Seguici sui social

Cronaca

Il premio Innovazione Sicilia sbarca a Milano alimentando il confronto con Università e istituzioni

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – Grande successo per il “Fuori PIS – Talent in Motion”, l’evento che oggi ha portato il Premio Innovazione Sicilia nel cuore di Milano, presso SmartCityLab Milano alimentando le connessioni tra ecosistemi territoriali creando dialoghi e scambi operativi tra istituzioni, università, startup siciliane e imprese, per mettere di fatto in movimento un processo di innovazione a livello Paese di cui Milano rappresenta una tappa strategica.

Proiezione nazionale del prestigioso premio siciliano, l’appuntamento è stato infatti promosso da Innovation Island, community hub dell’innovazione in Sicilia, e SmartCityLab Milano, incubatore del Comune di Milano dedicato all’imprenditorialità e all’innovazione nell’ambito Smart City. Istituzioni, policy maker, imprenditori e innovatori hanno animato la mattinata che partendo dalla valorizzazione del sistema dell’innovazione siciliana ha esemplificato come la correlazione e collaborazione di ecosistemi possa innescare nuove dinamiche di innovazione in tutta Italia.

Il panel di apertura “Palermo-Milano: costruire una connessione sul modello dello SmartCityLab Milano”, ha visto i saluti istituzionali di Vincenzo Tanania (Partner PwC Italia, Digital innovation Coordinatore dell’RTI di SmartCityLab Milano), e una tavola rotonda moderata da Antonio Giordano (Direttore di Innovationisland.it), con Biagio Semilia (Innovation Island) e Domenico Agnello (Direttore scientifico Advisory Board SmartCityLab Milano).

Attraverso un dialogo dinamico si è delineata l’ambizione di un asse stabile tra territori, ispirato proprio a SmartCityLab Milano come piattaforma replicabile per il confronto operativo tra innovazione, industria e istituzioni.

Advertisement

“Milano e Palermo rappresentano due ecosistemi dinamici e ricchi di competenze, accomunati da energia, talento e capacità di innovazione. Le tecnologie e le competenze che nascono in contesti diversi costituiscono un patrimonio prezioso per il sistema nazionale e, quando messi in relazione, possono generare valore e nuove opportunità. La sfida oggi è rafforzare connessioni stabili tra ecosistemi, industria e istituzioni. Modelli come SmartCityLab Milano dimostrano che dalla collaborazione tra imprese, istituzioni e talenti possono nascere opportunità concrete di crescita e competitività per l’intero sistema”, ha dichiarato Vincenzo Tanania, Partner PwC Italia, Digital Innovation, Coordinatore dell’RTI di SmartCityLab Milano.

Fuori PIS nasce da un’idea semplice: l’innovazione non cresce nei territori chiusi, ma nelle connessioni tra stakeholder ed ecosistemi diversi. Portare il Premio Innovazione Sicilia a Milano significa creare un ponte concreto tra chi genera innovazione in Sicilia e chi opera nei grandi hub tecnologici e industriali del Paese. Non si tratta solo di raccontare startup o progetti, ma di costruire relazioni durature tra talenti, università, imprese e istituzioni. Se vogliamo che l’Italia sia davvero competitiva nell’economia dell’innovazione, dobbiamo mettere in movimento i nostri ecosistemi e farli dialogare tra loro. È esattamente ciò che Innovation Island prova a fare, partendo dalla Sicilia”, ha aggiunto Biagio Semilia di Innovation Island.

Il panel istituzionale “Città, Università, Innovazione: infrastrutture per lo sviluppo”, moderato da Nino Amadore de Il Sole 24 Ore, ha riunito Roberto Lagalla (Sindaco di Palermo), Layla Pavone (Coordinatrice Board di Innovazione Comune di Milano), Monica Diluca (Prorettrice alla Ricerca e Trasferimento Tecnologico presso l’Università degli studi di Milano -La Statale), Maria Chiara Carrozza (Professoressa Ordinaria Università Milano-Bicocca) e Elita Schillaci (Consigliera Delegata dell’Open Innovation Università degli Studi di Catania). Il confronto ha evidenziato il ruolo delle città come piattaforme abilitanti, le università come infrastrutture produttive e la necessità di mobilità dei talenti e di cooperazione strutturata, con spunti concreti per integrare ricerca, impresa e capitale.

Il panel imprenditoriale “Dall’innovazione al mercato: industria, capitale e mercati digitali” – sempre con moderazione di Amadore – ha portato sul palco Antonio Perdichizzi (Presidente Isola Catania e Fondazione Marea), Alessio Cantarella (CTO Flazio), Ugo Parodi (Founder Magnisi Venture). Esperienze reali di scaling attraverso tecnologia e capitali hanno ispirato il pubblico su come trasformare innovazione in imprese strutturate.

In chiusura la Conversational Pitch Session, moderata da Danilo Mazzara (CEO e founder SkillForEquity), ha visto protagoniste le startup del Premio Innovazione Sicilia 2025 (Early e Advanced): Geen, Archimede World, Lia, Bandit, Limenet, Muv Games. Micro-pitch da 2 minuti, domande incrociate e interazioni con i relatori intervenuti per esplorare tematiche quali validazione dei mercati, scalabilità e fabbisogni di capitale, trasformando il momento in un laboratorio pubblico di imprenditorialità.

Advertisement

Infine il Tech Aggregator, lo spazio predisposto ad accogliere tecnologie nel Lab ha offerto un momento di esposizione con visita guidata a 8 startup selezionate (4 da Innovation Island: Archimede, Muv Game, Refinea, Lia e 4 da SmartCityLab Milano: Next, Niino, Krill Design, Dilium), che hanno catturato l’attenzione con demo live e pitch informali, permettendo la conoscenza dei differenti contesti d’innovazione. L’evento getta le basi per iniziative future: Innovation Island e SmartCityLab Milano annunciano un programma di confronto continuativo. Un passo concreto per un’Italia dell’innovazione più unita e competitiva attraverso lo scambio di ecosistemi.

-Foto ufficio stampa Innovation Island-
(ITALPRESS).

Cronaca

Seveso, Mattarella “Svolta per la cultura della sicurezza e della prevenzione”

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – “Il disastro ambientale che, cinquant’anni fa, dalla periferia di Meda sconvolse la comunità di Seveso e coinvolse anche quelle di Cesano Maderno e Desio, fu un evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e, ancora oggi, i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi più gravi a livello globale. Un intero paese, un’intera zona della operosa Brianza si fermarono. L’intera Regione, l’intera Italia erano sgomente”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Seveso alla cerimonia commemorativa del 50esimo anniversario del disastro ambientale nello stabilimento Icmesa del 10 luglio 1976. “Nessuno dei testimoni diretti potrà mai dimenticare il trauma, le sofferenze, l’angoscia per la nube tossica e, poi, l’esodo che fu necessario disporre. Come nessuno potrà cancellare dalla memoria collettiva l’allarme e le paure che allora si diffusero in un’area molto vasta – ha proseguito -. Quel che accadde divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione, cui l’emergenza di Seveso impresse una doverosa, significativa accelerazione. Quanto avvenne era inammissibile, e le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico perchè si fondarono sulla tutela della vita delle persone, sulla tutela delle comunità e dell’ambiente come diritto umano primario”.
“Tante volte, nelle sedi processuali e più in generale nelle pubblicazioni che hanno indagato e riflettuto sull’accaduto, sono stati ricostruiti minuziosamente i fatti. Risalta ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, l’intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell’aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi”, ha sottolineato Mattarella. “L’imperdonabile ritardo delle informazioni – che, invece, sarebbero dovute doverosamente giungere, con precisione e immediatezza, alle istituzioni e alla popolazione, divenne esso stesso causa del protrarsi dell’esposizione alla diossina di persone e di animali”, ha sottolineato poi il Capo di Stato.
In questa ricorrenza “il pensiero si rivolge anzitutto a quanti subirono le conseguenze umanamente più pesanti per la fuoriuscita dalla fabbrica di quella grande quantità di sostanze altamente tossiche. A chi perse la vita in seguito a malattie causate, o aggravate, dall’esposizione prolungata alla diossina. Ai loro familiari che, oltre lo choc dei primi giorni e degli abbandoni forzati delle case e della terra, convissero con i patimenti dei propri cari. Ai quasi 200 bambini di allora che vennero colpiti da una seria patologia della pelle. Alle donne che si trovarono improvvisamente con la propria gravidanza a rischio di malformazioni di chi doveva ancora affacciarsi alla vita. A quanti, a distanza di anni, si ammalarono con il comprensibile sospetto che ne fosse responsabile la contaminazione dell’aria, del cibo, della terra per effetto di quel veleno”, ha proseguito ancora. “Altri drammi personali: l’allontanamento dalla propria casa, dal terreno coltivato, la morte degli animali allevati, la rinuncia all’attività commerciale o d’impresa costruita e sviluppata con impegno e fatica. Drammi per la comunità che si interrogava sulla continuità del proprio insediamento. Accanto alle vicende più gravi e dolorose è giusto, in questo giorno, ricordare le donne e gli uomini della solidarietà, che si impegnarono ad alleviare i tanti affanni. Chi prestò subito soccorso alle popolazioni colpite, a cominciare dai Vigili del fuoco, che intervennero quando erano ancora incerte le conseguenze su loro stessi della nube tossica. Chi aiutò nell’evacuazione. Chi vi provvide nei controlli. Va rinnovato il ringraziamento e l’apprezzamento nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che, nell’emergenza, si prestarono con coraggio alla cura dei tanti che si trovavano nel bisogno e nel pericolo, o che nutrivano timore per i propri familiari. Medici e personale sanitario, ancora una volta, mostrarono in quelle circostanze incerte un impegno senza sosta ben oltre i doveri della professionalità. Va ricordata l’opera preziosa svolta dall’Ospedale di Desio”. Inoltre, ha proseguito il Capo di Stato, “pensando al senso civico e di solidarietà mostrata nell’emergenza, assume aspetto di alto valore simbolico la figura di Carlo Galante, scomparso da più di due decenni, al quale la Repubblica ha conferito la medaglia d’argento al valor civile. Operaio dell’Icmesa, entrò nel reparto in cui il reattore aveva innescato il violento getto di vapore letale e al cui interno una nebbia velenosa, potenzialmente mortale, avvolgeva tutto. Con una semplice maschera sul viso, Carlo Galante riuscì ad azionare la valvola del raffreddamento e quell’operazione consentì di limitare l’uscita della sostanza tossica, riducendo un danno, pur ormai gravissimo, che, senza il suo intervento, sarebbe divenuto di gran lunga più devastante. Fu un’azione, la sua, di vero eroismo, che merita perenne riconoscenza”, ha concluso Mattarella.
(ITALPRESS).

– foto: Ufficio stampa Quirinale –

Leggi tutto

Cronaca

Mattarella a Seveso a cinquant’anni dal disastro ambientale: “Intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali” / Video

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è a Seveso per la cerimonia commemorativa del 50esimo anniversario del disastro ambientale nello stabilimento Icmesa del 10 luglio 1976. Il Capo dello Stato, entrando nella tensostruttura allestita per la cerimonia istituzionale nel Bosco delle Querce di Seveso, è stato accolto da un lungo applauso e, successivamente dalle note dell’inno di Mameli, suonato dalle due bande di Seveso (La Cittadina e Santa Cecilia) e cantato dal Coro Il Rifugio di Seregno. Presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, la sindaca di Seveso Alessia Borroni, il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, il prefetto di Monza Brianza Enrico Roccatagliata e il presidente della Provincia di Monza Brianza Luca Santambrogio.

Prima della cerimonia istituzionale, il presidente Mattarella – insieme al governatore Fontana, alla sindaca Borroni, al prefetto Roccatagliata, al presidente Santambrogio e al vicedirettore di Ersaf Roberto Bettaglio – ha assistito al flashmob “Il Bosco del Futuro” – messo in scena dai giovani attori dell’associazione culturale “Teatro Contatto” di Baruccana di Seveso nell’area antistante al ‘grande pioppo’, l’unico salvato dalla bonifica totale delle aree dopo il disastro – come metafora di rinascita, resilienza e memoria collettiva

È stata poi svelata la stele che attesta l’aggiudicazione al Bosco delle Querce del Marchio del Patrimonio Europeo e posizionato il modello tridimensionale in scala del “ponte ecologico” che scavalcherà la futura Autostrada Pedemontana Lombarda permettendo l’ampliamento a est del Bosco delle Querce.

 

Advertisement

IL VIDEO

“Tante volte, nelle sedi processuali e più in generale nelle pubblicazioni che hanno indagato e riflettuto sull’accaduto, sono stati ricostruiti minuziosamente i fatti. Risalta ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, l’intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell’aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi“. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Seveso alla cerimonia commemorativa del 50esimo anniversario del disastro ambientale nello stabilimento Icmesa del 10 luglio 1976. “L’imperdonabile ritardo delle informazioni – che, invece, sarebbero dovute doverosamente giungere, con precisione e immediatezza, alle istituzioni e alla popolazione, divenne esso stesso causa del protrarsi dell’esposizione alla diossina di persone e di animali”, ha sottolineato poi il Capo di Stato.

 “In questa ricorrenza il pensiero si rivolge anzitutto a quanti subirono le conseguenze umanamente più pesanti per la fuoriuscita dalla fabbrica di quella grande quantità di sostanze altamente tossiche ha detto MattarellaA chi perse la vita in seguito a malattie causate, o aggravate, dall’esposizione prolungata alla diossina. Ai loro familiari che, oltre lo choc dei primi giorni e degli abbandoni forzati delle case e della terra, convissero con i patimenti dei propri cari. Ai quasi 200 bambini di allora che vennero colpiti da una seria patologia della pelle. Alle donne che si trovarono improvvisamente con la propria gravidanza a rischio di malformazioni di chi doveva ancora affacciarsi alla vita. A quanti, a distanza di anni, si ammalarono con il comprensibile sospetto che ne fosse responsabile la contaminazione dell’aria, del cibo, della terra per effetto di quel veleno”.

“Accanto alle vicende più gravi e dolorose è giusto, in questo giorno, ricordare le donne e gli uomini della solidarietà, che si impegnarono ad alleviare i tanti affanni. Chi prestò subito soccorso alle popolazioni colpite, a cominciare dai Vigili del fuoco, che intervennero quando erano ancora incerte le conseguenze su loro stessi della nube tossica. Chi aiutò nell’evacuazione. Chi vi provvide nei controlli”, ha ricordato Mattarella. “Va rinnovato il ringraziamento e l’apprezzamento nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che, nell’emergenza, si prestarono con coraggio alla cura dei tanti che si trovavano nel bisogno e nel pericolo, o che nutrivano timore per i propri familiari. Medici e personale sanitario, ancora una volta, mostrarono in quelle circostanze incerte un impegno senza sosta ben oltre i doveri della professionalità. Va ricordata l’opera preziosa svolta dall’Ospedale di Desio”. 

Inoltre, ha proseguito il Capo di Stato, “pensando al senso civico e di solidarietà mostrata nell’emergenza, assume aspetto di alto valore simbolico la figura di Carlo Galante, scomparso da più di due decenni, al quale la Repubblica ha conferito la medaglia d’argento al valor civile. Operaio dell’Icmesa, entrò nel reparto in cui il reattore aveva innescato il violento getto di vapore letale e al cui interno una nebbia velenosa, potenzialmente mortale, avvolgeva tutto. Con una semplice maschera sul viso, Carlo Galante riuscì ad azionare la valvola del raffreddamento e quell’operazione consentì di limitare l’uscita della sostanza tossica, riducendo un danno, pur ormai gravissimo, che, senza il suo intervento, sarebbe divenuto di gran lunga più devastante. Fu un’azione, la sua, di vero eroismo, che merita perenne riconoscenza”, ha concluso Mattarella.

-Foto ufficio stampa Quirinale-
(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Cronaca

Al Premio Ischia i risultati Ipsos Doxa, il 48% degli italiani vittima di fake news

Pubblicato

-

NAPOLI (ITALPRESS) – Gli italiani ritengono che sia ancora importante essere informati e il tempo dedicato alla lettura di notizie e all’aggiornamento sugli avvenimenti nazionali e globali non è in calo, ma in molti considerano difficile poter accedere oggi ad un’informazione di qualità, mentre la diffusione della disinformazione rappresenta una preoccupazione diffusa. E per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, nonostante una certa consapevolezza dei benefici di questa nuova tecnologia, resta maggioritaria la quota di pubblico che ne percepisce i rischi per il giornalismo.

Questi, in estrema sintesi, sono gli spunti principali della ricerca Ipsos DoxaLe Pratiche di Fruizione del Pubblico, Rischi e Opportunità nel Panorama Informativo Italiano” che viene presentata oggi, a Lacco Ameno al Premio Ischia di giornalismo internazionale giunto alla sua 47esima edizione.

La ricerca Ipsos Doxa, condotta nel giugno 2026 su un campione di 1.500 italiani tra i 16 e i 65 anni, analizza come il pubblico italiano si stia adattando a un ecosistema mediatico in profonda trasformazione. Ecco una sintesi del rapporto.

1)L’informazione giornalistica, pur restando centrale, viene oggi distribuita in modo sempre meno diretto: a mediarla intervengono piattaforme e “gatekeeper” diversificati – testate tradizionali, istituzioni, influencer, opinionisti e utenti comuni – ciascuno dei quali contribuisce a plasmare il modo in cui le notizie vengono esperite dal pubblico.

2)Nonostante i cambiamenti nelle modalità di fruizione e la progressiva perdita di contatto tra i media legacy (TV, stampa, radio) e il pubblico – soprattutto gli under 35 – il bisogno di informarsi resta avvertito da tutti e considerato rilevante nella società odierna. Il 49% della popolazione ritiene “molto importante” informarsi (percentuale che sale al 93% includendo chi lo considera “abbastanza importante”. Tra gli under 35 la quota di chi lo giudica “molto importante”; scende al 39%, ma rimane comunque elevata (91% sommando entrambe le risposte). L’autopercezione prevalente è che il tempo dedicato all’informazione non sia in calo, nè tra la popolazione generale nè tra i più giovani: la maggioranza ritiene infatti di dedicarvi il giusto tempo (75% della popolazione, 69% degli under 35).

Advertisement

3)Tuttavia, una persona su due (51%) considera difficile accedere oggi a un’informazione di qualità in Italia. Le piattaforme che stanno sostituendo i media legacy non godono della stessa fiducia, mentre al contempo anche la professione giornalistica presenta un’immagine sociale appannata. La disinformazione rappresenta una preoccupazione diffusa: il 48% della popolazione dichiara di essere caduto vittima di fake news almeno qualche volta. Tra i giovani emerge intanto la pratica di utilizzare l’AI generativa come strumento di verifica.

4)Nonostante una certa consapevolezza dei benefici dell’intelligenza artificiale, resta maggioritaria la quota di pubblico che ne percepisce i rischi per il giornalismo: un terzo della popolazione teme soprattutto che l’AI possa essere usata per creare notizie false o manipolate, senza che il lettore se ne accorga.

5)Guardando al futuro, la spinta propulsiva sembra provenire, oltre che dai pubblici ancora legati ai media legacy, dal segmento di popolazione più aperto all’uso di strumenti di AI generativa per informarsi. Telegiornali (36%) e siti/app di news (33%) restano i mezzi considerati più importanti per i prossimi 4-5 anni, ma i chatbot AI (23%) emergono come terza opzione, con percentuali più alte tra gli under 35 (29%).

6)Infine, la ricerca evidenzia come la riconfigurazione della dieta multimediale lasci scoperti alcuni bisogni informativi importanti. Emergono infatti significativi squilibri tra l’interesse del pubblico e la quantità di informazione disponibile su temi specifici: ambiente, sostenibilità e cambiamento climatico; innovazione, tecnologia e AI; lifestyle, salute e salute mentale.

– Foto ufficio stampa Premio Ischia –
(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.