il fascicolo sarebbe stato aperto a seguito dei servizi di Report, sulle spese di rappresentanza dei componenti dell’Autorità.

Sarebbero indagati anche gli altri componenti del collegio, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. In un post sui social, il conduttore di Report, Sigfriudo Ranucci, scrive: “Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della privacy. In seguito ai servizi di report, la procura ha aperto un’indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio e la mancata sanzione nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban stories”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Dalla Camera via libera al Decreto Transizione 5.0, è legge

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ROMA (ITALPRESS) – L’Aula della Camera, con 156 voti a favore e 115 contrari, ha approvato in via definitiva il dl recante recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili, già approvato al Senato. Tra le novità introdotte c’è la modifica delle norme sul golden power.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Meloni arrivata a Tokyo, obiettivo salto di qualità nei rapporti Italia-Giappone

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ROMA (ITALPRESS) – La presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, è giunta questa mattina a Tokyo per la seconda tappa della missione ufficiale nel continente asiatico. Per la giornata odierna non sono previsti appuntamenti ufficiali, mentre domani è in programma un incontro presso la residenza ufficiale del primo ministro giapponese, Sanae Takaichi. Intanto, in un editoriale congiunto pubblicato sui quotidiani Corriere della Sera e Nikkei, Meloni e Takaichi sottolineano come “Italia e Giappone sono determinati a costruire un futuro di sicurezza, pace, prosperità e stabilità. In questo momento storico in cui ricorre il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra le nostre due nazioni, siamo pienamente consapevoli della responsabilità che i cittadini ci hanno affidato, e siamo impegnate a compierla al massimo delle nostre capacità. Italia e Giappone sono grandi nazioni creative e innovative e insieme possiamo diventare protagoniste in un futuro di progresso condiviso”.

Inoltre “la nostra convergenza strategica bilaterale si riflette nell’impegno per rafforzare il coordinamento nei principali organismi multilaterali, dal G7 alle Nazioni Unite, e difendere un ordine internazionale fondato su regole condivise e sulla forza del diritto. Un elemento distintivo di questa visione è la volontà di impegnarci attraverso il Mediterraneo allargato e l’Indo-Pacifico, spazi geopolitici centrali negli equilibri globali. In questa visione condivisa, la sicurezza economica assume un’importanza sempre maggiore. Siamo convinte che sia fondamentale sviluppare le interconnessioni e rendere le catene di fornitura più forti, sicure e resistenti agli shock esterni. Al tempo stesso, intendiamo continuare a lavorare per rafforzare la competitività delle nostre aziende, contrastando pratiche economiche sleali che distorcono il mercato e assicurando che possano operare in condizioni di parità, perché il commercio può essere libero, solo se è anche equo. La nostra visione comune si proietta anche verso il Sud Globale, incluso l’Africa”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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