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Basket italiano va veloce, con Frecciarossa a Final 8 Pesaro

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MILANO (ITALPRESS) – Sfreccia (sempre più) veloce il basket italiano: presentato a Milano questa mattina, al binario 21 della Stazione Centrale, il format della Frecciarossa Final Eight 2022 presented by UnipolSai, giunto alla sua seconda edizione. La città di Pesaro infatti sarà teatro, da mercoledì 16 febbraio, della attesissima Final Eight che assegnerà la Coppa Italia 2022 – questa mattina portata orgogliosamente sul treno dal cestista Nicolò Melli, capitano dell’Olimpia Milano -: un evento in grande stile targato Frecciarossa, che vede in lizza le 8 migliori formazioni della Serie A UnipolSai al termine del girone di andata: A|X Armani Exchange Milano, Virtus Segafredo Bologna, Allianz Pallacanestro Trieste, Dolomiti Energia Trentino, Germani Brescia, Bertram Derthona Basket Tortona, Happy Casa Brindisi, Banco di Sardegna Sassari. Il treno eccellenza di Trenitalia e dell’alta velocità italiana per il secondo anno consecutivo quindi lega il suo nome, con la qualifica di Title Sponsor, all’evento in programma alla Vitrifrigo Arena di Pesaro, uno degli impianti più belli e capienti d’Italia (con i suoi 10.323 spettatori), che ha già ospitato la Final Eight 2020 con 31.550 presenze totali nei 4 giorni di gara e un picco di 9.706 per la finale. “Anche se avremmo voluto presentare un impianto pieno di passione e di pubblico come merita il livello delle 8 finaliste e il palcoscenico della Vitrifrigo Arena di Pesaro, siamo sicuri che questa Frecciarossa Final Eight garantirà il consueto spettacolo di agonismo ed emozioni che hanno contrassegnato da sempre la storia della Coppa Italia – afferma il presidente della Lega Basket Umberto Gandini – A noi e ai nostri partner il compito di tradurle in un prodotto televisivo e di comunicazione sempre più all’altezza delle attese degli appassionati che speriamo di poter presto riaccogliere nei nostri palasport finalmente aperti senza limitazioni”. Il format della Frecciarossa Final Eight 2022 presented by UnipolSai vedrà quest’anno la disputa dei quarti di finale nei giorni di mercoledì 16 e giovedì 17 febbraio, con riposo venerdì e ripresa sabato 19 con le semifinali, e domenica 20 con la finale. La Guida Ufficiale alla Frecciarossa Final Eight presented by UnipolSai sarà scaricabile dal sito e dall’App Ufficiale LBA, accedendo sulla sezione Lba Stories all’interno dell’area News. Il contenuto esclusivo sarà consultabile da tutti gli utenti registrati a MyLBA. Non solo grande basket, ma anche tanto intrattenimento, puntando sempre di più sul coinvolgimento di appassionati e neofiti: LBA offrirà al pubblico punti di vista e contenuti che sino a oggi sono stati riservati agli addetti ai lavori; durante l’evento saranno coinvolti alcuni media partner digitali e content creato verticali al mondo del basket e dello sport, che tramite i propri canali sui social network offriranno contenuti esclusivi, in grado di arricchire il racconto live e ampliare l’audience della Frecciarossa Final Eight 2022. Sugli account ufficiali Instagram e TikTok di LBA, verrà effettuato un racconto video behind the scene che, con un’estetica peculiare di questi canali, offrirà agli utenti un punto di vista inedito della manifestazione sportiva. Inoltre, attraverso il coinvolgimento di artisti musicali appartenenti a generi quali Hip Hop e RnB, LBA rafforzerà il legame con le nuove generazioni di tifosi e tifose, con un linguaggio moderno e trasversale tra generazioni Y e Z e la cultura cestistica. La manifestazione sarà anche raccontata dall’Official Radio, che quest’anno sarà Radio Deejay, grazie alla presenza di Gianluca Gazzoli, che oggi ha presentato la conferenza stampa, in onda su Radio Deejay ogni sabato e domenica Megajay e conduttore del magazine ‘Basket Zonè su DMAX, che sarà il volto e la voce dell’Evento Frecciarossa Final Eight oltre che l’animatore sul campo. “Avvicinarsi a tante persone appassionate di basket e di sport in generale – sottolinea Pietro Diamantini, direttore business Alta ?Velocità di Trenitalia – è per noi l’obiettivo principale di questa importante partnership fra Frecciarossa e Lega Basket Serie A. Il nostro impegno è raccontare la centralità del treno nel nuovo modello di trasporto sostenibile, condiviso e collettivo. Inoltre, Trenitalia e Frecciarossa desiderano essere protagonisti della ripartenza del Paese affiancando i più importanti eventi sportivi, artistici e culturali in giro per l’Italia”. La Frecciarossa Final Eight 2022 presented by UnipolSai sarà il battesimo della prima collezione NFT di LBA dedicata proprio alla Coppa Italia: le collezioni esclusive, disponibili sul marketplace DaChain.com, offriranno ai fans l’opportunità di collezionare i momenti più spettacolari dell’evento oltre ad alcune azioni memorabili della storia delle Final Eight, all’interno di tre linee di NFT: Classic Moments (i 10 momenti più iconici nella storia della competizione); Special Collectibles (una serie di oggetti 3D in edizione speciale, tra cui il nuovo trofeo della competizione, il biglietto e il pallone ufficiale della Coppa Italia); Magic Moments (le migliori azioni di questa edizione, votate direttamente dai tifosi sui canali digitali MyLBA). Il primo drop “We Made History” sarà rilasciato già questa settimana e comprenderà l’intera collezione “Classic Moments” e una prima serie di NFT ” Special Collectibles”. La seconda parte di quest’ultima e l’intera collezione “Magic Moments” saranno rilasciate con un drop post evento. “Siamo davvero orgogliosi di aver accompagnato LBA in un percorso di sviluppo della propria comunicazione digitale – dichiara Stefano Deantoni, marketing director di Infront Italy – con iniziative di influencer marketing e con il lancio della prima collezione NFT in collaborazione con il partner tecnologico DaChain.com. Ispirata ai più recenti trend di fan engagement, la collezione NFT utilizza la tecnologia blockchain e mira ad arricchire ulteriormente, nei prossimi mesi, l’offerta di contenuti digitali certificati per gli appassionati di basket”.
(ITALPRESS).

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Disastro azzurro, ancora un fallimento e un Mondiale senza Italia

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Di Antonio Ricotta

PALERMO (ITALPRESS) – Il “non c’è 2 senza 3” così tanto temuto, ahinoi, c’è stato. Il 3 è arrivato e fa più male dell’1 e del 2 proprio perchè adesso il dolore è triplicato.Sarebbe un disastro inimmaginabile non poter centrare per la terza volta la qualificazione ai Mondiali. Non per il risultato, ma per il non essere riusciti a trovare la soluzione a un progetto”. Parole di Gabriele Gravina pronunciate durante un’altra giornata nera della Nazionale. Era il 30 giugno 2024 e mentre a Iserlohn si smontava “Casa Azzurri”, in sede di bilancio di un Europeo tristemente chiuso agli ottavi contro la Svizzera, il numero 1 del calcio italiano confermava Luciano Spalletti e fissava, anzi ribadiva, l’obiettivo Mondiali2026. Lo abbiamo fallito. Di nuovo, un’altra volta e ancora.

Non con Spalletti che, neanche un anno dopo quella conferenza di Iserlohn, era già stato esonerato. Al suo posto, dopo il garbato “no grazie” di Claudio Ranieri, il campione del mondo Rino Gattuso, cuore azzurro costretto a inseguire l’obiettivo quando già il cammino, se non compromesso (Spalletti perse 3-0 in Norvegia e vinse la seconda solo 2-0 con la Moldova) era diventato una montagna da scalare. Ha raggiunto i play-off, obiettivo minimo, ha superato lo scoglio nordirlandese, poi anche lui, come Ventura prima e (2018) e Mancini (2022) poi, ha fallito cadendo a Zenica, in Bosnia, ai rigori. 

Attenzione, però, Ringhio ha la percentuale minima delle colpe che vanno distribuite a un intero sistema perchè, come diceva Gravina a Iserlohn, non aver centrato la qualificazione al Mondiale significa “non essere riusciti a trovare la soluzione a un progetto”. Per la terza volta. Significa che i 16enni, ma anche i neo-maggiorenni (nel 2014 troppo piccoli per ricordare la disastrosa spedizione brasiliana), l’Italia quattro volte campione del mondo in Coppa del Mondo non l’hanno mai vista. Ed è imbarazzante, fa male.

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Nel calcio ci sono i cicli come dice Galliani, ma fallire tre volte il Mondiale è da terzo mondo calcistico. E’ la terza Apocalisse consecutiva del nostro pallone, la quarta in totale, la seconda per colpa di una nazione che, con tutto il rispetto, calcisticamente non fa tremare nessuno. Da Belfast alla Bosnia, passando per la Svezia e la Macedonia, per la quarta volta in 68 anni, soprattutto per la terza edizione consecutiva, si giocherà un Mondiale senza l’Italia: nel ’58 fu l’Irlanda del Nord a negare agli azzurri il visto per Stoccolma, nel 2017 furono i nipoti di Liedholm e Nordhal a costringere Buffon e compagni a fare da spettatori in Russia, nel 2022 è toccato alla modesta Macedonia imporre l’alt ai campioni d’Europa di Mancini. La mancata qualificazione più sorprendente di tutte, la più dolorosa proprio perché si restava a casa da detentori del titolo continentale, appena un anno dopo le notti magiche di Roma e Wembley.

Forse qui si potrebbe anche parlare di fallimento annunciato, dal momento che dopo il deludente Europeo tedesco con Spalletti in panchina, si è ripartiti con lo stesso ct alla guida e con le tre sberle prese in Norvegia nella prima gara di qualificazione. Lì il presidente Gravina decise che bisognava resettare e ripartire. L’attuale allenatore della Juventus svelò a sorpresa l’esonero prima della gara casalinga contro la Moldova vinta 2-0. Da lì in poi, dopo il no di Claudio Ranieri, spazio a Gennaro Gattuso, monumento del calcio azzurro, campione del mondo nel 2006 con l’Italia di Lippi, ovvero il ct che in “Ringhio” vede il suo possibile erede, quello che, tra i tanti campioni di allora oggi allenatori, ritiene gli somigli di più.

Ha lavorato con il cuore come sempre, ha tolto dalla mente dei suoi giocatori esasperati tatticismi, parabole e discorsi logorroici. Ha scelto il pragmatismo, il dialogo, l’esaltazione del senso di appartenenza. Non è bastato. Ha fallito anche lui che sentiva il “peso di un Paese sulle spalle”. Ha meno colpe di tutti, le ha prese solo contro la Norvegia, è fuori dai Mondiali e chissà di che altro ancora. Ma qui il discorso scivola sui vertici federali, dal numero 1 Gabriele Gravina (convocata per domani la riunione delle componenti tecniche, per la prossima settimana il Consiglio Federale) al capo delegazione della Nazionale, Gigi Buffon (“Resterò fino a giugno, poi valuteremo ogni cosa”).

 È tutto in discussione e la politica, come sempre fa quando si parla di fallimenti calcistici, ha cominciato a chiedere teste eccellenti già dopo l’ultimo rigore dei bosniaci. Eppure la Figc si è mossa per cercare di cambiare le cose, evidentemente con un po’ di ritardo, ma il nuovo progetto tecnico sul calcio giovanile, affidato a Viscidi, Prandelli, Perrotta e Zambrotta, fa ben sperare. A voler cercare il lato positivo, quando si tocca il fondo si può solo risalire.

Il trionfo di Berlino è un ricordo più sbiadito di quanto non dicano i 20 anni trascorsi. Da allora il calcio italiano ha vissuto di alti (la finale di Euro2012, il trionfo di Euro2020) e bassi (fuori nella fase a gironi negli ultimi due Mondiali disputati, assente nei tre successivi) e in qualche modo bisognerà ripartire. Forse con un nuovo ct (Gattuso meriterebbe un’altra chance ma anche lui sta riflettendo), chissà se con una nuova governance. Abodi ha le idee chiare: “Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc“. E ancora: “Reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali. Serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti”, dice il ministro Abodi.

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Di sicuro non ci si potrà più cullare tra albi d’oro e ricordi ormai lontani. Restare fuori da un grande torneo è drammatico ma si può rinascere come la nostra stessa storia insegna: dieci anni dopo aver fatto da spettatrice al Mondiale svedese del 1958, l’Italia vinse il suo primo Europeo, ci mise anche meno nel 2021 con il secondo titolo continentale vinto dopo aver lasciato per strada il pass per Russia2018. La stessa Francia, fuori da Usa ’94, quattro anni dopo trionfò davanti al proprio pubblico, prendendosi anche Euro2000 a spese nostre.

La Spagna, per anni, si è portata dietro l’immagine di bella ma perdente, poi ha trovato la chiave per coltivare una generazione d’oro dietro l’altra, dominando in Europa e nel mondo. Una volta messe da parte amarezza, delusione, rabbia e le polemiche che non mancheranno, bisognerà riflettere e agire, subito: il calcio italiano deve uscire da un tunnel che di azzurro non ha proprio nulla.

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(ITALPRESS).

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Italia fuori dai Mondiali, Donnarumma: “Ho pianto per noi e per voi, ora voltare pagina”

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ROMA (ITALPRESS) – Ieri sera, dopo la partita, ho pianto. Ho pianto per la delusione di non essere riusciti a portare l’Italia dove merita di stare. Ho pianto per la tristezza enorme che sto provando io, insieme a tutto il gruppo azzurro di cui sono fiero di essere capitano, e che so, in questo momento, state provando anche voi, tifosi della nostra Nazionale”. Queste le parole che il capitano della Nazionale, Gianluigi Donnarumma, affida ai social poche ore dopo la sconfitta ai rigori in casa della Bosnia e, dunque, la mancata qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva.

“Ora le parole servono a poco, è vero. Ma una cosa la sento forte dentro e voglio condividerla con voi: dopo una delusione così grande, bisogna trovare il coraggio di voltare pagina, ancora una volta. E per farlo servono tanta forza, passione e convinzione – prosegue Donnarumma -. Crederci sempre, questo è il motore per andare avanti. Perché la vita sa premiare chi dà tutto, senza risparmiarsi. Ed è da qui che dobbiamo ripartire. Insieme. Ancora una volta. Per riportare l’Italia dove merita di stare”. 

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(ITALPRESS).

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Italia fuori dai Mondiali, Abodi: “Serve un rinnovamento dei vertici della Figc. Commissariamento? Ho invitato il Coni a valutare tutto”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale”. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il giorno dopo la sconfitta degli azzurri in Bosnia e la mancata qualificazione ai Mondiali 2026.Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un Mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc”, sottolinea Abodi.

“Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L‘Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”, conclude Abodi.

 “Commissariamento Figc? Parlando con Buonfiglio ho rinnovato l’invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci tutti i presupposti”, ha aggiunto Abodi a margine del Premio Città Italiana dei Giovani 2026.

GRAVINA IN SEDE FIGC, SI ATTENDE LA DATA DEL CONSIGLIO FEDERALE

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, è arrivato nella sede della Federcalcio all’indomani dell’eliminazione azzurra contro la Bosnia nella finale dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026. “Come sto? Bene, bene”, le parole del numero uno della Figc prima del suo ingresso nel palazzo di via Allegri. Nella giornata di oggi dovrebbe decidersi la data del Consiglio Federale, che Gravina ha chiesto di “convocare per la prossima settimana”, come confermato dopo la partita di Zenica culminata con la sconfitta degli azzurri ai rigori.

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LA RUSSA “IN CUOR NOSTRO LO SAPEVAMO, MA A TUTTO C’E’ UN LIMITE”

Non andiamo ai Mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il primo rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo – e non da oggi – sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite”. Lo scrive sui suoi social il presidente del Senato Ignazio La Russa, commentando la sconfitta della Nazionale di Gattuso in Bosnia e la conseguente mancata qualificazione ai prossimi Mondiali.

IL MOVIMENTO 5 STELLE “SERVE UN REPULISTI COMPLETO”

“Tre esclusioni consecutive dai Mondiali sono la prova definitiva di un movimento che ha perso direzione, credibilità e orgoglio. Ok sentire Abodi, ma qui non si tratta di invocare teste che saltano per rabbia del momento”. Così gli esponenti M5S in commissione cultura in una nota. “Si tratta di qualcosa di più semplice e allo stesso tempo più raro: responsabilità. Chi ha guidato questo fallimento, chi lo ha costruito pezzo dopo pezzo, dovrebbe avere la lucidità e il rispetto verso il calcio italiano di farsi da parte senza bisogno di essere spinto. Non solo Gravina, ma proprio tutti. Ricordiamoci che è stato eletto a febbraio dell’anno scorso con quasi il 100% dei voti. Serve un repulisti completo. Il problema è strutturale. Un sistema piegato agli interessi dei club, molto attento a garantire commissioni record (le più alte in Europa!) ai procuratori e meno a far crescere i talenti”, prosegue il comunicato.

“Quando arriveranno gli obblighi per i club di investire sui giovani? Perchè si consente loro di impedire gli stage della Nazionale mentre la Supercoppa l’hanno giocata in Arabia Saudita e avevano addirittura programmato la follia di giocare Milan – Como in Australia? Siamo sicuri che il problema sia solo Gravina e non sia anche chi dirige la Lega Calcio? Si continua a rincorrere emergenze senza mai mettere mano alle fondamenta. Nel frattempo cresce una generazione intera che la Nazionale al Mondiale non l’ha mai vissuta. Continuare così non è più accettabile. È solo accanimento contro ciò che resta di una storia che meriterebbe ben altro destino”, termina la nota.

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