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Cronaca

Papa Francesco “La guerra è un sacrilegio, no al riarmo”

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MILANO (ITALPRESS) – “Sono le tante guerre dimenticate, che di tanto in tanto ricompaiono davanti ai nostri occhi disattenti. Queste guerre ci apparivano ‘lontanè. Fino a che, ora, quasi all’improvviso, la guerra è scoppiata vicino a noi. L’Ucraina è stata aggredita e invasa. E nel conflitto ad essere colpiti sono purtroppo tanti civili innocenti, tante donne, tanti bambini, tanti anziani, costretti a vivere nei rifugi scavati nel ventre della terra per sfuggire alle bombe, con famiglie che si dividono perchè i mariti, i padri, i nonni rimangono a combattere, mentre le mogli, le madri e le nonne cercano rifugio dopo lunghi viaggi della speranza e varcano il confine cercando accoglienza presso altri Paesi che li ricevono con grandezza di cuore”. Lo scrive Papa Francesco nell’introduzione al suo saggio “Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace”, da domani nelle librerie e nelle edicole con il Corriere della Sera.
“Di fronte alle immagini strazianti che vediamo ogni giorno, di fronte al grido dei bambini e delle donne, non possiamo che urlare: ‘Fermatevi!?. La guerra non è la soluzione, la guerra è una pazzia, la guerra è un mostro, la guerra è un cancro che si autoalimenta fagocitando tutto! Di più, la guerra è un sacrilegio, che fa scempio di ciò che è più prezioso sulla nostra terra, la vita umana, l’innocenza dei più piccoli, la bellezza del creato. Sì, la guerra è un sacrilegio! Non posso non ricordare la supplica con cui nel 1962 san Giovanni XXIII chiese ai potenti del suo tempo di fermare un’escalation bellica che avrebbe potuto trascinare il mondo nel baratro del conflitto nucleare. Non posso dimenticare la forza con cui san Paolo VI, intervenendo nel 1965 all’assemblea generale delle Nazioni Unite, disse ‘Mai più la guerra! Mai più la guerra!’. O, ancora, i tanti appelli per la pace di san Giovanni Paolo II, che nel 1991 ha definito la guerra ‘un’avventura senza ritornò” prosegue il Santo Padre.
“Se avessimo memoria, sapremmo che la guerra, prima che arrivi al fronte, va fermata nei cuori. L’odio, prima che sia troppo tardi, va estirpato dai cuori. E per farlo c’è bisogno di dialogo, di negoziato, di ascolto, di capacità e di creatività diplomatica, di politica lungimirante capace di costruire un nuovo sistema di convivenza che non sia più basato sulle armi, sulla potenza delle armi, sulla deterrenza. Ogni guerra rappresenta non soltanto una sconfitta della politica ma anche una resa vergognosa di fronte alle forze del male” conclude Papa Francesco.
(ITALPRESS).

Cronaca

Incidente nella notte a Milano, morto un motociclista di 49 anni in zona San Siro

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MILANO (ITALPRESS) – Tragico incidente stradale nella notte in zona San Siro – Lampugnano. Intorno alle 2:15, tra via Benedetto Croce e via Quattrocchi, nei pressi del parco Monte Stella, si è verificato un violento scontro tra una moto e un’automobile. Per cause ancora in corso di accertamento da parte della Polizia Locale, una Suzuki SV1000, guidata da un uomo di 49 anni e proveniente da piazza Kennedy lungo via Quattrocchi, ha impattato frontalmente contro il fianco destro di una Citroën C3. L’autovettura, condotta da un uomo di 43 anni, è giunta dalla sinistra (dal lato del parco Monte Stella) e stava attraversando l’incrocio verso via Benedetto Croce.

A seguito del violento impatto, la vettura è finita sopra lo spartitraffico centrale, abbattendo il palo del semaforo. Inutili i soccorsi per il motociclista di 49 anni: il personale sanitario dell’automedica giunto sul posto ha potuto soltanto constatarne il decesso. Il conducente dell’auto è stato invece trasportato in codice verde all’Ospedale San Carlo, dove è stato sottoposto agli accertamenti di rito per verificare l’eventuale presenza di alcol o sostanze stupefacenti nel sangue. Il Pubblico Ministero di turno ha disposto il sequestro dei veicoli coinvolti, del casco del centauro e il trasferimento della salma a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mentre i rilievi e la ricostruzione esatta della dinamica sono affidati agli agenti della Polizia Locale.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Mattarella “San Francesco ci insegna colpa più grande uccidere in nome Dio”

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ROMA (ITALPRESS) – “Sono passati ottocento anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia insieme a un’altra grande santa, Caterina da Siena”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando ad Assisi alla cerimonia in occasione della Festa nazionale di San Francesco, nell’ottavo centenario della morte. “La distanza temporale che ci separa da quell’evento – prosegue – non ha in alcun modo ridotto il suo fascino e il suo carisma, che vive ben oltre i confini dell’Italia e della stessa Cristianità, di cui è figlio e figura eminente. Profeta di pace, di amore, di rispetto per il Creato, il suo insegnamento è patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini, credenti o non credenti, cristiani o fedeli di altre religioni”.
“Oggi terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo, e addirittura da alcune parti si tornano a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose: Francesco ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio”, ha aggiunto.
“Nell’undicesimo canto del paradiso Dante parla di Francesco come di un sole sorto per il mondo intero, tanto che Assisi andrebbe denominata come ascesi, come Oriente”, prosegue. “In questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da tanta violenza, manipolazione, arroganza, come ha detto giorni fa Leone XIV – prosegue – l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena fraterna convivenza”.
“La sua povertà, così cercata e desiderata, fu rottura concreta con l’idolatria del denaro; la sua umiltà non aveva nulla di ingenuo, nasceva da una sete esigente di verità; la sua obbedienza non fu remissività, ma una faticosa, ponderata ricerca delle ragioni superiori dell’unità del popolo cristiano e della Chiesa”. “Ricordare, oggi, l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo – aggiunge – vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali anch’essi della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato, la pace”.
-foto Quirinale –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Verstappen vince il GP del Bahrain davanti ad Antonelli, terzo Hamilton

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KUALA LUMPUR (MALESIA) (ITALPRESS) – Max Verstappen (Red Bull) vince il Gran Premio del Bahrain, sedicesimo appuntamento del Mondiale di F1 e disputato in Malesia a causa del conflitto in Medio Oriente. L’olandese, ultimo vincitore a Sepang nel 2017, precede al traguardo la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli al termine di una gara in condizioni miste, partita in ritardo per la forte pioggia e animata nel finale dal ritiro di George Russell (Mercedes), terzo a cinque giri dalla fine, per un problema tecnico. Completa il podio Lewis Hamilton (Ferrari), bravo a sfruttare due Safety Car dopo una strategia sbagliata in partenza. Quarto Charles Leclerc (Ferrari) davanti a Isack Hadjar (Red Bull). Sesto Oscar Piastri (McLaren), seguito da Liam Lawson (Racing Bulls), Fernando Alonso (Aston Martin), Lando Norris (McLaren) e Arvid Lindblad (Racing Bulls).

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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