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Cronaca

Traumi del volto, le novità della chirurgia maxillo-facciale

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ROMA (ITALPRESS) – Gli interventi di ricostruzione del volto sono diventati primari a causa degli incidenti legati ad alcune attività quotidiane in casa o sul lavoro. Le cause primarie sono incidenti domestici (38%); seguono i traumi sportivi (31%), incidenti stradali (12%) ed episodi di violenza (12%). Nel 60% si tratta di pazienti sotto i 30 anni. E’ quanto emerso nel 27° Congresso della European Association for Cranio Maxillo Facial Surgery – EACMFS, che si è recentemente tenuto a Roma alla presenza di tremila specialisti di oltre cento Paesi. A guidare i lavori due italiani, il professor Manlio Galiè, Presidente EACMFS, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e docente del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione dell’Università di Ferrara, e il professor Valentino Valentini, Presidente del Comitato Scientifico del Congresso e Professore Ordinario in Chirurgia Maxillo Facciale presso l’Università La Sapienza e direttore UOC Chirurgia Maxillo-Facciale Policlinico Umberto I di Roma.
“A provocare la maggior parte dei traumi maxillo-facciali sono attività considerate semplici e non a rischio – spiega il professor Galiè – Secondo una casistica di 9.543 interventi rilevati dalla letteratura internazionale, la più grande statistica sulla frequenza dei traumi, il 38% dei casi è legato a incidenti domestici, che coinvolgono soprattutto uomini. Le cause possono essere legate all’uso incosciente di motoseghe o a cadute da una scala o da un’altalena per i bambini”.
Vi sono poi i nuovi incidenti stradali. “Se negli ultimi decenni l’obbligo di cinture, caschi, airbag aveva contribuito a far diminuire le fratture di naso, zigomi, mandibole, mascelle, negli ultimi cinque anni a Roma e nelle grandi metropoli vi è stata un’inversione di tendenza – sottolinea il professor Valentini – Il casco integrale, che metterebbe a riparo quasi tutto l’impianto maxillo-facciale, è poco diffuso, a vantaggio di caschi più leggeri, talvolta neppure omologati. Inoltre, vi è stato un significativo aumento di scooter e monopattini, con questi ultimi particolarmente esposti agli incidenti: non prevedono l’obbligo di un casco e hanno una struttura leggera, con rotelle piccole e un semplice manubrio a governarli; le infrastrutture poi non sono sempre sicure. La conseguenza è che quando si cade si tende a sbattere il volto per terra con maggiore frequenza e intensità. In breve, questa nuova mobilità ha portato a uno stravolgimento dei traumi da strada che sta cambiando l’eziologia e i tipi di fratture, visto l’impatto violento che subisce il volto”.
In ambito sportivo ci sono alcuni casi noti di atleti che utilizzano le mascherine per proteggersi dopo importanti interventi, come il francese Kylian Mbappè agli scorsi europei o Victor Osimhen le ultime stagioni col Napoli. La chirurgia maxillo-facciale ha proprio in chi fa sport il 31% dei casi. “Spesso i traumi dovuti a scontri sportivi si verificano anche a livello giovanile, con fratture del naso, dello zigomo, dell’orbita, della mandibola – sottolinea Galiè – L’agonismo è diventato esasperato e i traumi sportivi aumentano, soprattutto in sport come calcio, basket, ciclismo, sci, in quanto sono previste meno protezioni e ci sono dinamiche che tendono a proiettare il volto in avanti. Per praticare sport bisogna essere allenati e capire quando possa essere opportuno fare un passo indietro”.
Le grandi città sono poi vittime di un aumento di episodi di violenza. “L’incremento della microcriminalità a scopo di rapina o la semplice diffusione di baby gang ha comportato un impatto anche nel campo chirurgico, dove tra i traumi da aggressione sono sempre più frequenti le ferite da armi da taglio, talvolta anche complesse da sanare – aggiunge Valentini – Il volto, infatti, oltre che dai vasi sanguigni è caratterizzato anche dalla presenza dei nervi, tra cui il nervo facciale che fa muovere la muscolatura del volto. Un centro di chirurgia maxillo-facciale deve dunque essere pronto per affrontare le lesioni nervose oltre che le fratture del volto”.
Per far fronte a questi nuovi tipi di traumi, la chirurgia maxillo-facciale si è attrezzata con novità tecnologiche: chirurgia mini-invasiva, endoscopia, intelligenza artificiale rappresentano le ultime frontiere in grado di minimizzare e in alcuni casi di eliminare gli effetti di traumi violenti, oltre che di malformazioni e delle conseguenze dei tumori della zona testa-collo. Il volto umano, infatti, è il nostro biglietto da visita, il riflesso delle nostre emozioni e la chiave per le nostre relazioni: per questo la chirurgia maxillo-facciale si rivela una risorsa vitale per restituire non solo la funzionalità, ma anche la dignità e l’autostima ai pazienti.
Al 27° Congresso EACMFS è giunto anche il contributo del professor Eduardo Rodriguez, direttore del dipartimento di chirurgia plastica del Nyu Langone a New York, che nel 2023 ha realizzato il primo trapianto al mondo di un occhio intero – e di parte del viso – eseguito su un uomo americano di 46 anni sopravvissuto a un gravissimo infortunio sul lavoro dovuto a una scossa dall’alto voltaggio elettrico. Ciò non significa che abbia recuperato la vista, ma la qualità del bulbo oculare e la retina sono tornate molto buone. D’altronde l’intento non era tornare a vedere, ma favorire la ricerca in vista di successivi progressi.
“Da questo caso si potrebbero aprire nuove frontiere per il recupero della vista in pazienti con traumi, malformazioni, neoplasie che hanno provocato la perdita di un occhio – afferma il professor Galiè – Tuttavia, il percorso è ancora da costruire e deve essere sempre improntato alla tutela del paziente. La tecnologia sta eliminando progressivamente ogni limite, ma bisogna fare considerazioni dal punto di vista etico, morale, psicosociale e di sostenibilità, tenendo al centro non la tecnologia ma il paziente stesso”.

– foto ufficio stampa Diessecom –
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Varese, frode fiscale transnazionale. 300 perquisizioni e sequestri per 11 mln / Video

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VARESE (ITALPRESS) – Il Nucleo P.E.F. Varese della Guardia di Finanza, in collaborazione con personale del Nucleo P.E.F. Milano, nell’ambito dell’operazione “Hermes”, coordinata da EPPO – Uffici di Milano e Palermo, relativa ad una strutturata frode carosello all’IVA nel settore del commercio dei prodotti elettronici/informatici trasversale a più Stati UE, ha eseguito un‘Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e un Decreto di sequestro preventivo emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano.

Le misure cautelari personali riguardano 6 soggetti (2 in carcere domiciliati a Roma, 1 agli arresti domiciliari in provincia di Bergamo e 3 con obbligo di dimora in provincia di Salerno e Roma) mentre il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, è stato disposto relativamente a beni, valori e denaro, riconducibili a 8 indagati e 3 imprese coinvolte, fino a concorrenza di circa 11 milioni di euro.

Per la parte italiana della frode, sono 93 le società coinvolte, operanti nelle provincie di Bergamo, Milano, Roma, Salerno, Como e Brescia, per un volume complessivo di fatture false di oltre 450 milioni di euro, riferito al quadriennio 2022-2025. L’attività si inquadra in un più ampio dispositivo che ha visto operare, simultaneamente, sotto l’egida dei singoli uffici della Procura Europea dei Paesi coinvolti, coordinati dall’Ufficio Centrale di EPPO Lussemburgo, anche collaterali organi di polizia e/o agenzie esteri di Spagna, Malta, Portogallo, Francia, Austria, Paesi Bassi e Germania, presso le abitazioni, le sedi e gli uffici di persone fisiche e/o giuridiche a vario titolo collegate al sistema di frode, dove sono state altresì eseguite misure cautelari ed effettuate perquisizioni e sequestri.

Per la parte italiana, sono stati operati, anche, sequestri di denaro depositato presso banche svizzere. L’operazione “Hermes” ha coinvolto gli uffici dell’EPPO a Madrid (Spagna), Porto (Portogallo), Milano e Palermo (Italia), Parigi (Francia), Graz (Austria), La Valletta (Malta), Bucarest (Romania), Rotterdam (Paesi Bassi), Francoforte (Germania) e Vilnius (Lituania) e ha potuto contare sul sostegno di Europol e delle Forze dell’ordine e delle Agenzie fiscali di quei Paesi. Le frodi carosello vengono realizzate sfruttando il regime di non imponibilità ai fini IVA previsto per le operazioni commerciali intracomunitarie, interponendo, in un’operazione tra imprese di Paesi diversi, un soggetto economico fittizio, c.d. “cartiera” (o società fantasma o missing trader), che acquista la merce dal fornitore comunitario senza l’applicazione dell’IVA per poi rivenderla ad un’impresa nazionale (anch’essa coinvolta nella frode) con l’applicazione dell’IVA ordinaria italiana.

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E’ in questa fase che si realizza la condotta fraudolenta, in quanto la società “cartiera”, invece di vendere la merce maggiorata del proprio utile e versare l’IVA incassata dalla sua cessione, la vende sottocosto senza versare all’Erario l’imposta indicata sulla relativa fattura emessa. La missing trader, infatti, sprovvista di strutture operative e di dipendenti, di norma gestita da prestanome, senza adempiere ad alcun obbligo fiscale, oltre quello di emettere fatture soggettivamente false, dopo una breve vita (massimo 24 mesi) viene fatta cessare e sostituita da altra impresa dalle analoghe caratteristiche.

Lo schema fraudolento, che consente di immettere sul mercato nazionale beni a prezzi molto concorrenziali, prevede sovente ulteriori passaggi in cui la merce viene venduta, sempre sottocosto, a favore di altre imprese italiane (c.d. filtro o buffer), inserite nel circuito con l’esclusiva finalità di rendere più difficile l’identificazione dello schema e dei suoi beneficiari finali, rappresentati dalle società c.d. broker ovvero imprese effettivamente operative che, acquistando il prodotto dalla buffer con applicazione dell’IVA, vantano nei confronti dell’Erario il credito IVA corrispondente.

Possono quindi rivendere la merce sul mercato interno, approfittando del prezzo d’acquisto artificiosamente concorrenziale, oppure rivenderla all’estero spesso alle stesse aziende comunitarie che hanno avviato la catena commerciale vendendo originariamente alla missing trader, per far sì che il carosello ricominci.

Il danno per l’Unione Europea è costituito dall’IVA indicata nelle fatture emesse dalle missing traders o “cartiere”, che hanno acquistato la merce senza applicare l’imposta e che la collocano sul mercato nazionale applicandola invece al compratore, senza però versarla all’Erario, ma ripartendola tra i complici della frode.

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(ITALPRESS).

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Foto: Guardia di Finanza

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Ue, Crosetto “Sulla difesa comune l’Italia contribuisce per il 33%”

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ROMA (ITALPRESS) – Sulla difesa comune “l’Italia contribuisce, da sola, per il 33% a tutte le missioni europee: ci vogliono la seconda, la terza e la quarta contributrice europea per eguagliare il nostro contributo in personale, assetti e mezzi”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, sull’attacco alla base di Tàif e sulla presenza di militari italiani in Arabia Saudita. “L’Italia è seguita dalla Grecia con il 14% la Spagna con il 10,8%, la Romania con il 9%, la Francia con l’8,2% – ha aggiunto Crosetto – l’Austria con il 5,2%, i Paesi Bassi con il 4,3%, la Polonia con il 3,1%, il Portogallo con il 2,6%, il Belgio con l’1,7%, la Germania con l’1,6%, la Slovacchia con l’1,3%, l’Ungheria con l’1%, tutti gli altri Paesi con meno dell’1%”.
Crosetto ha poi precisato che “nell’ultimo attacco degli Houthi alla base di Tàif la sicurezza dei militari italiani non è stata intaccata, gli stessi Houthi abbiano dichiarato che il danneggiamento del nostro velivolo non figurava tra i loro obiettivi intenzionali, non ritenendosi in guerra con l’Italia, e non volendo coinvolgere il nostro paese, come hanno precisato essi stessi più volte”.
“La base ha una protezione multistrato che tuttavia non può
garantire come, ovvio, il rischio zero, specie a fronte di minacce portate avanti da oggetti particolarmente piccoli e lenti – ha aggiunto Crosetto – sono state adottate misure per incrementare ulteriormente le condizioni di sicurezza per tutti gli assetti, in particolare per quegli aerei”.

– foto ufficio stampa Camera –
(ITALPRESS).

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Tajani “Ferma condanna per gli attacchi russi in Ucraina, il Governo è con Kiev”

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ROMA (ITALPRESS) – “Esprimo la ferma condanna per i continui attacchi russi contro l’Ucraina, che colpiscono Kiev e altre 12 regioni, facendo decine di vittime soprattutto fra i civili. Solo nel raid che ha colpito un condominio a Chernihiv ci sono stati 22 morti”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

“La gravità e l’intensità degli attacchi, che hanno colpito in particolare infrastrutture energetiche e aree residenziali, confermano la scarsa volontà della Russia di imboccare la strada del negoziato e rischiano di aggravare ulteriormente le condizioni della popolazione ucraina in vista dell’inverno – aggiunge –. La mia più sincera vicinanza alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie. Il Governo italiano continuerà a essere al fianco di Kyiv, lavorando per creare le condizioni per una pace giusta e duratura, fondata sul rispetto della sovranità, dell’indipendenza e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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