Cronaca
Milano, scelti i nuovi Giusti onorati nel giardino del Monte Stella
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4 anni fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il Comitato dei Garanti dell’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, di cui Comune e Fondazione Gariwo fanno parte, ha ratificato le scelte espresse dall’Assemblea il 22 dicembre scorso riguardanti il tema per le celebrazioni del 6 marzo 2022 al Giardino dei Giusti del Monte Stella di Milano: “Prevenire i genocidi e le atrocità di massa. Le storie dei Giusti contro il silenzio e l’indifferenza”.
“Gli onorati nel Giardino dei Giusti sono uomini e donne che, in tempi e luoghi diversi, hanno speso la loro vita nel tentativo di porre un argine all’odio e alla violenza nel mondo – afferma la Presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi -. Sono testimonianze di tenacia e coraggio, di un impegno senza condizioni per una società libera dalle oppressioni. Ricordare queste figure e il loro valore è un dovere e un compito che dobbiamo assolvere anche per le nuove generazioni, perchè attraverso questi esempi possano formarsi cittadine e cittadini consapevoli”.
Il presidente della Fondazione Gariwo, Gabriele Nissim, spiega il senso delle scelte: “Con i Giusti che onoreremo quest’anno lanciamo a tutto il Paese un grande segnale per la prevenzione dei genocidi, nello spirito della Convenzione delle Nazioni Unite approvata nel dopoguerra per merito del giurista ebreo polacco Raphael Lemkin, che cercò di unire il mondo attorno alla mobilitazione contro ogni atrocità di massa”. Lo sguardo è quindi alle sfide del mondo contemporaneo: “Mentre oggi in Russia viene messa fuori legge Memorial, l’organizzazione che ha documentato i gulag, abbiamo voluto rendere omaggio ad una scrittrice straordinaria come Evgenija Solomonovna Ginzburg che fu una delle grandi anime della resistenza morale al totalitarismo sovietico. Il giardino di Milano non vuole rimanere in silenzio di fronte a questa pericolosa distorsione della memoria. Ricordiamo inoltre la resistenza morale degli uiguri di fronte ai campi di rieducazione, dove si tenta di cancellare la loro identità storica. Per questo rendiamo omaggio al docente universitario Ilham Tohti, oggi condannato all’ergastolo per la denuncia che ha fatto al mondo”.
Ecco in breve le loro storie, disponibili per esteso sul sito di Gariwo.
Raphael Lemkin. Ebreo polacco, ideatore della definizione di genocidio, ha ricordato al mondo che la prevenzione di tali crimini è responsabilità dell’umanità intera. Ha dedicato tutti i suoi sforzi, contattando personalmente i leader mondiali nelle loro lingue, all’approvazione di una convenzione contro il reato internazionale di genocidio, da lui redatta e approvata il 9 dicembre 1948 dall’Onu.
Aristides de Sousa Mendes. Console portoghese a Bordeaux, disobbedì agli ordini del suo governo e fornì visti di transito agli ebrei perseguitati, perdendo per questo il lavoro, il sostentamento e la reputazione nel suo Paese. A chi non poteva pagare per i visti consegnò gratuitamente i documenti e istituì un ufficio nel consolato doveri lasciava permessi di ingresso. Tra il 15 e il 22 giugno 1940, Sousa Mendes emise un totale di 1.575 visti.
Henry Morgenthau. Ambasciatore americano nell’Impero Ottomano, testimone del genocidio armeno, raccolse fondi per gli orfani sopravvissuti e lavorò per il rimpatrio degli armeni sopravvissuti che continuavano a morire di fame e di epidemie. Scelse di denunciare la tragedia del Metz Yeghern, rendendo pubbliche le documentazioni e i rapporti sul massacro degli armeni, tenendo conferenze, scrivendo analisi sulla metodologia genocidaria.
Ilham Tohti. Docente uiguro, è stato condannato all’ergastolo per aver denunciato le discriminazioni verso le minoranze in Cina, al termine di un processo lampo durato due giorni. Ha sempre rifiutato la violenza e incoraggiato il dialogo, creando anche, a questo scopo, un sito web per promuovere il dialogo tra la minoranza uigura e il resto della popolazione cinese. Conosciuto come il “Mandela della Cina”, sta scontando la propria pena nonostante i numerosi riconoscimenti internazionali attribuiti alla sua azione.
Evgenija Solomonovna Ginzburg. Testimone della vertigine dei campi di lavoro sovietici, subisce la cella di isolamento, i lavori massacranti, la tortura, per la sua opposizione alla logica distruttrice del totalitarismo nei confronti della dignità umana. Durante la sua lunga resistenza nell’inferno dello stalinismo, rielabora la propria esperienza nella ricerca della verità: il suo libro Viaggio nella vertigine rimane una testimonianza drammaticamente straordinaria di una protagonista del ‘900.
Godeliève Mukasarasi. Sopravvissuta al genocidio dei tutsi in Ruanda, nonostante le minacce e l’uccisione di sua figlia e suo marito scelse di testimoniare nel processo Akayesu, contribuendo alla prima condanna al mondo per genocidio. Oggi è ancora impegnata nell’organizzazione SEVOTA da lei creata, che riunisce 80 associazioni con oltre 2000 membri e promuove la riconciliazione tra hutu e tutsi. Tra le iniziative in cui è maggiormente impegnata c’è l’assistenza medica per le sopravvissute alla violenza sessuale durante il genocidio.
Il Comitato ha inoltre approvato le candidature pervenute all’Associazione per i Giusti segnalati dalla società civile le cui storie avranno spazio sul sito di Gariwo.
Si tratta di: Achille Castelli, imprenditore comasco e membro del PNF, salvò antifascisti ed ebrei nascondendoli in casa propria, rifiutandosi anche di consegnare i propri dipendenti che sarebbero stati trasferiti in Germania. Tra di loro, Matilde Steiner Covo e la famiglia ebrea Esckenasi, che Castelli nascose nella propria abitazione.
Patriarca Kiril di Bulgaria – Konstantin Markov Konstantinov, che nel 1943 e 1944 ebbe un ruolo fondamentale nel fermare i treni diretti ai campi di sterminio. Il Patriarca difese gli ebrei davanti alla polizia locale, si oppose apertamente contro la politica governativa nei confronti degli ebrei in Bulgaria e insistette implacabilmente per far sì che non fosse negato loro il diritto al lavoro e al sostentamento, contribuendo a impedire la deportazione. Nel 2002 è stato riconosciuto Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem.
Giulia Galletti Stiffoni che accolse nella sua casa di Possano del Grappa la signora Weiss, ebrea, il rabbino jugoslavo Zadic, l’ebreo Leone Pinto, uno zio e uno scultore siciliano fuoriusciti dall’esercito. Quando le truppe fasciste perlustrarono l’abitazione alla ricerca di partigiani ed ebrei, Giulia Galletti riuscì a distrarre gli uomini, salvando così tutti i perseguitati.
Su proposta di Gariwo, nel 2012, il Parlamento Europeo ha proclamato il 6 marzo “Giornata europea dei Giusti” per commemorare coloro che si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l’umanità e ai totalitarismi. Dal 2017 la Giornata dei Giusti dell’umanità è divenuta solennità civile in Italia ed è celebrata con decine di iniziative nelle scuole e nei Giardini dei Giusti sorti in tutto il Paese.
(ITALPRESS).
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Cronaca
Nel 2025 manifattura lombarda ancora positiva e trainata dagli ordini esteri
Pubblicato
9 minuti fa-
23 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – La manifattura lombarda registra una crescita della produzione industriale dell’1,2% rispetto al 2024, fatturato a +2,5%, ordini interni in aumento dell’1,1% e ordini esteri in espansione del +3,1%. E se l’industria la fa da padrona, anche il comparto artigiano non è da meno: produzione a +1,0%, con un miglioramento di ordini esteri (+2,5%), fatturato (+1,3%) e ordini interni (+0,2%). È questo il bilancio emerso dalla conferenza stampa di presentazione dei dati congiunturali del quarto trimestre 2025 relativi al settore manifatturiero, che si è svolta oggi a Palazzo Lombardia in presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi.
All’incontro con la stampa sono intervenuti anche i presidenti Gian Domenico Auricchio (Unioncamere Lombardia); Giuseppe Pasini (Confindustria Lombardia) ed Eugenio Massetti (Confartigianato Lombardia). Dal punto di vista congiunturale prosegue la crescita della manifattura lombarda, che mette a segno per la quinta volta consecutiva una variazione con segno più. Rispetto al trimestre precedente la produzione aumenta dello 0,6%, in linea con il fatturato (+0,6%) e la domanda estera (+0,6%). Ancora più favorevole, sotto ogni aspetto, è l’evoluzione dell’artigianato: produzione +0,7%, ordini interni +0,4%, ordini esteri +0,9% e fatturato +0,6%.
“I dati – ha dichiarato l’assessore Guidesi – confermano la solidità del sistema manifatturiero lombardo e delle sue filiere complete, che continua a crescere anche in una fase complessa per l’economia nazionale ed europea. La forte vocazione internazionale delle nostre imprese capofila resta un punto di forza decisivo. Allo stesso tempo emerge la necessità di accompagnare sempre di più le realtà meno dimensionate, nei percorsi di apertura ai mercati esteri, dove esistono ancora ampi margini di crescita. Come Regione stiamo lavorando proprio in questa direzione, con l’obiettivo di consolidare questi risultati mettendo a sistema anche i servizi per imprese connessi a loro cercando di spingere ulteriormente nell’apertura all’innovazione e rafforzare ulteriormente il primato manifatturiero della Lombardia”. “La sfida delle Zone di Innovazione e Sviluppo è il cambiamento di oggi affinché la Lombardia continui ad essere locomotiva tra 20 anni”, ha concluso Guidesi.
La vocazione internazionale si conferma un pilastro del sistema produttivo regionale. Nel 2025 la quota di fatturato estero dell’industria si è mantenuta su livelli elevati, pari al 38,9%. Nel comparto artigiano, invece, nonostante le maggiori difficoltà delle piccole imprese nel cogliere le opportunità oltreconfine, la quota realizzata sui mercati internazionali ha raggiunto il 6,5%. La crescita è diffusa alla maggior parte dei settori: solo 3 su 13 chiudono l’anno in flessione – tessile (-2,0%), gomma-plastica (-0,5%) e mezzi di trasporto (-0,3%). Tra i comparti più dinamici spiccano le industrie varie (+6,0%), l’alimentare (+3,3%), pelli-calzature (+2,8%) e i minerali non metalliferi (+2,6%).
L’occupazione nella manifattura resta sostanzialmente stabile considerando il saldo occupazionale lievemente positivo nell’artigianato (+0,2%) e la lieve flessione registrata nell’industria (-0,6%). Sempre per quanto riguarda l’industria la quota di imprese che ricorre alla CIG (cassa integrazione) resta stabile (10,9%), mentre nell’artigianato permane su livelli molto contenuti (0,5% del monte ore trimestrale). In base ai risultati del focus periodico di Unioncamere Lombardia, nel 2025 la propensione a investire appare complessivamente stabile rispetto agli anni precedenti. L’industria resta il comparto più attivo in questo campo con il 64% delle imprese che ha investito nel corso dell’anno. I principali investimenti, emerge inoltre dall’indagine, sono materiali (impianti, macchinari, veicoli) e hanno l’obiettivo di rinnovare gli impianti e aumentare la capacità produttiva. Cresce anche l’attenzione al risparmio energetico, in particolare tra gli artigiani.
“Il 2025 si archivia come un anno positivo per la manifattura lombarda – ha specificato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia – la crescita media regionale dell’1,2%, in netto contrasto con il dato nazionale fermo al -0,5%, evidenzia la buona tenuta delle nostre imprese a fronte di un contesto geopolitico estremamente complesso. Il vero fattore di successo rimane la nostra proiezione internazionale. Con una quota di fatturato estero che sfiora il 39%, l’industria lombarda ha saputo bilanciare con efficacia la debolezza della domanda interna: è proprio questa apertura ai mercati globali – testimoniata da un incremento degli ordini esteri del 3,1% – a fare da scudo contro la situazione economica attuale”.
“Nonostante un contesto tempestoso – ha detto il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini – , nel 2025 la Lombardia industriale mostra solidità e capacità competitiva come emerge da tutti i principali indicatori: produzione industriale (+1,2% rispetto al 2024), fatturato (+2,4%), ordini esteri (+2,5%) e ordini interni (+1,1%). Vocazione internazionale, capacità di adattamento, attitudine all’innovazione sono le principali cause di questa performance, ma merito va dato anche alla capacità lombarda di fare sistema a tutela del sistema produttivo regionale come avviene anche sui principali dossier europei. Persistono comunque difficoltà in settori più impattati da incertezze e complicazioni normative: tra questi il tessile, la gomma-plastica, la siderurgia e i mezzi di trasporto. Nel 2026, per sostenere questa crescita, serve far ripartire gli investimenti – anche in vista della chiusura del PNRR -, rafforzare il mercato interno per compensare l’impatto delle tensioni internazionali, proteggere le produzioni Made in EU ed eliminare i dazi interni come ETS, burocrazia e caro energia”.
“Da questo punto di vista le imprese si aspettano molto dall’Industrial Accelerator Act: negli ultimi 20 anni il baricentro dell’economia mondiale si è spostato lontano dall’Europa e per recuperare il terreno perso nei confronti di USA e Cina non c’è più tempo da perdere”, ha concluso Pasini.
Secondo l’analisi tendenziale, il quarto trimestre 2025 ha visto in crescita l’area metropolitana milanese in un anno con +3% per la produzione, più del dato lombardo (+2,3% in un anno). Se si considera il fatturato, sempre raffrontato al quarto trimestre 2024, c’è una crescita del 4% a livello locale e di + 3,4% anche regionale. In relazione al portafoglio ordini, si registra una crescita rispetto al quarto trimestre 2024 (+1,2% in un anno), con performance milanese più bassa rispetto alla manifattura lombarda (+1,7%). I mercati esteri milanesi vedono un miglioramento del fatturato (+5,8%), anche rispetto alla componente interna (+3%). Cresce anche il fatturato estero lombardo (+2,9%) meno di quello interno (+3,7%). Il quadro delinea nel quarto trimestre 2025 una crescita congiunturale rispetto al terzo trimestre 2025 della produzione industriale milanese (+1,1% destagionalizzato). Inoltre tiene il fatturato (+0,3%). Rispetto al dato lombardo è più alto il dato milanese per la produzione (+0,6% in regione) e leggermente più basso il dato del capoluogo per il fatturato locale (+0,6% per la Lombardia, destagionalizzato). Per gli ordini interni il dato congiunturale è in lieve calo per l’industria milanese con -0,5%, come per la manifattura lombarda (-0,2% destagionalizzato). Negli ordini esteri, la performance milanese risulta in tenuta (+0,3%, poco meno rispetto al dato lombardo di +0,6% destagionalizzato).
A Monza e Brianza, la crescita tendenziale della capacità produttiva colloca i volumi prodotti in crescita, rispetto al quarto trimestre 2024 (+1,7%), poco meno rispetto alla crescita del dato lombardo (+2,3%). Nello stesso periodo, i dati della manifattura brianzola per fatturato (+0,3%) sono in tenuta ma crescono meno rispetto al dato lombardo (+3,4%). Sempre rispetto al quarto trimestre 2024, il portafoglio ordini del manifatturiero brianzolo evidenzia un incremento reale minore rispetto alla crescita di quello in Lombardia (rispettivamente +0,5% e +1,7%). C’è crescita anche congiunturale: il quarto trimestre 2025 fa registrare rispetto al terzo trimestre 2025 per la produzione industriale un aumento di +1,8% destagionalizzato, intanto tiene abbastanza il fatturato (-0,2% destagionalizzato). In lieve calo le commesse acquisite dai mercati esteri (-0,5% destagionalizzato) e anche quelle interne con -0,7%.
A Lodi nel quarto trimestre 2025 rispetto all’anno precedente, si verifica un trend di crescita per la produzione. Relativamente all’analisi tendenziale, raffrontata al quarto trimestre 2024, l’aumento della produzione si attesta a +2,3%, performance uguale rispetto al dato lombardo (+2,3%). In relazione al fatturato, nel confronto con il quarto trimestre 2024, il recupero si attesta a +6,4%, superiore per intensità al dato regionale (+3,4%). Gli ordini sono in crescita in un anno con +3,6% rispetto al +1,7% lombardo. In lieve crescita rispetto al trimestre precedente il trend congiunturale della produzione industriale (+0,4% destagionalizzato), accompagnato dal fatturato in aumento (+1,3% destagionalizzato). Crescono le commesse acquisite dai mercati interni (+0,6% destagionalizzato). Gli ordini esteri risultano in crescita con +1,1%.
– Foto xp9/Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Automobile Club Milano, Meda “Avvicinare giovani a guida sicura e motorsport”
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1 ora fa-
23 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Centoventitrè anni di storia, 42.000 soci e un autodromo costruito in soli 120 giorni che ancora oggi ospita il Gran Premio d’Italia. L’Automobile Club Milano è molto più di un’associazione: è un pezzo d’identità della città e del motorsport mondiale. A raccontarne presente e futuro è Pietro Meda, 18º presidente dell’AC Milano, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Siamo l’Automobile Club che ha espresso più campioni del mondo di Formula 1”, esordisce Meda con orgoglio. Un primato che affonda le radici in una tradizione unica: fu proprio un gruppo di visionari legati all’AC Milano a realizzare l’autodromo di Monza in appena 120 giorni. “Un mio predecessore con un gruppo di matti, definiamoli così, in poco più di cento giorni realizzò l’autodromo di Monza e ancora oggi il Gran Premio d’Italia si tiene lì: è un fiore all’occhiello della nostra storia”. Numeri e aneddoti che testimoniano una vitalità intatta, confermata dai 42 mila soci attuali.
Se c’è una priorità che il presidente tiene a sottolineare con forza, è quella legata alle nuove generazioni. “Personalmente tengo molto ai giovani e alla sicurezza dei giovani. Oggi dobbiamo formare dei nuovi automobilisti”, afferma Meda, consapevole che il contesto in cui si impara a guidare è profondamente cambiato. “E’ importante che i nuovi automobilisti imparino a guidare in una realtà diversa da quella in cui abbiamo imparato noi, dove c’erano meno veicoli”.
La sfida, però, non è solo tecnica: è anche comunicativa. “Con i giovani forse dobbiamo imparare a comunicare come lo fanno loro, dobbiamo entrare più nel loro mondo. Siamo molto distanti”.
La risposta dell’AC Milano passa dal motorsport, inteso come strumento educativo oltre che spettacolare. “Abbiamo il vantaggio di avere il motorsport che è un modo per far divertire i ragazzi, avvicinarli a questo mondo e fargli capire le regole con un approccio sportivo e interessante, magari con dei campioni che li aiutino a capire i rischi e come va affrontata la strada”. Un esempio concreto è l’iniziativa “Karting in piazza”, giornate formative con i kart dedicate ai più piccoli. “L’Automobile Club Milano si basa sulla passione dei suoi soci e riuscire a trasmetterla ai giovani sarebbe per me un grande successo”.
Il tema della sicurezza non riguarda solo i giovanissimi. “La sicurezza è un obbligo istituzionale per noi”, sottolinea Meda. L’AC Milano opera su più fronti: attraverso il programma Sara Safe Factor, realizzato in collaborazione con INAIL, viene offerta formazione ai lavoratori che si spostano in auto. Come comitato regionale, l’obiettivo è estendere queste attività anche nelle scuole, con la presenza di rappresentanti del mondo del motorsport capaci di parlare ai ragazzi con autorevolezza e linguaggio diretto.
Tra i nomi che incarnano questo potenziale c’è quello di Kimi Antonelli, il giovane pilota approdato in Formula 1 e sostenuto dalla federazione sportiva: “Ragazzi come lui possono essere un esempio di giovane di successo, un modello per chi ha un sogno”, dice Meda.
Un altro capitolo del mandato di Meda riguarda la valorizzazione del patrimonio automobilistico storico: “Tante delle macchine storiche più belle venivano prodotte in Italia, a Milano l’Alfa Romeo su tutte. Il patrimonio storico automobilistico è una chiave di volta per far apprezzare il Made in Italy”.
Sul fronte delle politiche per la mobilità il giudizio di Meda sul Green Deal dell’Ue è netto: “Il Green Deal ha messo in crisi l’industria automobilistica, è innegabile, lo dicono i numeri. E’ stata fatta una norma che il mondo sta cercando di inseguire, con un obiettivo troppo vicino e troppo grande, ma siamo totalmente mancanti di infrastrutture in Italia e in Europa per reggere un passaggio del genere. Se l’obiettivo è irraggiungibile, è naturale e intelligente fare retromarcia e saper cambiare idea”.
I biocarburanti, a suo avviso, rappresentano al momento la risposta più concreta: “Dalla visuale che abbiamo, i biocarburanti sono la soluzione più logica e semplice, anche se oggi hanno costi alti, risolvibili con il mercato. Anche l’elettrico può essere una soluzione, ma non abbiamo infrastrutture. La soluzione più semplice è migliorare quello che abbiamo, rendendo i tempi plausibili. Gli Stati si devono impegnare a fare le infrastrutture, il mondo dell’auto non può creare sia l’infrastruttura che il veicolo”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Buonfiglio “Milano-Cortina nella storia, l’Italia ha fatto bella figura”
Pubblicato
3 ore fa-
23 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia ha fatto una bella figura, ha valorizzato il nostro territorio grazie a questi Giochi diffusi. C’è stato l’impegno di tutti: territorio, comuni, regioni, tedofori e volontari. Hanno funzionato i trasporti, la sicurezza, un plauso anche a tutti i servizi militari, di polizia, con una sicurezza presente ma non visibile, al contrario di tante altre manifestazioni olimpiche. E poi i villaggi olimpici, il cibo: abbiamo ricevuto complimenti da tutti”. Intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio traccia un bilancio finale dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. “E cosa ci voleva per enfatizzare questa ottima organizzazione? I risultati. Ecco perchè ieri ho esordito con il 30 e lode. Con i risultati abbiamo reso grande l’Italia. Bravissimi i due presidenti federali, Andrea Gios e Flavio Roda, come i gruppi sportivi militari dai quali provengono i nostri atleti. E davvero eccezionale il supporto della preparazione olimpica del Coni, dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, come il supporto sanitario a tutte le nostre squadre e atleti. Con tutti questi ingredienti e con un supporto economico del governo, siamo riusciti a fare qualcosa che rimarrà nella storia. Non abbiamo lavorato per battere i record, ma per fare bella figura e arrivare puntuali all’appuntamento”.
Buonfiglio parte da Vancouver 2010, il momento più critico per l’Italia degli sport invernali. “Sta venendo fuori il metodo di lavoro: non abbiamo lasciato nulla al caso e abbiamo messo al centro l’atleta con le sue esigenze, evidenziando le caratteristiche sulle quali lavorare. Abbiamo costruito un’armonia, con passi indietro, avanti e di lato. Ma quando c’è un obiettivo comune chiaro, allora diventa tutto più facile. L’impegno che ci deve essere è quello di rendere partecipi tutti per l’obiettivo da raggiungere. Non bisogna appropriarsi del successo, ma verificare dove ancora possiamo migliorare. Ed è quello che tra pochi giorni cominceremo a fare ed è quello che già stiamo facendo per Los Angeles 2028”.
L’unica nota negativa è che durante Milano-Cortina non è stata rispettata la tregua olimpica: “E’ una vergogna, mi dispiace molto a livello umano e personale. Mi dispiace per gli atleti che non possono partecipare, non ne hanno nessuna colpa. Dobbiamo continuare a impegnarci, sperando che prima o poi prevalga il buonsenso”.
“Cercheremo di non perdere queste eccellenze e di farli rimanere nel mondo sportivo – continua Buonfiglio – Sarebbe una perdita buttare via esperienze così eccellenti. Se sono arrivati all’età dei 35 anni, vuol dire che sono stati gestiti e si sono gestiti bene, supportati dalle federazioni. Mi preoccupa solo la difficoltà delle società sportive nell’andare avanti: hanno impegni burocratici e sofferenze economiche non semplici da superare. Con il ministro Abodi e Sport e Salute stiamo cercando di intervenire in maniera differenziata per tutelare e salvaguardare questo patrimonio. Ruolo dirigenziale per Pellegrino? “Sì, ma non solo Pellegrino. Abbiamo Vittozzi, Fontana, Lollobrigida e tanti altri. Dobbiamo capire cosa vogliono fare. Sarebbe banale e da stupidi non tener conto di queste realtà e non dialogare con loro. Può darsi anche che vogliano continuare a vincere”.
Alle Paralimpiadi al via il 6 marzo potranno partecipare atleti russi e bielorussi: “Penso che qualsiasi decisione doveva essere concordata e condivisa tra CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e IPC (Comitato Paralimpico Internazionale) Sono due organismi che hanno sempre viaggiato insieme. Ci si doveva ricordare che lo stop alla partecipazione di atleti russi e bielorussi alle Olimpiadi fu perchè la Russia ruppe la tregua olimpica durante i Giochi Paralimpici. Mi sembra strano che IPC prenda una decisione senza averla condivisa il CIO”.
Sul caso dello skeletonista ucraino Heraskevych, escluso per il suo casco commemorativo con i volti degli atleti ucraini caduti in guerra: “Purtroppo la presidente del CIO Coventry è stata chiara, si è vista anche umanamente la sua sofferenza. Ma se deroghi per un caso, devi essere pronto a derogare per altri 10, 50, 100”.
Sulle possibilità di una candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2040? Buonfiglio dice: “Ricordiamoci come non abbiamo avuto le Olimpiadi di Roma e ricordiamoci il successo che abbiamo avuti qui a Milano-Cortina. Se tutte le parti in causa condividono e si confrontano per un percorso che deve partire da subito, allora l’Italia non ha paura di candidare nessuno. Abbiamo territorio, innovazione, impianti: avremmo il tempo. Costruire una candidatura forte in un momento in cui abbiamo una credibilità internazionale, penso che si possa fare. Ma deve essere un discorso chiaro, trasparente, condiviso con i numeri e non solo con la passione. Dobbiamo aggiungere competenza, determinazione e guai ad essere superficiali. Abbiamo le carte in regola per poter immaginare altro percorso da protagonisti”.
Sulla possibilità di un coinvolgimento di Torino per il pattinaggio di velocità al Lingotto in occasione di Alpi Francesi 2030: “Sono molto sincero, non ne so nulla”.
Ora evitare che le infrastrutture diventino cattedrali nel deserto: verrà rinnovata la pista da bob di Cortina intitolata a Eugenio Monti? Verrà utilizzata per altri eventi? “Assolutamente sì. Anche a Milano l’attuale palazzo del ghiaccio alla Fiera di Rho rimarrà in essere finchè non si sarà trovata una soluzione per fare un centro di preparazione definitivo. Milano è giusto che abbia un impatto, visto la partecipazione del pubblico che ci ha seguito”.
Tornando sulle 30 medaglie Buonfiglio sottolinea: “Più che delle medaglie, mi piacerebbe parlare dei quarti, quinti, sesti posti, per i pochi centesimi che hanno diviso i nostri atleti da una medaglia o per qualche infortunio di troppo. Mi sento di abbracciare tutti i nostri atleti. Perdonatemi ma non voglio fare una classifica delle medaglie”.
Infine sui “Giochi diffusi” come futuro delle Olimpiadi: “Se ci sono città con queste caratteristiche lo facciano, ma non credo che saranno brave come quelle italiane” conclude.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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