Seguici sui social

Politica

Governo, Draghi “Nessun rimpasto, la squadra va avanti”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “No, non ci sarà nessun rimpasto. La squadra è efficiente e va avanti”. Così il premier Mario Draghi, rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri.
“Lo escludo”, ha poi risposto a chi gli chiedeva se sarà il futuro federatore dell’area politica di centro.
“Tanti politici mi candidano a posti in giro per il mondo, mostrando una sollecitudine straordinaria. Li ringrazio ma se decidessi di lavorare dopo questa esperienza, il lavoro me lo trovo da solo”, ha sottolineato il presidente del Consiglio, che ha poi annunciato per la prossima settimana un intervento contro il caro bollette.
“La priorità del Governo è assicurare una crescita equa e sostenibile, è fondamentale che non sia strozzata dal caro energia – ha detto Draghi -. La crescita è fondamentale per tutti gli altri aspetti dell’economia italiana e per la credibilità internazionale”.
(ITALPRESS).

Politica

Emma Bonino, la piccola gigante che all’Onu trasformava le utopie in politica

Pubblicato

-

di Stefano Vaccara 

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Emma Bonino era una piccola gigante della politica italiana, ma forse lo è stata ancora di più della politica internazionale. Riuscì a combattere e vincere battaglie globali senza provenire da una superpotenza, e neppure da un Paese con il peso diplomatico di Francia o Regno Unito. Con Marco Pannella seppe invece utilizzare fino in fondo il peso dell’Italia, influenzandone a sua volta la politica estera e trascinandola su battaglie per i diritti umani che molti governi inizialmente consideravano utopistiche.

La moratoria sulla pena di morte, la Corte Penale Internazionale, la lotta contro le mutilazioni genitali femminili: Bonino aveva la capacità rara di prendere una causa apparentemente minoritaria, costruirle attorno alleanze internazionali e trasformarla in politica.

Per chi, come me, l’ha conosciuta soprattutto a New York e alle Nazioni Unite, è questa l’Emma che rimane più impressa. La incontrai e intervistai molte volte, prima come cronista politico di America Oggi e come corrispondente del Palazzo di Vetro di Radio Radicale e successivamente per La Voce di New York. Arrivava al Palazzo di Vetro spesso per combattere battaglie che molti diplomatici consideravano impossibili, se non fastidiose.

Advertisement

Era la specialità radicale condivisa con Pannella: prendere un’utopia e costringere la politica a discuterne finché non diventava possibile. Accadde con la moratoria universale sulla pena di morte, fino allo storico voto dell’Assemblea Generale dell’ONU del 2007. Accadde con la Corte Penale Internazionale: anche qui Pannella e Bonino furono considerati visionari, ma Non c’è Pace Senza Giustizia, fondata da Emma nel 1993, fu protagonista della mobilitazione culminata nello Statuto di Roma del 1998. E accadde con le mutilazioni genitali femminili. Bonino viaggiò soprattutto tra le capitali africane, costruendo alleanze con governi, associazioni, donne e facendosi amiche le First Ladies. Quella campagna contribuì a trasformare un tabù in una questione universale di diritti umani, fino alla risoluzione dell’Assemblea Generale del 2012.

Una volta, proprio a New York, mi disse: “Promuovere i diritti è un processo, non è certo un evento. Bisogna essere un po’ testardi”. E testarda lo era, eccome. Anche il rapporto con Pannella viveva di questa energia. Io li ricordo come due calamite: così simili da attrarsi irresistibilmente e, qualche volta, proprio per questo, respingersi. Due caratteri capaci di fare scintille, accomunati dalla stessa convinzione quasi fondamentalista nella democrazia e nei diritti. Persino intervistarli significava assistere allo stesso rito: fumatori compulsivi, potevano accendere una sigaretta mentre ne avevano ancora un’altra intera in bocca.

Nel 1997, da commissaria europea, Bonino andò nell’Afghanistan dei talebani per denunciare soprattutto la condizione delle donne. A Kabul venne fermata e trattenuta per ore insieme alla sua delegazione. Ciò che colpisce oggi non è soltanto il coraggio di quel viaggio, ma l’avvertimento politico che lanciò allora: l’Occidente non poteva voltarsi dall’altra parte davanti a un regime fondamentalista che cancellava le donne dalla società, illudendosi che quanto accadeva in Afghanistan sarebbe rimasto confinato laggiù. Quell’indifferenza, avvertiva Bonino, rischiava di diventare un boomerang per lo stesso Occidente.

Che Emma muoia proprio l’11 settembre rende oggi quell’allarme quasi profetico. Quattro anni dopo quel viaggio, l’America sarebbe stata attaccata da Al Qaeda, l’organizzazione di Osama bin Laden che nell’Afghanistan governato dai talebani aveva trovato rifugio e la base dalla quale preparare la sua guerra terroristica contro l’Occidente. Bonino aveva compreso prima di molti altri che i diritti delle donne afghane non erano una questione lontana e marginale: erano anche il segnale politico della natura di un regime e dell’ideologia che lo sosteneva. Non smise mai di applicare lo stesso principio: i diritti valgono soprattutto quando difenderli diventa diplomaticamente scomodo. Lo fece da commissaria europea, da ministra degli Esteri nel governo Letta e poi da senatrice, continuando anche nella Commissione Esteri a utilizzare il suo peso internazionale.

Lo vidi ancora dopo l’assassinio di Jamal Khashoggi, quando a New York incontrò Hatice Cengiz, la fidanzata del giornalista saudita ucciso nel consolato del suo Paese a Istanbul. Bonino convocò i giornalisti – non solo italiani – e chiese alle Nazioni Unite, all’Europa e agli Stati Uniti di non sacrificare la ricerca della verità agli interessi geopolitici e ai petrodollari sauditi. Era ancora la stessa Emma. Quando diventò ministra degli Esteri nel 2013, nei corridoi dell’ONU il suo nome acquistò ancora più peso e si cominciò persino a sussurrare che potesse diventare una candidata credibile a prima donna Segretario Generale delle Nazioni Unite. La malattia, annunciata nel 2015, arrivò proprio alla vigilia della stagione che avrebbe portato alla scelta del successore di Ban Ki-moon e all’elezione di António Guterres.

Advertisement

Non sapremo mai fin dove sarebbe potuta arrivare, né se Russia e Cina, certamente poco entusiaste di molte sue battaglie sui diritti umani, avrebbero permesso a quella radicale italiana senza peli sulla lingua di raggiungere il vertice dell’ONU. Ma il fatto stesso che il suo nome circolasse dice molto della dimensione internazionale conquistata. Oggi sappiamo invece fin dove sono arrivate alcune delle battaglie combattute da lei e Pannella.

La Corte Penale Internazionale esiste. La moratoria sulla pena di morte è diventata una battaglia periodicamente riaffermata dall’Assemblea Generale. Le mutilazioni genitali femminili sono riconosciute dall’ONU come una violazione dei diritti umani. Marco ed Emma: due moschettieri radicali che pretendevano di cambiare il mondo quando il mondo spiegava loro che non si poteva. Pannella se n’è andato dieci anni fa. Oggi, proprio l’11 settembre, se ne va Bonino. Già, c’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che la donna che aveva cercato di svegliare l’Occidente davanti all’Afghanistan dei talebani se ne vada proprio nel giorno in cui l’America ricorda l’attacco che, quattro anni dopo quel suo allarme, avrebbe cambiato la storia.

Al Palazzo di Vetro restano scolpite alcune delle battaglie che alle Nazioni Unite Emma Bonino ha combattuto e vinto. E forse per chi ha dedicato la vita alla politica non esiste monumento più importante: lasciare dietro di sé un’utopia che tutti giudicavano impossibile e che, anche grazie a te, è diventata realtà.

– Foto Onu –

(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Politica

È morta Emma Bonino, l’ex ministra aveva 78 anni

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – È morta Emma Bonino, ex ministra, senatrice, deputata e attivista dei Radicali. Aveva 78 anni.

Alcuni giorni fa era stata ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito di Roma. Poi, era stata trasferita in una struttura privata, sulla base di quanto concordato tra il medico curante della leader di Più Europa, Claudio Santini, e i medici del Santo Spirito.

Una delle più influenti politiche italiane, simbolo di un’attivismo progressista e di un’ideale di società inclusiva, le cui battaglie continuano a ispirare gli ideali di molti. Nata il 9 marzo 1948 a Bra, in Piemonte, Emma Bonino comincia a interessarsi attivamente alla politica negli anni universitari. Negli anni Settanta si unisce al movimento radicale che si dedica alle battaglie per i diritti civili, tra cui la legalizzazione dell’aborto, la depenalizzazione delle droghe e contro il nucleare, al fianco di Marco Pannella.

Sul piano internazionale, si è impegnata nella difesa dei diritti civili e politici, per l’abolizione della pena di morte e contro la fame nel mondo. Nel 1976, viene eletta per la prima volta al Parlamento come rappresentante del Partito Radicale. Durante la sua carriera politica, ha ricoperto vari incarichi, ed è stata ministra per le Politiche europee e ministra del Commercio internazionale sotto i governi di Romano Prodi e ministra degli Esteri con Enrico Letta.

Advertisement

È anche una delle prime donne italiane a ricoprire ruoli di alto profilo nella politica internazionale: è stata membro del Parlamento Europeo, dal 1995 al 1999 è stata membro della Commissione europea in qualità di responsabile della politica della pesca, della politica dei consumatori e dell’ufficio europeo per l’aiuto umanitario e ha lavorato per promuovere l’integrazione europea e la cooperazione internazionale.

Nella sua lunga carriera di attivista, è promotrice di diverse campagne internazionali in favore dei tribunali ad hoc contro i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia e in Ruanda, per l’istituzione della Corte penale internazionale, per la moratoria sulla pena di morte, contro la fame nel mondo, contro le mutilazioni genitali femminili. È tra i fondatori delle Ong “Nessuno Tocchi Caino” e “Non c’è Pace senza giustizia”.

Più di una volta il suo nome è circolato per la presidenza della Repubblica, soprattutto nel 2013 alla scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, che venne poi rieletto. Nel 2014 ha fondato il partito +Europa, che si è concentrato sull’integrazione europea e sulle libertà individuali.

Nel 2015 ha rivelato di avere un cancro al polmone che l’ha costretta a sottoporsi alla chemioterapia, ma ha continuato a lavorare attivamente, senza abbandonare la politica. Solo lo scorso anno aveva annunciato di essere guarita.

LE REAZIONI

“Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su X.

Advertisement

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Politica

Il Cdm proroga il taglio delle accise sul diesel fino al 17 settembre. Meloni “Avanti sulla produzione nazionale di petrolio e gas” / Video

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, al termine di una seduta durata circa 10 minuti, ha approvato la proroga del taglio delle accise sul diesel per una settimana. La misura sarà valida fino a giovedì 17 settembre.

“In considerazione del perdurare dell’incremento dei prezzi dei prodotti energetici, il provvedimento proroga fino al 17 settembre 2026 la riduzione già in vigore di 17 centesimi al litro del prezzo del gasolio usato come carburante – spiega Palazzo Chigi nel comunicato diffuso dopo il Cdm -. Per lo stesso periodo, la stessa aliquota si applica ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immessi in consumo come carburanti. È inoltre prorogato il credito d’imposta riconosciuto in favore delle imprese di autotrasporto. Il provvedimento introduce, infine, una semplificazione volta ad accelerare i procedimenti relativi alle attività energetiche strategiche, così da assicurare che l’esercizio di attività di interesse nazionale nel settore energetico non sia compromesso da ritardi incompatibili con le esigenze di sicurezza energetica e di continuità degli approvvigionamenti”.

“Nei procedimenti relativi alla prospezione, alla ricerca e alla coltivazione di idrocarburi su terraferma, quando la regione competente non si esprima sull’intesa richiesta, sono previsti l’assegnazione di un ulteriore termine per provvedere e lo svolgimento di un’apposita interlocuzione istituzionale, nel rispetto del principio di leale collaborazione – spiega la Presidenza del Consiglio -. Attraverso la nomina di un commissario ad acta, il Consiglio dei ministri potrà esercitare i poteri sostitutivi previsti dall’articolo 120, secondo comma, della Costituzione a fronte della persistente inerzia della regione, che sarà invitata a partecipare alla relativa riunione. In tal modo si garantisce la conclusione dei procedimenti in tempi certi, a tutela della sicurezza energetica nazionale e dell’unità economica della Repubblica”.

MELONI “AVANTI SULLA PRODUZIONE  DI PETROLIO E GAS”

“Oggi facciamo un passo in più per rafforzare la sicurezza energetica italiana. In questi anni noi abbiamo diversificato le fonti di approvvigionamento, abbiamo stretto nuovi accordi con i paesi produttori, abbiamo rafforzato il ruolo dell’Italia come hub energetico nel Mediterraneo e sul fronte delle energie rinnovabili abbiamo installato finora 28 gigawatt in più, facendo tre volte meglio di quello che è stato fatto nello stesso periodo da chi oggi ci fa la morale sull’energia green. Abbiamo stanziato oltre 60 miliardi dper proteggere cittadini e imprese dal caro energia, abbiamo potenziato e allargato il benessere sociale a milioni di famiglie, abbiamo aiutato piccole e grandi imprese ad avere bollette più leggere. E poi, sulle accise, il taglio che oggi è stato prorogato ancora per tenere sotto controllo il costo di benzina e gasolio, in attesa di nuovi provvedimenti, che sono in arrivo la prossima settimana”. Così in un video pubblicato sui social la premier Giorgia Meloni. “Ma ovviamente non basta: serve fare di più per costruire soluzioni strutturali e di lungo periodo. Abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare e vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas, perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche qui in Italia”, aggiunge.

Advertisement

“Ed è questo l’obiettivo della norma che è stata licenziata oggi dal Consiglio dei ministri, permetterà allo Stato di nominare dei commissari che aiutano le regioni a tagliare i tempi e a rilasciare molto più velocemente permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi sul nostro territorio. Perché l’Italia non può permettersi di aspettare decenni prima di sbloccare una concessione. Aumentare la produzione nazionale significa ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della Nazione, oltre ovviamente a generare maggiori royalty e benefici economici e occupazionali per i territori. Ai professionisti del no, che già ovviamente annunciano barricate, voglio dire una cosa abbastanza semplice: andremo avanti fino in fondo, perché questo significa essere patrioti e difendere l’interesse nazionale italiano”, conclude Meloni.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.