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VOGHERA, IL COMMERCIO DIVENTA SMART CON TABUI: TUTTI I NEGOZI A PORTATA DI APP

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Portare il commercio vogherese in un ecosistema digitale nazionale, per mettere in vetrina la città e rendere smart il suo sistema commerciale proiettandolo nel futuro e facendolo diventare un patrimonio percepito, questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paola Garlaschelli. Nel pomeriggio di ieri nella sala consiliare del Comune di Voghera, si è svolto un importante tavolo tecnico con i commercianti di Ascom e dell’associazione “Voghera da Scoprire” per avviare la mappatura delle attività commerciali locali. Questo incontro ha rappresentato un primo passo concreto dopo il lancio di “TabUi”, una nuova applicazione sviluppata grazie alla collaborazione tra Voghera Digital e l’assessorato Commercio e Turismo del Comune di Voghera, con il supporto di un finanziamento regionale.

Inizierà così l’inserimento di tutte le attività cittadine all’interno dell’applicazione: ogni attività avrà una scheda con foto e informazioni sui punti vendita. Al servizio dell’inserimento dati ci sarà il team di TabUi che collaborerà con le associazioni di categoria di commercianti e artigiani, mandando anche addetti presso le attività cittadinee con una redazione in costante affiancamento e supporto. Grazie alla progettualità del Comune per i titolari degli esercizi sarà tutto gratuito. Tutti i cittadini possono già scaricare l’applicazione, sempre gratuitamente, da Google Play Store per sistemi Android e da App Store per sistemi iOS.

TabUi non è solo una semplice guida digitale, ma una piattaforma multimediale avanzata che integra audioguide, contenuti in realtà aumentata e materiali interattivi, offrendo a visitatori e residenti un’esperienza esplorativa innovativa per scoprire la città e i suoi dintorni.

La piattaforma è pensata per fornire ai visitatori una vasta gamma d’informazioni sui punti di interesse della città includendo percorsi, eventi, recensioni della community e contenuti editoriali curati, che promuovono le attività locali. Grazie al coinvolgimento diretto degli utenti, TabUi permette di creare una narrazione continua e autentica della città, favorendo il turismo e la partecipazione comunitaria in linea con le nuove esigenze digitali.

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Voghera è inoltre il primo comune lombardo a unirsi a questa piattaforma, che, oltre a vantare riconoscimenti come il secondo posto tra le App più scaricate in Italia nella categoria viaggi e la partecipazione agli European Travel Awards 2024, è già in collaborazione con il Ministero del Turismo. TabUi rappresenta una vetrina strategica per le attività locali, con una rete di connessioni che mette in luce il valore delle eccellenze territoriali.

Giorgio Proglio, fondatore di TabUi, ha espresso entusiasmo per l’iniziativa: “Siamo orgogliosi di portare questo progetto in Lombardia, iniziando proprio da Voghera. Il nostro obiettivo è rendere il patrimonio italiano accessibile e interattivo, offrendo a cittadini e visitatori un’esperienza avanzata di esplorazione del territorio”. Gloria Chindamo, consigliere delegato alla digitalizzazione, ha sottolineato come “Voghera Digital miri a creare valore in tutti i settori, promuovendo turismo, commercio ed eventi e coinvolgendo la comunità vogherese in un progetto positivo e condiviso”.

L’assessore al Commercio e Turismo Maria Cristina Malvicini ha sottolineato l’impatto della piattaforma, dichiarando: “Questo progetto digitale sarà un canale prezioso per le nostre attività locali, con l’obiettivo di attrarre un pubblico nuovo e variegato. Si tratta di un’opportunità unica per rilanciare le nostre tradizioni, il nostro mercato storico e per dare slancio al turismo locale, mettendo Voghera al centro di un network che promuove le eccellenze territoriali”.

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Varese, frode fiscale transnazionale. 300 perquisizioni e sequestri per 11 mln / Video

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VARESE (ITALPRESS) – Il Nucleo P.E.F. Varese della Guardia di Finanza, in collaborazione con personale del Nucleo P.E.F. Milano, nell’ambito dell’operazione “Hermes”, coordinata da EPPO – Uffici di Milano e Palermo, relativa ad una strutturata frode carosello all’IVA nel settore del commercio dei prodotti elettronici/informatici trasversale a più Stati UE, ha eseguito un‘Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e un Decreto di sequestro preventivo emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano.

Le misure cautelari personali riguardano 6 soggetti (2 in carcere domiciliati a Roma, 1 agli arresti domiciliari in provincia di Bergamo e 3 con obbligo di dimora in provincia di Salerno e Roma) mentre il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, è stato disposto relativamente a beni, valori e denaro, riconducibili a 8 indagati e 3 imprese coinvolte, fino a concorrenza di circa 11 milioni di euro.

Per la parte italiana della frode, sono 93 le società coinvolte, operanti nelle provincie di Bergamo, Milano, Roma, Salerno, Como e Brescia, per un volume complessivo di fatture false di oltre 450 milioni di euro, riferito al quadriennio 2022-2025. L’attività si inquadra in un più ampio dispositivo che ha visto operare, simultaneamente, sotto l’egida dei singoli uffici della Procura Europea dei Paesi coinvolti, coordinati dall’Ufficio Centrale di EPPO Lussemburgo, anche collaterali organi di polizia e/o agenzie esteri di Spagna, Malta, Portogallo, Francia, Austria, Paesi Bassi e Germania, presso le abitazioni, le sedi e gli uffici di persone fisiche e/o giuridiche a vario titolo collegate al sistema di frode, dove sono state altresì eseguite misure cautelari ed effettuate perquisizioni e sequestri.

Per la parte italiana, sono stati operati, anche, sequestri di denaro depositato presso banche svizzere. L’operazione “Hermes” ha coinvolto gli uffici dell’EPPO a Madrid (Spagna), Porto (Portogallo), Milano e Palermo (Italia), Parigi (Francia), Graz (Austria), La Valletta (Malta), Bucarest (Romania), Rotterdam (Paesi Bassi), Francoforte (Germania) e Vilnius (Lituania) e ha potuto contare sul sostegno di Europol e delle Forze dell’ordine e delle Agenzie fiscali di quei Paesi. Le frodi carosello vengono realizzate sfruttando il regime di non imponibilità ai fini IVA previsto per le operazioni commerciali intracomunitarie, interponendo, in un’operazione tra imprese di Paesi diversi, un soggetto economico fittizio, c.d. “cartiera” (o società fantasma o missing trader), che acquista la merce dal fornitore comunitario senza l’applicazione dell’IVA per poi rivenderla ad un’impresa nazionale (anch’essa coinvolta nella frode) con l’applicazione dell’IVA ordinaria italiana.

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E’ in questa fase che si realizza la condotta fraudolenta, in quanto la società “cartiera”, invece di vendere la merce maggiorata del proprio utile e versare l’IVA incassata dalla sua cessione, la vende sottocosto senza versare all’Erario l’imposta indicata sulla relativa fattura emessa. La missing trader, infatti, sprovvista di strutture operative e di dipendenti, di norma gestita da prestanome, senza adempiere ad alcun obbligo fiscale, oltre quello di emettere fatture soggettivamente false, dopo una breve vita (massimo 24 mesi) viene fatta cessare e sostituita da altra impresa dalle analoghe caratteristiche.

Lo schema fraudolento, che consente di immettere sul mercato nazionale beni a prezzi molto concorrenziali, prevede sovente ulteriori passaggi in cui la merce viene venduta, sempre sottocosto, a favore di altre imprese italiane (c.d. filtro o buffer), inserite nel circuito con l’esclusiva finalità di rendere più difficile l’identificazione dello schema e dei suoi beneficiari finali, rappresentati dalle società c.d. broker ovvero imprese effettivamente operative che, acquistando il prodotto dalla buffer con applicazione dell’IVA, vantano nei confronti dell’Erario il credito IVA corrispondente.

Possono quindi rivendere la merce sul mercato interno, approfittando del prezzo d’acquisto artificiosamente concorrenziale, oppure rivenderla all’estero spesso alle stesse aziende comunitarie che hanno avviato la catena commerciale vendendo originariamente alla missing trader, per far sì che il carosello ricominci.

Il danno per l’Unione Europea è costituito dall’IVA indicata nelle fatture emesse dalle missing traders o “cartiere”, che hanno acquistato la merce senza applicare l’imposta e che la collocano sul mercato nazionale applicandola invece al compratore, senza però versarla all’Erario, ma ripartendola tra i complici della frode.

IL VIDEO

(ITALPRESS).

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Foto: Guardia di Finanza

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Ue, Crosetto “Sulla difesa comune l’Italia contribuisce per il 33%”

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ROMA (ITALPRESS) – Sulla difesa comune “l’Italia contribuisce, da sola, per il 33% a tutte le missioni europee: ci vogliono la seconda, la terza e la quarta contributrice europea per eguagliare il nostro contributo in personale, assetti e mezzi”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, sull’attacco alla base di Tàif e sulla presenza di militari italiani in Arabia Saudita. “L’Italia è seguita dalla Grecia con il 14% la Spagna con il 10,8%, la Romania con il 9%, la Francia con l’8,2% – ha aggiunto Crosetto – l’Austria con il 5,2%, i Paesi Bassi con il 4,3%, la Polonia con il 3,1%, il Portogallo con il 2,6%, il Belgio con l’1,7%, la Germania con l’1,6%, la Slovacchia con l’1,3%, l’Ungheria con l’1%, tutti gli altri Paesi con meno dell’1%”.
Crosetto ha poi precisato che “nell’ultimo attacco degli Houthi alla base di Tàif la sicurezza dei militari italiani non è stata intaccata, gli stessi Houthi abbiano dichiarato che il danneggiamento del nostro velivolo non figurava tra i loro obiettivi intenzionali, non ritenendosi in guerra con l’Italia, e non volendo coinvolgere il nostro paese, come hanno precisato essi stessi più volte”.
“La base ha una protezione multistrato che tuttavia non può
garantire come, ovvio, il rischio zero, specie a fronte di minacce portate avanti da oggetti particolarmente piccoli e lenti – ha aggiunto Crosetto – sono state adottate misure per incrementare ulteriormente le condizioni di sicurezza per tutti gli assetti, in particolare per quegli aerei”.

– foto ufficio stampa Camera –
(ITALPRESS).

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Tajani “Ferma condanna per gli attacchi russi in Ucraina, il Governo è con Kiev”

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ROMA (ITALPRESS) – “Esprimo la ferma condanna per i continui attacchi russi contro l’Ucraina, che colpiscono Kiev e altre 12 regioni, facendo decine di vittime soprattutto fra i civili. Solo nel raid che ha colpito un condominio a Chernihiv ci sono stati 22 morti”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

“La gravità e l’intensità degli attacchi, che hanno colpito in particolare infrastrutture energetiche e aree residenziali, confermano la scarsa volontà della Russia di imboccare la strada del negoziato e rischiano di aggravare ulteriormente le condizioni della popolazione ucraina in vista dell’inverno – aggiunge –. La mia più sincera vicinanza alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie. Il Governo italiano continuerà a essere al fianco di Kyiv, lavorando per creare le condizioni per una pace giusta e duratura, fondata sul rispetto della sovranità, dell’indipendenza e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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