Cronaca
Tumore al seno metastatico triplo negativo, parte campagna Donne in Meta
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5 anni fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Prende spunto dal rugby, sport basato sul reciproco sostegno in ogni situazione di gioco, la campagna di sensibilizzazione di Gilead Sciences Italia che ha il patrocinio dell’Associazione di pazienti Europa Donna Italia per ‘fare squadrà contro il carcinoma mammario metastatico triplo negativo (o TNBC, dall’inglese Triple Negative Breast Cancer), aggressiva forma di tumore al seno che rappresenta il 15-20% delle diagnosi.
Oltre a invitare tutte le pazienti a non chiudersi in se stesse ma a puntare sulla forza del gruppo, la campagna ha l’obiettivo di diventare – attraverso il suo sito www.donneinmeta.it – un punto di riferimento per dare corrette informazioni su questo tipo di carcinoma, ospitare alcuni interventi della squadra ideale che deve supportare le pazienti tra cui Associazioni di pazienti, clinici, caregiver ed essere un osservatorio costantemente aggiornato sui bisogni della ‘squadrà.
A proposito di Osservatorio per il lancio della campagna, sono stati presentati i dati di un’indagine svolta da Elma Research che ha visto protagoniste oltre 100 donne con tumore al seno metastatico triplo negativo a cui si sono aggiunti alcuni partner. Di seguito i principali risultati emersi e le azioni che possono essere messe in campo per vivere al meglio questo difficile percorso.
Secondo l’indagine condotta da Elma Research per Donne in Meta – su un campione di 102 pazienti con TNBC e con età media di 52 anni – paura, smarrimento e confusione sono i tre sentimenti che accompagnano la scoperta del tumore. Il primo obiettivo è allora quello di evitare che prendano il sopravvento, il secondo quello di sostituirli con sentimenti positivi che passano dall’accettazione della nuova condizione per arrivare a un cauto ottimismo.
‘Anche se la diagnosi di tumore al seno è un evento fortemente traumatico, bisogna reagire e affrontare l’avversario a viso aperto. Non si tratta di una mossa semplice ma, lo dico per le tante storie raccolte in questi anni, è anche la prima da mettere in atto per favorire la guarigione. Per riuscirci – commenta Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia – l’aiuto di chi sta vicino è indispensabile, ma è anche fondamentale che la donna non abbia timore nè imbarazzo a chiederlo, al partner come ai parenti e agli amici. Inoltre, c’è un altro messaggio che vogliamo diffondere con questa iniziativa: essere informate sulla malattia è altrettanto importante, al punto da rappresentare per le pazienti un dovere prima ancora che un diritto, e in questo senso i medici sono chiamati a loro volta a ‘fare squadrà favorendo un maggiore dialogo durante le visitè.
Sempre dalla ricerca emerge come il tempo sia un fattore chiave per le pazienti. Con un’importante distinzione: se quello futuro è soprattutto fonte di ansia e insicurezza (il 47% ne ha paura, il 64% non pianifica più nulla), il maggiore valore assunto da quello presente rappresenta invece il primo aspetto positivo per la maggior parte di loro (56%), praticamente alla pari del supporto ricevuto da familiari e amici (54%). L’indicazione è quindi quella di vivere appieno l’oggi, stando di più con le persone care e dedicandosi maggiormente ai propri interessi, per avere anche più fiducia nel domani.
‘Il rugby fa sviluppare l’attitudine a pensare che c’è sempre un’opportunità di rialzarsi e di ottimizzare quello che abbiamo a disposizione per raggiungere l’obiettivo a dispetto delle difficoltà. Quando mi hanno parlato di Donne in Meta e del messaggio che si propone di promuovere – osserva Marco Bortolami, Ambassador di Donne in Meta e oggi capo allenatore del Benetton Rugby dopo aver collezionato 112 presenze in Nazionale da giocatore – ho subito pensato a questo aspetto, anche se la partita contro il tumore è ovviamente più dura e complicata di qualsiasi altra. Ma proprio per questo diventa ancora più importante ‘non mollare mai!’, ovvero continuare a crederci, a vivere il presente azione dopo azione senza subire passivamente le avversità, ma invece facendo leva sulla forza del gruppo per superarlè.
La particolarità del carcinoma mammario triplo negativo è indicata proprio dal nome. ‘E’ caratterizzato dal fatto che le sue cellule non presentano le tre proteine bersaglio individuate dalla ricerca in altre forme di tumore al seno, ovvero il recettore dell’estrogeno (ER), il recettore del progesterone (PR) e il recettore 2 per il fattore di crescita epidermico umano (HER2). Non è quindi possibile impostare terapie mirate con farmaci a bersaglio molecolare e la chemioterapia rimane così la prima risorsa, combinata con l’immunoterapia in quel 40-50% di casi in cui è presente il bersaglio terapeutico PD-L1. Inoltre, può essere necessario il ricorso alla chirurgia e alla radioterapia. La ricerca – spiega Alessandra Gennari, professore Associato di Oncologia all’Università del Piemonte Orientale e direttore della S.C.D.U. Oncologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara – ha di recente messo a disposizione i coniugati farmaco-anticorpo, costituiti appunto da un anticorpo che riconosce e attacca determinati recettori presenti nelle cellule tumorali e da un farmaco chemioterapico che viene così portato dove deve agirè. ‘Al momento – osserva – possono essere utilizzati solo in casi selezionati, ma rappresentano molto più di una speranza per le future terapie contro il carcinoma mammario triplo negativo, che rappresenta un rischio anche e soprattutto per le donne più giovani, dal momento che colpisce sotto i 40 anni con un’incidenza quasi doppia rispetto alle altre forme di tumore al seno. Fare squadra è dunque fondamentale anche dal punto di vista medico, perchè sono diverse le figure specialistiche chiamate a collaborarè.
Tra i soggetti in cerca di un ruolo meglio definito in squadra, ci sono sicuramente i partner che nell’indagine di Elma Research dichiarano di provare un forte senso di inadeguatezza, anche se poi il 76% delle loro compagne assicura che la malattia ha rafforzato la relazione di coppia malgrado un peggioramento dell’intimità (64% dei casi). Per loro, ma in generale per tutti quanti, sono chiamati a essere caregiver, una riflessione vincente arriva ancora da Marco Bortolami: “Nel nostro sport per avanzare si deve passare l’ovale a un compagno che si trova dietro, quindi è indispensabile rimanere compatti e poter sempre contare su qualcuno alle proprie spalle. Può anche accadere che il portatore di palla non prenda la migliore decisione possibile, ma la squadra è chiamata a sostenerlo sempre e comunque: un atteggiamento che allarga il concetto di aiuto, perchè implica il mettersi a disposizione indipendentemente da come si giudica personalmente una determinata situazione. E questo a mio avviso può fare la differenza anche fuori dal campò.
Tra gli obiettivi di Donne in Meta c’è anche quello di fotografare le necessità delle donne colpite da carcinoma mammario triplo negativo per favorire una risposta da parte di tutte le realtà coinvolte.
Pur apprezzando la competenza e professionalità dei medici curanti, il 45% delle pazienti interpellate gradirebbe per esempio ricevere maggiori informazioni sulla malattia e più dettagliate spiegazioni sulla terapia. Mentre il 42% vorrebbe potersi maggiormente confrontare con chi sta vivendo lo stesso problema anche grazie al coinvolgimento in gruppi di auto-aiuto e il 34% chiede più supporto psicologico in generale.
‘Ascoltare e, se possibile, soddisfare i bisogni delle pazienti – compresi quelli legati alla sfera emotiva – è un aspetto fondamentale del percorso di cura. Per questo motivo la nostra azienda – conclude Cristina Le Grazie, Executive Director Medical Affairs di Gilead Sciences – oltre che impegnarsi nella ricerca e sviluppo di nuovi farmaci antitumorali è ben lieta di promuovere iniziative come Donne in Meta, la nostra nuova campagna volta a fare squadra nel sostegno alle pazienti. Quello di oggi è per Gilead Italia solo il primo passo dell’importante percorso che ci attende al fianco delle donne colpite da carcinoma mammario metastatico triplo negativò.
(ITALPRESS).
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Cronaca
Lombardia Live 24 Breaking News – 4/11/2026
Pubblicato
34 minuti fa-
4 Novembre 2026di
Redazione
MILANO – Tg Lombardia – 04/11/2026 MILANO In questa edizione: Cesano Boscone, commando di otto persone assalta una gioielleria con i fucili – Garlasco, la difesa di Andrea Sempio chiederà la sospensione del procedimento – Olginate, tumore al pancreas: Regione Lombardia s’impegna a far arrivare cura dagli Usa – Mede, due auto distrutte dalle fiamme in campagna: una era stata rubata – Mortara, riconosce la truffa del falso carabiniere e fa intervenire quelli veri – Lecco, chieste condanne per Baby Gang e Simba La Rue per il fucile nel videoclip – Milano, l’11,4% dei consumi culturali nazionali concentrato in città – Pronto Meteo Lombardia, giovedì 5 novembre nubi e schiarite con rasserenamenti più ampi in serata.
CESANO BOSCONE, COMMANDO DI OTTO PERSONE ASSALTA UNA GIOIELLERIA Nuovo violento assalto a una gioielleria in un centro commerciale lombardo. A Cesano Boscone un commando di otto persone a volto coperto e armato anche di fucili da caccia ha fatto irruzione nella boutique Gioielli di Valenza al centro “Le Porte di Milano”. I malviventi hanno minacciato commesse e addetti alla vigilanza prima di fare razzia di preziosi e fuggire a bordo di due auto. Non si registrano feriti, mentre il valore del bottino è in fase di quantificazione. Sull’episodio indagano i Carabinieri anche tramite le telecamere di videosorveglianza.
GARLASCO, LA DIFESA DI ANDREA SEMPIO CHIEDERÀ LA SOSPENSIONE DEL PROCEDIMENTO Svolta legale nell’inchiesta sul delitto di Garlasco dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata oggi dai pm di Pavia nei confronti di Andrea Sempio. Una volta fissata l’udienza preliminare, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia chiederanno al Gup la sospensione del procedimento in attesa dell’eventuale giudizio di revisione per Alberto Stasi, preannunciando anche una questione di legittimità costituzionale alla Consulta. L’istanza di revisione da parte della difesa di Stasi non è tuttavia ancora stata depositata.
OLGINATE, TUMORE AL PANCREAS: REGIONE LOMBARDIA S’IMPEGNA A FAR ARRIVARE CURA DAGLI USA Regione Lombardia al lavoro per garantire a Jessica Scarpa, 36enne di Olginate malata di tumore al pancreas, l’accesso straordinario al Daraxonrasib, farmaco innovativo autorizzato negli Stati Uniti ma non ancora disponibile in Italia. L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha annunciato l’impegno delle strutture regionali per avviare l’iter di autorizzazione straordinaria con l’oncologo di riferimento. La storia della giovane madre di due gemelli ha commosso la rete, consentendo di raccogliere quasi 450mila euro su GoFundMe per sostenere le spese della terapia.
MEDE, DUE AUTO DISTRUTTE DALLE FIAMME: UNA ERA STATA RUBATA Due automobili sono state completamente distrutte da un incendio nella tarda serata del 3 novembre in aperta campagna a Mede. Una delle vetture è risultata rubata pochi giorni prima a Siziano, mentre sono ancora in corso gli accertamenti sulla provenienza del secondo mezzo. I Vigili del Fuoco volontari sono intervenuti quando i veicoli erano ormai bruciati; si sospetta la matrice dolosa. I Carabinieri escludono al momento collegamenti con le recenti rapine ai centri commerciali dell’Oltrepò e del Pavese.
MORTARA, RICONOSCE LA TRUFFA DEL FALSO CARABINIERE E CHIAMA QUELLI VERI Una donna di 51 anni di Mortara ha sventato una truffa telefonica riconoscendo il raggiro del falso carabiniere. Mentre era al telefono con il truffatore, l’anziana ha usato un secondo cellulare per allertare le forze dell’ordine. I Carabinieri della Radiomobile di Vigevano sono giunti sul posto bloccando un 51enne proprio mentre entrava nello stabile per ritirare il bottino. L’uomo è stato denunciato per tentata truffa in concorso. I militari ricordano che le forze dell’ordine non chiedono mai contanti o gioielli.
LECCO, CHIESTE CONDANNE PER BABY GANG E SIMBA LA RUE La Procura di Lecco ha chiesto condanne a 2 anni e 4 mesi per Baby Gang e a 1 anno e 8 mesi per Simba La Rue nel processo sul fucile d’assalto apparso nel videoclip “Mocro Mafia”. L’arma, un VZ58 cecoslovacco sequestrato dai Carabinieri nel gennaio 2024, sarebbe stata nella disponibilità dei due rapper e usata per le riprese. Il procedimento si svolge con rito abbreviato e vede coinvolte altre persone per detenzione d’arma e presunto traffico di stupefacenti.
MILANO, L’11,4% DEI CONSUMI CULTURALI NAZIONALI CONCENTRATO IN CITTÀ Presentato il report dell’Osservatorio Aie per BookCity Milano: la spesa in consumi culturali nel capoluogo lombardo vale l’11,4% di quella nazionale, a fronte di una popolazione pari al 2,3%. Nel 2025 il giro d’affari complessivo tra cultura, spettacoli e sport ha raggiunto i 741,9 milioni di euro con ben 37.900 eventi sul territorio. Prima voce di spesa il calcio con 177,5 milioni, seguito dall’acquisto di libri con 155,8 milioni; in forte crescita i prestiti bibliotecari, che sfiorano quota un milione.
PRONTO METEO LOMBARDIA, GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE NUBI E SCHIARITE CON RASSERENAMENTI IN SERATA Previsioni del tempo in Lombardia per la giornata di giovedì 5 novembre a cura di 3B Meteo. Giornata asciutta con nuvolosità irregolare: nubi sparse alternati a schiarite su pianure occidentali, Orobie e Prealpi, cieli in prevalenza poco nuvolosi sui settori orientali. In serata attesi ampi rasserenamenti per l’ingresso di aria più secca. Venti molto deboli e zero termico a 2.150 metri. A Milano temperature comprese tra 10 e 15 gradi. Per tutti i dettagli aggiornati consultare 3bmeteo.com o prontometeo.it.
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Cronaca
Fondazione Cariplo al Parlamento Ue, cultura e filantropia nel prossimo bilancio
Pubblicato
34 minuti fa-
4 Novembre 2026di
Redazione
BRUXELLES (ITALPRESS) – Fondazione Cariplo ha portato al Parlamento europeo, in occasione dell’evento «Socially Engaged Arts in the Next EU Budget: Investing in Europès Civic Infrastructure», l’esperienza maturata in oltre trent’anni di sostegno alla cultura e alle comunità. La cultura rafforza la coesione sociale e la partecipazione democratica, sostiene l’educazione, il benessere e lo sviluppo dei territori. Nel prossimo bilancio europeo questo valore strategico deve tradursi in risorse adeguate, accessibili anche agli enti più piccoli e meno strutturati, e in un confronto stabile tra organizzazioni culturali, decisori pubblici e istituzioni filantropiche, fin dalla definizione delle priorità e dei Piani di partenariato nazionali e regionali. L’iniziativa, promossa dalla Alliance for Socially Engaged Arts, di cui Fondazione Cariplo è partner fondatore, e ospitata dagli eurodeputati Marcos Ros Sempere (Spagna), Hèlder Sousa Silva (Portogallo) e Maria Guzenina (Finlandia), ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, della filantropia e delle organizzazioni culturali. Patrizia Asproni, membro del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cariplo e Expert nel Comitato di programma di Horizon Europe per il Cluster 2 “Cultura, creatività e società inclusiva”, ha sottolineato il ruolo della cultura come «infrastruttura civica adattiva», capace di costruire capitale sociale, fiducia e appartenenza e, al contempo, di adattarsi ai cambiamenti che interessano territori, generazioni e comunità.
“Abbiamo un forte bisogno di luoghi della cultura capaci di accogliere le persone, soprattutto i giovani, e di offrire spazi sicuri e accessibili in cui ciascuno possa trovare ascolto, esprimersi, costruire legami e realizzare progetti comuni. Luoghi che aiutino a contrastare l’isolamento e a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. In una società sempre più frammentata e digitale, il bisogno di relazioni autentiche si accompagna alla richiesta di ascolto e partecipazione che attraversa oggi le piazze europee. Portare cultura nelle periferie delle città e nelle aree che ne hanno più bisogno, ma meno disponibilità, può rappresentare un tassello importante per affrontare le esigenze espresse in queste settimane. Servono certamente risposte ai bisogni essenziali, senza dimenticare l’importanza e la forza che la cultura può avere per tutti”, ha commentato Patrizia Asproni.
Per la Fondazione, questa impostazione nasce dall’esperienza. Dal 1991 Fondazione Cariplo ha erogato oltre 4,4 miliardi di euro a sostegno di più di 41.000 progetti, di cui 1,4 miliardi destinati a oltre 16.500 iniziative nei settori dell’arte e della cultura. Ma il sostegno al patrimonio, alle istituzioni e alle imprese culturali, alla partecipazione, all’innovazione e alla rigenerazione urbana produce effetti che vanno ben oltre il settore culturale. La cultura è, infatti, una leva trasversale nelle attuali Sfide di Mandato della Fondazione Cariplo: quattro programmi strategici che integrano competenze sociali, culturali, ambientali e scientifiche, con uno stanziamento di 20 milioni di euro ciascuno in tre anni. ZeroNeet contrasta la dispersione scolastica e accompagna i giovani che non studiano e non lavorano verso percorsi di formazione e occupazione: con Azionamenti – Laboratorio di possibilità, i laboratori nelle scuole utilizzano linguaggi artistici ed espressivi per rafforzare motivazione, fiducia e competenze relazionali dei giovani NEET. Destinazione Autonomia sostiene percorsi di vita indipendente e autodeterminazione delle persone con disabilità, integrando abitare, lavoro, cultura e tecnologia: le azioni culturali favoriscono l’accessibilità dei luoghi della cultura e promuovono l’inclusione lavorativa nel settore delle arti performative. Anita – L’infanzia prima rafforza le opportunità educative, sociali e culturali nei primi anni di vita: attraverso la linea di intervento Crea Cultura, collabora con musei e biblioteche per rendere l’offerta culturale rivolta alle bambine e ai bambini da 0 a 6 anni più accessibile, inclusiva e diffusa. Limen – Un futuro oltre la pena punta a migliorare le condizioni di vita delle persone in esecuzione penale e sostenere il loro reinserimento in uscita dal carcere, anche attraverso percorsi di formazione artistica e culturale continuativa. Esperienze diverse che mostrano come la cultura possa contribuire al raggiungimento di obiettivi sociali in modo sostanziale e non accessorio.
Al centro del dibattito, anche il ruolo della filantropia nel Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’UE, in sinergia con le istituzioni europee e le amministrazioni nazionali e regionali.
“La questione non è solo quanto il prossimo bilancio europeo investirà nella cultura, ma quale ruolo le riconoscerà nel futuro dell’Europa. Il suo contributo alle priorità sociali, democratiche e territoriali deve tradursi in strumenti efficaci e risorse adeguate. Le fondazioni possono mettere in campo non solo risorse finanziarie, ma anche la capacità di sperimentare soluzioni innovative e su misura, grazie alla vicinanza alle comunità e alla conoscenza approfondita dei loro bisogni. La filantropia può sperimentare, la ricerca verificarne l’efficacia, le politiche pubbliche estenderne l’adozionè, ha proseguito Patrizia Asproni.
Le risorse ipotizzate, sebbene non ancora chiaramente definite, e le novità proposte per il prossimo bilancio europeo, tra cui la nuova architettura dei programmi e l’introduzione dei Piani di partenariato nazionali e regionali, aprono nuove possibilità. Per la cultura, tuttavia, resta elevato il rischio che le risorse stanziate non si traducano in investimenti concreti nel settore: l’ammissibilità ai finanziamenti non ne garantisce l’effettiva allocazione, così come la flessibilità non assicura di per sè l’inclusione. Servono priorità esplicite, voci di bilancio chiaramente identificabili e procedure proporzionate, che rendano i finanziamenti accessibili anche alle organizzazioni meno strutturate.
«Le politiche culturali devono saper rispondere alla diversità dei territori – ha aggiunto Patrizia Asproni – perchè un quartiere multiculturale, una comunità rurale che invecchia e un piccolo centro che perde abitanti esprimono bisogni differenti. La flessibilità dei futuri Piani di partenariato nazionali e regionali può offrire l’opportunità di costruire risposte mirate e valorizzare il contributo della cultura alle più ampie priorità sociali e territoriali. Occorre però riconoscerle un ruolo esplicito e rendere i finanziamenti realmente accessibili, con procedure proporzionate anche per le organizzazioni più piccole e meno strutturate e per i territori lontani dai principali centri decisionali. Per questo, gli operatori culturali e la società civile, compresa la filantropia, devono poter contribuire alla definizione del prossimo bilancio europeo e dei futuri Piani. La co-creazione, principio centrale delle arti socialmente impegnate, dovrebbe guidare anche le politiche che le sostengono».
A illustrare l’importanza e i bisogni delle diverse realtà culturali è anche la ricerca “I musei dei piccoli comuni: il volto nascosto del patrimonio diffuso” – promossa da Fondazione Industria e Cultura e sostenuta da Fondazione Cariplo per la parte relativa al suo territorio di riferimento – che restituisce un quadro articolato di un patrimonio culturale tanto diffuso quanto fragile. Su 6.217 musei e istituti similari censiti a livello nazionale, 2.054 si trovano in comuni con meno di 5.000 abitanti. Lo studio evidenzia realtà fortemente radicate nelle comunità ma caratterizzate da risorse economiche e organizzative limitate, sostenute in misura significativa dal volontariato e dall’associazionismo locale: oltre la metà opera con meno di 5.000 euro all’anno e il 61% non ha dipendenti. Elementi che rafforzano l’esigenza di politiche e strumenti capaci di raggiungere anche le realtà culturali più piccole e lontane dai grandi centri e di mantenere vivo un patrimonio che svolge un ruolo fondamentale di presidio culturale dei territori.
L’evento è stato promosso nell’ambito dell’Alliance for Socially Engaged Arts (ASEA) un progetto europeo ideato e promosso da Fondazione Cariplo insieme a Calouste Gulbenkian Foundation, “la Caixa” Foundation, Daniel and Nina Carasso Foundation, European Cultural Foundation, Fundaciòn Banco Santander, Finnish Cultural Foundation, Het Cultuurfonds, Hilti Foundation, King Baudouin Foundation, Allianz Foundation, Fondazione Compagnia di San Paolo e Stiftung Mercator Schweiz. ASEA nasce per promuovere il riconoscimento, la visibilità e il sostegno alle organizzazioni che utilizzano l’arte e la cultura come strumenti di cambiamento sociale, in un settore ancora insufficientemente valorizzato nelle politiche pubbliche e con accesso limitato a finanziamenti stabili e di lungo periodo.
-foto xf4/Italpress-
(ITALPRESS).
Cronaca
Corte dei Conti Lombardia “Nelle carceri carenza di personale e criticità sul vitto”
Pubblicato
2 ore fa-
4 Novembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il costante aumento del sovraffollamento nelle carceri lombarde non è accompagnato da un adeguato incremento del personale penitenziario. Inoltre, emergono criticità nella gestione dei pasti per i detenuti e nelle procedure di appalto per le forniture alimentari. Il quadro emerge dall’indagine “La sanità e gli affidamenti del vitto e sopravvitto negli Istituti di pena della Lombardia” della Sezione regionale di controllo per la Lombardia della Corte dei conti, riunita oggi in adunanza pubblica per approvare la relazione conclusiva. L’indagine – presentata dal magistrato relatore Marco Ferraro – riguarda gli affidamenti dei servizi alimentari destinati ai detenuti e l’organizzazione della sanità penitenziaria negli istituti della regione, compresi l’IPM “Cesare Beccaria” e le REMS. All’adunanza, presieduta da Antonio Buccarelli, presidente della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti per la Lombardia, hanno partecipato i rappresentanti dell’Amministrazione penitenziaria, del Centro per la giustizia minorile e della Regione Lombardia.
L’analisi ha preso in esame tutti gli istituti penitenziari della regione, mettendo in luce il forte divario tra il numero dei reclusi e gli agenti effettivamente in servizio. La Corte ha invitato l’amministrazione penitenziaria a verificare l’efficacia delle ultime assunzioni, precisando comunque che l’emergenza non può essere risolta soltanto aumentando l’organico. I controlli dei magistrati si sono concentrati sia sul vitto ordinario sia sul sopravvitto, ovvero la spesa che i detenuti effettuano autonomamente. Inoltre, sono state riscontrate anomalie nella gestione di alcune procedure contrattuali, motivo per cui la Corte ha chiesto una migliore programmazione dei bandi e verifiche più strette sulla qualità e sulla quantità del cibo distribuito, anche a fronte delle numerose lamentele raccolte tra i detenuti. In risposta a questi rilievi, l’amministrazione penitenziaria ha annunciato nuove verifiche e una collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura per controllare la filiera delle forniture, partendo subito dagli istituti di Milano e Brescia. I dubbi sollevati dalla Corte si concentrano anche sul frequente ricorso dei detenuti all’acquisto di cibo extra. Questo, secondo i magistrati, solleva forti perplessità sull’adeguatezza del servizio ordinario rispetto ai reali bisogni della popolazione carceraria.
“Abbiamo scoperto un mondo governato da dinamiche di mercato molto consolidate sulle quali la Corte esercita un controllo dei contratti anche in sede di attività di controllo preventivo. In questo ambito, abbiamo riscontrato problemi sia nella gestione delle procedure sia nella costituzione di cartelli d’impresa. In particolare, abbiamo rilevato prezzi d’asta eccessivamente bassi che ci preoccupano fortemente”, ha sottolineato il presidente Buccarelli, a margine dell’adunanza. “Vi sono poi i temi legati all’alimentazione che vanno affrontati con estrema serietà: mi riferisco alle intolleranze alimentari e ai regimi alimentari dei detenuti dettati dai loro usi e costumi – ha proseguito – . Si tratta di vari aspetti che vanno considerati con attenzione e che, proprio attraverso lo strumento dell’indagine sulla gestione, siamo riusciti ad approfondire. Siamo così giunti a comprendere la realtà più intima delle strutture carcerarie, come emerge chiaramente dalla relazione e dalle deduzioni presentate dagli operatori penitenziari”. Secondo il presidente Buccarelli, si tratta di “un tema decisamente complesso e di difficile governance, ma la nostra intenzione è quella di monitorarlo sia dal lato dell’alimentazione sia da quello della sanità, continuando a seguirlo anche in futuro attraverso l’adozione delle misure conseguenziali previste da questo tipo di indagine”.
Sul fronte dell’assistenza sanitaria, Buccarelli ha ricordato che la gestione è affidata a Regione Lombardia, mentre quella penitenziaria fa capo al ministero della Giustizia attraverso il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. In particolare, sul fronte delle Rems, le strutture sanitarie che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari, “la gestione regionale crea un problema di coordinamento con l’autorità giudiziaria, su cui è intervenuto anche il Consiglio superiore della magistratura per favorire una maggiore collaborazione tra le istituzioni”, ha concluso il presidente.
– foto xm4/Italpress –
(ITALPRESS).


Lombardia Live 24 Breaking News – 4/11/2026
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