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Cronaca

Ampliato lo stabilimento Maschio Gaspardo in Romania

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ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta presso la sede di Chisineu-Cris (Arad) la cerimonia di inaugurazione dell’ampliamento dello stabilimento Maschio Gaspardo in Romania. Nel 2003 Maschio Gaspardo ha costruito uno stabilimento produttivo nella città rumena e oggi, a diciotto anni di distanza, l’azienda è il primo produttore di macchine agricole del Paese. Lo stabilimento, che si sviluppa su un’area di circa 26.000 metri quadrati coperti, con una produzione che si assesterà oltre le 5.000 attrezzature all’anno, impiegando oltre 400 dipendenti, è dedicato alla produzione di macchine agricole per la minima lavorazione, aratri e rotopresse.
La Romania ha un’importante vocazione agricola e, in particolare nel Distretto di Arad, un elevato know how delle tecnologie per la produzione metalmeccanica. A questo si aggiunge il fatto che Arad è logisticamente strategica per aree come Russia e Ucraina, dove vengono consegnate gran parte delle macchine prodotte nello stabilimento rumeno.
Gli investimenti sono stati realizzati grazie al supporto di Finest S.p.A., che detiene il 25% di Maschio Gaspardo Romania, e con l’appoggio della Banca rumena Exim Bank e sono finalizzati ad un aumento della capacità produttiva pari a circa il 20%. E’ stato realizzato un importante ampliamento dell’area coperta di circa 5.700 mq oltre all’acquisto di nuove attrezzature ad elevato contenuto tecnologico. Questi asset sono funzionali all’aumento della capacità produttiva e sono fondamentali per garantire gli elevati standard di fornitura di un mercato sempre più esigente, come quello agricolo.
“Questo progetto ci consentirà di rafforzare l’apparato produttivo migliorando l’attuale proposta che la sede di Chisineu-Cris è in grado di offrire – ha commentato Andrea Maschio, presidente di Maschio Holding e vicepresidente di Maschio Gaspardo -. L’innovazione e il rinnovamento degli impianti sono necessari per essere presenti sul mercato con strutture all’avanguardia per soddisfare le esigenze dei nostri clienti nel mondo”.
L’ampliamento della capacità produttiva è anche conseguenza dell’accordo di fornitura sottoscritto da Maschio Gaspardo con New Holland Agriculture, brand di CNH Industrial: tale partnership prevede la commercializzazione di prodotti OEM dedicati alla minima lavorazione, in particolare erpici a disco e ripuntatori. La commercializzazione delle attrezzature in oggetto è iniziata con la stagione 2021 e avviene in esclusiva tramite la rete di concessionari New Holland.
Recentemente è stato sottoscritto anche un nuovo accordo di fornitura con New Holland Agriculture che prevede la produzione in esclusiva di alcune attrezzature per il settore fienagione. In particolare, la produzione sarà incentrata sulle gamme complete di falciatrici, spandivoltafieno e andanatori, attrezzature che saranno prodotte nello stabilimento Maschio Gaspardo in Romania grazie all’investimento realizzato. I prodotti saranno commercializzati con livrea New Holland a partire dalla stagione 2022.
“Siamo particolarmente orgogliosi che la prestigiosa partnership con New Holland sia stata ulteriormente ampliata a conferma degli elevati standard di qualità raggiunti da Maschio Gaspardo, nei prodotti e nel livello del servizio offerto al cliente finale – ha commentato Mirco Maschio, presidente di Maschio Gaspardo -. La volontà di collaborare è fondamentale per trovare nuove reciproche opportunità di business”.
(ITALPRESS).

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Tg News 9/4/2026

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ROMA (ITALPRESS) – Esercito israeliano ordina evacuazione di gran parte di Beirut – Corre il prezzo del petrolio, di nuovo sopra i 100 dollari – Meloni “IL Governo c’è fino alla fine, non scappo dai problemi” – Caso Equalize, spiati anche Vieri e Corona, Tognazzi e Lucarelli – La maxi-frana in Molise si sta fermando – Sinner in sofferenza batte Machac e va ai quarti a Montecarlo – Tra le più belle città del mondo per gli inglesi c’è anche Napoli – Banca Generali al fianco della Milano Art Week, due nuove opere per BG ArTalent – Previsioni 3B Meteo 10 Aprile.

L’articolo Tg News 9/4/2026 proviene da Pavia Uno TV.

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Giorgetti “Se la crisi perdura valutare sospensione del patto di stabilità”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il governo è pienamente consapevole delle numerose pressioni sulla finanza pubblica, come il fenomeno della crisi energetica innescata dallo scoppio della guerra in Medioriente, e si è mosso su una duplice linea: quella delle riforme strutturali e quelle emergenziali temporanee, che hanno caratterizzato i provvedimenti per fronteggiare il caro carburanti. In questo quadro, l’auspicio è che la crisi internazionale abbia quanto prima la sua soluzione. Se ciò non dovesse accadere, si dovrà porre seriamente porre il tema di una risposta unitaria europea, come fu fatto per la pandemia, con misure eccezionali, tra le quali una tassazione degli extra profitti generati nel settore degli aumenti dei prezzi dei carburanti di energia”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time in Senato.
Per il ministro “il perdurare della crisi imporrà di ragionare in maniera seria e costruttiva sulla possibile sospensione temporanea del patto di stabilità e crescita e, qualora le conseguenze delle pressioni sui mercati energetici dovessero prolungarsi o addirittura intensificarsi, l’Europa dovrebbe in primo luogo valutare il ricorso alla clausola di salvaguardia generale”. Giorgetti ha infine sottolineato che “qualora la crisi internazionale non evolva positivamente, le misure adottate dai singoli Stati dovranno necessariamente inserirsi nell’ambito di una strategia europea che stiamo sollecitando e promuovendo. In tale contesto va inquadrata anche la tematica della sospensione del patto di stabilità”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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Ambasciatore Bahrain “Sottoposti ad attacchi anche se non siamo in guerra”

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ROMA (ITALPRESS) – “Sono state sei settimane molto difficili per tutto il Golfo. I Paesi dell’area non sono stati e continuano a non essere parte di questo conflitto. Non abbiamo partecipato. Non abbiamo permesso la partecipazione attraverso le nostre terre e acque. Tuttavia, siamo stati soggetti ad attacchi brutali”. Così l’ambasciatore del Bahrain in Italia, Ausama Alabsi, ha descritto la situazione nella regione del Golfo in un’intervista con Claudio Brachino per Diplomacy Magazine, la rubrica di geopolitica dell’agenzia Italpress.

“E’ piovuto un numero di droni e missili equivalente a un attacco per chilometro quadrato nelle ultime sei settimane. Ma la cosa più importante, credo, per l’Italia, per l’Europa, per il resto del mondo, è la comprensione che la stabilità della nostra area è molto importante, non solo per il flusso di energia, non solo per il gas o il petrolio”, ha osservato il diplomatico.

“Vi fornirò un esempio semplice, e di questo speriamo di discutere presto alla Fao: il 33% dei fertilizzanti mondiali proviene dalla nostra parte del mondo. Gli agricoltori di tutto il pianeta avranno una stagione molto difficile a causa della carenza di fertilizzanti. Un altro esempio è un gas come l’elio. Il 30% della produzione mondiale di elio proviene da noi. L’elio si usa per raffreddare le macchine e ogni macchina per la risonanza magnetica, in ogni ospedale del mondo, usa l’elio come agente di raffreddamento. Ora, se abbiamo il 30% dell’elio fermo, questo avrà un impatto su ogni ospedale nel mondo”, ha proseguito Alabsi.

“La nostra parte del mondo è integrata nelle catene di approvvigionamento, nella globalizzazione del commercio, dei materiali. E la chiusura di un’area come la nostra avrà un impatto su tutti. La stabilità dell’Europa, la stabilità del Golfo e la stabilità del Sud-Est asiatico sono tutte interconnesse nel XXI secolo. Non possiamo continuare a vivere nel modo in cui desideriamo se non siamo tutti al sicuro, in un contesto stabile e con un libero flusso di commercio, navi e materiali”, ha ancora osservato l’ambasciatore del Bahrain a Roma.

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Nonostante la difficoltà dell’ultimo periodo, rappresentata dagli attacchi iraniani nel contesto del conflitto tra Teheran, gli Stati Uniti e Israele, resta ferma la convinzione di coltivare e rendere sempre più stretti i rapporti economici con l’Italia. “L’Italia, da diversi anni, è il nostro principale partner commerciale nell’Unione europea. E questo non è un risultato da poco. Abbiamo lavorato davvero duramente per sviluppare il commercio bilaterale”, ha dichiarato Alabsi.

“E’ interessante notare che la maggior parte del commercio o delle esportazioni dall’Italia al Bahrain è rappresentata da prodotti industriali, che sono la spina dorsale dell’ingegno e dell’ingegneria italiana, oltre, naturalmente, ai beni di lusso e alla moda. La tecnologia e i macchinari italiani sono impiegati nella nostra industria del petrolio e del gas, e l’Italia è una fonte importante di prodotti ingegneristici e tecnici. Per quanto riguarda il Bahrain, esportiamo principalmente metalli come l’alluminio e, naturalmente, energia raffinata”, ha spiegato il diplomatico.

Per quanto riguarda gli investimenti, ce ne sono stati “diversi in entrambe le direzioni”, ha aggiunto l’ambasciatore. “Penso che questo sia uno dei maggiori risultati della visita del nostro Principe ereditario e primo ministro a Roma, lo scorso settembre, quando è stato firmato il Programma strategico per gli investimenti tra Bahrain e Italia”, ha dichiarato Alabsi, precisando che l’accordo vede un valore di circa un miliardo di euro.

“Abbiamo lavorato molto duramente con il ministero delle imprese e del Made in Italy qui a Roma, così come con le controparti in Bahrain. Siccome l’accordo è stato firmato a fine settembre, abbiamo dovuto iniziare a creare i meccanismi relativi all’accordo stesso. Stavamo andando molto bene, fino a quando non siamo stati un pò ‘distrattì nell’ultimo mese. Ma andremo avanti. La convinzione che dobbiamo aumentare i nostri investimenti bilaterali e avere una forte presenza del Bahrain in Italia, e viceversa, è qualcosa a cui sia la leadership del Bahrain sia quella italiana danno grande importanza”, ha concluso.
Dal punto di vista politico, il 2025 in particolare “è stato davvero speciale nelle relazioni tra Italia e Bahrain”, ha sottolineato il diplomatico.

“Nel gennaio del 2025, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato il Bahrain.
E’ stato il primo presidente del Consiglio italiano a farci visita. E, successivamente, a luglio, Sua Maestà il Re Hamad bin Isa Al Khalifa ha visitato Roma. A settembre, Sua Altezza reale, il Principe ereditario e primo ministro del Bahrain, Salman bin Hamad Al Khalifa, ha visitato Roma, a capo di una grande delegazione economica. E ancora, nel dicembre del 2025, Meloni ha visitato il Bahrain per la seconda volta in un anno. La seconda visita è stata per partecipare al vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo che si è tenuto in Bahrain su invito di Sua Maestà il Re. E’ stata una dei quattro soli leader mondiali a partecipare al vertice, come ospite d’onore, in 48 anni”, ha infine osservato.

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Un’ultima annotazione, ma non per importanza, riguarda il rapporto fra i due popoli. “Vorrei trasmettere innanzitutto la mia esperienza personale. Proprio adesso, ad aprile, sono due anni esatti che vivo in Italia e ci tengo a dire questo: mi sento al 100% a casa. Il popolo del Bahrain è un popolo che vive su un’isola. Abbiamo commerciato, viaggiato e interagito con altre culture e altre persone per migliaia di anni, e questo ci fa assomigliare al popolo italiano, essendo l’Italia uno dei principali hub nel Mediterraneo. Sento che a livello culturale, a livello umano, siamo molto, molto vicini”, ha osservato Alabsi.

La cultura è il terreno d’elezione per lo scambio e la crescita dei rapporti umani e non a caso l’ambasciata del Bahrain sta lavorando, come spiegato dal suo capo missione, all’arrivo in Italia di diversi artisti del Paese del Golfo. “Come ho detto, penso che siamo molto più vicini come popoli di quanto la maggior parte della gente pensi. Gli stessi valori, lo stesso amore per la vita, lo stesso apprezzamento della bellezza e dell’arte. Ho visto tutto questo quando sono arrivato in Italia. E vorrei, attraverso voi, concludere dicendo al popolo e al governo italiano: grazie per avermi accolto qui. E’ stato fantastico per me e per la mia famiglia. E lavorerò sodo per avvicinare le imprese, i governi e i popoli di Bahrain e Italia”, ha concluso l’ambasciatore Alabsi.

(ITALPRESS).
-Foto Italpress-

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