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Cronaca

Covid, i casi continuano a crescere con l’incognita variante Omicron

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di Cesare Treccarichi
ROMA (ITALPRESS) – Per la sesta settimana consecutiva, i nuovi casi di Coronavirus in Italia crescono rispetto a quella precedente. Da lunedì una regione – il Friuli Venezia-Giulia – tornerà di colore giallo, come non accadeva da più di un mese. Negli ultimi sette giorni, il totale dei casi di positività registrati è stato maggiore del 24,3% rispetto al totale dei sette precedenti. Sulla base degli ultimi 14 giorni invece, l’aumento è del 67,4% rispetto ai 14 precedenti. In media, negli ultimi sette giorni ci sono stati circa più di 11.200 casi al giorno, in aumento rispetto ai 9 mila di media registrati una settimana fa. Secondo l’ultimo aggiornamento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, nell’ultima settimana oggetto del monitoraggio (15-21 novembre) l’incidenza a livello nazionale è aumentata considerevolmente, passando da 88 casi ogni 100mila abitanti a 112 casi ogni 100mila abitanti. Tra le fasce d’età, l’aumento è più marcato nell’età scolare, soprattutto tra i 6 e gli 11 anni dove si osserva circa il 50% dei casi della fascia 0-19. La fascia 12-19 anni è anche l’unica sotto il 70% di copertura tra le altre fasce d’età vaccinabili. A breve è però attesa la delibera dell’Aifa che potrebbe estendere la vaccinazione con Pfizer a chi ha almeno 5 anni di età, dopo la raccomandazione favorevole dell’Ema, ampliando la platea con altre 3,7 milioni di persone e aumentare ulteriormente la copertura vaccinale della popolazione. La protezione offerta dai vaccini sta mantenendo bassi decessi e ricoveri che stanno aumentando sì, ma relativamente poco rispetto ai casi. Al momento, il tasso di occupazione delle terapie intensive dei pazienti Covid-19 è in lieve aumento, al 7% dopo il 6% della settimana scorsa, mentre l’occupazione nelle aree mediche non critiche è stabile all’8%. Anche i decessi sono in lieve aumento: negli ultimi sette giorni in media sono stati circa 70 al giorno, rispetto ai 56 circa della settimana precedente. Ad aumentare la complessità della situazione c’è ora la minaccia della nuova variante del Coronavirus identificata in Sudafrica e denominata dall’Oms “Omicron”. Diversi casi sono stati identificati in Europa, il primo ieri anche in Italia. Di sicuro sappiamo che questa variante presenta diverse mutazioni rispetto alla variante Delta, localizzate sulla proteina Spike, usata dal virus per introdursi nelle nostre cellule e riprodursi. Sulla Spike sono stati anche tarati gli attuali vaccini in circolazione: il timore è che Omicron possa evadere parzialmente la difesa offerta dai vaccini e che possa addirittura essere più contagiosa di Delta (a sua volta decisamente più aggressiva della variante Alfa). Al momento però i dati a disposizione sono poco solidi e si dovrà aspettare per saperne di più. Nel frattempo diversi paesi europei hanno vietato i voli dalle zone dell’Africa meridionale, tra cui l’Italia che ha vietato l’ingresso a chi negli ultimi 14 giorni è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini e Malawi.
(ITALPRESS).

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Maltempo, Schlein “Dal governo servono prospettive chiare e più risorse”

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ROMA (ITALPRESS) – “Mi chiedo se oggi Giorgia Meloni e Matteo Salvini, dopo aver passato il fine settimana a occuparsi della scaletta del Festival di Sanremo, trovino almeno cinque minuti per spiegare come intendono sostenere le oltre 1.500 persone sfollate di Niscemi, che hanno perso tutto, e come vogliono far fronte ai due miliardi e mezzo di euro di danni provocati dal ciclone Harry al Sud. Servono prospettive chiare per chi ha perso casa e lavoro. Servono più risorse per gli interventi immediati. E serve urgentemente un piano di messa in sicurezza del territorio, l’allarme lanciato oggi dal Corriere del Mezzogiorno in cui si segnalano almeno 7 milioni di abitanti e 1,2 milioni di edifici a rischio frane, è preoccupante. Finora, di fronte a un’emergenza drammatica, il governo ha risposto con qualche tour in elicottero sopra le zone colpite e con risorse del tutto insufficienti rispetto alla reale entità dei danni. Abbiamo chiesto di utilizzare le risorse del Ponte, quel miliardo stanziato per il 2026 che comunque non potrà essere utilizzato per lo stop della Corte dei Conti. Aspettiamo risposte, il Sud aspetta risposte”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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Studio Banca del Fucino, l’Europa digitale accelera il passo

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ROMA (ITALPRESS) – L’Europa digitale non è più un’idea in fase di sviluppo, ma si presenta oggi come una realtà concreta. Nel 2026, la trasformazione digitale del continente coinvolge direttamente circa 32 milioni di cittadini, rendendo evidente come il cambiamento sia ormai parte integrante della vita quotidiana. Questa rivoluzione si manifesta soprattutto attraverso l’introduzione e la diffusione dell’identità digitale europea, nota come Eudi Wallet. Tuttavia, il processo di digitalizzazione dell’Europa si muove a due diverse velocità. Da un lato, ci sono Paesi che hanno già adottato soluzioni avanzate e integrate, trainando l’innovazione e dimostrando la piena operatività del sistema. Dall’altro, esistono ancora aree dove il percorso è rallentato da ostacoli tecnici e dalla necessità di colmare il divario con le regioni più avanzate.
L’Eudi Wallet si impone così come il nuovo passaporto digitale, diventando lo strumento essenziale per accedere in modo semplice e sicuro ai servizi pubblici e privati. Grazie all’identità digitale, la burocrazia si semplifica e l’accesso ai servizi statali e amministrativi si trasforma, segnando un passo decisivo verso l’efficienza e la trasparenza.
Se da un lato Italia, Francia e Germania trainano il gruppo con soluzioni ormai mature e integrate, dall’altro si registra ancora un divario tecnico con i paesi dell’Est.
L’analisi dettagliate proviene dall’ultima edizione di Fucino Digital, l’approfondimento tecnologico proposto periodicamente dalla Banca del Fucino e che per quest’edizione è stato curato da Gianluca Duretto, docente UNINT Università degli Studi Internazionali di Roma e fintech senior advisor, per l’Osservatorio Fucino Digital.
A breve i cittadini europei avranno un Eudi Wallet, ovvero un portafoglio digitale di identità elettronico creato dall’UE che permetterà di identificarsi e gestire e condividere i documenti in modo sicuro. I dati parlano chiaro: quattordici Stati Membri sono entrati nella fase di “Full Rollout”, rendendo il portafoglio digitale accessibile all’intera popolazione. Il risultato è una penetrazione che ha toccato il 98% dei servizi della Pubblica Amministrazione. Non serve più fare file allo sportello: oggi, da Roma a Berlino, l’accesso ai servizi statali passa per il riconoscimento delle credenziali del cittadino dal wallet nel proprio smartphone questo in fase di sperimentazione ora, sarà pienamente operativo a fine anno.
Tuttavia, il Wallet non sarà solo uno strumento dove avere il documento d’identità. L’analisi funzionale rivela luci e ombre. Mentre il “Person Identification Data” (PID) e la firma digitale hanno raggiunto livelli di eccellenza (punteggi sopra il 90/100), altri servizi arrancano.
La patente di guida mobile (mDL) è una solida realtà, ma i pagamenti in Euro Digitale e la gestione dei titoli di studio sono ancora in fase di rodaggio, frenati da una user experience complessa e standard non ancora armonizzati.
La vera sfida si giocherà nei prossimi dodici mesi di quest’anno. Le proiezioni per il 2026 disegnano una curva di adozione esponenziale: dai 32 milioni attuali si punta a 160 milioni di utenti entro dicembre. Il volano di questa crescita non sarà più solo lo Stato, ma il settore privato. Banche, trasporti e utility dovranno obbligatoriamente accettare il Wallet, spingendo l’adozione di massa verso una “J-curve” di crescita verticale.
Resta il nodo dell’interoperabilità tra i portafogli digitali dei vari paesi europei. Il successo del progetto infatti, non si misurerà solo sui numeri nazionali, ma sulla capacità di un cittadino italiano di affittare un’auto in Spagna o iscriversi a un’università francese con un click. I test tecnici mostrano che la sicurezza è alta, ma la fluidità transfrontaliera richiede ancora del lavoro ma la strada è segnata. Il 2026 sarà l’anno della verità: quello in cui scopriremo se l’Europa unita esiste davvero, almeno nello schermo del nostro telefono.
-foto ufficio stampa Banca del Fucino –
(ITALPRESS).

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Milano, all’Ippodromo Snai San Siro il Gran Premio Cavalli e Sport

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MILANO (ITALPRESSS) – Una giornata di grande sport, partecipazione e condivisione ha animato l’Ippodromo Snai San Siro in occasione dell’8^ giornata stagionale di galoppo e del Gran Premio Cavalli e Sport, evento promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – Direzione generale per l’Ippica.
L’iniziativa si è svolta in un momento di particolare significato per la città di Milano, un contesto che ha rafforzato il valore simbolico della giornata come celebrazione dello sport e valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze. L’appuntamento ha visto la presenza di rappresentanti delle istituzioni, a testimonianza dell’attenzione e del sostegno verso l’ippica come patrimonio sportivo e culturale. Tra i presenti il Sottosegretario di Stato al MASAF con delega all’ippica, Patrizio Giacomo La Pietra, e il Direttore Generale per l’Ippica del MASAF, Remo Chiodi.
“Il Gran Premio Cavalli e Sport, andato in scena nella prestigiosa cornice dell’Ippodromo Snai San Siro, è la dimostrazione concreta della volontà che, grazie al lavoro della Direzione Ippica del Masaf, stiamo realizzando per valorizzare il movimento ippico italiano e aumentarne l’attrattività nei confronti di un pubblico sempre più ampio. Collegare il Gran Premio Cavalli e Sport a contesti sportivi rilevanti e realizzare grandi giornate di sport, abbinate a momenti culturali ed eventi d’intrattenimento in grado di attrarre l’attenzione del pubblico, risponde esattamente all’obiettivo che ci siamo prefissati” ha dichiarato il Sottosegretario al MASAF, Patrizio Giacomo La Pietra.
“E’ un onore aver ospitato questo evento che celebra l’incontro tra sport e territorio in un momento che vede Milano e il nostro Paese protagonisti sulla scena internazionale. L’Ippodromo Snai San Siro non è solo un impianto sportivo ma, nelle strategie di Flutter e Snai, rappresenta un asset fondamentale da valorizzare come punto di riferimento per l’ippica e come uno spazio da vivere, dove ogni evento diventa occasione di condivisione e coinvolgimento per la comunità” ha dichiarato Roberto Di Fonzo, CEO Flutter Southern Europe & Africa (SEA), la regione del Gruppo Flutter che include anche Snai.
La giornata, con sei corse al galoppo in programma, ha visto trionfare il cavallo Wide Sea montato dal fantino Dario Vargiu nel Gran Premio Cavalli e Sport.
Accanto alle competizioni sportive, l’Ippodromo Snai San Siro ha confermato il proprio ruolo di luogo aperto alla città, capace di coniugare sport, cultura e intrattenimento. Grande interesse hanno suscitato il tour guidato #ScopriSanSiro, lo spazio espositivo della GAMI, Galleria Archivio Multimediale Ippodromo e le installazioni artistiche dei Cavalli di Design del Leonardo Horse Project.
-foto ufficio stampa Snai –
(ITALPRESS).

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