Italpress
Rocchi “Ottima domenica degli arbitri, Var da oliare”
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4 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Una domenica con tante polemiche da archiviare però con soddisfazione. “Non ci tiriamo indietro di fronte a eventuali errori, e ieri i ragazzi hanno disputato una giornata ottima: se ci sono partite bellissime il merito è anche nostro”. Il designatore della Can, Gianluca Rocchi, ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai RadioUno, dà un voto alto al lavoro della sua squadra, ancora più difficile dopo la fine dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19. “Con il ritorno del pubblico è più difficile arbitrare – ha aggiunto Rocchi – ma abbiamo fatto la scelta dei giovani e sono contento di come hanno approcciato le gare e spero continuino così, non dobbiamo mollare di un centimetro. Spero che ci sia la volontà di aspettare questi ragazzi – ha proseguito il designatore – Commetteremo degli errori, ma il calcio italiano ha bisogno di arbitri forti, strutturati, che sfruttino la Var ma che decidano in campo. Vanno difesi tutti allo stesso modo”. E, a proposito del supporto tecnologico a favore dei fischietti italiani: “La Var ha portato benefici, come per tutte le cose nuove nel primo e secondo anno c’era molta soddisfazione perchè ha tolto tanti errori e portato più giustizia nel calcio. E’ un meccanismo da oliare e che avrà tanto sviluppo, nel futuro avremo una Var diversa, la tecnologia è in continua evoluzione. Voglio però che ci siano arbitri che decidano in campo, ciò è una garanzia per tutti e giocatori e allenatori chiedono questo”. Roma-Napoli di ieri è stata segnata anche dall’espulsione dei due tecnici, Josè Mourinho e Luciano Spalletti, per proteste. Rocchi difende l’arbitro Massa, che ha sventolato il rosso anche a Spalletti a fine gara, un’espulsione che il mister dei partenopei non ha gradito. “Il diverbio tra Massa e Spalletti? Ho parlato con i due allenatori, che si sono scusati a fine partita, segno di intelligenza – conclude l’ex direttore di gara – L’ho apprezzato molto, l’adrenalina in campo fa perdere la lucidità. Spalletti poi è toscano come me, se avesse fatto a me quella battuta sarebbe stato diverso, Massa ha un altro carattere e ha reagito come abbiamo chiesto di fare: gli arbitri devono essere signori, educati e intransigenti verso chi si comporta male”.
(ITALPRESS).
Cronaca
La professoressa accoltellata nel Bergamasco “Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte”
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3 ore fa-
26 Marzo 2026di
Redazione
BERGAMO (ITALPRESS) – “Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda. Eppure eccomi qui, ancora viva. E questo lo devo a molti di voi. In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo. Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre. So che addirittura la scena è stata ripresa via cellulare, è stata drammatica quanto irreale. Io stessa fatico a ricordarla senza tremare”. Sono le parole di Chiara Mocchi, la docente 57enne accoltellata da un suo alunno di terza media, a Trescore, nel bergamasco. Ricoverata all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, tramite il suo avvocato Angelo Lino Murtas ha scritto una lettera aperta, pubblicata dall’edizione online del Corriere della Sera. “Ma subito, attorno a me, si è mosso un mondo di coraggio e di umanità. Ai colleghi che sono intervenuti senza alcuna esitazione, rischiando personalmente per mettermi in salvo – prosegue la professoressa -: il vostro sangue freddo e la vostra forza hanno creato una barriera tra me e la morte. Agli studenti che hanno gridato aiuto, che hanno pianto, che si sono spaventati e hanno visto qualcosa che nessuno dovrebbe vedere a tredici anni: sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti”.
“Al personale dell’elisoccorso, che ha bloccato un’emorragia devastante, che ha lottato contro il tempo, che mi ha restituito un battito stabile con un a lunga trasfusione, mentre la linfa della vita usciva dalle mie ferite: non dimenticherò mai le vostre mani ferme e la vostra calma. Ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari che mi hanno accolto, curato e operato con una delicatezza che va oltre il dovere: siete stati famiglia. Alle forze dell’ordine e alle autorità, presenti subito, attente, rispettose, che hanno messo ordine nel caos e garantito sicurezza a tutti – afferma ancora Mocchi -. A mio fratello Giampaolo, che ha tremato, pregato, vegliato accanto a me senza mai perdere la speranza. All’avvocato Angelo Lino Murtas, che mi sta accompagnando con sensibilità e competenza in un percorso che non avrei mai immaginato di dover affrontare. Ai genitori, che mi scrivono, che mi abbracciano anche se solo da lontano, che hanno raccontato ai propri figli il valore dell’empatia e della vita. A chiunque mi sta mandando messaggi, preghiere, pensieri, anche senza conoscermi: li ho sentiti arrivare tutti, uno per uno, come fili che mi hanno ricucito l’anima. Oggi sono ancora debole, la voce è un soffio, il corpo ha ferite profonde ancora fresche. Ma il mio spirito è vivo. E questa vita è un dono che non sprecherò”.
“So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento. Per questo vi dico: non lasciamoci vincere dal buio. Ai miei amati alunni, non fermatevi, non arrendetevi, studiate e preparatevi per il vostro futuro senza nessuna paura, ma solo e unicamente con coraggio. Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte – sottolinea la docente -: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché. Come non lo sapranno i suoi genitori. Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò. Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili. Perché nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia più grande. A tutti voi, dal profondo del cuore: grazie. Grazie per avermi salvata, sorretta, pensata, custodita. Grazie per darmi la forza di guardare avanti, non indietro, e soprattutto il sogno di potercela fare ancora”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Cina-Repubblica Ceca, incontro a Praga sulla cooperazione nella Supply-chain
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4 ore fa-
26 Marzo 2026di
Redazione
PRAGA (REPUBBLICA CECA) (XINHUA/ITALPRESS) – Esponenti del mondo imprenditoriale, rappresentanti del settore e funzionari governativi provenienti da Cina e Repubblica Ceca si sono riuniti 24 Mar a Praga per un evento di promozione della quarta edizione della China International Supply Chain Expo (CISCE), mettendo in evidenza il crescente interesse nel rafforzamento della cooperazione economica e commerciale tra i due Paesi.
“L’economia globale è più interconnessa che mai. Le catene di approvvigionamento sono la linfa vitale del commercio internazionale e la loro resilienza, efficienza e sostenibilità sono fondamentali per una prosperità, un’innovazione e una crescita condivise”, ha affermato Richard Hlavaty, direttore del Dipartimento per i Paesi non europei del ministero dell’Industria e del Commercio della Repubblica Ceca.
Hlavaty ha affermato che la Repubblica Ceca attribuisce valore al suo partenariato con la Cina, sviluppatosi in settori che vanno da quello automobilistico e della manifattura fino a quello tecnologico e logistico. Eventi di questo tipo rafforzano la fiducia, il dialogo e la crescita reciproca e contribuiscono a creare catene di approvvigionamento efficienti, resilienti e sostenibili, ha aggiunto il direttore.
L’evento ha attirato rappresentanti di circa 70 aziende ceche e di circa 30 imprese cinesi già operative o attive sul mercato ceco.
I partecipanti hanno sottolineato l’importanza di rafforzare la cooperazione nelle catene di approvvigionamento globali e hanno individuato nuove opportunità nella manifattura avanzata, nello sviluppo verde e nell’innovazione.
Frantisek Chaloupecky, vice presidente della Confederazione dell’industria della Repubblica Ceca, ha dichiarato che la sua istituzione, che rappresenta oltre 11.000 aziende associate, sostiene attivamente la cooperazione tra le imprese ceche e cinesi e continuerà a sostenere le aziende ceche nell’ampliamento della cooperazione e delle attività di investimento con partner cinesi.
Durante l’evento, l’ambasciatore cinese nella Repubblica Ceca, Feng Biao, ha evidenziato i solidi legami economici tra i due Paesi, osservando che nel 2025 il commercio bilaterale ha raggiunto i 44,2 miliardi di dollari USA, pari a oltre l’8% del commercio estero complessivo della Repubblica Ceca.
Feng ha sottolineato che la cooperazione economica e commerciale tra i due Paesi presenta un significativo potenziale, con nuove opportunità che emergono in settori come energia, infrastrutture, manifattura intelligente e veicoli a nuova energia, aggiungendo che entrambe le parti continueranno a sostenere la partecipazione delle imprese alle principali fiere commerciali, compresa la CISCE.
Chen Limiao, responsabile della filiale di Praga della Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), ha dichiarato che l’ICBC continuerà a sostenere le aziende ceche nell’esplorazione delle opportunità offerte dal mercato cinese, in particolare nei settori della nuova energia e dell’alta tecnologia.
L’evento è stato organizzato dal Consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale, dall’ambasciata cinese nella Repubblica Ceca, dal ministero dell’Industria e del Commercio della Repubblica Ceca, dalla filiale di Praga dell’ICBC e dalla Confederazione dell’industria della Repubblica Ceca.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cronaca
Addio a “Mister Due Miliardi”, il calcio piange Beppe Savoldi
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4 ore fa-
26 Marzo 2026di
Redazione
BERGAMO (ITALPRESS) – Il calcio piange Beppe Savoldi: si è spento a 79 anni l’ex attaccante di Atalanta, Bologna e Napoli. A darne notizia, sulla sua pagina Facebook, il figlio Gianluca: “Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all’ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell’amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno.
Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore. Ringraziamo di cuore i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIII e dell’Istituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche”. Originario di Gorlago, nel bergamasco, classe 1947, Savoldi è stato uno dei centravanti simbolo della sua epoca. Cresciuto all’Atalanta, dove debuttò in serie A appena diciottenne, nel 1968 passò al Bologna dove rimase per 7 stagioni, vincendo due Coppe Italia e il titolo di capocannoniere della serie A 1972-73. Nell’estate 1975 il passaggio al Napoli per un miliardo e 400 milioni di lire più il cartellino di Clerici e la metà di Rampanti, valutati altri 600 milioni: da lì il soprannome di “Mister Due Miliardi”, per quella che all’epoca fu l’operazione più costosa di sempre del calcio italiano. Savoldi vinse lì un’altra Coppa Italia, per poi tornare nel ’79 a Bologna da capitano salvo poi essere coinvolto nello scandalo del Totonero. Ridotta la squalifica di due anni, chiuse all’Atalanta, in B, nella stagione 1982-83. Appese le scarpette al chiodo (168 reti in 405 presenze in serie A il suo bottino complessivo), si dedicò per qualche anno alla carriera di allenatore fra C1 e C2. Difficile il rapporto con la Nazionale, dove raccolse appena 4 presenze (e un gol su rigore nell’amichevole contro la Grecia), tutte nel 1975.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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