Cronaca
Cina, antiche accademie promuovono scambi tra culture usando saggezza orientale
Pubblicato
4 mesi fa-
di
Redazione
NANCHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Mentre il mondo cerca modi per intrattenere un dialogo tra civiltà diverse preservando al tempo stesso identità distinte, le “shuyuan”, ovvero le antiche accademie cinesi, sono emerse dalla storia cinese come una guida.
CERCARE IL CONSENSO TRA LE DIFFERENZE
Nate durante la dinastia Tang (618-907), le “shuyuan” erano istituzioni cinesi uniche che univano istruzione, biblioteche, pratiche rituali e dibattito accademico. Con la dinastia Song (960-1279), erano diventate i principali centri intellettuali della Cina, dove gli studiosi si dedicavano spesso a riflessioni critiche, intensi scambi e dibattiti.
La saggezza delle “shuyuan” cinesi iniziò a suscitare interesse in Occidente durante la dinastia Ming (1368-1644). Alla fine del XVI secolo, il missionario italiano Matteo Ricci visitò l’Accademia Yuzhang a Nanchang, nella provincia orientale cinese del Jiangxi, e godette della compagnia di Zhang Huang, allora responsabile della rinomata Accademia Bailudong (Grotta del cervo bianco). Ricci portò le conoscenze occidentali in materia di astronomia, geografia e matematica, mentre Zhang tramandava una teoria confuciana millenaria. Ricci studiò i classici confuciani sotto la guida di Zhang, mentre quest’ultimo incorporò conoscenze geografiche occidentali nella propria opera, in una relazione caratterizzata da rispetto reciproco e interazione.
In una lettera indirizzata a Roma, Ricci scrisse che avevano trovato nei classici cinesi parecchi elementi in linea con la loro fede.
Xiao Hongbo, presidente dell’Accademia di scienze sociali del Jiangxi e direttore del relativo Centro di ricerca sulla cultura delle accademie, individua in questo spirito di “ricerca del consenso tra le differenze e creazione della sinergia attraverso lo scambio” una saggezza vitale della cultura tradizionale cinese per gestire le divergenze e risolvere i conflitti.
Questo spirito di dialogo vive ancora oggi. Nell’ottobre 2025, quasi 200 studiosi provenienti da 51 Paesi e regioni si sono riuniti presso l’Accademia Kaoting, nel Fujian della Cina orientale, per la Conferenza sulla filosofia di Zhu Xi e il Dialogo delle civiltà globali, per esplorare come il pensiero del defunto filosofo cinese Zhu Xi potesse offrire spunti per risolvere lo scontro tra civiltà.
L’ex presidente della Conferenza generale dell’UNESCO Simona-Mirela Miculescu ha sottolineato che la convinzione di Zhu dell’inseparabilità tra apprendimento e virtù è in linea con la missione dell’UNESCO di costruire la pace attraverso comprensione, apprendimento e rispetto reciproco.
In un momento in cui la teoria dello “scontro tra civiltà” trova ancora spazio nel mondo, e le divisioni e i conflitti ostacolano il progresso umano, le accademie cinesi, con migliaia di anni di pratica, offrono una saggezza orientale che promuove il dialogo e rafforza la cooperazione.
UNA NUOVA PIATTAFORMA PER IL DIALOGO TRA CIVILTA’
Ispirato dalle “shuyuan”, lo studioso coreano Ju Se-bung fondò nel 1543 l’Accademia Baegundong sul modello dell’Accademia Bailudong, la prima del suo genere nella penisola coreana. Nell’arco di circa due secoli, oltre 900 accademie sorsero in tutta la regione. A oggi, le direttive dell’Accademia Bailudong sono ancora utilizzate come motti scolastici in alcune istituzioni in Corea del Sud e Giappone.
Un altro importante studioso coreano, Yi Hwang, ampliò successivamente l’Accademia Baegundong trasformandola nell’Accademia Dosan, nel Gyeongsangbuk-do, per promuovere la filosofia di Zhu Xi. La sua impronta culturale si intreccia alla vita quotidiana: la banconota da 1.000 won presenta sul fronte il ritratto di Yi Hwang e sul retro l’Accademia Dosan, un patrimonio culturale condiviso posseduto da ogni sudcoreano.
“Per i sudcoreani moderni, le accademie restano parte della loro vita quotidiana e rappresentano uno dei simboli culturali più importanti”, ha affermato Keum Jia, professoressa associata presso la Scuola di lingue straniere della Peking University.
Deng Hongbo, direttore del Centro di ricerca sulle accademie cinesi, osserva che, pur condividendo una discendenza comune con le loro controparti cinesi e conservandone le funzioni culturali fondamentali, le accademie oltremare hanno sviluppato caratteristiche distinte influenzate da fattori quali il periodo di diffusione e la collocazione geografica: le accademie coreane enfatizzano i riti cerimoniali, quelle giapponesi si concentrano sull’editoria, mentre le accademie cinesi del Sud-Est asiatico fungono da ancore spirituali che collegano le comunità alla loro terra d’origine.
Deng ha rilevato che, attraverso la raccolta e il confronto sistematici di documenti storici risalenti alla dinastia coreana Joseon e alle accademie giapponesi, sono stati riportati alla luce preziosi materiali d’archivio. Questo lavoro conferma il contributo del sistema delle accademie alla civiltà confuciana dell’Asia orientale radicata nei caratteri cinesi, fornendo un solido sostegno accademico alla pratica storica dell’apprendimento reciproco tra civiltà.
Mentre le accademie si diffondevano verso Oriente, un altro percorso conduceva verso Occidente.
Nella città italiana di Napoli, accanto a una strada tortuosa chiamata “Salita dei cinesi”, sorge un edificio a tre piani color ocra, il “Collegio dei cinesi”, fondato dal missionario italiano Matteo Ripa.
Pittore e traduttore alla corte reale della dinastia Qing (1644-1911), Ripa tornò in Italia nel 1723 e fondò il collegio con una missione chiara: superare le barriere linguistiche e culturali formando talenti realmente inclusivi e interculturali.
In oltre 100 anni, fino al 1868, il collegio formò 106 studenti cinesi provenienti da più di 10 province, la maggior parte dei quali tornò in Cina per costruire un ponte tra Oriente e Occidente. Quando l’ambasciata britannica Macartney visitò la Cina nel 1793, l’interprete era un diplomato del collegio, a testimonianza della sua eredità.
Dopo diversi cambi di nome, il collegio si è evoluto nell’Università di Napoli L’Orientale, restando un centro di primo piano per gli studi sinologici in Italia.
Al giorno d’oggi, le accademie fungono ancora una volta da piattaforme per il dialogo tra civiltà. Il Forum di Nishan sulle civiltà mondiali, nella provincia dello Shandong, utilizza la cultura delle accademie per mettere in contatto studiosi di tutto il mondo. L’Accademia Yuelu, nella provincia dello Hunan, sta reclutando docenti internazionali per svolgere ricerche d’avanguardia nel campo dell’informatica umanistica, mentre le lezioni dell’Accademia Bailudong raggiungono un pubblico globale tramite dirette streaming.
Queste pratiche di scambio incentrate sulle accademie consentono alla cultura cinese di continuare ad attingere a nuove fonti di ispirazione, svilupparsi e innovare attraverso il dialogo con civiltà diverse in tutto il mondo. Allo stesso tempo, permettono al mondo di acquisire una comprensione più profonda e più completa della Cina attraverso la finestra di queste antiche istituzioni educative.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).
Potrebbero interessarti
-
La Juventus e François Modesto si separano, annunciata la risoluzione consensuale
-
Mattarella a Seveso a cinquant’anni dal disastro ambientale: “Intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali” / Video
-
Al Premio Ischia i risultati Ipsos Doxa, il 48% degli italiani vittima di fake news
-
Sanità integrativa, nasce la Community Welfare Nest Plus
-
Spagna, almeno 11 vittime in un grave incendio in Andalusia
-
Nei primi tre mesi del 2026 il Pil cresce dello 0,3%
Cronaca
Mattarella a Seveso a cinquant’anni dal disastro ambientale: “Intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali” / Video
Pubblicato
3 ore fa-
10 Luglio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è a Seveso per la cerimonia commemorativa del 50esimo anniversario del disastro ambientale nello stabilimento Icmesa del 10 luglio 1976. Il Capo dello Stato, entrando nella tensostruttura allestita per la cerimonia istituzionale nel Bosco delle Querce di Seveso, è stato accolto da un lungo applauso e, successivamente dalle note dell’inno di Mameli, suonato dalle due bande di Seveso (La Cittadina e Santa Cecilia) e cantato dal Coro Il Rifugio di Seregno. Presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, la sindaca di Seveso Alessia Borroni, il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, il prefetto di Monza Brianza Enrico Roccatagliata e il presidente della Provincia di Monza Brianza Luca Santambrogio.
Prima della cerimonia istituzionale, il presidente Mattarella – insieme al governatore Fontana, alla sindaca Borroni, al prefetto Roccatagliata, al presidente Santambrogio e al vicedirettore di Ersaf Roberto Bettaglio – ha assistito al flashmob “Il Bosco del Futuro” – messo in scena dai giovani attori dell’associazione culturale “Teatro Contatto” di Baruccana di Seveso nell’area antistante al ‘grande pioppo’, l’unico salvato dalla bonifica totale delle aree dopo il disastro – come metafora di rinascita, resilienza e memoria collettiva
È stata poi svelata la stele che attesta l’aggiudicazione al Bosco delle Querce del Marchio del Patrimonio Europeo e posizionato il modello tridimensionale in scala del “ponte ecologico” che scavalcherà la futura Autostrada Pedemontana Lombarda permettendo l’ampliamento a est del Bosco delle Querce.
IL VIDEO
“Tante volte, nelle sedi processuali e più in generale nelle pubblicazioni che hanno indagato e riflettuto sull’accaduto, sono stati ricostruiti minuziosamente i fatti. Risalta ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, l’intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell’aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi“. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Seveso alla cerimonia commemorativa del 50esimo anniversario del disastro ambientale nello stabilimento Icmesa del 10 luglio 1976. “L’imperdonabile ritardo delle informazioni – che, invece, sarebbero dovute doverosamente giungere, con precisione e immediatezza, alle istituzioni e alla popolazione, divenne esso stesso causa del protrarsi dell’esposizione alla diossina di persone e di animali”, ha sottolineato poi il Capo di Stato.
“In questa ricorrenza il pensiero si rivolge anzitutto a quanti subirono le conseguenze umanamente più pesanti per la fuoriuscita dalla fabbrica di quella grande quantità di sostanze altamente tossiche – ha detto Mattarella – A chi perse la vita in seguito a malattie causate, o aggravate, dall’esposizione prolungata alla diossina. Ai loro familiari che, oltre lo choc dei primi giorni e degli abbandoni forzati delle case e della terra, convissero con i patimenti dei propri cari. Ai quasi 200 bambini di allora che vennero colpiti da una seria patologia della pelle. Alle donne che si trovarono improvvisamente con la propria gravidanza a rischio di malformazioni di chi doveva ancora affacciarsi alla vita. A quanti, a distanza di anni, si ammalarono con il comprensibile sospetto che ne fosse responsabile la contaminazione dell’aria, del cibo, della terra per effetto di quel veleno”.
“Accanto alle vicende più gravi e dolorose è giusto, in questo giorno, ricordare le donne e gli uomini della solidarietà, che si impegnarono ad alleviare i tanti affanni. Chi prestò subito soccorso alle popolazioni colpite, a cominciare dai Vigili del fuoco, che intervennero quando erano ancora incerte le conseguenze su loro stessi della nube tossica. Chi aiutò nell’evacuazione. Chi vi provvide nei controlli”, ha ricordato Mattarella. “Va rinnovato il ringraziamento e l’apprezzamento nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che, nell’emergenza, si prestarono con coraggio alla cura dei tanti che si trovavano nel bisogno e nel pericolo, o che nutrivano timore per i propri familiari. Medici e personale sanitario, ancora una volta, mostrarono in quelle circostanze incerte un impegno senza sosta ben oltre i doveri della professionalità. Va ricordata l’opera preziosa svolta dall’Ospedale di Desio”.
Inoltre, ha proseguito il Capo di Stato, “pensando al senso civico e di solidarietà mostrata nell’emergenza, assume aspetto di alto valore simbolico la figura di Carlo Galante, scomparso da più di due decenni, al quale la Repubblica ha conferito la medaglia d’argento al valor civile. Operaio dell’Icmesa, entrò nel reparto in cui il reattore aveva innescato il violento getto di vapore letale e al cui interno una nebbia velenosa, potenzialmente mortale, avvolgeva tutto. Con una semplice maschera sul viso, Carlo Galante riuscì ad azionare la valvola del raffreddamento e quell’operazione consentì di limitare l’uscita della sostanza tossica, riducendo un danno, pur ormai gravissimo, che, senza il suo intervento, sarebbe divenuto di gran lunga più devastante. Fu un’azione, la sua, di vero eroismo, che merita perenne riconoscenza”, ha concluso Mattarella.
-Foto ufficio stampa Quirinale-
(ITALPRESS).
Cronaca
Al Premio Ischia i risultati Ipsos Doxa, il 48% degli italiani vittima di fake news
Pubblicato
3 ore fa-
10 Luglio 2026di
Redazione
NAPOLI (ITALPRESS) – Gli italiani ritengono che sia ancora importante essere informati e il tempo dedicato alla lettura di notizie e all’aggiornamento sugli avvenimenti nazionali e globali non è in calo, ma in molti considerano difficile poter accedere oggi ad un’informazione di qualità, mentre la diffusione della disinformazione rappresenta una preoccupazione diffusa. E per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, nonostante una certa consapevolezza dei benefici di questa nuova tecnologia, resta maggioritaria la quota di pubblico che ne percepisce i rischi per il giornalismo.
Questi, in estrema sintesi, sono gli spunti principali della ricerca Ipsos Doxa “Le Pratiche di Fruizione del Pubblico, Rischi e Opportunità nel Panorama Informativo Italiano” che viene presentata oggi, a Lacco Ameno al Premio Ischia di giornalismo internazionale giunto alla sua 47esima edizione.
La ricerca Ipsos Doxa, condotta nel giugno 2026 su un campione di 1.500 italiani tra i 16 e i 65 anni, analizza come il pubblico italiano si stia adattando a un ecosistema mediatico in profonda trasformazione. Ecco una sintesi del rapporto.
1)L’informazione giornalistica, pur restando centrale, viene oggi distribuita in modo sempre meno diretto: a mediarla intervengono piattaforme e “gatekeeper” diversificati – testate tradizionali, istituzioni, influencer, opinionisti e utenti comuni – ciascuno dei quali contribuisce a plasmare il modo in cui le notizie vengono esperite dal pubblico.
2)Nonostante i cambiamenti nelle modalità di fruizione e la progressiva perdita di contatto tra i media legacy (TV, stampa, radio) e il pubblico – soprattutto gli under 35 – il bisogno di informarsi resta avvertito da tutti e considerato rilevante nella società odierna. Il 49% della popolazione ritiene “molto importante” informarsi (percentuale che sale al 93% includendo chi lo considera “abbastanza importante”. Tra gli under 35 la quota di chi lo giudica “molto importante”; scende al 39%, ma rimane comunque elevata (91% sommando entrambe le risposte). L’autopercezione prevalente è che il tempo dedicato all’informazione non sia in calo, nè tra la popolazione generale nè tra i più giovani: la maggioranza ritiene infatti di dedicarvi il giusto tempo (75% della popolazione, 69% degli under 35).
3)Tuttavia, una persona su due (51%) considera difficile accedere oggi a un’informazione di qualità in Italia. Le piattaforme che stanno sostituendo i media legacy non godono della stessa fiducia, mentre al contempo anche la professione giornalistica presenta un’immagine sociale appannata. La disinformazione rappresenta una preoccupazione diffusa: il 48% della popolazione dichiara di essere caduto vittima di fake news almeno qualche volta. Tra i giovani emerge intanto la pratica di utilizzare l’AI generativa come strumento di verifica.
4)Nonostante una certa consapevolezza dei benefici dell’intelligenza artificiale, resta maggioritaria la quota di pubblico che ne percepisce i rischi per il giornalismo: un terzo della popolazione teme soprattutto che l’AI possa essere usata per creare notizie false o manipolate, senza che il lettore se ne accorga.
5)Guardando al futuro, la spinta propulsiva sembra provenire, oltre che dai pubblici ancora legati ai media legacy, dal segmento di popolazione più aperto all’uso di strumenti di AI generativa per informarsi. Telegiornali (36%) e siti/app di news (33%) restano i mezzi considerati più importanti per i prossimi 4-5 anni, ma i chatbot AI (23%) emergono come terza opzione, con percentuali più alte tra gli under 35 (29%).
6)Infine, la ricerca evidenzia come la riconfigurazione della dieta multimediale lasci scoperti alcuni bisogni informativi importanti. Emergono infatti significativi squilibri tra l’interesse del pubblico e la quantità di informazione disponibile su temi specifici: ambiente, sostenibilità e cambiamento climatico; innovazione, tecnologia e AI; lifestyle, salute e salute mentale.
– Foto ufficio stampa Premio Ischia –
(ITALPRESS).
Cronaca
Sanità integrativa, nasce la Community Welfare Nest Plus
Pubblicato
3 ore fa-
10 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Abbandonare le narrazioni parziali per passare concretamente all’azione. E’ questo il messaggio lanciato a Roma durante l’evento “Out of the box”, promosso dalla neonata community Welfare Nest Plus.
«Come sta la sanità integrativa?» è la domanda da cui ha preso le mosse l’intervento di Damiana Mastantuono, CEO di Welfare Nest, società benefit italiana specializzata in consulenza strategica e advisory per il welfare e la sanità integrativa. La realtà aziendale, che accompagna quotidianamente fondi sanitari, mutue, società di mutuo soccorso, imprese ed enti verso un’evoluzione comune, sostenibile e innovativa, ha analizzato lo “stato di salute” del settore. Secondo la manager, infatti, «La sanità integrativa vive oggi una contraddizione tra attesa e innovazione, dentro una narrazione parziale e incompleta, costruita per stratificazioni successive più che per disegno condiviso».
Dietro questa frammentazione si nasconde in realtà una storia ricca, fatta di mondi diversi – bilateralità, mutualità, assicurazioni e provider sanitari – che cooperano da tempo in sostegno del Servizio Sanitario Nazionale. Realtà che possiedono specificità interne che oggi più che mai è importante preservare e non appiattire.
L’intervento di apertura di Mastantuono ha anche disegnato la cornice dei tre panel che si sono succeduti nel corso della giornata: le grandi sfide del settore e le proposte per il futuro; la tutela dei non lavoratori; le trasformazioni del mercato assicurativo, mutualistico e dei fondi sanitari.
Tracciando la rotta sulle grandi sfide future, la CEO ha chiarito che il settore non rifiuta una regolamentazione, ma ne contesta le modalità di attuazione calate dall’alto: «La sanità integrativa non rifiuta le regole: le auspica, perchè possono garantire uno sviluppo più chiaro del settore. Quello che temiamo è il metodo dell’imposizione dall’alto. Per questo la partecipazione non è un dettaglio, ma il cuore del nostro metodo».
Per Mastantuono è giunto il momento di trasformare la denuncia in intervento, riconoscendo alla sanità integrativa una natura multidimensionale. Il rischio da evitare è quello di una riforma che, in nome di una semplificazione solo apparente, cancelli le esperienze oggi più mature e significative. Un esempio concreto di questo cortocircuito normativo è stato individuato nell’articolo 29 del decreto-legge 19/2026: nel meritevole tentativo di promuovere la trasparenza, la norma ha finito per generare complessità e incertezze applicative che si sarebbero potute evitare.
Il dibattito si è poi allargato alla tutela dei cosiddetti “grandi esclusi”, ovvero i non lavoratori, oggi ai margini di un sistema basato principalmente sulla bilateralità aziendale. Sul tema, Mastantuono ha invocato un cambio di passo netto: «Il tema dei non lavoratori richiede sicuramente incentivi e aperture da parte della sanità bilaterale. Ma la soluzione non può essere scaricata solo sulla bilateralità: occorre ripensare il modello e le potenzialità dei fondi aperti, della mutualità e dei fondi doc». Da qui la proposta di valutare iniziative territoriali e regionali, fino a modelli obbligatori per la non autosufficienza (LTC).
L’analisi ha inoltre intercettato le profonde trasformazioni del mercato, dove assicurazioni, mutue e fondi sanitari stanno diventando veri e propri erogatori diretti della cura e non più semplici intermediari; un fenomeno ecosistemico che non va demonizzato, ma monitorato per scongiurare rischi di concentrazione.
Proprio per rispondere a queste dinamiche e offrire un reale spazio di confronto tra operatori, istituzioni e filiere, Welfare Nest ha promosso nell’alveo delle sue attività la nascita della Community di Welfare Nest Plus. Questo progetto dalla spiccata vocazione ecosistemica, a sei mesi dal suo debutto, unisce già circa 40 membri tra operatori di mercato, erogatori, fondi sanitari, casse di assistenza e società di mutuo soccorso.
«La nostra proposta vuole aggiungersi a quelle già esistenti, non per sostituirle ma per integrarle portando sul tavolo un tono di voce diverso e un nuovo metodo. Il nostro obiettivo è quello di arricchire le realtà già attive nel settore e alla base di ciò vi è l’idea di una comunità di pratica dedicata al settore della sanità integrativa, che possa unire fondi e mercato per costruire una narrazione comune.» – Damiana Mastantuono, CEO Welfare Nest
Nel corso della serata è stato presentato il nuovo “Magazine di Sanità Integrativa”, una rivista semestrale pensata per raccontare le eccellenze del settore attraverso un linguaggio visivo fresco e testimonianze dirette. Lo strumento, rivolto anche a un pubblico esterno al settore, nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro tra tutti i soggetti in campo per crescere insieme.
Mastantuono ha chiuso il suo intervento invitando a un cambio di passo nella narrazione della Sanità integrativa, per il quale è essenziale che stampa e settore collaborino trovando un linguaggio comune orientato al cittadino. L’ambizione è quella di uscire dalla narrazione sensazionalistica che ha caratterizzato gli ultimi anni per valorizzare la crescita di un settore che da ora in avanti intende evolvere, proprio come dice il motto dell’evento stesso, “out of the box”.
-foto ufficio stampa Welfare Nest –
(ITALPRESS).


La Juventus e François Modesto si separano, annunciata la risoluzione consensuale
Mattarella a Seveso a cinquant’anni dal disastro ambientale: “Intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali” / Video
Al Premio Ischia i risultati Ipsos Doxa, il 48% degli italiani vittima di fake news
Sanità integrativa, nasce la Community Welfare Nest Plus
Spagna, almeno 11 vittime in un grave incendio in Andalusia
Nei primi tre mesi del 2026 il Pil cresce dello 0,3%
Milano, smantellata una banca occulta che riciclava proventi illeciti: 7 misure cautelari, sequestrati 2,5 milioni di euro
Smantellato traffico di droga tra l’Italia e l’Albania, 23 arresti
Amazon, Busnelli “Dal 2010 investiti in Italia oltre 25 miliardi”
INFORMAZIONE 3B METEO LOMBARDIA – PREVISIONI 10 LUGLIO 2026
Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 13 Maggio 2026
Radio Pavia Breakfast News – 25 maggio 2026
Terzo Valico dei Giovi, ultimata la tratta Castagnola-Vallemme
Pompe di calore, in 20 anni giro d’affari + 500% da 15 a 90 miliardi di euro
Stulic al 96′ regala i tre punti al Lecce, salvezza vicina
Conte conferma l’addio al Napoli “Ma decisione presa un mese fa”
Sinner al San Raffaele di Milano per il secondo giorno di accertamenti
«Quella striscia nel cielo» al Teatro Comunale di Rivanazzano: tre serate di cinema con finalità benefica a sostegno della Casa del Pane Zanaboni di Voghera
Tg Sport Italpress – 27 Maggio 2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 2 giugno 2026
INFORMAZIONE 3B METEO LOMBARDIA – PREVISIONI 10 LUGLIO 2026
Tg Lavoro & Welfare Italpress – 9 Luglio 2026
Tg News Italpress – 9 Luglio 2026
Tg Economia Italpress – 9 Luglio 2026
Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 10 Luglio
INFORMAZIONE 3B METEO LOMBARDIA – PREVISIONI 9 LUGLIO 2026
Tg Sport Italpress – 8 Luglio 2026
Cinema & Spettacoli Magazine – 8 Luglio 2026
Trasporti & Logistica Magazine – 8 Luglio 2026
Tg Economia Italpress – 8 Luglio 2026
Primo piano
-
Politica24 ore faForza Italia, al via la mobilitazione per le adesioni 2026
-
Cronaca22 ore faLombardia Live 24 Breaking News – 9/7/2026
-
Cronaca23 ore faInizia l’avventura viola di Grosso “Vogliamo costruire qualcosa di grande”
-
Cronaca23 ore faCampo largo, Ruffini “Alternativa di governo non si esaurisce in una foto”
-
Cronaca23 ore faSi getta dalle guglie del Duomo di Milano con un paracadute raffigurante la bandiera della Palestina, 32enne fermato dalla Polizia
-
Cronaca23 ore faMigranti, Meloni “Con proposta sanzioni a trafficanti Ue va in direzione giusta”
-
Economia22 ore faIl Parlamento europeo approva il Regolamento per l’euro digitale
-
Cronaca21 ore faAl via il Regolamento UE per i veicoli fuori uso, debutta il consorzio ELV Italia

