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Politica

Piantedosi “Per difendere libertà di stampa impegno concreto, non propaganda”

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ROMA (ITALPRESS) – “Esprimo anche in questa sede la piena solidarietà mia e del governo a Ranucci e alla sua famiglia e ribadisco la ferma condanna per l’atto vigliacco e criminale che ha subito e che rappresenta un attacco non solo alla persona, ma alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della nostra democrazia: il lavoro delle forze di polizia prosegue con intensità per assicurare rapidamente alla giustizia i responsabili dell’attentato”. Lo afferma il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel corso di un’informativa urgente alla Camera sull’attentato a Sigfrido Ranucci.

“Le articolazioni competenti del mio ministero sono impegnate da tempo nei servizi di protezione e tutela di Ranucci, proprio per l’esposizione a rischio derivante dalla sua attività di giornalista d’inchiesta – aggiunge Piantedosi -. A partire dal 2020 ha effettuato alcune segnalazioni su atti intimidatori, consistenti per lo più in missive e messaggi via web. Fui io stesso, da prefetto di Roma, a informarlo sulla necessità di assegnargli una tutela personale, modulata da agosto 2021 in un dispositivo tutorio di quarto livello: anche recentemente, a seguito dell’atto intimidatorio del 16 ottobre, ho dato mandato di rafforzare al massimo ogni misura di protezione. Il livello di sicurezza è stato innalzato, rimodulando il dispositivo tutorio dal quarto al terzo livello; inoltre, presso le aree abitualmente frequentate dal giornalista è stato attivato un dispositivo di vigilanza generica radiocollegata; analoga attenzione è stata posta alle misure di sicurezza già adottate dal commissariato di pubblica sicurezza Rai in occasione degli ingressi e delle uscite di Ranucci dall’azienda. Anche prima dell’attentato le misure nei suoi confronti sono sempre state tempestivamente adeguate alle segnalazioni e alle risultanze informative emerse via via”.

“Il fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti è costantemente seguito dal mio ministero, anche tramite il centro di coordinamento per le Attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni che io stesso presiedo e che verrà riconvocato ai primi di novembre – ha sottolinea il ministro -: abbiamo inoltre costituito un organismo di supporto quale sede privilegiata di confronto tra referenti del mondo dell’informazione ed esperti del Viminale, al fine di individuare a livello operativo gli interventi più idonei di prevenzione e contrasto”.

“Per inquadrare meglio il fenomeno degli atti intimidatori, credo sia utile fornire qualche elemento sulle dinamiche nazionali prendendo in considerazione due tipi di dati, a carattere quantitativo e qualitativo – continua Piantedosi, – Il quinquennio 2020-2024 ha registrato 718 episodi, con una media di circa 143 eventi all’anno e un picco nel 2021 con 232: nei primi sei mesi del 2025 sono state registrate 81 segnalazioni di minacce; il maggior numero di episodi si è dunque verificato quando in carica non c’era questo governo. Esaminando le tipologie di minacce, è possibile distinguere le matrici principali tra criminalità organizzata, quelle di natura sociopolitica e una terza generica che ingloba tutti i casi rimanenti: nel quinquennio le maggiori occorrenze si sono verificate per motivi sociopolitici riconducibili a eventi di piazza, manifestazioni pubbliche o sportive o scenari simili; anche in questo caso il maggior numero di episodi si è verificato nel 2021, con 113. Le principali minacce arrivano dal web e dalle piattaforme social: nel primo semestre del 2025 sono 31 su 81 totali. Degno di nota è il dato sulle minacce mediante aggressione fisica, che però mostra una tendenza alla riduzione: ulteriori condotte minatorie sono le minacce verbali e il danneggiamento di beni di proprietà dei giornalisti, che sommate sfiorano il 20% del totale”.

“L’attenzione di questo governo alla sicurezza dei giornalisti è massima. Chi utilizza questo grave atto intimidatorio per adombrare una responsabilità dell’esecutivo offende la verità e le istituzioni con scarso senso dello Stato: lo stesso Ranucci ha fatto dichiarazioni estremamente equilibrate, lontane da ogni ricostruzione dietrologica – dice ancora il titolare del Viminale -. La libertà di stampa è di vitale importanza per la democrazia e la sua difesa richiede, oltre ad azioni concrete come quelle poste in essere da forze di polizia e autorità giudiziaria, anche l’impegno assiduo delle istituzioni e della società civile: in questo senso auspico che il tema della tutela della libertà di stampa non scadesse a strumento di grossolana propaganda partitica”.

– Foto IPA Agency –

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Crans Montana, l’Italia presenta ricorso contro il rigetto della costituzione di parte civile del governo

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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia ha già presentato ricorso contro l’ordinanza svizzera del 29 luglio che ha rigettato la costituzione di parte civile del governo italiano nel procedimento giudiziario per il disastro di Crans Montana. Lo riferisce un comunicato della Farnesina a proposito della decisione della Procura di Sion di respingere la richiesta dell’Italia di costituzione di parte civile nell’inchiesta sul rogo di Crans Montana. Tramite l’avvocato svizzero che tutela gli interessi italiani, fa sapere la Farnesina, è stato presentato “un ricorso dettagliato e articolato, che confuta tutte le prospettazioni del giudice svizzero del tribunale che non sono condivise e che sono superate anche alla luce della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, pertanto si insiste perchè sia ammessa la costituzione di parte civile”.

– foto IPA Agency –

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Politica

Giuseppe Conte in Commissione Covid: “Ho depositato alla Procura di Roma un documento anonimo su possibili mascherine contraffatte”

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ROMA (ITALPRESS) – “Mi assumo la piena responsabilità giuridica di quello che dirò, mi espongo a tutte le conseguenze, anche quelle pleno iure per quanto riguarda gli elementi di cui sono a conoscenza”. Così il presidente del Movimento 5 Stelle e già Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in audizione nella Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. “Mi sono sempre assunto la responsabilità anche politica delle mie condotte e delle mie dichiarazioni”, ribadisce.

“Giuro di dire la verità sul mio onore che per me viene prima di tutto”. Questo significa “rispetto verso me stesso e anche verso tutte le persone che hanno perso la vita a causa della pandemia, verso gli operatori sanitari in trincea, rispetto per le famiglie delle vittime e per tutti i funzionari pubblici preposti ai servizi essenziali a cui lo Stato che in quel momento rappresentavo ha chiesto un servizio enorme”.

Questa commissione è stata “concepita come un plotone di esecuzione nei miei confronti” e come “una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei loro partiti”, ha detto.

“Devo depositare” in Commissione “un documento che mi è pervenuto in forma anonima, l’ho esaminato e ho ritenuto che fosse degno di essere segnalato alla Procura di Roma” a cui “l’ho consegnato lunedì: è redatto il 14 aprile 2022, a me è arrivato con i nomi oscurati ma ci sono tutte le qualifiche, consta di dieci pagine” e si tratta di un verbale sulla “consegna delle mascherine effettuata dalla società JC Electronics Italia SRL”, ha poi detto. “Leggendo questo verbale, emergerebbe che tutti questi colli in quel momento depositati presso un deposito sarebbero mascherine che hanno non efficacia filtrante e avrebbero nel documento di accompagnamento una rappresentazione contraffatta”, spiega Conte. “Ho segnalato alla Procura perché c’è la possibilità che siano stati transati a una società privata 100 milioni dello Stato, che è una cifra ragguardevole. Ci sarebbe la possibilità – tutta da accertare – di valutare se sono stati pagati questi 100 milioni per mascherine che non erano corrispondenti a quelle che erano le caratteristiche dichiarate”, aggiunge. “Confido che l’ordine di pagamento non sia stato ancora eseguito, facciamo questi approfondimenti dell’interesse pubblico”, conclude Conte.

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“La pandemia rappresenta l’evento più coinvolgente, pervasivo e tragico che il paese ha vissuto dal dopoguerra a oggi: per me è un dovere morale dare un contributo di conoscenza per analizzare in maniera approfondita ciò che è successo. Mi è dispiaciuto che, nonostante la mia disponibilità, si è accreditata l’idea che io avessi paura di parlare davanti a questa commissione e a tutto il paese: non ho niente da nascondere e mi sono mai sottratto al mio operato, su paura e onore non accetterò lezioni da chi non può darle”. “Durante il Covid abbiamo lavorato in condizioni di grande difficoltà nel tentativo di salvare il paese – aggiunge Conte, – Nel solo 2020 abbiamo salvato 330mila posti di lavoro grazie al blocco dei licenziamenti, che noi in Italia abbiamo avuto il coraggio di fare a differenza di altri paesi. Questo ci ha permesso di ripartire con immediato slancio ed essere molto più competitivi: in quel momento sarebbe stato facile licenziare per gli imprenditori, invece siamo stati previdenti”.

“L’Istat ci dice che abbiamo salvato un milione di persone dalla condizione di povertà assoluta: con uno sforzo collettivo immane siamo riusciti a portare in Italia un tesoro mai visto, da 209 miliardi, che poi sono diventati molti di più con i fondi aggiuntivi; non è mai successo che un governo che si è insediato trovasse un paese che correva e un piano già pronto per continuare la crescita”, ricorda Conte. “La maggioranza ha irresponsabilmente escluso dal perimetro di indagine di questa commissione le Regioni, che hanno la responsabilità giuridica, economica e sociale di gestire la sanità: io mi sottoporrò a tutte le domande del caso, ma non entrerò nel merito di ciò che riguarda le amministrazioni regionali”.

“Durante la pandemia Meloni andava nelle trasmissioni televisive a darmi del criminale, ma ad oggi non so quale sia stato il suo contributo: qualche settimana fa si è detta interessata a comprendere quale utilizzo sia stato fatto delle risorse pubbliche. Per quel che riguarda me non troverete mai nulla di illecito, ho svolto il mio compito con disciplina e onore: nessuno può permettersi di gettare ombre sulla gestione della pandemia, perché è solo una speculazione politica che si estende su quelle persone che si sono battute per salvaguardare la comunità nazionale”. “Bisogna distinguere questi soggetti, veri patrioti, dagli speculatori di una grave tragedia nazionale e internazionale – continua Conte – Non ricordo alcun suggerimento plausibile da parte di questa maggioranza per contribuire alla salvezza del paese durante il Covid. Da giurista non avrei mai potuto immaginare di prendere decisioni così incidenti per la vita dei cittadini, al fine di salvaguardare la loro salute: tutti i governi sono stati chiamati ad assumere decisioni che hanno avuto i connotati di scelte tragiche. L’organizzazione del Sistema sanitario spetta alle Regioni, mentre allo Stato spetta dettare i principi fondamentali in materia di tutela e definire i livelli essenziali delle prestazioni“.

“Il protocollo di azione contro il Covid ce lo siamo dovuti costruire da soli, sapendo di essere davanti a un fenomeno senza precedenti: non disponevamo di un quadro esauriente di cognizioni scientifiche e le informazioni che filtravano dalla Cina non godevano di un sufficiente vaglio scientifico, virologico ed epidemiologico”, ha sottolineato Conte. “Altri paesi europei avevano lasciato correre il virus, ma hanno poi deciso di tornare sui loro passi – prosegue Conte – Via via che la pandemia si è diffusa si è consolidato il dibattito ingannevole che prefigura un’alternativa tra tutela della salute e tutela dell’economia: abbiamo respinto fin dall’inizio la narrazione che le misure per contenere il contagio avrebbero provocato la compromissione del tessuto produttivo ed economico ed esposto la comunità nazionale a danni ancora più severi”.

“Sarebbe stato fuorviante ipotizzare che il mancato contenimento del contagio potesse conciliarsi con uno svolgimento a pieno regime delle attività produttive e dei servizi: divenne presto evidente nei luoghi di lavoro che era impossibile pensare di proteggere l’economia senza tutelare la salute dei lavoratori attraverso l’introduzione di cautele; con il protocollo che abbiamo siglato il 14 marzo 2020 con sindacati e associazioni datoriali, dopo oltre 24 ore di trattative, abbiamo permesso il rientro in sicurezza dei lavoratori nelle fabbriche, che in alternativa sarebbero rimaste aperte ma vuote: le misure restrittive che abbiamo introdotto sono state adottate pure negli altri paesi”, spiega Conte. “La tutela prioritaria che abbiamo accordato alla salute dei nostri concittadini ci ha consentito di difendere anche più efficacemente il tessuto produttivo del paese: in più la nostra economia si è dimostrata particolarmente resiliente, proprio alla luce delle misure di contenimento del contagio e delle misure di sostegno introdotte per famiglie e imprese; le nostre misure economiche sono state copiate da Francia, Spagna, Grecia e recepite dall’Unione europea e dall’Oms come strumenti di mitigazione del rischio”.

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“Durante la pandemia abbiamo toccato con mano l’importanza della condivisione di informazioni, l’elaborazione di strategie condivise e la necessità di un coordinamento europeo nelle varie iniziative: da subito ho cercato di far comprendere che eravamo di fronte a uno shock simmetrico di natura esogena, che nulla aveva a che fare con le crisi finanziarie del passato. Senza prospettive di solidarietà si sarebbe da un lato messo a dura prova il mercato comune, dall’altro messa a rischio la salvaguardia dei cittadini e di riflesso la credibilità delle istituzioni europee”, ha spiegato l’ex premier. “Il Next Generation Eu fu il risultato di un percorso iniziato a marzo 2020 e condiviso con altri otto leader europei – aggiunge Conte, – Con quel piano siamo riusciti a collocare il fiore della speranza al centro del giardino europeo; devo comunque ricordare che ciò che ho ottenuto in Europa fu il risultato di una straordinaria risposta della comunità nazionale in termini di rispetto delle regole, al netto delle eccezioni che ci sono state”.

Ci sono state tantissime contestazioni verso le restrizioni, anche in maniera vigorosa o con esposti e denunce: mi è stata imputata una condotta criminale per aver adottato misure troppo restrittive. Non mi sono mai lamentato di queste indagini e non ho mai tentato di delegittimare i giudici titolari delle inchieste alludendo a una loro presunta politicizzazione, come spesso purtroppo capita adesso: sentivo il dovere umano ancor prima che istituzionale di rendere conto delle mie scelte in uno dei momenti più bui della storia repubblicana”, ha rimarcato nel corso dell’audizione. “Da ogni indagine sono uscito a testa alta e con la convinzione che i magistrati devono sempre agire nel pieno della loro autonomia e indipendenza: ho la coscienza pulita e non ho fatto nulla di illecito – prosegue Conte – Berlusconi aveva una visione politica opposta alla mia, ma non ho difficoltà ad ammettere che quando ci siamo confrontati telefonicamente durante la pandemia si lasciava aggiornare e aveva come priorità la salvaguardia del paese: altri hanno dimostrato di avere, anche durante il Covid, una visione degli avversari politici come nemici da abbattere”.

“Sullo stato di emergenza ricordo un grandissimo scontro in parlamento, con Meloni particolarmente coinvolta sul tema: la proroga venne indicata come la volontà di instaurare una dittatura, cosa assolutamente non vera. Si trattava di un provvedimento necessario, non liberticida: la dichiarazione dello stato di emergenza è prevista nel nostro Codice di Protezione civile ed è vagliata dalla Corte costituzionale, se qualcuno in buona fede non la voleva avrebbe dovuto studiare le norme; se non l’avessimo adottata ogni intervento a livello territoriale sarebbe crollato”, ha sottolineato.

“Il Piano pandemico del 2006 ha rappresentato una risposta totalmente inadeguata, perché ci trovavamo dinanzi a un virus senza precedenti: non a caso la comunità scientifica internazionale ha predisposto uno strumento di risposta specificamente modellato sul Covid; tale strumento ha contemplato azioni anche non previste, come ad esempio le zone rosse. Ogni provvedimento di gestione della pandemia, a partire dallo stato di emergenza, è passato dal vaglio del ministero della Salute e degli esperti: i vaccini antinfluenzali presenti nel Piano del 2006 non avrebbero avuto nessuna efficacia contro il Covid”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

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Mit, dal Consiglio Lavori pubblici ok alla progettazione esecutiva del Ponte sullo Stretto

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ROMA (ITALPRESS) – L‘assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, convocata per esaminare e discutere del Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria ha dato il via libera all’unanimità alla successiva fase della progettazione esecutiva. Così una nota del MIT.

– foto IPA Agency –

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