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Cronaca

La Voce Pavese – Spaccata al Compro Oro, ma se il sindaco chiede sicurezza…

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Spaccata nella notte tra giovedì e venerdì ai danni di un negozio di compro oro di corso Genova, a Vigevano. Erano circa le 4 quando una banda di ladri è entrata in azione, forzando l’ingresso dell’attività commerciale con un divaricatore meccanico e riuscendo a penetrare all’interno in pochi minuti.

Secondo le prime ricostruzioni, ad agire sarebbero state quattro persone, tutte con il volto travisato. Un’azione rapida e mirata, che fa pensare a un gruppo esperto: nonostante l’allarme sia scattato immediatamente, i malviventi sono riusciti a colpire e a dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

I titolari del negozio, aperto da circa 14 anni e che fino a oggi non aveva mai subito un colpo di questo genere, hanno preferito non rilasciare commenti sull’accaduto. I segni del raid, però, sono ben visibili: vetrine sfondate, serramenti danneggiati e rotture all’interno del locale testimoniano la violenza dell’irruzione. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato del commissariato di Vigevano, che hanno effettuato i primi rilievi. Secondo le prime constatazioni, i danni materiali sarebbero ingenti. Oltre alle devastazioni, i ladri avrebbero rubato diversi oggetti esposti nelle vetrinette, per un danno complessivo stimato in diverse migliaia di euro.

Sono ora in corso gli accertamenti da parte della polizia, che sta analizzando anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza di ricostruire il percorso della banda e risalire ai responsabili di un colpo che, per modalità e tempistiche, appare opera di professionisti.

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Tutto questo accade mentre c’è chi fa ironia sulla richiesta di un maxi piano sicurezza per Vigevano, con il dispiegamento di uomini e mezzi da parte del Ministero dell’Interno, arrivata dal primo cittadino Andrea Ceffa. Vigevano, Ceffa in stile Trump ha tuonato: «Servono blindati, agenti armati e più arresti». Scoppia la polemica e Buratti (candidata sindaca Vigevano SiCura) risponde: «Tenta di giustificare il fallimento della Lega nella gestione del problema». Ma ha senso una simile contrapposizione?

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Cronaca

Tg News Weekend – 17 Gennaio 2026

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ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione: – A novembre cresce la produzione industriale – Il debito pubblico in lieve calo – In Italia 4,3 milioni di pensioni di invalidità – Registratori di cassa e Pos, ecco le nuove regole.

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Cronaca

Iran, a Milano proteste davanti al Consolato: slogan contro Khamenei

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MILANO (ITALPRESS) – Nonostante una leggera pioggia, la comunità iraniana di Milano e tantissimi cittadini italiani si sono nuovamente ritrovati davanti al consolato della Repubblica islamica dell’Iran in Viale Monte Rosa per protestare a gran voce contro la brutale repressione in corso nel paese mediorientale a seguito delle imponenti manifestazioni di piazza. Iniziate a causa di una gravissima crisi economica che ha portato al collasso dell’economia nazionale, le manifestazioni hanno visto scendere per le strade persone di diversa estrazione sociale ed età per chiedere a gran voce libertà e la fine del regime degli ayatollah.

Questa volta non sventolano soltanto le bandiere dell’Iran libero (con il leone e il sole, antico simbolo nazionale del paese, al centro della bandiera) o le foto del figlio dell’ultimo shah Reza Pahlavi. Ci sono soprattutto i volti dei tanti giovani uccisi nella repressione, tantissimi dei quali con meno di 30 anni. A causa del blackout di Internet in vigore da più di una settimana i numeri esatti delle vittime non sono certi, ma da più fonti si parla di migliaia di morti addirittura di 12mila. Le testimonianze che riescono ad uscire dall’Iran raccontano di città poste sotto legge marziale per ridurre al minimo le manifestazioni, di rastrellamenti casa per casa e di famiglie costrette a pagare oltre 5mila dollari per poter avere indietro i corpi dei propri cari.

Tra la folla compaiono anche alcune foto del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump che negli ultimi giorni ha ventilato la possibilità di un intervento militare contro il regime. Stando alle ultime dichiarazioni dell’inquilino della Casa Bianca questa ipotesi si è per il momento allontanata, sebbene una task force navale si stia spostando nella zona dal Mar Cinese Meridionale. Sempre più iraniani in piazza e sui social definiscono quanto sta succedendo nel loro paese non come proteste o manifestazioni, ma come l’inizio di una rivoluzione.

Tra gli slogan che riecheggiano dalla folla in italiano e in farsi: “morte a Khamenei”, “Lunga vita allo Shah”, “È l’ultima battaglia, Pahlavi tornerà”, “Regime change in Iran”. Il figlio dello Shah, in esilio dal 1979, ha più volte incitato il popolo iraniano a manifestare e ha dato la sua disponibilità a porsi come figura di transizione per traghettare il paese a libere elezioni in caso di caduta del regime. La sua posizione è però dibattuta in seno alla comunità iraniana in patria e all’estero, così come non trova unanimi consensi anche l’opportunità di un intervento militare esterno per abbattere gli Ayatollah. I manifestanti hanno anche rivolto appelli diretti alla premier: “Meloni, chiudi il consolato”, “Meloni, con gli assassini del popolo non si negozia”.

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– Foto xh7/Italpress –

(ITALPRESS).

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