Economia
Prosegue il recupero del lavoro dipendente
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4 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2021 l’andamento delle posizioni di lavoro alle dipendenze si è rafforzato: da giugno il numero di contratti attivati è tornato sui livelli prevalenti prima dello scoppio della pandemia e, negli ultimi mesi dell’anno, ha quasi raggiunto il sentiero di crescita che si sarebbe registrato se l’evoluzione della domanda di lavoro si fosse mantenuta, anche durante l’emergenza sanitaria, sugli stessi ritmi del periodo 2018-19. Nel complesso del 2020-21 sono stati infatti attivati, al netto delle cessazioni, circa 560.000 nuovi posti di lavoro alle dipendenze, rispetto ai 605.000 del biennio precedente.
La dinamica beneficia tuttavia del basso numero di cessazioni, ancora contenuto dal ricorso diffuso agli strumenti emergenziali di integrazione salariale, di cui è previsto il graduale superamento nel 2022. E’ quanto emerge da uno studio redatto congiuntamente dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dalla Banca d’Italia e dall’Anpal.
Nell’anno appena concluso la creazione di posti di lavoro è stata sostenuta soprattutto dai contratti a tempo determinato (365.000 su circa 597.000 posti di lavoro). Agli andamenti complessivi del 2022 contribuirà pure la capacità del sistema produttivo di preservare tali posizioni, molte delle quali sono giunte a scadenza il 31 dicembre del 2021. Anche il saldo delle posizioni permanenti è cresciuto, seppur a ritmi più moderati. I licenziamenti sono invece rimasti su livelli mediamente modesti (27.000 contratti cessati ogni mese con questa causale nella media del 2021, circa il 40% in meno rispetto al 2019).
Le lavoratrici continuano a essere penalizzate da una minore domanda di lavoro di tipo permanente: nonostante rappresentino circa il 42% della forza lavoro, incidono solo per un terzo sul saldo delle posizioni a tempo indeterminato.
(ITALPRESS).
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Economia
MEF “Ampliato l’accesso al credito per famiglie e Pmi a rischio usura”
Pubblicato
5 ore fa-
15 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – È operativa da oggi la riforma del Fondo MEF per la prevenzione del fenomeno dell’usura che rinnova e rafforza uno strumento già presente sul territorio, basato sull’azione dei Confidi, delle Fondazioni e Associazioni antiusura. Lo rende noto il MEF. “Dalla sua istituzione il Fondo ha consentito l’accesso al credito per oltre 2 miliardi di euro a famiglie e piccole e medie imprese in temporanea difficoltà, contribuendo a prevenire il ricorso a circuiti illegali”. A trent’anni dalla sua introduzione, “si è reso necessario un aggiornamento per adeguarlo al nuovo contesto”. Con il Decreto Ministeriale del 27 febbraio 2026, attuativo della Legge di Bilancio 2025, il Fondo viene quindi rafforzato e aggiornato, introducendo diverse novità.
“In primo luogo, la riforma consente un monitoraggio più puntuale dell’utilizzo delle risorse, anche grazie a un rinnovato sistema informativo. Viene inoltre valorizzata l’attività di Confidi, Fondazioni e Associazioni che dimostrano nel tempo una maggiore capacità di utilizzare efficacemente i fondi a favore di famiglie e PMI”. La nuova disciplina, coordinata con il Fondo di garanzia per le PMI, semplifica e rende più chiare le regole operative, ora raccolte in apposite Disposizioni operative disponibili sul sito del Dipartimento del Tesoro.
La riforma amplia inoltre “l’ambito di intervento del Fondo includendo nuove operazioni, come il microcredito, aprendo a nuovi soggetti finanziatori (intermediari finanziari e operatori di microcredito) oltre alle banche, estendendo tipologie e durata dei finanziamenti, aumentando la possibilità di finanziamenti diretti (fino a 40.000 euro) da parte dei Confidi e introducendo costi calmierati (0,50% dell’importo) per l’accesso delle PMI alle garanzie e ai finanziamenti diretti dei Confidi”.
Sul sito del Dipartimento del Tesoro, che gestisce il Fondo, è pubblicato l’elenco – suddiviso per regione – di Confidi, Fondazioni e Associazioni a cui famiglie e PMI a rischio usura possono rivolgersi per l’attivazione delle garanzie sui finanziamenti o per accedere a piccoli prestiti. I Confidi già abilitati secondo il precedente sistema potranno continuare a rilasciare garanzie con le risorse del Fondo fino al 31 dicembre 2026. Entro tale data dovranno accreditarsi secondo le nuove regole per avviare ulteriori operazioni. Le Fondazioni e le Associazioni avranno tempo fino al 26 febbraio 2027 per adeguarsi. Nel frattempo potranno continuare a operare secondo la normativa precedente
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Fondazione con il Sud e UniCredit insieme per lo sviluppo dei territori con il progetto “Fare comunità insieme”
Pubblicato
5 ore fa-
15 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Fondazione con il Sud, con il supporto di UniCredit attraverso il Fondo Carta Etica, avvia il progetto “Fare comunità insieme“ per rafforzare il percorso di coprogettazione in corso nei quattro territori selezionati nell’ambito del bando “Riabitare il Sud” promosso dalla Fondazione con il Sud per contrastare lo spopolamento promuovendo interventi di rigenerazione demografica e di rilancio delle comunità locali.
Tra le 57 candidature pervenute in risposta al bando sono state selezionate quattro proposte che interessano: l’area delle Alte Madonie, in provincia di Palermo, e in particolare un territorio che comprende 7 piccoli comuni per un totale di poco più di 19 mila abitanti (Petralia Soprana, Gangi, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Blufi, Geraci Siculo e Castellana Sicula); una piccola porzione dell’area della Locride, in provincia di Reggio Calabria e in particolare 3 comuni per un totale di poco più di 8 mila abitanti (Camini, Stignano e Caulonia); un’area del Cilento, in provincia di Salerno, che comprende 4 comuni per un totale di quasi 11 mila abitanti (Ceraso, Ascea, Novi Velia, San Mauro La Bruca); un’area del Sannio che comprende 10 piccoli comuni per un totale di più di 19 mila abitanti, che si estendono nella provincia di Benevento (Baselice, Foiano di Val Fortore, Molinara, San Marco dei Cavoti, Pesco Sannita, Pietrelcina, Fragneto L’Abate, Campolattaro, Morcone, Sassinoro).
Grazie al sostegno di UniCredit, con il progetto “Fare comunità insieme” la Fondazione potrà attivare un programma di accompagnamento specialistico rivolto ai quattro enti del terzo settore impegnati nella definizione dei progetti esecutivi. Le risorse disponibili consentiranno di offrire servizi di consulenza mirati, costruiti sui bisogni specifici emersi nei diversi territori, con l’obiettivo di garantire l’efficacia delle iniziative. Il percorso di accompagnamento contribuirà a rafforzare competenze, governance e capacità operative delle reti locali.
“Per affrontare sfide complesse come lo spopolamento e le sue cause è necessario costruire alleanze solide, capaci di mettere a sistema competenze, risorse e visioni – ha dichiarato il direttore generale della Fondazione con il Sud, Marco Imperiale. La collaborazione con UniCredit va in questa direzione e rafforza un percorso che punta a valorizzare il protagonismo delle comunità locali, accompagnandole nella definizione di interventi concreti e sostenibili. Crediamo che i risultati più significativi nascano proprio dalla capacità di lavorare insieme, creando le condizioni affinché le idee possano trasformarsi in opportunità di sviluppo durature e generare un impatto reale sulla qualità della vita delle persone e sul futuro dei territori del Sud. In questa fase di coprogettazione stiamo sostenendo i territori selezionati affinché possano costruire strategie integrate e interventi capaci di rispondere ai bisogni specifici delle comunità”.
“Le aree interne del Mezzogiorno custodiscono energie, competenze e patrimoni che meritano di essere valorizzati: il nostro impegno è contribuire a creare le condizioni perché queste risorse possano tradursi in nuove opportunità di crescita, educazione, lavoro e inclusione sociale. Investire nella capacità delle comunità di immaginare e realizzare il proprio futuro significa rafforzare la coesione territoriale e favorire processi di sviluppo che possano generare benefici duraturi nel tempo“.
“UniCredit è al fianco dei territori, soprattutto dove le fragilità sono più profonde, sostenendo chi con spirito di iniziativa intende realizzare interventi di sviluppo delle comunità locali. Per questo, abbiamo scelto di sostenere il progetto ‘Fare comunità insieme’ grazie al Fondo Carta Etica di UniCredit, che rappresenta espressione concreta dell’impegno della banca verso persone e territori. Crediamo che il futuro del nostro paese passi dalla capacità di fare rete tra istituzioni, Terzo Settore e cittadini, trasformando idee e strategie in progetti concreti, capaci di valorizzare il capitale umano e generare nuove opportunità di lavoro. Per questo, siamo orgogliosi di contribuire a iniziative che promuovono inclusione, coesione sociale e crescita duratura per le nostre comunità ed in particolare per tutto il Sud Italia” ha dichiarato Annalisa Areni, Head of Clients Strategies di UniCredit.
La collaborazione con UniCredit rappresenta un ulteriore passo nell’impegno della Fondazione con il Sud a sostenere processi di sviluppo locale basati sulla partecipazione delle comunità e sulla crescita del terzo settore, creando le condizioni affinché i progetti possano trasformarsi in interventi duraturi.
“Fare comunità insieme” è reso possibile grazie al Progetto Carta Etica di UniCredit, un’iniziativa solidale legata all’utilizzo delle carte di credito “Etiche” da parte di clienti e dipendenti in Italia. Per ogni acquisto effettuato, UniCredit destina al Fondo Carta Etica il 2 per mille delle spese sostenute con queste carte, senza alcun costo per i titolari. Le somme raccolte vengono interamente destinate a iniziative di organizzazioni non profit impegnate a rispondere ai bisogni delle comunità. Si tratta di un modello unico nel panorama bancario italiano, che rende la solidarietà parte integrante del rapporto tra banca e territorio.
-Foto ufficio stampa UniCredit-
(ITALPRESS).
Economia
Bankitalia, ad aprile debito pubblico diminuito di 2,9 miliardi
Pubblicato
5 ore fa-
15 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Lo scorso aprile il debito delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di 2,9 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.155,3 miliardi. È quanto evidenzia la Banca d’Italia nel report “Finanza pubblica: fabbisogno e debito” con cui diffonde i dati di aprile 2026 relativi al debito e al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche e alle entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato.
Il decremento “riflette la diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (21,6 miliardi, a 42,4), parzialmente compensato dal fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (16,6 miliardi) e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (2,1 miliardi)”. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, “la diminuzione del debito è imputabile a quella osservata per le Amministrazioni centrali (3,2 miliardi), in parte compensata dall’aumento del debito delle Amministrazioni locali (0,3 miliardi)”. Il debito degli Enti di previdenza “è rimasto invariato”.
La vita media residua del debito – immutata rispetto al mese precedente – è risultata pari a 7,9 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 17,3% (dal 17,6 del mese precedente). A marzo (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era diminuita al 35,2% (dal 35,4% del mese precedente), mentre quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è aumentata al 14,5% (dal 14,2% del mese precedente).
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS)


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