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Economia

Sergio Balbinot nuovo presidente di Allianz

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MILANO (ITALPRESS) – Sergio Balbinot è il nuovo Presidente di Allianz S.p.A. e succede a Claudia Parzani, indicata al vertice di Borsa Italiana. Il Consiglio di Amministrazione ha ringraziato la Presidente uscente per l’impegno e la passione dedicati alla Compagnia nei cinque anni del suo mandato, rappresentandola nel suo alto ruolo istituzionale e partecipando alla vita dell’azienda, lasciando la propria impronta distintiva nei confronti di tutti gli stakeholders.
“Sono lieto di assumere questo nuovo e prestigioso incarico – ha dichiarato Sergio Balbinot – e desidero ringraziare la Presidente uscente Claudia Parzani per il contributo dato alla Società in questi anni. L’Italia è un paese chiave per il nostro Gruppo, che negli anni recenti ha rafforzato il proprio posizionamento sia attraverso operazioni di crescita esterna sia in virtù degli eccellenti risultati conseguiti da tutta la squadra guidata dall’Amministratore Delegato Giacomo Campora. Consapevoli delle sfide che ci attendono, lavoreremo assieme nel servire al meglio i nostri clienti con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la posizione già molto rilevante di Allianz in Italia”.
La Presidente uscente Claudia Parzani ha così commentato: “Poter rappresentare Allianz in questi cinque anni è stato per me un onore, così come collaborare con Giacomo Campora e la squadra di management italiana, oltre che con Sergio Balbinot, cui auguro buon lavoro, forte della sua straordinaria esperienza e competenza in campo assicurativo”.
Giacomo Campora, Amministratore Delegato di Allianz S.p.A. ha commentato: “È un onore per noi poter continuare a collaborare con Sergio Balbinot nella sua nuova veste di Presidente. Il nostro management team saluta Claudia Parzani con grande riconoscenza”.
Sergio Balbinot è membro del Board of Management di Allianz SE dal gennaio del 2015 ed è uno tra i manager più apprezzati a livello internazionale nel mondo assicurativo, settore nel quale ha ricoperto con successo ruoli apicali negli ultimi vent’anni, non solo a livello esecutivo ma anche associativo (per 7 anni è stato Presidente di Insurance Europe, l’associazione che raggruppa gli assicuratori di 36 paesi in Europa). In questi anni Balbinot ha dato un importante contribuito al consolidamento del Gruppo Allianz nell’area geografica dell’Europa Sud-Occidentale e alla forte espansione nel mercato asiatico, dove Allianz è presente in tredici Paesi, tra i quali la Cina. Sotto la regia di Balbinot, Allianz è stato infatti il primo Gruppo assicurativo-finanziario straniero ad ottenere tre autorizzazioni dell’Authority locale ad operare in Cina con società assicurative e di asset management assicurativo con azionariato totalmente straniero. In Italia, Balbinot ha rappresentato Allianz per cinque anni nel Consiglio di Amministrazione di UniCredit e nel 2021 ha contribuito in modo determinante all’acquisizione della Compagnia Danni Aviva Italia, oggi Allianz Viva.
Oltre al mandato nel Board of Management di Allianz SE e all’incarico di Presidente di Allianz S.p.A., Sergio Balbinot ricopre altri incarichi nel Gruppo, quale Presidente di Allianz China Holding, Presidente di Allianz Partners, la Compagnia leader mondiale nel settore dell’assistenza, e Vicepresidente di Allianz France.
Il Board di Allianz S.p.A. – Presidente: Sergio Balbinot, Vicepresidente: Avais Aqil Karmali, Amministratore Delegato: Giacomo Campora, Amministratori: Matteo Lovaglio, Thomas Karl Heinz Naumann, Gioia Manetti, Laura Ximena Olivares, Ferruccio Resta.
-foto ufficio stampa Allianz-
(ITALPRESS).

Economia

Cgia, tasse doppie per le imprese italiane rispetto alle big tech

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ROMA (ITALPRESS) – Secondo la Cgia di Mestre i colossi del web continuano a macinare profitti miliardari “scaricando” sulle nostre piccole e medie imprese il peso fiscale che loro eludono. Mentre le imprese italiane registrano un tax rate del 31,9%, le prime 25 multinazionali del web presenti nel mondo, secondo i dati dell’Area Studi di Mediobanca, presentano un’aliquota fiscale media pari al 14,8%: praticamente meno della metà. La Cgia spiega che spesso quando una multinazionale lavora in diversi Paesi incrementa “fittiziamente” i costi delle controllate in quelle nazioni dove il carico fiscale è elevato (come l’Italia o la Francia). Così facendo, abbassa gli utili, spostando la gran parte dei profitti nelle filiali ubicate nelle realtà (come i Paesi Bassi, l’Irlanda, il Lussemburgo, etc.) che presentano livelli di tassazione molto vantaggiosi. Grazie a questa operazione elusiva, la quasi totalità delle big companies dichiara una quota importante del loro utile totale nei Paesi dove si pagano pochissime tasse. Nel 2024, ultimo dato disponibile, le prime 25 websoft presenti nel mondo hanno realizzato un utile ante imposte pari a 503 miliardi di euro, versando, complessivamente, 74,3 miliardi di euro di tasse. Pertanto, il tax rate è stato del 14,8%.

Le imprese italiane, invece, nel 2023 hanno realizzato un utile di 322 miliardi che ha determinato un versamento al nostro erario di 102,6 miliardi di euro di imposte, facendo così salire il tax rate al 32%. Un’aliquota fiscale più che doppia di quella toccata dai giganti mondiali del web. L’associazione mestrina osserva che non sono solo i colossi stranieri del web a godere della fiscalità di vantaggio offerta ancora oggi da diversi Paesi europei. Negli ultimi anni anche molti grandi gruppi italiani hanno spostato all’estero la sede legale o fiscale, talvolta limitandosi a una controllata. Meta preferita: i Paesi Bassi. Il motivo è duplice. Da un lato la legislazione societaria olandese è molto favorevole, perché consente agli azionisti storici di avere doppio voto in assemblea, un meccanismo che blinda l’azienda da eventuali scalate straniere.

Dall’altro, ad Amsterdam il fisco riserva condizioni piuttosto generose alle grandi aziende disposte a trasferire lì la propria sede fiscale. Operazioni del tutto legittime, sul piano fiscale e societario. Ma con un effetto collaterale tutt’altro che neutro: si riduce la base imponibile in Italia, e a farne le spese sono soprattutto le piccole e piccolissime imprese che, a differenza dei grandi gruppi, non hanno certo la possibilità di fare le valigie e trasferirsi altrove.

L’Ufficio studi della Cgia ipotizza che le imprese ubicate in tutte le regioni d’Italia presentano un tax rate nettamente superiore alle principali big tech presenti nel mondo. L’incidenza del carico fiscale sugli utili ante imposte delle nostre imprese ubicate in tutte le regioni è più del doppio di quella in capo alle websoft monitorate. Se, invece, si misura la differenza delle aliquote fiscali, il dato medio italiano (31,9) è di 17,1 punti superiore a quello dei giganti del web (14,8). A livello regionale, infine, il differenziale più elevato si registra nel Lazio che conta un’aliquota fiscale di 18,6 punti in più rispetto alla media delle prime 25 big tech.

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– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

 

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Acea emette il più grande Blue Bond italiano, raccolti 500 milioni di euro

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MILANO (ITALPRESS) – La finanza punta sempre più all’acqua. Oggi a Palazzo Mezzanotte a Milano Acea ha ufficializzato l’emissione del più grande Blue Bond mai emesso in Italia. Sono stati raccolti 500 milioni di euro e ha registrato una domanda superiore a tre volte l’offerta. Un segnale di forte fiducia degli investitori in progetti legati alla tutela della risorsa idrica, secondo quanto afferma la CFO di Acea, Valentina Bracaglia.

Le risorse serviranno a ridurre le perdite della rete, rendere più efficienti gli acquedotti, rafforzare le infrastrutture contro gli effetti del cambiamento climatico e migliorare il trattamento e il riuso delle acque reflue. Un’operazione che unisce mercato e sostenibilità, con l’obiettivo di rendere il sistema idrico più moderno, resiliente e sicuro.

– Foto ufficio stampa Acea –

(ITALPRESS).

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Economia

Meloni “Blue economy asset importante per l’Italia, impegno in Ue per rivedere l’ETS marittimo”

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ROMA (ITALPRESS) – “Per l’Italia l’interconnessione marittima è fondamentale per l’economia manifatturiera, per l’approvvigionamento energetico e delle materie prime, per l’esportazione dei nostri prodotti nel mondo. Il mare è un catalizzatore di opportunità trasversali a tutti gli elementi vitali della nostra società: dal turismo all’industria, dalla portualità alla sicurezza, dalla tutela dell’ambiente alla cultura, dalle comunicazioni al commercio e alla logistica”. Così la premier Giorgia Meloni, in un messaggio inviato all’assemblea di Federagenti. “La dimensione marittima muove un ecosistema economico, industriale e produttivo, all’interno del quale ogni componente svolge un ruolo fondamentale. Ecco perché il Piano del Mare, lo strumento strategico e programmatico che questo Governo ha voluto per dotare l’Italia di una politica marittima unitaria, non considera voi agenti dei semplici intermediari ma vi annovera tra i protagonisti della competitività del sistema portuale nazionale”, aggiunge.

“Un sistema, quest’ultimo, che il Governo intende rafforzare ulteriormente, anche grazie alla riforma della governance portuale, un provvedimento di sistema che punta a superare le frammentazioni, sviluppare una pianificazione nazionale, aumentare l’attrattività dei nostri porti. E, a proposito di attrattività e competitività – sottolinea Meloni -, il Governo continuerà a portare avanti il proprio impegno in Europa per rivedere l’ETS marittimo, un meccanismo che rischia di penalizzare i nostri porti a vantaggio di quelli del Nord Africa, peraltro senza ottenere benefici in termini di riduzione delle emissioni inquinanti nel Mediterraneo. Il mare è uno dei motori della nostra crescita, della nostra occupazione, del nostro benessere. La blue economy è un asset che questo Governo ha rimesso al centro delle politiche nazionali, con scelte strutturali e interventi di sistema. È un cammino che, sono certa, ci vedrà lavorare ancora una volta insieme, esattamente come abbiamo fatto finora. Perché solo insieme – pubblico e privato, Istituzioni e mondo produttivo, categorie economiche e parti sociali – riusciremo a rendere sempre più performante e dinamica una delle filiere più identitarie della nostra Nazione: l’economia blu”, conclude la premier.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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