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Economia

L’informazione economica viaggia sul web, lettori chiedono autorevolezza

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MILANO (ITALPRESS) – L’informazione economica deve offrire ai lettori non solo le notizie ma anche e soprattutto l’analisi delle notizie: è uno dei punti-chiave che emergono dalla ricerca realizzata da Gpf Inspiring Research su incarico di Economy Group per scandagliare le esigenze del pubblico verso il settore dell’editoria nel quale operano le testate del gruppo. L’analisi a supporto della notizia costituisce l’elemento fondamentale nella fruizione d’informazioni economiche secondo 7 intervistati su 10, con un quarto del campione che la considera assolutamente prioritaria. Le case history risultano gradite da quasi due terzi del campione, costituito da 300 fruitori regolari d’informazione economica, tra imprenditori, dirigenti/AD di PMI e professionisti della consulenza economica.
Dall’informazione economica la maggioranza degli intervistati pretende anche la “precisione”.
La percezione di massima autorevolezza è assegnata ai siti Internet specializzati (ritenuti affidabili da oltre 8 intervistati su 10; quasi un terzo del campione li ritiene estremamente autorevoli), seguiti da fonti Internet in generale e dalle riviste specializzate su tematiche economicofinanziarie; le fonti meno autorevoli si rivelano invece essere i social media in generale e YouTube.
Come si vuol venire raggiunti dalle news? Rimangono apprezzate le “classiche” newsletter via mail (tuttora più rispetto agli aggiornamenti WhatsApp), anche se un’ampia fetta del campione dichiara di voler cercare di persona le notizie sul proprio canale preferito.
Ai risultati della ricerca si è ispirato il rilancio del sito www.economymagazine.it, on-line da qualche giorno. Un sito che si ripromette di diventare un punto di riferimento nel panorama dell’informazione economica nazionale. E che, confortato dai primi risultati, sta aprendo i suoi server ai contributi d’opinione, dibattito, critica e – appunto – analisi non solo alle firme storiche del gruppo, da Franco Tatò a Giulio Sapelli, da Andra Granelli a Marco Onado, ma anche a nuovi contributors del mondo delle professioni, della ricerca e dell’impresa. Comun denominatore, la capacità di aiutare proprio quell’analisi delle notizie che, in un ambito complesso e cruciale come l’economia, deve assolutamente affiancare la pura cronaca.
Economymagazine.it, affidato al caporedattore Francesco Condoluci, s’inserisce nella produzione multimediale del gruppo, che realizza anche Investiremag.it, sito di riferimento per il mondo del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e delle analisi di mercato, le rubriche multimediali Investire Now, Largo ai Consulenti, Sportello Economy, la newsletter quotidiana Investire Today e ulteriori newsletter verticali.
(ITALPRESS).

Economia

Nel secondo trimestre del 2026 l’export delle Regioni in crescita, tranne per il Centro

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ROMA (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre l’Istat stima una crescita congiunturale delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali, a esclusione del Centro (-1,6%). L’aumento congiunturale è più ampio per il Sud e Isole (+6,5%), relativamente più contenuto per il Nord-est (+3,1%) e il Nord-ovest (+2,9%).

Nel periodo gennaio-giugno 2026, l’export nazionale in valore mostra una crescita sostenuta (+4,5%) e diffusa a livello territoriale: l’aumento delle esportazioni è marcato per il Centro (+11,9%) e per le Isole (+8,8%), di poco inferiore alla media nazionale per il Nord-ovest (+4,3%), più contenuto per il Sud (+3,8%) e il Nord-est (+1,9%). Nei primi sei mesi del 2026, le regioni italiane che registrano gli incrementi tendenziali più marcati dell’export in valore sono: Basilicata (+29,5%), Toscana (+23,8%), Puglia (+15,2%) e Sardegna (+11,6%).

All’opposto, si segnalano le dinamiche negative di Friuli-Venezia Giulia (-9,6%), Lazio (-6,8%), Valle d’Aosta (-5,7%) e Campania (-4,6%). Nello stesso periodo, l’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Toscana spiega per 2,4 punti percentuali la crescita su base annua dell’export nazionale; un ulteriore contributo positivo di 1,2 punti percentuali deriva dalle maggiori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Veneto e Marche e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana e Lombardia.

Per contro, la riduzione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici dalla Toscana, di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Campania e Lazio e di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Friuli-Venezia Giulia e Lazio fornisce un contributo negativo di 1,6 punti percentuali alla variazione dell’export.

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Nel primo semestre, i contributi positivi maggiori alla crescita tendenziale dell’export nazionale derivano dall’aumento delle vendite della Toscana verso Svizzera (+434,1%), Cina (+136,4%) e Stati Uniti (+13,7%), del Veneto verso Stati Uniti (+31,0%) e della Lombardia verso Svizzera (+17,0%) e Paesi Bassi (+23,8%).

Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso gli Stati Uniti (-67,2%), della Campania verso la Svizzera (-31,3%) e della Toscana verso Turchia (-61,6%) e Spagna (-31,4%). Nell’analisi provinciale dell’export, si segnalano le performance positive di Arezzo, Venezia, Gorizia, Torino e Milano; i contributi negativi più ampi derivano da Trieste, Roma, Napoli, Frosinone e Palermo.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Avio, nel primo semestre ricavi netti in aumento del 17,5%

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ROMA (ITALPRESS) – Avio ha chiuso il primo semestre con un portafoglio ordini pari a 2.048 milioni (-5,4% rispetto al 31 dicembre 2025). Gli ordini acquisiti nel semestre sono pari a circa 160 milioni, più di due terzi dei quali relativi a commesse di produzione e sviluppo in ambito difesa e, per la restante parte, prevalentemente relativi a contratti di sviluppo sul lanciatore Vega C. I ricavi netti, pari a 276 milioni, registrano per il quarto anno consecutivo una crescita a doppia cifra su base semestrale (+17,5% rispetto al primo semestre 2025), confermando anche nei primi sei mesi del 2026 una solida capacità di esecuzione degli ordini. La crescita dei ricavi nel semestre è principalmente dovuta all’incremento delle attività di produzione di Vega C, di produzione dei motori per Ariane 6, nonché di quelle relative alla propulsione per la difesa. L’Ebitda reported, pari a 11,9 milioni (+1,9 milioni rispetto al 30 giugno 2025) e in crescita del 19,1% rispetto al primo semestre 2025, riflette, nella sostanza, il miglioramento dei ricavi del periodo, confermando per il quarto anno consecutivo una crescita a doppia cifra nel primo semestre.

L’Ebit reported, pari a 1,2 milioni, riflette le medesime dinamiche di miglioramento dell’Ebitda e risulta parimenti in crescita rispetto al 30 giugno 2025, sebbene tale incremento sia parzialmente compensato dalla crescita degli ammortamenti dovuti principalmente all’aumento di cadenza di Vega C. La posizione finanziaria netta ammonta a 535,7 milioni, in diminuzione di 56 milioni rispetto al 31 dicembre 2025 per effetto degli investimenti del periodo e del parziale trasferimento ai fornitori degli anticipi incassati nell’ultimo trimestre del 2025. La guidance per l’anno 2026 annunciata nel mese di marzo 2026 risulta confermata. “Anche nel primo semestre dell’anno i successi dei programmi Vega C e Ariane 6 confermano la centralità di Avio nello scenario spaziale europeo, anche in considerazione del nuovo ruolo di Launch Service Operator assunto a partire dal lancio di Vega C concluso con successo a maggio”, commenta Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio. “Parimenti, la partnership siglata con Advent rappresenta una tappa significativa per Avio, rafforzando il nostro profilo finanziario e consentendo di accelerare la nostra espansione negli Stati Uniti con il supporto di un partner globale con il quale condividiamo una solida visione strategica e un’ambizione di lungo termine”, conclude Ranzo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Moda, 100 milioni per il rilancio e lo sviluppo della filiera. Urso “Diamo risposte concrete a un settore chiave”

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ROMA (ITALPRESS) – È stato firmato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, il decreto attuativo che destina 100 milioni di euro al sostegno e al rilancio della filiera della moda, del tessile e degli accessori, in attuazione dell’articolo 3 della Legge annuale sulle Pmi (legge 11 marzo 2026, n. 34).

Con questo decreto diamo risposte concrete a un settore chiave per l’economia del nostro Paese. Investiamo sul futuro e sulla competitività delle imprese, premiando chi produce in Italia, valorizza la filiera nazionale e protegge il lavoro e le competenze dei nostri territori, con un’attenzione forte e prioritaria al Mezzogiorno”, ha dichiarato il ministro Urso.

“Difendere l’eccellenza e il valore del Made in Italy non è solo una scelta economica, ma una precisa missione di sviluppo e tutela del nostro patrimonio produttivo”, ha concluso.

Le risorse, stanziate a valere sul Fondo per la crescita sostenibile, sono rivolte alle piccole e medie imprese del settore per la realizzazione di programmi di sviluppo di importo compreso tra 1 e 20 milioni di euro. I progetti dovranno puntare alla valorizzazione dei processi produttivi localizzati in Italia, all’utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea e al rafforzamento delle aggregazioni di impresa lungo la catena del valore, consentendo alle pmi di innovare, crescere e tutelare l’occupazione e l’identità dei territori.

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L’intervento prevede contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, con questi ultimi richiedibili fino al 20% degli investimenti ammissibili, per una copertura complessiva massima delle agevolazioni pari al 75% della spesa. Nel dettaglio, i piani di sviluppo potranno includere investimenti produttivi per la creazione, l’ampliamento, la riconversione o la ristrutturazione di unità produttive, affiancati da progetti di innovazione di processo e organizzativa fino al 40% dell’investimento e piani di formazione del personale fino al 20%. Il decreto permette inoltre di agevolare, per i programmi di investimento produttivo con spese ammissibili di importo superiore a 5 milioni di euro, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

L’impianto del decreto garantisce inoltre un’attenzione specifica al tessuto delle micro e piccole imprese, a cui è riservato il 25% delle risorse complessive, e al riequilibrio territoriale, destinando il 40% dello stanziamento (pari a 40 milioni di euro) alle regioni del Mezzogiorno. I termini e le modalità per la trasmissione telematica delle istanze saranno definiti con un successivo provvedimento della Direzione Generale per gli incentivi alle imprese del Ministero.

– Foto Ipa Agency  –

(ITALPRESS).

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