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Cronaca

Equo compenso, Confprofessioni “Da sentenza Cds quadro paradossale”

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MILANO (ITALPRESS) – “Una sentenza che definisce un quadro paradossale: il professionista ha diritto a un compenso equo, ma soltanto a condizione che venga pagato”. E’ il commento del presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, alla sentenza del Consiglio di Stato legata a un bando del Mef del 2019.
“E’ sconcertante che la stessa sentenza riconosca il diritto del professionista a essere pagato secondo il principio di equità, ma allo stesso tempo che tale principio divenga esigibile soltanto nel caso in cui il compenso sia effettivamente previsto. La sentenza – spiega Stella – sembra uscita da un romanzo di Kafka, visto che, a parità di condizioni contrattuali, sancisce di fatto l’illegittimità delle prestazioni sottopagate e la contestuale liceità di compensi pari a zero. Una contraddizione che se può trovare qualche appiglio nella legislazione vigente, mette la politica di fronte alla necessità di intervenire al fine di garantire anche ai professionisti il diritto a ricevere compensi proporzionati alla qualità della prestazione resa. Assume quindi ancor più rilevanza – aggiunge – il lavoro che il Senato sarà chiamato a svolgere sulla proposta di legge recentemente approvata dalla Camera, correggendo le criticità che avevamo già evidenziato nelle scorse settimane; a cominciare dalla norma che in caso di affidamento di incarichi sotto soglia vedrebbe sanzionato il professionista sottopagato invece del committente inadempiente. Ci aspettiamo – conclude Stella – che, attraverso l’applicazione del principio dell’equo compenso, possa finalmente superarsi la cattiva abitudine di richiedere prestazioni professionali a titolo gratuito, abitudine praticata soprattutto da alcune P.A., che evidentemente preferiscono far quadrare i conti non attraverso la riduzione selettiva degli sprechi, ma sfruttando il lavoro dei professionisti”.
(ITALPRESS).

Cronaca

Cingolani “Sul gas si lavora a un tetto Ue con forchetta”

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Lo strumento su cui si lavora a livello europeo per la crisi del gas è un tetto con forchetta, con un range tra un minimo e un massimo in cui ci possa essere una variazione”. Lo ha detto il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, al termine del Consiglio dei ministri Ue dell’Energia.
“La discussione di oggi ha identificato alcune soluzioni tecniche che vanno nella direzione giusta. E’ stata una giornata costruttiva”, ha proseguito il ministro.
“Bisognerebbe fissare un range tra un minimo e un massimo per il prezzo del gas, che permetta sempre una variazione che segue le leggi di mercato, ma che eviti la situazione fuori controllo come quella che viviamo adesso”, ha spiegato Cingolani. Tra le ipotesi prese in considerazione dai ministri, c’è quella “di indicizzare il costo del gas a qualcosa di diverso del Title Transfer Facility, facendo una media su altri grandi indicatori mondiali. Contiamo in questa settimana di fornire alla Commissione dei pilastri che consentano di costruire una proposta legislativa accurata: il nostro obiettivo è di mandare questi punti prima della riunione informale dei primi ministri del 6 ottobre e speriamo che dando delle idee di fondo concordate tra i Paesi membri la Commissione riesca a sintetizzare una proposta di tetto al prezzo o di indicizzazione intelligente”, ha concluso il ministro.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Regionali: Sala “Moratti? Potrebbe spaccare il centrodestra”

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MILANO (ITALPRESS) – Alla crisi politica scoppiata in Regione Lombardia dopo le ultime dichiarazioni della vicepresidente Letizia Moratti “guardiamo con interesse perchè è chiaro che potrebbe anche spaccare in parte il campo del centrodestra. E in teoria potrebbe essere anche meglio per un candidato di centrosinistra. Però è tutto da capire”. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala durante la visita al Villaggio di Coldiretti a Milano. Sempre sulla crisi politica in Regione Lombardia, dice: ” rendo atto del fatto che il centrodestra oggi è fatto di tante anime e le occasioni di conflitto ci sono. Ma non voglio fare nessun riferimento politico alle elezioni, se mai quelli che sono mancati alle ultime elezioni siamo stati noi. Il centrodestra ha vinto prendendo un pò meno voti del 2019 e noi siamo mancanti completamente. Quindi prima di criticare gli altri è meglio criticate se stessi. Però in Regione è evidente che in questo momento e ormai da alcuni mesi si respira un’aria di non sintonia tra le componenti del centrodestra. E’ chiaro che, più che preoccuparci, noi guardiamo con attenzione quello che succederà perchè le elezioni regionali sono dietro l’angolo” conclude.

Photo Credits: ufficio stampa Comune di Milano

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Cronaca

Covid, In Lombardia 6.252 casi, aumento ricoveri, 12 morti

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MILANO (ITALPRESS) – Sono 6.252 i nuovi casi di Covid in Lombardia, a fronte di 29.821 tamponi effettuati, di cui è risultato positivo il 20,9% (ieri i contagiati lombardi erano 6.872 su 34.187 tamponi effettuati), con tasso di positività al 20,1%. Aumentano i ricoveri, di 43 nei reparti ordinari (posti letto occupati: 581) e di uno nelle terapie intensive (posti letto occupati: 9). Crescono anche i decessi che oggi sono 12 (ieri 2) e portano il totale complessivo da inizio pandemia a 42.546. E’ quanto emerge dal consueto bollettino sulla situazione epidemiologica regionale diffuso dal ministero della Salute. La maggiore incidenza del virus si rileva nella Città Metropolitana di Milano, dove i positivi odierni sono 1.587 di cui 592 a Milano città. Nelle province lombarde i casi sono a Bergamo: 615; Brescia: 828; Como: 528; Cremona: 168; Lecco: 228;Lodi: 139; Mantova: 291; Monza e Brianza: 575;Pavia: 300; Sondrio: 218; Varese: 650. (ITALPRESS).

Photo credits: www.agenziafotogramma.it

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