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LA VOCE PAVESE – PAVIA, SCUOLE, ARIA INQUINATA E CATTIVE ABITUDINI

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 La Voce Pavese di Emanuele Bottiroli: il commento in diretta alle ore 20 al fatto del giorno in provincia di Pavia. 

I promotori del progetto Cleanschool hanno messo sensori sugli zaini dei ragazzi per misurare l’aria a Pavia, a ridosso delle scuole. Riscontrate situazioni maggiormente critiche per gli alunni degli istituti Ada Negri, De Amicis e Scopoli. In particolare gli alunni che ogni giorno frequentano la scuola Ada Negri respirano aria più inquinata del 16 percento rispetto alla media cittadina: circa 200 bambini esposti a concentrazioni superiori di particolato prodotto da auto e traffico. Lo stesso avviene intorno alla De Amicis, popolata da 300 ragazzi e ragazze che, nei pressi della scuola, respirano aria più sporca del 12 percento. Un’iniziativa promossa dall’Associazione il Sellino Spiritato, nata a Pavia nel 2019 con l’intenzione di promuovere la mobilità sostenibile. Il progetto è stato supportato dalla Fondazione Cariplo grazie al bando Myfuture 2021. Un’idea che si è avvalsa della collaborazione pilota di due scuole superiori pavesi: la Scuola Internazionale di Pavia e il Liceo Cairoli, che ha già ospitato in precedenza le iniziative del progetto. L’obiettivo: sensibilizzare docenti e ragazzi con un percorso di formazione riguardo le tematiche connesse all’inquinamento dell’aria. Il progetto si è articolato in diverse fasi. Nel corso della prima i volontari dell’associazione e gli esperti incaricati hanno visitato alcune scuole realizzando interventi di formazione. Poi la selezione per le attività di monitoraggio ambientale, avvalendosi di strumentazione professionale indossabile affidata ai ragazzi che sono diventati “sentinelle dell’aria”, con il compito di monitorare le quantità di particolato disperse. Ma cosa si può fare per migliorare la qualità dell’aria e snellire il traffico?

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Scrivete al conduttore per le vostre segnalazioni o per chiedere diritto di replica: emanuele@bottiroli.it

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Stradella, 270 posti salvati alla logistica H&M di Stradella

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La Voce Pavese – Stradella, 270 posti salvati alla logistica H&M di Stradella

Cinque ore di trattativa, poi l’accordo. Lunedì sera, in prefettura a Pavia, Gxo, Easy Coop e le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Si Cobas hanno firmato un’intesa che, almeno per ora, mette al sicuro i duecentosettanta lavoratori della logistica H&M di Stradella.
Al centro della vertenza c’è la scadenza del contratto tra Gxo — la società che gestisce il magazzino — e il colosso svedese dell’abbigliamento, prevista per il trenta settembre. H&M non ha ancora comunicato se rinnoverà. Nel frattempo, Gxo ha confermato l’arrivo di sessantasei container entro il quindici maggio, per la lavorazione di circa un milione di colli: un segnale concreto di continuità operativa.
L’accordo prevede che, in caso di mancato rinnovo da parte di H&M, Gxo garantisca l’internalizzazione di tutto il personale, agli stessi livelli occupazionali e salariali. Se dovessero emergere esuberi, l’azienda ha dichiarato disponibilità a discutere forme di incentivo all’esodo. Il prossimo appuntamento è fissato per l’otto maggio, per lavorare a un accordo complessivo che verrà presentato il ventuno maggio, dopo la definizione del nuovo piano industriale.
A fronte di queste garanzie, i sindacati hanno sospeso le azioni di protesta in corso da dieci giorni.
Le reazioni dal fronte sindacale sono di cauta soddisfazione. Per Sergio Antonini e Vincenzo Agrillo della Filt Cgil di Pavia, Gxo sta lavorando su un duplice scenario: proseguire con H&M se il contratto venisse rinnovato, oppure convertire il magazzino da mono a multicliente — una strada già avviata. «La situazione — dicono — è più grigia che nera». Gaetano Di Capua, segretario generale della Fit Cisl Pavia-Lodi, riconosce gli impegni dell’azienda ma avverte: «La partita resta difficile». Mohamed Arafat di Si Cobas sottolinea il ruolo determinante della prefettura nella mediazione e annuncia che la mobilitazione continuerà, in particolare sul fronte della cassa integrazione: l’obiettivo dichiarato è ottenere una copertura al cento per cento delle retribuzioni.

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