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Meloni a imprenditori “Tornare a pensare in grande”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il Governo ha scelto di essere al vostro fianco e di impegnarsi per mettere ognuno di voi nelle condizioni di lavorare al meglio delle proprie possibilità. Lo abbiamo dimostrato ad esempio incentivando le imprese che assumono e investono, creando un ambiente in grado di favorire gli investimenti italiani ed esteri, intervenendo con le risorse a disposizione per fronteggiare il caro energia e gettando le basi per una nuova politica energetica che possa risolvere strutturalmente il problema per favorire la competitività del sistema Italia sui mercati internazionali. Ma anche e soprattutto difendendo le nostre imprese da quella declinazione eccessivamente rigida e ideologica della transizione ecologica, che si è rivelata drammatica per la competitività europea e insostenibile dal punto di vista sociale e occupazionale”. Così la premier Giorgia Meloni, in un videomessaggio al 54° convegno dei giovani imprenditori di Confindustria in corso a Rapallo.

“Abbiamo fatto tutto questo – spiega – con la consapevolezza che l’Italia è una grande Nazione, e che non intende rinunciare ad essere una potenza economica, produttiva e industriale. L’Italia ha accumulato ritardi e difficoltà che certamente deve recuperare, sono molte le cose che vanno sistemato e corrette, ma io sono convinta che dobbiamo tornare a pensare in grande e che è possibile disegnare una politica industriale che abbia una visione di medio e lungo periodo. Una strategia, cioè, che non guardi solo all’oggi ma sappia anticipare i tempi. Possiamo farlo, puntando ovviamente sui nostri asset strategici, su ciò che sappiamo fare meglio, sulla solidità del Made in Italy ma anche avendo il coraggio di osare e di scommettere sulle filiere innovative. L’Italia è stata per secoli la Patria del genio, della ricerca e dell’innovazione, e può esserlo ancora”, conclude Meloni.

(ITALPRESS).
-Foto: Palazzo Chigi-

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Mattarella riceve la laurea honoris causa a Salamanca: “Ue indispensabile per la pace, sappia dire di no ai conflitti”

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ROMA (ITALPRESS) – “Anche nella crisi dei valori che attraversa il Continente in un secolo che ha conosciuto gli orrori del nazismo e del fascismo e quelli del comunismo, la cultura resta un argine. L’Europa, insomma, trova il suo fondamento nella dignità umana, nella solidarietà, nei valori civili. In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervento in occasione della consegna dell’onorificenza accademica di dottore honoris causa conferita dall’Università di Salamanca.

“Dobbiamo ritrovare l’ambizione dei leader che, nel 1951, nel preambolo del Trattato della Comunità del carbone e dell’acciaio, posero queste parole: ‘Convinti che il contributo che un’Europa organizzata e viva può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche’. Un’Europa dunque nucleo indispensabile per il mantenimento di quelle relazioni pacifiche che sei anni prima la Carta di San Francisco aveva messo al centro della missione identitaria delle Nazioni Unite”, ha aggiunto.

“Un’Organizzazione che nasceva per sottrarre ai singoli Stati – non importa quanto potenti – le decisioni fondamentali su pace e sicurezza, immaginando così una nuova stagione del diritto internazionale fondata su tre pilastri: il divieto dell’uso della forza; il principio di sovrana eguaglianza degli Stati; la promozione universale dei diritti umani. In cui pace e diritti umani non costituiscono ambiti distinti, bensì dimensioni complementari di un progetto normativo volto a superare la logica del sistema westfaliano. La pace insomma non coincide con qualsiasi equilibrio ma si realizza in presenza di condizioni di giustizia e di inclusione”, ha sottolineato.

– foto Quirinale –

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Crosetto “A Hormuz una flotta con bandiera Onu. Rischio terrorismo per cellule dormienti iraniane. Mantenere rapporti con Usa senza assecondarli se sbagliano”

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ROMA (ITALPRESS) – “Una flotta europea sarebbe percepita come una flotta Nato quindi come una flotta che entra in guerra a fianco degli Stati Uniti ed Israele. Invece la bandiera Onu va innalzata. Una flotta che metta insieme Europa, Cina, Asia, India e tutti i Paesi del mondo”. Queste le parole di Guido Crosetto, Ministro della Difesa, ad Agorà Rai Tre.

“I rapporti con gli Stati Uniti non possono essere messi in discussione da un governo: come Europa non siamo in grado di garantire sicurezza e difesa senza la Nato”, ha aggiunto. “In questi giorni, mentre l’Iran attaccava le basi americane, ci siamo posti il problema su possibili attacchi alle basi in Italia – aggiunge Crosetto – La prima risposta di tranquillità era la presenza della difesa Nato ad evitare che i missili balistici arrivassero qui: gli attacchi all’Italia sarebbero stati prima intercettati dai radar in Turchia, poi in Grecia, poi sulle navi americane nel Mediterraneo. Il pilastro della Nato sono gli Stati Uniti e noi dobbiamo sempre mantenere un rapporto con loro, ma questo non significa assecondarli quando vediamo che ciò che fanno non è la scelta giusta o va fuori dal diritto internazionale: a Hormuz serve il nostro aiuto per far uscire gli Stati Uniti da una situazione che non avevano calcolato, ma ciò va fatto da un organismo internazionale”.

“Attacchi diretti all’Italia da parte dell’Iran o dei suoi proxy, come Hezbollah, non sono attualmente considerati probabili. Il rischio principale è invece rappresentato dal terrorismo. Si stima che esistano centinaia di cellule dormienti iraniane nel mondo: individui apparentemente normali, ma attivabili in qualsiasi momento per compiere attentati, anche suicidi. Si tratta di reti presenti da anni e diffuse globalmente. Questo rappresenta la principale minaccia interna per i Paesi non direttamente coinvolti nel conflitto”, ha poi detto il ministro, ospite di RTL 102.5 in Non Stop News.

– foto IPA Agency –

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Politica

Salvini “Non ha senso continuare a dire no al gas russo o al nucleare. Dal decreto carburanti un buon risultato”

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ROMA (ITALPRESS) – “Se questa maledetta guerra, che non abbiamo voluto e a cui non parteciperemo, andasse avanti per mesi il problema non sarà quanto paghiamo il diesel o la benzina, ma sarà trovarli. Quindi bisogna guardare a più ampio raggio. Quanto ha senso continuare a dire di no all’energia dalla Russia? Si stanno arricchendo USA, Cina, Russia e quanto ha ancora senso dire di no all’energia che arriva da un Paese con cui non siamo in guerra? Sono i cittadini che ci rimettono”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a Mattino Cinque. “Dal mio punto di vista” abbiamo sicuramente bisogno di quell’energia, “poi in prospettiva queste crisi ci insegnano che non possiamo dire di no al nucleare”, osserva.

“Abbiamo lavorato per giorni e giorni, il lavoro che abbiamo fatto ha portato a un buon risultato, uno dei maggiori a livello dei Paesi europei e dalle prossime ore si toccherà con mano. Se qualcuno trovasse qualche stranezza la segnalasse perché si tratta di denaro pubblico che deve integralmente tornare nelle tasche dei cittadini. Si tratta di un intervento importante. Difendo la categoria dei benzinai perché non è li che c’è la speculazione ma in altre parti della catena”, conclude.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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